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Valeria Teruzzi

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Cuscinetti per supporti di cilindri ondulatori di cartone

Faro Bearings annovera tra i propri prodotti di spicco l’intera gamma di cuscinetti destinati ai più noti modelli di macchine che producono cartone ondulato.

I cilindri ondulatori sono componenti essenziali all’interno delle linee di produzione del cartone ondulato, un materiale ampiamente utilizzato per l’industria degli imballaggi e delle scatole.

Per assicurare una produzione efficiente e di alta qualità, permettendo una rotazione fluida e precisa i cuscinetti Faro Bearings di supporto dei cilindri sono caratterizzati da:

  • Maggiore durata di servizio. Gli anelli dei cuscinetti sono realizzati in acciaio di alta qualità accoppiati ad una gabbia in bronzo centrifugato completamente lavorata.
  • Alta capacità di Carico. I cuscinetti sono progettati per sopportare gravosi carichi radiali ed assiali generati dal processo di ondulazione.
  • Precisione ed Affidabilità. La precisione è importante per mantenere l’uniformità delle onde prodotte. Eventuali difetti nel movimento del cilindro possono portare ad imperfezioni nel cartone.
  • Gioco radiale speciale. Faro Bearings ha individuato un gioco radiale bilanciato che permette di assorbire le fisiologiche dilatazioni degli anelli interni nella fase di avviamento della macchina pur mantenendo un valore corretto quando la struttura ha raggiunto la temperatura di regime.
  • Resistenza al Calore. Durante il processo di ondulazione, i cuscinetti sono sottoposti a temperature superiori a 200 °C. Faro Bearings ha pertanto previsto sugli anelli dei cuscinetti uno speciale trattamento termico che garantisce di operare in maniera ottimale in tali condizioni.

La scelta adeguata dei materiali per i cuscinetti e un sistema di lubrificazione efficiente sono dunque aspetti importanti per assicurare la loro durata nel tempo e un’efficienza operativa ottimale, evitando così costosi fermi macchina e interventi di manutenzione eccessivi.

 

Convegno annuale Gifco, intervista al presidente Fausto Ferretti

Al via il Convegno annuale Gifco, in programma il 14 e 15 maggio 2026 a Baveno (VB). Per l’occasione abbiamo intervistato il presidente Fausto Ferretti, che traccia per noi un bilancio del suo mandato e offre uno sguardo sulle prospettive future del settore.

Il settore del cartone ondulato rappresenta da sempre un pilastro dell’industria del packaging italiano, un comparto capace di coniugare tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica. In questo scenario si inserisce il ruolo strategico di Gifco, che continua a supportare le aziende associate in un contesto economico e produttivo in rapida evoluzione. Abbiamo raccolto le riflessioni del presidente Fausto Ferretti, che traccia un bilancio del suo mandato e offre uno sguardo sulle prospettive future del settore.

Un mandato avviato in un momento cruciale

«Gifco è da sempre un punto di riferimento per il settore del cartone ondulato, fornendo ai propri associati tutta una gamma di servizi e informazioni per il comparto specifici su aspetti tecnici e normativi e relativi alla produzione e all’uso del packaging cellulosico.

L’inizio del mio mandato da presidente di Gifco – oramai quasi cinque anni or sono – è avvenuto in un momento storico molto particolare (in Italia eravamo ancora in uno stato di emergenza a seguito dell’epidemia da Covid-19), nel quale Gifco era chiamato a importanti sfide. In particolare, cavalcare quel momento positivo di un mercato del packaging industriale sempre più orientato alla transizione green».

Formazione, ricerca e condivisione: il cuore della missione Gifco

«Nella mission istituzionale di Gifco rientrano diverse attività, tra cui quella di condividere conoscenze tecniche tra i propri associati attraverso l’organizzazione di seminari formativi e informativi. È in questo quadro che si inseriscono alcune attività di natura tecnica sviluppate recentemente e altri progetti che sono in fase di definizione e che verranno organizzati prossimamente.

