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Valeria Teruzzi

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I gas per l’industria della carta: soluzioni e tecnologie per una produzione sostenibile

L’industria della carta è un settore complesso che richiede processi di produzione sofisticati per garantire un prodotto finale di alta qualità. Uno degli aspetti fondamentali per ottimizzare questi processi è l’uso di gas industriali, come ossigeno e anidride carbonica. Questi gas, se impiegati correttamente, possono migliorare l’efficienza, ridurre i costi e minimizzare l’impatto sull’ambiente.

L’importanza dell’acidificazione con CO2 nel lavaggio della pasta greggia

L’acidificazione con CO2 è una tecnica utilizzata durante il lavaggio della pasta greggia, un passaggio fondamentale che comporta l’aggiunta controllata di anidride carbonica per abbassare il pH, migliorando il drenaggio della cellulosa e riducendo il rigonfiamento delle fibre. Una corretta acidificazione aumenta l’efficienza del lavaggio e riduce la perdita di sodio, una sostanza chimica preziosa per la produzione della pasta di cellulosa.

Utilizzando CO2 per l’acidificazione, le cartiere possono ottenere un sistema di drenaggio più efficiente, che si traduce in una diminuzione del consumo complessivo di sostanze chimiche per una produzione più sostenibile. Inoltre, un controllo preciso del pH durante il lavaggio della pasta greggia contribuisce a una migliore qualità della cellulosa, per garantire un prodotto finale più uniforme e qualitativamente superiore.

Neutralizzazione del pH con CO2

La neutralizzazione del pH con anidride carbonica è un’altra importante applicazione dei gas industriali nella produzione della carta. Questo processo viene impiegato per bilanciare il pH durante varie fasi della produzione, garantendo che le condizioni chimiche siano adeguate a ogni passaggio successivo. L’uso di CO2 per la neutralizzazione del pH offre numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali che utilizzano acidi forti.

La CO2 è meno corrosiva rispetto agli acidi forti, riducendo il rischio di danni alle attrezzature e migliorando la sicurezza degli operatori.

Consente una regolazione più accurata del pH, migliorando l’efficienza del processo produttivo.

Contribuisce a diminuire le emissioni di composti chimici dannosi, favorendo un approccio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Ossidazione delle acque nere con ossigeno puro

Le acque nere, un sottoprodotto della produzione della carta, contengono elevate concentrazioni di solfuro di sodio che deve essere trattato adeguatamente per evitare impatti negativi sull’ambiente. L’ossidazione delle acque nere con ossigeno puro è una soluzione innovativa che può trasformare il solfuro di sodio in un composto più stabile, il tiosolfato di sodio.

Questo processo riduce le emissioni di composti di zolfo totale ridotto dalla caldaia di recupero e migliora anche l’efficienza del trattamento delle acque reflue. L’ossigeno puro è estremamente efficace nell’ossidare i composti chimici presenti nelle acque nere, consentendo alle cartiere di gestire meglio i rifiuti di produzione, nel massimo rispetto delle normative ambientali.

Delignificazione con ossigeno

La delignificazione è quel processo chiave che prevede la rimozione della lignina dalla cellulosa. In questo processo può essere utilizzato l’ossigeno puro per aumentare la resa della cellulosa sbiancata e ridurre l’assorbimento di alogeni organici, ossia dei composti chimici contenenti uno o più alogeni (come cloro, bromo o iodio) legati a un atomo di carbonio in una molecola organica. Alcuni alogeni organici possono essere tossici o inquinanti ed è quindi fondamentale ridurne l’assorbimento durante il processo di delignificazione.

La delignificazione con ossigeno contribuisce a una produzione più pulita e sostenibile, poiché diminuisce l’uso di sostanze chimiche aggressive e riduce le emissioni di composti inquinanti. Le cartiere che adottano questa tecnologia possono ottenere una cellulosa di qualità superiore con un impatto ambientale significativamente ridotto.

Sbiancamento eco-compatibile con ozono

Lo sbiancamento della cellulosa è un passaggio critico all’interno della produzione della carta, perché determina la qualità e il colore del prodotto finale. L’uso di ozono per lo sbiancamento è una soluzione eco-compatibile che offre numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali. L’ozono, infatti, è un potente agente sbiancante che non produce sottoprodotti nocivi, riducendo l’impatto ambientale dell’intero processo.

