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Valeria Teruzzi

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Industria della carta UE: appello per congelare i benchmark ETS 2026-2030

L’industria europea della carta e della cellulosa chiede alla Commissione europea di mantenere invariati i valori di riferimento (benchmark) dell’EU Emissions Trading System per il 2026-2030, avvertendo che un aggiornamento delle soglie potrebbe compromettere la capacità di investimento del settore nella decarbonizzazione, con un impatto stimato fino a 1 miliardo di euro l’anno.

Secondo il comparto, rappresentato dall’associazione europea Cepi, la proposta della Commissione – attualmente al vaglio del Consiglio UE – prevede una revisione dei benchmark basata su dati 2021-2022 che porterebbe a una riduzione fino al 50% delle assegnazioni gratuite per gran parte degli impianti di cellulosa e carta.

“Rischio competitivo per un settore strategico della bioeconomia europea”

Il settore evidenzia come l’industria della carta rappresenti un pilastro della bioeconomia europea, stimata in 2,7 trilioni di euro (5% del PIL UE) e in forte crescita a livello globale. In questo contesto, l’Europa mantiene una posizione competitiva nella produzione di materiali bio-based e riciclabili.

Tuttavia, l’industria avverte che un irrigidimento del sistema ETS rischia di compromettere tale vantaggio, soprattutto considerando che – secondo i dati citati – circa l’80% dei costi globali della CO₂ sarebbe sostenuto da operatori e consumatori europei.

L’impatto sugli investimenti nella decarbonizzazione

Il settore sottolinea inoltre che il meccanismo ETS è stato finora uno strumento chiave per finanziare la transizione energetica, ma una revisione dei benchmark potrebbe ridurre significativamente la capacità di investimento.

Le stime indicate parlano di:

  • fino a 1 miliardo di euro annuo in minori investimenti disponibili
  • necessità di investimenti fino a sette volte superiori per raggiungere la neutralità climatica
  • tempi di ritorno degli investimenti superiori a 25 anni per alcuni progetti industriali

Un esempio riportato riguarda un investimento da oltre 250 milioni di euro per un impianto quasi completamente fossil-free, che a un prezzo della CO₂ di 70 €/ton comporterebbe risparmi annuali di circa 10 milioni di euro.

Il nodo della biomassa e delle assegnazioni gratuite

Un ulteriore punto critico riguarda l’utilizzo della biomassa secondaria negli impianti di produzione. Secondo il settore, la soglia del 95% di biomassa per l’esclusione dal sistema ETS penalizzerebbe i primi adottanti della transizione energetica, riducendo l’accesso alle quote gratuite necessarie a sostenere gli investimenti già effettuati.

La richiesta al Consiglio UE

L’industria della carta chiede quindi che i benchmark ETS del periodo 2021-2025 vengano mantenuti invariati anche per il ciclo 2026-2030, al fine di garantire continuità negli incentivi alla decarbonizzazione senza compromettere la competitività del settore.

“Abbiamo ridotto le emissioni di oltre il 50% dal 2005 lavorando con il sistema ETS come incentivo agli investimenti”, ha dichiarato Jori Ringman, Direttore Generale di Cepi. “Ma il percorso verso la neutralità climatica sarà più difficile e le nuove proposte rischiano di rendere il raggiungimento degli obiettivi quasi impossibile.”

Industria della carta e ETS: un equilibrio tra clima e competitività

Il dibattito sul futuro dei benchmark ETS evidenzia ancora una volta la tensione tra obiettivi climatici europei e competitività industriale. Il settore della carta si conferma tra i più esposti alla transizione energetica, ma anche tra quelli considerati strategici per lo sviluppo della bioeconomia europea e dei materiali sostenibili.

Produzione coreless in linea continua: Maflex punta su efficienza e integrazione con la tecnologia Hermes

Nel tissue converting moderno, le prestazioni di una linea produttiva non si misurano più soltanto in termini di velocità. Continuità operativa, stabilità del processo e integrazione tecnologica rappresentano oggi parametri sempre più determinanti, soprattutto nei contesti produttivi ad alta intensità e orientati ai mercati professionali.