Nel corso del 2025 sono stati realizzati una serie di webinar sull’efficienza energetica a beneficio delle aziende associate. Gli appuntamenti formativi hanno approfondito il tema generale dell’efficientamento energetico declinato lungo le diverse fasi produttive, analizzando le migliori pratiche per incrementare le performance energetiche nella produzione del cartone ondulato e nella sua conversione in imballaggio. Tra gli argomenti trattati quello del vapore, colle e amidi, inchiostri, impianti stampa, gestione dell’aria compressa, refrigerazione, scarti e polveri, essicazione, impianti di microgenerazione.

Inoltre, è in fase di preparazione per ottobre 2026 il Seminario Tecnico Gifco focalizzato su innovazione e sostenibilità nell’industria del packaging in cartone ondulato. Un evento per connettere tecnologia, artigianalità ed eccellenza industriale e basato su un programma che riunisce i temi tecnici più rilevanti per i produttori di imballaggi in cartone ondulato: dai sistemi di stampa e manutenzione all’efficienza dei materiali, passando per amidi e inchiostri. Il Seminario Tecnico Gifco non valorizza solo la competenza tecnica, ma la collega alle dinamiche di mercato, alle tendenze dell’innovazione, alle aspettative dei consumatori e alle ispirazioni provenienti da altri settori contigui».

Un anno complesso tra domanda debole e costi energetici

«Il mercato del cartone ondulato, sia italiano sia europeo, attraversa attualmente una fase di ristagno causata dalla debole domanda di beni di largo consumo, con effetti diretti sul fabbisogno di imballaggi, mentre il costo dell’energia nazionale continua a penalizzare le imprese italiane, in un contesto segnato da rilevanti tensioni geopolitiche di carattere ormai globale dove l’Italia, causa scelte miopi del passato, si vede particolarmente penalizzata».

Italia ed Europa: un confronto articolato

«Il rallentamento della produzione di cartone ondulato non riguarda esclusivamente il nostro Paese, né si manifesta in modo uniforme a livello europeo. Tra i principali Paesi produttori, Italia e Spagna evidenziano performance meno dinamiche rispetto al passato, pur mantenendo una sostanziale tenuta del settore. In Germania, dopo una fase di rallentamento legata anche alle difficoltà di comparti chiave come l’automotive, si osservano oggi segnali di graduale ripresa. Diverso il caso della Polonia, che negli ultimi quindici anni ha registrato una crescita sostenuta, pur attraversando recentemente una fase di parziale ridimensionamento. Nel complesso, il mercato europeo del cartone ondulato si conferma solido e in una fase positiva, proseguendo un percorso di crescita di lungo periodo».

E-commerce e logistica: motori di sviluppo

«Negli ultimi anni l’e-commerce e la logistica moderna hanno trainato la crescita e l’innovazione tecnologica del cartone ondulato. In particolare, nel periodo post-Covid-19, l’impennata dei consumi ha accelerato lo sviluppo del commercio elettronico, determinando un significativo incremento nell’utilizzo del cartone ondulato, che si conferma leader tra gli imballaggi sostenibili grazie alla sua monomaterialità e alla conseguente facilità di riciclo».

Uno sguardo al futuro: innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale

Il settore del cartone ondulato italiano è da sempre altamente competitivo e orientato all’innovazione, oggi sempre più focalizzato su nuove sfide legate allo sviluppo di imballaggi progettati su misura, dimensionati sull’esatta taglia del prodotto per eliminare sprechi di materiale e ottimizzare gli spazi riducendo i volumi di trasporto. Questo approccio ha consentito di abbassare l’impatto ambientale, mantenendo in parallelo elevate prestazioni meccaniche e qualitative. In questa prospettiva ogni packaging è destinato a dotarsi di una vera e propria carta d’identità, con caratteristiche specifiche sempre più legate a criteri di sostenibilità ambientale che ci permetterà di migliorare ulteriormente la performance. Un ruolo centrale sarà, inoltre, svolto dall’intelligenza artificiale destinata ad affiancare le nostre risorse umane contribuendo a incrementare efficienza e precisione lungo l’intera filiera.