In combinazione con la delignificazione con ossigeno e altre tecnologie di sbiancamento senza cloro, lo sbiancamento con ozono consente alle cartiere di ridurre le emissioni e contenere i costi di produzione. Questo processo consente un maggiore riciclo dell’acqua di processo, riduce gli scarichi di ossigeno chimico richiesto e diminuisce la quantità di coloranti nelle acque reflue. Le cartiere che adottano lo sbiancamento con ozono possono quindi produrre carta di alta qualità in modo decisamente più sostenibile.

Nippon Sanso: soluzioni avanzate per l’industria della carta

Nippon Sanso è un ottimo esempio all’interno del settore dei gas industriali perché offre soluzioni innovative e sostenibili per l’industria della carta e della cellulosa. I gas e le tecnologie innovative di Nippon Sanso migliorano l’efficienza operativa delle aziende coinvolte all’interno dell’industria della carta e garantiscono anche un approccio più sicuro e rispettoso dell’ambiente.

Ecopack 2026: riparte la sfida dell’ecodesign firmata Conai

Al via la tredicesima edizione di Ecopack, il bando per l’ecodesign promosso da Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) con un montepremi complessivo di 600.000 euro destinato alle imprese che innovano il packaging in chiave sostenibile.

La sfida è aperta a tutte le aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi che, nel biennio 2024/2025, hanno puntato su innovazione, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale, trasformando la sostenibilità in strategia industriale.

I progetti potranno essere candidati fino al 30 aprile 2026 e saranno valutati su nove leve di ecoprogettazione: riutilizzo, ricarica, facilitazione del riciclo, utilizzo di materiale riciclato o recuperato, risparmio di materia prima, risparmio di materia prima vergine, ottimizzazione dei processi produttivi, ottimizzazione della logistica e semplificazione del sistema imballo.

Possono partecipare progetti relativi a imballaggi in tutti i materiali: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. Non ci sono limiti al numero di candidature, a patto che per gli imballaggi primari i formati siano differenti e per quelli secondari o terziari l’intervento di ecodesign sia diverso. «Ogni edizione di Ecopack è un nuovo traguardo verso un sistema produttivo più sostenibile», commenta Simona Fontana, direttrice generale di Conai. «Premiare le imprese che investono in innovazione sostenibile significa valorizzare chi sta giocando una partita decisiva per il futuro del Pianeta. Ci auguriamo che sempre più aziende raccolgano questa sfida».

Tanti auguri Confindustria Toscana Nord

Il 2026 è un anno speciale per Confindustria Toscana Nord: ricorrono infatti i 10 anni dalla sua costituzione, scaturita dalla fusione delle precedenti storiche confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato. «Per noi questo è un anniversario importante – dichiara la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Sono trascorsi 10 anni dall’avvio di quella che allora vivemmo come una scommessa. Si trattava di costituire una nuova associazione partendo da tre realtà vicine ma diverse, tutte profondamente radicate e di forte identità. Un processo, quello che arriva fino a oggi, che è stato ben governato prima della fusione, durante i primi cruciali tempi e poi a seguire. Oggi sentiamo di poter celebrare con soddisfazione questa ricorrenza e vogliamo farlo nello stesso modo con cui operiamo: con concretezza e attenzione ai nostri territori, guardando alle imprese in primo luogo ma non solo a queste, perché per noi sono fondamentali anche le comunità in cui le imprese operano. Il programma di eventi e iniziative del decennale è volutamente ancora incompleto: il nostro auspicio è che possa adattarsi in maniera flessibile anche a stimoli che potranno determinarsi nel corso dell’anno».

Inoltre, è stato presentato anche il logo che, richiamando il numero 10 e accompagnando il messaggio «Tre territori per un sistema che cresce», caratterizzerà l’associazione per tutto quest’anno.