È da questa visione che nasce Hermes, la piattaforma sviluppata da Maflex per la produzione continua di prodotti tissue, anche in configurazione coreless. Un progetto concepito per rispondere alle esigenze concrete dei converter che operano con elevati volumi produttivi e una crescente diversificazione delle referenze. “Il concetto alla base della linea Hermes nasce dall’osservazione diretta delle dinamiche produttive quotidiane. È una risposta a esigenze reali, misurate sul campo e tradotte in soluzioni operative”, spiega Luca Mazzotti, General Manager di Maflex.

Un progetto sviluppato per il mercato professionale nordamericano

La configurazione presentata è stata realizzata per un trasformatore statunitense attivo nel converting di prodotti tissue e nonwoven, con una forte presenza nel segmento professionale. Un mercato caratterizzato da elevati volumi produttivi e dalla necessità di gestire molteplici formati destinati ai settori della pulizia professionale, dell’ospitalità, dell’industria e delle forniture istituzionali.

“Il contesto applicativo richiede impianti affidabili, flessibili e capaci di mantenere standard costanti su più turni di produzione”, sottolinea Martin Kyles, President di Maflex America. “Per questo la linea è stata progettata per garantire continuità operativa, adattabilità e controllo del processo.”

Il valore della produzione coreless in linea continua

Nel settore professionale, la continuità produttiva rappresenta un elemento strategico. La capacità di mantenere un flusso costante anche in presenza di variazioni di formato, grammatura o configurazione del prodotto è infatti essenziale per preservare efficienza e competitività.

In questo scenario, la soluzione Hermes consente di integrare la produzione coreless all’interno di una linea continua senza ricorrere a impianti dedicati. Un approccio che permette di ottimizzare l’utilizzo degli spazi, ridurre la complessità gestionale e migliorare il ritorno sugli investimenti.

La modularità della piattaforma offre inoltre la possibilità di configurare l’impianto in funzione delle esigenze produttive e dei layout disponibili, mantenendo coerenza operativa e semplicità di gestione.

CES: il modulo che amplia le possibilità produttive

Uno degli elementi distintivi della soluzione è il CES (Coreless Extraction System), che consente di estendere la produzione coreless anche a linee continue standard o già installate.

L’integrazione avviene attraverso l’aggiunta di un unico modulo a valle dell’incollatore, evitando l’introduzione di macchinari dedicati e consentendo una gestione più razionale di investimenti, risorse e spazi produttivi. Un aspetto particolarmente rilevante per i converter che puntano a incrementare la flessibilità senza compromettere l’efficienza dell’impianto.

Una linea progettata come sistema integrato

La configurazione sviluppata da Maflex è stata concepita come un sistema completo in cui ogni macchina contribuisce alla stabilità dell’intero processo produttivo.

Il reparto di svolgimento integra due svolgitori UT 200, progettati per garantire un’alimentazione costante del velo. Al centro della linea opera la ribobinatrice Hermes Industriale, equipaggiata con sistema coreless e stazione dedicata per l’introduzione e l’estrazione dei mandrini, elemento chiave per assicurare continuità e ripetibilità produttiva.

Il processo viene completato dall’incollatore lembo METIS, dotato di sistema di incollaggio su guida lineare e progettato per lavorare una vasta gamma di prodotti.

A valle della linea trova posto l’accumulatore LA40, con capacità fino a 40 log, che svolge una funzione strategica di disaccoppiamento tra le diverse sezioni dell’impianto, consentendo di assorbire eventuali microfermate senza compromettere il flusso produttivo complessivo.

La fase finale è affidata alla troncatrice LADON Plus, in grado di raggiungere fino a 120 tagli al minuto e dotata della pressina Smart universale automatica, contribuendo a mantenere elevati livelli di produttività e qualità del prodotto finito.

