Cartiere

Cartiera Galliera conquista la Francia, e acquisita la Papeterie de Raon

Dai rischi del tracollo all’internazionalizzazione appena compiuta che la sta rilanciando in Europa

Cartiera Galliera, realtà produttiva di Galliera Veneta (Padova) rilevata nel 2011 da Cartiera Mantovana Srl, da pochi giorni ha acquisito la francese Papeterie de Raon. Partita nel dopoguerra, si è fatta strada producendo carta ordinaria da ufficio. Fino al calo progressivo degli anni Duemila, a cui ha contribuito la crisi economico-sociale dal 2008 a oggi. «La lavorazione della carta è un settore molto specialistico, per avere successo bisogna conoscerlo bene», dice l’amministratore unico Alberto Marenghi, 38 anni. Lui parte da un’azienda storica, Cartiera Mantovana, fondata da un suo avo nel 1615 e che nel tempo si è fatta conoscere ben all’infuori dei confini provinciali. «Per continuare a produrre e a mantenere un buon fatturato, occorreva diversificare il prodotto. Abbiamo cominciato a trattare la plastica e a preparare prodotti per gli imballaggi».

Da qui l’approdo in Veneto una volta che si è presentata l’opportunità (subito sfruttata) di rilevare l’omologa fabbrica di Galliera e di convertirne interamente il ciclo produttivo: da carta semplice a carta da banco e per il settore alimentare. La strategia d’espansione è stata portata avanti attraverso l’acquisizione di uno stabilimento nella vicina San Martino di Lupari, per trattare il cosiddetto kraft specifico per gli imballaggi, e di uno a Cambiago nel Milanese, per compiere l’operazione di ondulazione del materiale cartaceo, entrambi denominati Galliera Consulting. Sempre, ovviamente, con il supporto della storica sede mantovana.

Per giungere in ultima all’avventura francese, diretta conseguenza della nuova fase a Galliera. «Oltre il 50 per cento dei prodotti finiti a Galliera vengono esportati all’estero – continua Marenghi. Era sempre più opportuno trovare una base d’appoggio fuori dall’Italia, per differenziare ulteriormente quanto facciamo e soprattutto per ridurre il costo dei trasporti. Dopo una breve ricognizione in Repubblica Ceca, si era presentata un’occasione particolarmente ghiotta a Raon d’Etap in Francia: l’azienda in questione, in precedenza nostra concorrente, aveva il vantaggio di avere già due linee produttive e di essere situata in Alsazia, molto vicina ad altri mercati per noi d’interesse come Olanda e Germania».

Con la crisi e il passaggio all’americana GreenDustries, che l’aveva lasciata andare a se stessa, la cartiera era finita in cattive acque ed è stata commissariata. «Noi però – prosegue il manager – ci eravamo affacciati già dallo scorso anno, e dopo varie trattative l’abbiamo spuntata su un altro gruppo francese. È stata una grandissima soddisfazione, non solo per il traguardo ma perché è stato apprezzato il nostro piano industriale di rilancio. In primis dai sindacati del posto». Tanto che il rappresentate di questi ultimi, Christof Cossin, ha ringraziato pubblicamente Ramenghi: «Ha dato futuro a 72 lavoratori che rischiavano di perdere il posto una volta chiuso lo stabilimento». Peraltro pure questa cartiera ha un’importante storia alle spalle, essendo in attività dal 1880 e avendo raggiunto una capacità produttiva di 25mila tonnellate di carta all’anno e un fatturato di 25 milioni di euro (in uno stabilimento di 80mila metri quadri).

«Ora guardiamo con ulteriore ottimismo al futuro, visto che nel 2015 potremo contare su 200 dipendenti e 80 milioni di fatturato complessivi. Di questi numeri – aggiunge Merenghi – gli stabilimenti veneti contribuiscono con i 40 dipendenti e i 17 milioni di Cartiera Galliera e i 52 operatori e i 20 milioni della filiale a San Martino. Tutti inseriti in una logica di filiera ma tutti in grado di andare avanti con una buona dose di autonomia e di passione. Sempre nell’ottica di completare la filiera – conclude – dall’anno scorso abbiamo il controllo diretto sulla parte progettuale: possediamo il 29 per cento delle azioni di Sumus Italia, ditta che detiene i brevetti per produrre i sacchetti di carta per la raccolta dell’umido». Tuttavia non si sbilancia su un’ulteriore espansione internazionale: il riavvio di Papeterie richiederà parecchi sforzi per i prossimi anni.

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