FuturaGene ottiene la prima approvazione al mondo per l’eucalipto modificato geneticamente

FuturaGene la divisione biotecnologica di Suzano, ha ricevuto l’approvazione regolatoria formale dalla Commissione Tecnica Nazionale di Biosicurezza del Brasile (CTNBio) per la sua nuova varietà di eucalipto modificato geneticamente. L’approvazione segna la prima volta a livello mondiale che una varietà di eucalipto modificata geneticamente viene autorizzata e conferma che la varietà soddisfa i criteri di esenzione secondo la Risoluzione Normativa n. 16 (RN 16).

Sviluppata utilizzando CRISPR-Cas9, una Nuova Tecnica di Breeding (NBT), la modifica dell’eucalipto è precisa e mirata all’interno del genoma, senza introdurre materiale genetico proveniente da altre specie. La modifica è funzionalmente comparabile alla variazione genetica naturale o ai metodi di selezione convenzionale. Il cambiamento specifico è progettato per migliorare la qualità del legno ottimizzando la composizione della lignina, permettendo una produzione di pasta più sostenibile con minori input chimici ed energetici.

A seguito del via libera regolatorio, FuturaGene condurrà prove sperimentali controllate in diversi contesti di coltivazione brasiliani, rispettando rigorosi standard di biosicurezza e governance.

«Questa approvazione rafforza il nostro storico impegno nell’innovazione responsabile e aggiunge l’editing genetico al nostro portafoglio di varietà di eucalipto geneticamente modificate approvate» afferma l’azienda. FuturaGene ha ora ottenuto 11 approvazioni CTNBio per caratteristiche di eucalipto GM, inclusi miglioramento della resa, tolleranza agli erbicidi e resistenza agli insetti.

Le tecnologie di FuturaGene mirano a supportare la produzione sostenibile di prodotti bio-based, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aiutare la silvicoltura commerciale ad adattarsi ai cambiamenti climatici e ai vincoli di risorse. L’azienda è pioniera a livello globale nella biotecnologia degli alberi, sviluppando soluzioni che aumentano produttività e resilienza nella coltivazione di eucalipto, promuovendo al contempo pratiche forestali ecologicamente sostenibili.

SKF accelera la sostenibilità attraverso innovazione ed economia circolare

Il gruppo svedese SKF sta rafforzando il suo impegno verso la sostenibilità, supportando i clienti nel raggiungimento degli obiettivi ESG (ambientali, sociali e di governance) attraverso tre pilastri strategici: efficienza, innovazione ed economia circolare.

Il primo pilastro è l’efficienza: SKF ottimizza i suoi prodotti per ridurre il consumo energetico e prolungare la vita utile dei macchinari, minimizzando gli sprechi. Il secondo pilastro punta sull’innovazione con un approccio circolare, attraverso soluzioni come SKF RecondOil, per la rigenerazione degli oli industriali, il Bearing Remanufacturing, che rigenera i cuscinetti, e la serie Infinium, progettata per prestazioni circolari grazie alla tecnologia di laser cladding. Il terzo pilastro riguarda il supporto alla transizione verso energie pulite e tecnologie a basso contenuto di carbonio, con unità specializzate nello sviluppo di soluzioni cleantech.

Sul fronte normativo, l’iniziativa Science Based Targets ha approvato l’obiettivo di SKF di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, insieme a significative riduzioni delle emissioni Scope 1, 2 e 3 entro il 2030. Per il terzo anno consecutivo, il Gruppo ha ottenuto il rating “A” nella categoria Climate Change da CDP, confermando le sue performance ambientali riconosciute a livello internazionale.

In termini di economia circolare, SKF Remanufacturing consente di rigenerare grandi cuscinetti fino a due volte, riducendo i tempi di consegna, i costi (fino al 50%) e le emissioni (fino al 90%). Nel frattempo, RecondOil può estendere significativamente gli intervalli di sostituzione dell’olio, raggiungendo fino al 96% di riduzione delle emissioni di CO2 grazie alla tecnologia brevettata di filtrazione chimico/meccanica.

Un esempio concreto di transizione verde è lo stabilimento Massa di SKF, il primo sito italiano del Gruppo completamente libero da combustibili fossili. L’introduzione di pompe di calore ha eliminato il consumo di gas e ridotto le emissioni annuali di CO2 di 118 tonnellate, migliorando l’efficienza energetica e l’ottimizzazione dei costi di manutenzione.