Una risposta alle esigenze del converting professionale

Secondo Maflex, l’intera configurazione rappresenta una soluzione particolarmente adatta ai converter orientati a produzioni professionali ad alto volume, dove affidabilità, semplicità operativa e integrazione tra le diverse fasi del processo costituiscono fattori competitivi sempre più importanti.

“L’intera configurazione sviluppata su misura rappresenta la risposta ideale per questa tipologia di trasformatore, orientato a produzioni professionali ad alto volume e alla massima integrazione tra le diverse fasi del processo produttivo”, conclude Martin Kyles.

Sappi e UPM firmano un accordo per una joint venture nella carta grafica

Sappi Limited e UPM-Kymmene Corporation hanno annunciato la firma di accordi vincolanti per la creazione di una joint venture indipendente e non quotata, partecipata al 50% da entrambe le società, nel settore della carta grafica.

L’operazione prevede l’integrazione del business European Graphic Paper di Sappi con il business Communication Papers di UPM in Europa, Regno Unito e Stati Uniti.

Sappi conferirà alla nuova società gli impianti di Gratkorn in Austria, Ehingen in Germania, Maastricht nei Paesi Bassi e Kirkniemi in Finlandia.

UPM porterà invece gli asset del business Communication Papers situati negli stabilimenti di Augsburg, Schongau e Nordland linee 1 e 4 in Germania, Rauma inclusa UPM RaumaCell, Kymi – esclusa la cartiera di cellulosa – e Jämsänkoski linea 6 in Finlandia, oltre agli impianti Caledonian nel Regno Unito e Blandin negli Stati Uniti.

La transazione resta soggetta al soddisfacimento di diverse condizioni regolatorie e all’approvazione degli azionisti. Le parti prevedono le decisioni definitive entro la fine del 2026. La Joint Venture diventerebbe operativa al closing dell’operazione.

Steve Binnie, CEO di Sappi Limited, ha commentato: “Sappi è entusiasta del potenziale che questa joint venture, se approvata, potrà offrire. Stavamo cercando una soluzione per garantire un futuro redditizio e sostenibile a lungo termine per il nostro business europeo. Questa partnership innovativa con UPM creerà un’azienda focalizzata, unendo i migliori asset e le migliori persone per costruire un futuro solido, in grado di assicurare un supporto continuo ai nostri clienti e di proteggere la base manifatturiera europea.”

Fedrigoni accelera la decarbonizzazione: accordo strategico sul biometano per gli stabilimenti italiani

Il Gruppo Fedrigoni ha sottoscritto uno dei primi accordi italiani di fornitura a lungo termine di biometano, coprendo circa il 40% del fabbisogno di gas dei propri stabilimenti produttivi in Italia. L’iniziativa rafforza la resilienza energetica del Gruppo, potenzia la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e consente una riduzione dal 30% al 50% dell’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati in questi siti.

In qualità di produttore cartario, Fedrigoni opera in un settore hard-to-abate, caratterizzato da limitazioni tecnologiche all’elettrificazione e da emissioni di processo inevitabili. La sostituzione del gas naturale fossile con biometano rinnovabile rappresenta oggi una delle leve più concrete per intervenire sia sulla resilienza sia sull’intensità carbonica della produzione cartaria.

Il biometano è un gas rinnovabile distribuito attraverso l’attuale rete nazionale del gas, allocato a stabilimenti dedicati, già applicato presso il sito di Varone (TN) e certificato tramite Garanzie di Origine (GO) e Proof of Sustainability (PoS), in conformità ai meccanismi europei di tracciabilità e certificazione dell’energia rinnovabile e secondo i criteri di sostenibilità RED II/III.

L’accordo, siglato con importanti operatori attivi nello sviluppo, nell’acquisizione e gestione del biometano, Verdalia Bioenergy, CH1 S.r.l., Fri-El e Bio.Methane.Hub S.r.l., rappresenta uno dei primi contratti di fornitura a lungo termine di biometano nel settore cartario italiano. Grazie alla copertura di circa il 40% del fabbisogno di gas degli stabilimenti coinvolti tramite contratti a lungo termine di biometano, Fedrigoni riduce in modo significativo la propria esposizione alla volatilità geopolitica e la dipendenza dai combustibili fossili importati.

