I dati preliminari 2025 sulla produzione di carta e cartone in Europa e in Italia mostrano una moderata resilienza in un contesto di costi in aumento, concorrenza globale crescente e rallentamento industriale.
Secondo le statistiche diffuse da Cepi la produzione europea di carta e cartone è diminuita dell’1,5% rispetto al 2024. Nonostante la tendenza generale negativa dal 2021, riflettente le difficoltà di tutti i settori manifatturieri europei, la filiera mantiene una posizione competitiva positiva. La domanda debole, l’impatto dei costi energetici e produttivi elevati rispetto ai concorrenti globali, insieme a crescenti oneri normativi e tensioni geopolitiche, hanno inciso sulle performance del settore.
Il segmento delle carte grafiche ha registrato la flessione più marcata, con un calo del 7,2%, mentre la carta e cartone per imballaggi è rimasta sostanzialmente stabile (+0,1%), la carta per usi igienico-sanitari ha registrato un leggero calo (-0,8%) e altri tipi di carta e cartone sono aumentati (+0,4%). Nonostante la relativa stabilità di alcuni segmenti, la produzione europea resta comunque inferiore del 5% rispetto al livello record del 2021.
Il saldo commerciale di carta e cartone nell’area Cepi, pur in lieve erosione (-4,4%), resta ampiamente positivo, una posizione unica tra i settori ad alta intensità energetica. Secondo i dati Eurostat, le esportazioni UE sono diminuite del 2,2%, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,4%, evidenziando una fragilità della competitività globale dell’Europa.
Anche in Italia la produzione ha subito una flessione del 2,2% nel 2025. Il mercato interno, tuttavia, ha mostrato una certa tenuta (+3,8%), sostenutaprincipalmente dall’aumento delle importazioni (+7,6%), mentre le vendite interne dell’industria italiana sono diminuite dello 0,7% e le esportazioni in volume del 4,1%, come evidenziato dal direttore generale di Assocarta Massimo Medugno.
Secondo Medugno, «esiste un potenziale di crescita nella sostituzione dei materiali a base fossile. I materiali circolari a base biologica offrono vantaggi in termini di resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività europea».
Un supporto a questa visione arriva dai dati di Deloitte che confermano come l’Europa non abbia eguali in metriche chiave di competitività circolare. La filiera della carta è infatti il principale utilizzatore di biomassa destinata ai biomateriali e presenta un elevato tasso di utilizzo circolare dei materiali, rafforzando la leadership europea nell’economia circolare. In un periodo di sfide globali e pressioni competitive, il settore della carta e del cartone dimostra dunque capacità di resilienza, con opportunità concrete di crescita legate alla sostenibilità e all’innovazione circolare.