«Nel complesso, il mercato europeo del cartone ondulato si conferma solido e in una fase positiva, proseguendo un percorso di crescita di lungo periodo»

Congresso dell’Industria Cartaria 2026, al via la 57ª edizione

Apre i battenti il Congresso Annuale dell’Industria Cartaria, giunto alla 57ª edizione, in programma il 14 e 15 maggio 2026 presso i Magazzini del Cotone, nel cuore del Porto Antico di Genova.

L’evento, tra i principali appuntamenti del settore, è organizzato da Aticelca e si conferma un punto di riferimento per il confronto tecnico e industriale lungo tutta la filiera della carta.

Innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale

La prima giornata è dedicata ai temi dell’innovazione di processo e di prodotto, con un focus su qualità della carta, sostenibilità degli imballaggi cellulosici e riciclo.

In mattinata è prevista la premiazione della Borsa di Studio “Paolo Culicchi”, promossa da Aticelca e Reno De Medici, insieme alla presentazione del percorso formativo dell’ITS MARCHI-FORTI di Pescia in ambito cartario.

Il pomeriggio sarà invece caratterizzato da una tavola rotonda dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione cartaria, tra scenari evolutivi e applicazioni concrete.

Il programma proseguirà con approfondimenti su decarbonizzazione, innovazione tecnologica e soluzioni impiantistiche, prima delle visite culturali facoltative alla città di Genova.

Normativa e al packaging

La giornata di venerdì 15 maggio sarà incentrata sui nuovi scenari normativi per gli imballaggi in carta, con approfondimenti su sostenibilità, performance per il food contact e implicazioni del regolamento europeo PPWR.

Metsä Group, primo impianto commerciale per la cattura di CO₂ biogenica

Metsä Group ha avviato la fase di pre-ingegnerizzazione del primo impianto commerciale al mondo per la cattura di CO₂ biogenica da biomassa legnosa. Il progetto sarà realizzato a Rauma in Finlandia, nello stabilimento di Metsä Fibre, e rappresenta un passo chiave nella trasformazione dell’industria della cellulosa verso modelli a basse emissioni e circolari.

L’impianto avrà una capacità prevista di circa 100.000 tonnellate annue di CO₂ catturata dai fumi di produzione, destinata a nuovi utilizzi industriali nei settori chimico e dei carburanti sintetici, con l’obiettivo di sostituire materie prime fossili e ridurre le emissioni lungo le filiere del valore. Il progetto si basa su una tecnologia già testata nel 2025 nello stesso sito in collaborazione con Andritz che ha confermato la fattibilità dello scale-up industriale. Secondo Metsä Group, il potenziale complessivo di cattura della CO₂ biogenica potrebbe raggiungere in futuro diversi milioni di tonnellate annue. L’iniziativa è supportata da un percorso autorizzativo già avviato e dalla richiesta di accesso al sistema finlandese di reverse auction per il finanziamento della transizione pulita, che può coprire fino al 30% dell’investimento.

Il CEO di Metsä Spring, Niklas von Weymarn, ha sottolineato che i primi accordi commerciali con clienti industriali sono già stati firmati, segnando l’avvio della fase di mercato. La decisione finale di investimento è attesa non prima del 2027 e dipenderà da autorizzazioni, finanziamenti e domanda industriale. Il progetto potrebbe aprire una nuova filiera del carbonio biogenico, trasformando le cartiere in piattaforme integrate di economia circolare avanzata.