Parallelamente, la sostituzione di una quota dei consumi di gas naturale fossile con biometano consente di ridurre dal 30% al 50% l’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti partecipanti, a seconda della linea di prodotto.

Questa iniziativa rappresenta una tappa concreta della strategia di sostenibilità Making Progress di Fedrigoni e dei suoi obiettivi ESG 2030: un framework di impegni misurabili e basati su dati concreti che spaziano dalla riduzione delle emissioni, alla progettazione dei prodotti in ottica di economia circolare e all’approvvigionamento responsabile. Oltre all’impatto ambientale, il progetto dimostra che decarbonizzazione e resilienza della supply chain non sono priorità in competizione tra loro, ma elementi che si rafforzano reciprocamente.

“La transizione energetica è realmente sostenibile solo quando rafforza anche competitività e resilienza, per Fedrigoni e per i clienti che si affidano a noi”, commenta Stefano Zanoni, Group Head of Energy Transition di Fedrigoni.

Federazione Carta e Grafica: il 25 giugno a Roma l’Assemblea su industria, competitività e bene comune

La competitività dell’industria italiana, la sostenibilità della filiera e il contributo del settore al bene comune saranno al centro dell’Assemblea Pubblica della Federazione Carta e Grafica, in programma il prossimo 25 giugno 2026 alle ore 14.30 presso Palazzo Rospigliosi a Roma.

L’evento, intitolato “Industria, competitività e bene comune”, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dell’informazione per approfondire il ruolo strategico della filiera carta, grafica e trasformazione nello sviluppo economico e sociale del Paese.

Ad aprire i lavori sarà il presidente della Federazione Carta e Grafica, Andrea D’Amato, che illustrerà le principali sfide e le prospettive di un comparto considerato tra le eccellenze del manifatturiero italiano, protagonista dei processi di innovazione industriale e della transizione ecologica e circolare.

In anteprima il primo Rapporto economico della filiera Carta e Grafica

Nel corso dell’Assemblea verrà presentato e distribuito in anteprima il 1° Rapporto economico della filiera Carta e Grafica, uno strumento di analisi che offrirà una fotografia aggiornata dell’andamento del settore e del suo peso nell’economia nazionale.

Il rapporto metterà in evidenza il contributo della filiera alla creazione di valore, all’occupazione e allo sviluppo sostenibile, fornendo dati e indicatori utili per comprendere le dinamiche economiche e industriali di uno dei comparti più rilevanti del Made in Italy.

Il confronto con istituzioni e Parlamento

L’Assemblea proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle politiche industriali, ambientali e culturali necessarie per sostenere la crescita del settore.

Al dibattito parteciperanno l’On. Elisa Montemagni, firmataria della proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, l’On. Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, l’On. Pierfrancesco Maran, presidente della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo, e l’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

A moderare l’incontro sarà Celestina Dominelli, giornalista de Il Sole 24 Ore.

Conclusioni affidate al presidente di Confindustria Emanuele Orsini

Le conclusioni dell’Assemblea saranno affidate a Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, che offrirà una riflessione sulle strategie necessarie per rafforzare la competitività del sistema industriale italiano.

L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto per valorizzare il ruolo della filiera carta e grafica, un ecosistema che integra produzione, innovazione, economia circolare e cultura, contribuendo in modo significativo alla crescita del Paese e alla sostenibilità delle sue filiere produttive.

Assocarta: il 25 giugno a Roma l’Assemblea Pubblica “Europa, Energia, Ecosistema Digitale”

Le grandi sfide che stanno ridefinendo il futuro dell’Europa, dell’industria e della società saranno al centro dell’Assemblea Pubblica di Assocarta dal titolo “Europa, Energia, Ecosistema Digitale”, in programma giovedì 25 giugno 2026, dalle ore 9.50 alle 12.00 presso l’Associazione Civita a Roma.