Stora Enso annuncia il management della nuova società dedicata agli asset forestali

Stora Enso ha annunciato la squadra di vertice della nuova società dedicata agli asset forestali, prevista per il demerger nel primo semestre del 2027. La decisione conferma l’impegno del gruppo finlandese nella gestione sostenibile delle foreste e nella valorizzazione strategica del patrimonio forestale. Alla guida della nuova realtà ci sarà Tuomas Hallenberg, già executive vice president della Forest Business Area di Stora Enso, nominato presidente e CEO a novembre 2025 e insediatosi ufficialmente a gennaio 2026. Hallenberg vanta una lunga esperienza nel settore forestale, con precedenti ruoli dirigenziali in Metsähallitus e UPM, e un Master of Science in Forestry conseguito all’Università di Joensuu. Al suo fianco, il team esecutivo comprenderà: Martin Ros, CFO, che arriva da diversi incarichi di leadership all’interno di Stora Enso, tra cui SVP Strategy and Finance del Biomaterials Business Area; Johan Djurberg, Head of Forestry, attualmente vice president Wood Supply presso Billerud, con un passato in ruoli senior in Stora Enso nell’approvvigionamento legnoso, operazioni forestali e supply chain; Pontus Selderman, general counsel, attuale SVP Forest Legal e ESG Regulatory in Stora Enso, con un solido background in diritto commerciale, proprietà intellettuale, contenziosi e regolamentazioni complesse. Secondo Stora Enso, la creazione di questa nuova società forestale mira a rafforzare la gestione strategica e sostenibile delle risorse forestali, creando al contempo una struttura più snella e specializzata per servire i mercati globali del legno e dei materiali da biomassa.

Ispra, Maria Alessandra Gallone è la nuova presidente

Maria Alessandra Gallone è la nuova presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Ispra.

Nata a Bergamo nel 1966, laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bergamo, docente abilitata, ha maturato una lunga esperienza istituzionale a livello locale e nazionale. È stata Senatrice della Repubblica per due legislature, componente della Commissione Ambiente, della Commissione d’inchiesta sugli Ecoreati, della Commissione Giustizia e della Commissione Agricoltura. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca e di esperto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, contribuendo ai processi di rafforzamento dell’integrazione tra università, ricerca, innovazione e territori.

Comieco, Roberto Di Molfetta nominato direttore generale

Passaggio di testimone alla direzione di Comieco: Roberto Di Molfetta è stato nominato direttore generale dal consiglio di amministrazione, succedendo a Carlo Montalbetti che conclude il suo mandato dopo trentasette anni al timone del Consorzio, pur mantenendo le funzioni di consulente strategico.

La nomina di Roberto Di Molfetta – già vicedirettore e responsabile dell’Area Recupero & Riciclo – esprime la volontà del Consorzio di valorizzare la continuità gestionale e la conoscenza approfondita del sistema maturata internamente. Di Molfetta, presente in Comieco dal 1998, ha svolto un ruolo chiave nei rapporti con enti locali, operatori di filiera e partner industriali, contribuendo all’efficacia operativa e al raggiungimento degli obiettivi nazionali di raccolta e riciclo.

Il passaggio di testimone alla direzione generale avviene in una fase di trasformazione per l’intero comparto del packaging cellulosico, tra l’evoluzione del quadro normativo europeo sugli imballaggi, la crescente attenzione alla qualità della raccolta differenziata e la necessità di garantire efficienza e stabilità alla filiera del riciclo. In questo contesto, l’esperienza di Roberto Di Molfetta assicura continuità nell’affrontare le sfide del settore, rafforzando la collaborazione con istituzioni, amministrazioni, cittadini e operatori industriali. Questo contributo permetterà a Comieco di consolidare il modello consortile, sostenere l’economia circolare e consolidare il ruolo dell’Italia tra i Paesi leader in Europa nella gestione e valorizzazione di carta e cartone.