Voith avvia in Cina la prima DuoCentri NipcoFlex con center belt

Voith Group ha annunciato l’avvio con successo della macchina continua PM 19 presso Wuzhou Specialty Paper, segnando la prima applicazione commerciale al mondo della pressa DuoCentri NipcoFlex con center belt. L’impianto, entrato in funzione il 2 aprile 2026, rappresenta un passaggio chiave dall’innovazione sperimentale alla piena operatività industriale, con risultati iniziali che evidenziano già stabilità produttiva e affidabilità nella conduzione del nastro.

Il cuore dell’innovazione risiede nella possibilità di realizzare un threading completamente chiuso a tutta larghezza dal gruppo presse fino alla sezione di essiccazione. Questa configurazione elimina l’open draw sul cilindro centrale, da sempre considerato uno dei principali punti critici nelle macchine continue ad alta velocità. Nelle configurazioni tradizionali, infatti, questa fase può generare instabilità, rotture del foglio, inceppamenti e un’elevata usura dei componenti, con conseguenti impatti sulla continuità produttiva e sui costi di manutenzione.

Con la nuova soluzione sviluppata da Voith, il foglio resta costantemente supportato lungo il percorso, migliorando sensibilmente la runnability della macchina. I primi dati operativi raccolti su PM 19 confermano un incremento dell’affidabilità durante le fasi di avviamento, una riduzione significativa delle rotture e un generale miglioramento della sicurezza operativa. Parallelamente, si registra anche una maggiore durata di componenti critici come le lame raschianti e la superficie del cilindro centrale, soggetti in passato a usura precoce.

Il progetto si distingue anche per l’approccio integrato adottato da Voith, che ha fornito un pacchetto completo di tecnologie e servizi progettati su misura per le esigenze di Wuzhou Specialty Paper. Tra questi figurano il sistema di applicazione film SpeedSizer, i sistemi di controllo qualità OnQuality, il sistema di controllo macchina, lo stabilizzatore ProRelease Plus, oltre ai componenti dell’approach flow, agli abbigliamenti di avviamento e al supporto tecnico in loco fino alla fase di avvolgimento. Questa integrazione ha permesso una messa in servizio fluida e un rapido passaggio alla produzione stabile.

Valmet lancia IQ Virtual Sensor: qualità in tempo reale e risparmi su fibra ed energia

Il gruppo Valmet ha annunciato il lancio di Valmet IQ Virtual Sensor, una nuova soluzione software pensata per rivoluzionare il controllo qualità nella produzione di carta e cartone. Presentata il 31 marzo 2026, la tecnologia consente ai produttori di monitorare in tempo reale proprietà fondamentali del prodotto finale — come resistenza alla trazione, allo strappo, al burst e SCT — che finora potevano essere misurate solo tramite analisi di laboratorio. Il cuore dell’innovazione è la capacità di fornire previsioni continue e aggiornate ogni minuto sfruttando i dati già disponibili in impianto, senza bisogno di nuovi sensori o fermate produttive. Il sistema apprende costantemente dai risultati di laboratorio, migliorando progressivamente l’accuratezza delle previsioni e permettendo agli operatori di intervenire in anticipo per: evitare deviazioni qualitative; ridurre gli scarti ; stabilizzare il processo produttivo. Uno degli impatti più rilevanti riguarda i costi. Tradizionalmente, per evitare lotti fuori specifica, gli operatori applicano ampi margini di sicurezza, aumentando il consumo di materie prime come fibra e amido.

Con IQ Virtual Sensor, questi margini possono essere ridotti grazie alla maggiore visibilità sul processo, con benefici concreti: minore utilizzo di fibra e amido; riduzione del consumo energetico; incremento dell’efficienza produttiva.

Inoltre, la funzione “what if” integrata consente di simulare modifiche operative e valutarne l’impatto prima di applicarle, riducendo il rischio decisionale.

