Intervista a Massimo Franzaroli, il nuovo presidente della squadra italiana di iT’s tissue

Lo abbiamo incontrato in fiera a Milano, in occasione di Tissue World 2017, dove ci ha ospitati nello spazio dedicato all’evento iT’s tissue: è Massimo Franzaroli (di Pulsar) presidente dall’inizio del 2017 di Tissue Italy.

Nata cinque anni fa, questa innovativa rete di imprese del settore tissue vuole essere esattamente come è apparsa a Milano: un’unica aggregazione di aziende, concorrenti sul mercato, che si mettono però sullo stesso piano – grandi e piccole che siano – per presentarsi insieme al settore e comunicare cos’è oggi la tecnologia italiana nel tissue.

«Alla base di Tissue Italy c’è la tecnologia italiana nel mondo del tissue, fatta di innovazione, ricerca & sviluppo, e persone»

Crescere con il settore

Franzaroli avrà, tra gli altri, il compito di traghettare la rete alla terza edizione di iT’s tissue attesa per il prossimo anno, che si terrà infatti dal 25 al 29 giugno 2018. All’incarico di presidente è giunto dopo i primi due mandati di Matteo Gentili e di Sergio Casella – che ha lasciato la presidenza a causa di altri impegni, ma che rimarrà alla vicepresidenza insieme a Mauro Celli, Marco Dell’Osso e Rudy Michelini.

«Ho accettato il mandato con lo scopo di mantenere unita la squadra e, nel contempo, di trasformare la rete affinché diventi qualcosa di più e di diverso da ciò che è stato finora» ci ha raccontato Franzaroli. «Mi piacerebbe che Tissue Italy, al di là della realizzazione dell’evento in sé, arrivasse a rappresentare il futuro per le nostre aziende e per tutti gli imprenditori che stanno credendo in questo progetto». Perché se è vero che tutto è iniziato con l’organizzazione di iT’s tissue, che nelle due prime edizioni, rispettivamente del 2013 e 2015, ha saputo portare in Italia professionisti del comparto provenienti da tutto il mondo, è anche vero che il settore tissue ora riconosce che c’è di più e percepisce la valenza di questa rete di imprese. «Grazie alle iniziative finora svolte abbiamo avuto importanti contatti con diverse associazioni a livello internazionale». A fine marzo, per esempio, Tissue Italy ha partecipato in Cina alla fiera Cidpex – China international disposable paper expo – organizzata dall’associazione di produttori di carta cinesi (Cnhpia – China national household paper industry association); mentre Ets (European tissue symposium), l’associazione europea di produttori di carta tissue, ne ha chiesto la collaborazione al fine di promuovere il mondo del tissue all’interno della filiera. «Questo significa cambiare il nostro modo di stare insieme» continua il presidente, «avendo una visione del futuro che non è più solo organizzare un evento ogni due o tre anni, ma capire cosa si possa fare insieme per il nostro settore, dove stia andando, quali saranno le sue future necessità e cosa possiamo condividere anche con altre organizzazioni».

Comunicare la tecnologia italiana

Per arrivare dove oggi si trova, Tissue Italy ha fatto un percorso di crescita, «è cambiata anche la nostra maturità» spiega Franzaroli. «Per me quella della rete è una grande sfida, le nostre aziende si stanno presentando al settore insieme, mettendosi sullo stesso piano e sotto un unico cappello; un percorso non semplice, perché non siamo tutte uguali in termini di fatturato, dimensioni e tipologie di prodotto. Gli imprenditori e gli amministratori delegati delle nostre imprese hanno fatto un passo oltre l’individualismo che troppo spesso caratterizza un modo di fare impresa nel nostro paese e hanno lanciato un messaggio di ospitalità con la formula di iT’s tissue, nella quale crediamo».

L’evento itinerante in cui gli imprenditori della rete aprono le porte delle proprie aziende non è fatto di semplice ospitalità, bensì risponde allo scopo primario per cui è stata creata Tissue Italy, ovvero comunicare in maniera diversa al settore. «Nel 2012, firmando il primo contratto di rete, cercavamo un nuovo mezzo per presentarci ai nostri clienti. Avevamo capito che non era più sufficiente incontrarli esclusivamente negli eventi fieristici, importanti sì per fare networking ma nei quali non si possono vedere le potenzialità della tecnologia, semplicemente le si immagina. Pensammo così di creare un evento in cui tutti insieme e nello stesso momento, nonostante fossimo concorrenti, potessimo invitare i nostri clienti a vedere cosa facciamo a casa nostra. Questo permette loro di capire il valore della tecnologia italiana, di vederla in funzione e di confrontarsi direttamente con i tecnici che l’hanno creata».

Aspettando il 2018

iT’s tissue, oltre a rappresentare un’opportunità, si è dimostrato negli anni anche un grande incentivo allo sviluppo della tecnologia e delle aziende della rete, che sono stimolate in competizione fra loro a dare sempre, a ogni edizione, il meglio di sé e  ad introdurre nuove tecnologie , ed  rinnovare il proprio parco macchine; in una parola innovare per crescere . Questo ha effetti non solo all’interno della rete ma per tutto il settore, tante altre aziende concorrenti fuori dalla rete che sono presenti in forze in questa fiera, ne sono una dimostrazione. Innovare trovare nuove soluzioni percorrere nuove strade è ciò che le dodici aziende proporranno il prossimo anno. «C’è una grande sfida tecnologica che ovviamente porterà vantaggi anche ai clienti, al mercato e al consumatore». L’edizione del 2018 avrà come elemento caratterizzante l’innovazione spinta, interpretata alla luce dell’Industria 4.0, «ci saranno grandi novità nel mondo del tissue e le aziende della rete, in questo, saranno protagoniste».

Fervono quindi i preparativi per l’organizzazione della terza edizione. È stato creato uno staff operativo di tre persone – Maddalena Marcone, come responsabile di progetto, Walter Tamarri, segretario generale delle rete, e Stefano Bortoletto, come responsabile amministrativo – che lavorano quotidianamente alle questioni inerenti alla rete, mentre la comunicazione è stata affidata a un’agenzia esterna. «Stiamo lavorando alacremente» afferma in ultimo il presidente «e già nel giro di qualche mese contiamo di potere fornire alcune notizie in merito», riservandosi però, giustamente, un po’ di suspense…

«Abbiamo creato una squadra di imprese italiane del tissue, capace di distinguersi nel settore a livello mondiale».

Tissue Italy ha ricevuto il Premio come espositore più sostenibile
Al Tissue World, infatti, l’approccio delle 12 aziende è risultato vincente, perché hanno “regalato” al visitatore un’esperienza unica. Tissue Italy si è guadagnata il Premio perché le 12 aziende del network hanno saputo adottare pratiche intelligenti e condividere servizi, per esempio i trasporti, l’elettricità, il riuso di materiali per lo stand, l’impiego di cibo stagionale e sostenibile.
Tissue Italy è costituita da dodici imprese: A Celli, Elettric 80, Fabio Perini, Futura, Gambini, MTC, Omet, PCMC, Pulsar, Recard, TMC e Toscotec.
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