Produzione, un 2025 tra resilienza e sfide competitive

I dati preliminari 2025 sulla produzione di carta e cartone in Europa e in Italia mostrano una moderata resilienza in un contesto di costi in aumento, concorrenza globale crescente e rallentamento industriale.

Secondo le statistiche diffuse da Cepi la produzione europea di carta e cartone è diminuita dell’1,5% rispetto al 2024. Nonostante la tendenza generale negativa dal 2021, riflettente le difficoltà di tutti i settori manifatturieri europei, la filiera mantiene una posizione competitiva positiva. La domanda debole, l’impatto dei costi energetici e produttivi elevati rispetto ai concorrenti globali, insieme a crescenti oneri normativi e tensioni geopolitiche, hanno inciso sulle performance del settore.

Il segmento delle carte grafiche ha registrato la flessione più marcata, con un calo del 7,2%, mentre la carta e cartone per imballaggi è rimasta sostanzialmente stabile (+0,1%), la carta per usi igienico-sanitari ha registrato un leggero calo (-0,8%) e altri tipi di carta e cartone sono aumentati (+0,4%). Nonostante la relativa stabilità di alcuni segmenti, la produzione europea resta comunque inferiore del 5% rispetto al livello record del 2021.

Il saldo commerciale di carta e cartone nell’area Cepi, pur in lieve erosione (-4,4%), resta ampiamente positivo, una posizione unica tra i settori ad alta intensità energetica. Secondo i dati Eurostat, le esportazioni UE sono diminuite del 2,2%, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,4%, evidenziando una fragilità della competitività globale dell’Europa.

Anche in Italia la produzione ha subito una flessione del 2,2% nel 2025. Il mercato interno, tuttavia, ha mostrato una certa tenuta (+3,8%), sostenutaprincipalmente dall’aumento delle importazioni (+7,6%), mentre le vendite interne dell’industria italiana sono diminuite dello 0,7% e le esportazioni in volume del 4,1%, come evidenziato dal direttore generale di Assocarta Massimo Medugno.

Secondo Medugno, «esiste un potenziale di crescita nella sostituzione dei materiali a base fossile. I materiali circolari a base biologica offrono vantaggi in termini di resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività europea».

Un supporto a questa visione arriva dai dati di Deloitte che confermano come l’Europa non abbia eguali in metriche chiave di competitività circolare. La filiera della carta è infatti il principale utilizzatore di biomassa destinata ai biomateriali e presenta un elevato tasso di utilizzo circolare dei materiali, rafforzando la leadership europea nell’economia circolare. In un periodo di sfide globali e pressioni competitive, il settore della carta e del cartone dimostra dunque capacità di resilienza, con opportunità concrete di crescita legate alla sostenibilità e all’innovazione circolare.

Aticelca, Azzopardo rieletto presidente

Lo scorso 4 marzo 2026 Furio Azzopardo è stato rieletto presidente di Aticelca  l’Associazione Tecnica Italiana per la Cellulosa e la Carta. La rielezione fa seguito alla conclusione delle procedure elettorali per il rinnovo degli organi associativi. L’11 febbraio 2026 il Comitato elettorale, composto dai soci Gian Domenico Cagnola, Maurizio Giordano e Paolo Zaninelli, ha infatti completato lo scrutinio delle votazioni relative al nuovo Consiglio Direttivo e al Collegio Sindacale.

Gli organi eletti resteranno in carica per il triennio 2026–2028 e accompagneranno l’attività dell’associazione nel promuovere lo sviluppo tecnico e scientifico della filiera cartaria.

Eletti al Consiglio direttivo

Furio Azzopardo – Burgo Group

Chiara Lucarotti – Ds Smith Paper

Dario Rutto – Smurfit Westrock Cartiera Di Verzuolo

Enzo Pelle – Reno De Medici

Paolo Lazzari – Ecoverde

Mario Bolzonella

Simone Donati – Sofidel

Guido Passari – Cartiere Dell’Adda

Massimo Zonca – Papkot

Eletti al Collegio Sindacale

Gian Luca Antonelli – Assocarta

Daniele Bussini – Innovhub Stazioni Sperimentali Per L’industria

Giacomo Belluomini – Ecolstudio