La soluzione si integra con i sistemi Valmet DNA e Valmet DNAe, offrendo agli operatori una visione unificata delle variabili di processo e qualità. Tutti i calcoli vengono eseguiti in locale, senza dipendenza dal cloud, garantendo tempi di risposta rapidi e maggiore sicurezza dei dati.

Lettura e iperconnessione: al Salone del Libro di Torino il confronto promosso da Federazione Carta Grafica

In un contesto dominato da smartphone e connessione costante, il rapporto tra lettura e digitale sarà al centro dell’incontro “Il diavolo in tasca, il libro tra le mani. Tra iperconnessione e crisi della lettura”, in programma il 14 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Caffè Letterario del Padiglione Oval.

L’evento è promosso da Federazione Carta e Grafica in collaborazione con Unione Industriali Torino, con l’obiettivo di approfondire l’impatto dell’iperconnessione sulle abitudini di lettura e sul ruolo del libro come strumento di conoscenza e approfondimento.

Un confronto su lettura, tecnologia e cultura

L’incontro prenderà spunto dal volume Il diavolo in tasca di Carlo Verdelli (Einaudi) e offrirà una riflessione sul rapporto tra velocità digitale e profondità della lettura, oltre che sulle trasformazioni in atto nei consumi culturali.

Dopo i saluti di Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente della sezione Grafici, Cartai e Cartotecnici dell’Unione Industriali Torino, interverranno Carlo Verdelli, giornalista e scrittore, e Giuseppe Iannaccone, presidente del Centro per il libro e la lettura.

A moderare il dibattito sarà Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

Libro e digitale: una sfida aperta

Il confronto si inserisce nel dibattito più ampio sulla trasformazione delle abitudini di lettura nell’era digitale, tra consumo rapido dei contenuti e necessità di strumenti culturali capaci di favorire attenzione, concentrazione e pensiero critico.

L’appuntamento rappresenta uno dei momenti di riflessione del settore cartario e grafico all’interno del Salone del Libro, dedicato al futuro della cultura scritta.

Favini affida a Getec la gestione della cogenerazione

Getec rafforza la propria presenza nell’industria manifatturiera italiana e debutta nel settore cartario nazionale con la gestione della nuova centrale di cogenerazione a servizio dello stabilimento di Favini a Rossano Veneto (Vicenza).

L’operazione, strutturata su un contratto decennale, riguarda la gestione dell’impianto cogenerativo e del relativo servizio energia, con l’obiettivo di garantire massima efficienza, continuità operativa e ottimizzazione delle performance energetiche del sito produttivo.

Ingresso nel settore cartario italiano

Con questa acquisizione Getec, già attiva nel settore cartario in Germania, entra nel mercato italiano della carta e consolida il proprio ruolo di partner energetico per le industrie energivore impegnate nei processi di decarbonizzazione e efficientamento energetico.

“La partnership con Favini rappresenta un passaggio strategico per la nostra crescita in Italia,” ha dichiarato Giovanni Pontrelli, Amministratore Delegato di GETEC Italia. “Supportiamo le aziende industriali con soluzioni energetiche efficienti, affidabili e sostenibili nel lungo periodo.”

L’impianto di cogenerazione

Cuore dell’operazione è un impianto di cogenerazione ad alto rendimento da circa 4,7 MW, entrato in esercizio nel 2025, composto da un turbogas alimentato a gas naturale e da un generatore di vapore a recupero con sistema di post-firing.

La tecnologia consente la produzione simultanea di energia elettrica e vapore destinato al processo produttivo della cartiera. L’impianto genera circa 37 GWh/anno di energia elettrica e 100 GWh/anno di energia termica sotto forma di vapore.

L’energia elettrica copre il 100% del fabbisogno del sito produttivo, mentre il vapore viene interamente utilizzato nei processi di produzione della carta.

Efficienza energetica e benefici ambientali

L’impianto raggiunge un rendimento globale del 96%, consentendo un risparmio di circa il 26% di energia primaria rispetto alla produzione separata di energia elettrica e calore.

Il sistema garantisce inoltre una riduzione delle emissioni di CO₂ superiore a 10.800 tonnellate all’anno, contribuendo in modo significativo agli obiettivi di sostenibilità del sito industriale.

Continuità operativa e presidio tecnico

La gestione dell’impianto è affidata a un team dedicato con presidio continuo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per garantire affidabilità e continuità operativa.

GETEC mette inoltre a disposizione competenze avanzate di energy management per l’ottimizzazione costante delle prestazioni energetiche.

Favini e la transizione energetica

Per Favini, storica azienda vicentina attiva nella produzione di carte speciali per il packaging di lusso e la stampa di pregio, la cogenerazione rappresenta un elemento strategico nel percorso di efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale.

“Questo impianto ci consente di integrare in modo efficiente le esigenze energetiche della produzione di carta, migliorando continuità e sostenibilità,” ha dichiarato Eugenio Eger, Amministratore Delegato Favini.

I gas per l’industria della carta: soluzioni e tecnologie per una produzione sostenibile

L’industria della carta è un settore complesso che richiede processi di produzione sofisticati per garantire un prodotto finale di alta qualità. Uno degli aspetti fondamentali per ottimizzare questi processi è l’uso di gas industriali, come ossigeno e anidride carbonica. Questi gas, se impiegati correttamente, possono migliorare l’efficienza, ridurre i costi e minimizzare l’impatto sull’ambiente.

L’importanza dell’acidificazione con CO2 nel lavaggio della pasta greggia

L’acidificazione con CO2 è una tecnica utilizzata durante il lavaggio della pasta greggia, un passaggio fondamentale che comporta l’aggiunta controllata di anidride carbonica per abbassare il pH, migliorando il drenaggio della cellulosa e riducendo il rigonfiamento delle fibre. Una corretta acidificazione aumenta l’efficienza del lavaggio e riduce la perdita di sodio, una sostanza chimica preziosa per la produzione della pasta di cellulosa.

Utilizzando CO2 per l’acidificazione, le cartiere possono ottenere un sistema di drenaggio più efficiente, che si traduce in una diminuzione del consumo complessivo di sostanze chimiche per una produzione più sostenibile. Inoltre, un controllo preciso del pH durante il lavaggio della pasta greggia contribuisce a una migliore qualità della cellulosa, per garantire un prodotto finale più uniforme e qualitativamente superiore.

Neutralizzazione del pH con CO2

La neutralizzazione del pH con anidride carbonica è un’altra importante applicazione dei gas industriali nella produzione della carta. Questo processo viene impiegato per bilanciare il pH durante varie fasi della produzione, garantendo che le condizioni chimiche siano adeguate a ogni passaggio successivo. L’uso di CO2 per la neutralizzazione del pH offre numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali che utilizzano acidi forti.

La CO2 è meno corrosiva rispetto agli acidi forti, riducendo il rischio di danni alle attrezzature e migliorando la sicurezza degli operatori.

Consente una regolazione più accurata del pH, migliorando l’efficienza del processo produttivo.

Contribuisce a diminuire le emissioni di composti chimici dannosi, favorendo un approccio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Ossidazione delle acque nere con ossigeno puro

Le acque nere, un sottoprodotto della produzione della carta, contengono elevate concentrazioni di solfuro di sodio che deve essere trattato adeguatamente per evitare impatti negativi sull’ambiente. L’ossidazione delle acque nere con ossigeno puro è una soluzione innovativa che può trasformare il solfuro di sodio in un composto più stabile, il tiosolfato di sodio.

Questo processo riduce le emissioni di composti di zolfo totale ridotto dalla caldaia di recupero e migliora anche l’efficienza del trattamento delle acque reflue. L’ossigeno puro è estremamente efficace nell’ossidare i composti chimici presenti nelle acque nere, consentendo alle cartiere di gestire meglio i rifiuti di produzione, nel massimo rispetto delle normative ambientali.

Delignificazione con ossigeno

La delignificazione è quel processo chiave che prevede la rimozione della lignina dalla cellulosa. In questo processo può essere utilizzato l’ossigeno puro per aumentare la resa della cellulosa sbiancata e ridurre l’assorbimento di alogeni organici, ossia dei composti chimici contenenti uno o più alogeni (come cloro, bromo o iodio) legati a un atomo di carbonio in una molecola organica. Alcuni alogeni organici possono essere tossici o inquinanti ed è quindi fondamentale ridurne l’assorbimento durante il processo di delignificazione.

La delignificazione con ossigeno contribuisce a una produzione più pulita e sostenibile, poiché diminuisce l’uso di sostanze chimiche aggressive e riduce le emissioni di composti inquinanti. Le cartiere che adottano questa tecnologia possono ottenere una cellulosa di qualità superiore con un impatto ambientale significativamente ridotto.

Sbiancamento eco-compatibile con ozono

Lo sbiancamento della cellulosa è un passaggio critico all’interno della produzione della carta, perché determina la qualità e il colore del prodotto finale. L’uso di ozono per lo sbiancamento è una soluzione eco-compatibile che offre numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali. L’ozono, infatti, è un potente agente sbiancante che non produce sottoprodotti nocivi, riducendo l’impatto ambientale dell’intero processo.

In combinazione con la delignificazione con ossigeno e altre tecnologie di sbiancamento senza cloro, lo sbiancamento con ozono consente alle cartiere di ridurre le emissioni e contenere i costi di produzione. Questo processo consente un maggiore riciclo dell’acqua di processo, riduce gli scarichi di ossigeno chimico richiesto e diminuisce la quantità di coloranti nelle acque reflue. Le cartiere che adottano lo sbiancamento con ozono possono quindi produrre carta di alta qualità in modo decisamente più sostenibile.

Nippon Sanso: soluzioni avanzate per l’industria della carta

Nippon Sanso è un ottimo esempio all’interno del settore dei gas industriali perché offre soluzioni innovative e sostenibili per l’industria della carta e della cellulosa. I gas e le tecnologie innovative di Nippon Sanso migliorano l’efficienza operativa delle aziende coinvolte all’interno dell’industria della carta e garantiscono anche un approccio più sicuro e rispettoso dell’ambiente.

Ecopack 2026: riparte la sfida dell’ecodesign firmata Conai

Al via la tredicesima edizione di Ecopack, il bando per l’ecodesign promosso da Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) con un montepremi complessivo di 600.000 euro destinato alle imprese che innovano il packaging in chiave sostenibile.

La sfida è aperta a tutte le aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi che, nel biennio 2024/2025, hanno puntato su innovazione, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale, trasformando la sostenibilità in strategia industriale.

I progetti potranno essere candidati fino al 30 aprile 2026 e saranno valutati su nove leve di ecoprogettazione: riutilizzo, ricarica, facilitazione del riciclo, utilizzo di materiale riciclato o recuperato, risparmio di materia prima, risparmio di materia prima vergine, ottimizzazione dei processi produttivi, ottimizzazione della logistica e semplificazione del sistema imballo.

Possono partecipare progetti relativi a imballaggi in tutti i materiali: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. Non ci sono limiti al numero di candidature, a patto che per gli imballaggi primari i formati siano differenti e per quelli secondari o terziari l’intervento di ecodesign sia diverso. «Ogni edizione di Ecopack è un nuovo traguardo verso un sistema produttivo più sostenibile», commenta Simona Fontana, direttrice generale di Conai. «Premiare le imprese che investono in innovazione sostenibile significa valorizzare chi sta giocando una partita decisiva per il futuro del Pianeta. Ci auguriamo che sempre più aziende raccolgano questa sfida».