L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale, accademico e dell’informazione per un confronto sulle trasformazioni economiche, energetiche e tecnologiche che interessano l’Europa e l’Italia, in un contesto internazionale caratterizzato da nuove dinamiche geopolitiche e produttive.

Ad aprire i lavori sarà Enrico Letta, presidente del Jacques Delors Institute, con un intervento dedicato al tema “Energia: costruire un Mercato Unico dell’Energia”, tema strategico per la competitività del sistema industriale europeo.

Seguirà l’intervista al presidente di Assocarta Lorenzo Poli, condotta da Valentina Iorio del Corriere della Sera, nel corso della quale sarà presentata la Relazione Assocarta 2025-2026, documento che fotografa l’andamento del settore cartario e le principali prospettive di sviluppo.

Tra gli argomenti al centro del dibattito anche il sistema ETS e le sfide della sostenibilità industriale, che saranno approfonditi da Massimo Beccarello, Professore Associato dell’Università di Milano-Bicocca.

L’Assemblea si concluderà con l’intervento di Antonio Palmieri, Presidente della Fondazione Pensiero Solido e autore del volume “Non è colpa dell’algoritmo! Idee per usare bene la nostra libertà nell’era digitale” (Egea), dedicato al rapporto tra cittadini, tecnologia e trasformazione digitale.

L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto per il settore cartario italiano sui temi dell’energia, della competitività industriale, della sostenibilità e dell’innovazione digitale, fattori sempre più determinanti per la crescita e la resilienza delle imprese.

Bruxelles, Assocarta chiede la revisione dell’ETS per tutelare la competitività del settore cartario

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles insieme al vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, e al presidente di Federacciai, Lorenzo Poli, presidente Assocarta, ha sollecitato una revisione del sistema europeo ETS (Emission Trading System), evidenziando le criticità che il meccanismo sta generando per l’industria cartaria italiana.

Secondo Poli, il comparto aveva investito negli anni in modo significativo per ridurre le emissioni e sviluppare un modello produttivo basato sull’efficienza energetica e sulla circolarità. Tuttavia, l’attuale configurazione dell’ETS non rappresentava più un incentivo alla decarbonizzazione, bensì un costo rilevante per la competitività delle imprese del settore. Il peso del sistema ETS arrivava infatti a incidere per circa il 4% sul fatturato delle aziende, in una fase caratterizzata da impianti utilizzati mediamente al 75% della capacità produttiva e da una crescente pressione delle importazioni.

Il presidente di Assocarta ha inoltre sottolineato l’esistenza di uno squilibrio competitivo all’interno dell’Unione europea. In Italia, il 76% della manifattura soggetta all’ETS sosteneva un costo diretto sul conto economico, mentre in altri Paesi europei un maggiore impiego di biomasse consentiva alle imprese di beneficiare di un vantaggio competitivo stimato fino al 60%.

Nel suo intervento, Poli ha ribadito la necessità di aggiornare i benchmark ETS, ritenuti non più coerenti con l’evoluzione tecnologica e industriale del settore, affinché vengano valorizzati gli investimenti già realizzati dalle aziende nel percorso di decarbonizzazione.

Assocarta ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dell’industria cartaria italiana, che produce circa il 90% della carta attraverso impianti di cogenerazione e ha costruito la propria leadership sull’utilizzo di materie prime rinnovabili e riciclate. Una riduzione della produzione nazionale, è stato evidenziato durante l’incontro, rischierebbe di indebolire un’eccellenza manifatturiera europea che rappresenta un modello avanzato di economia circolare.

La richiesta emersa dalla conferenza stampa è stata quindi quella di una revisione del sistema ETS capace di accompagnare la transizione ecologica senza compromettere la competitività di un settore che ha già compiuto importanti passi avanti sul fronte della sostenibilità.

Unicar: nasce la Filiale Veneto, nuovo hub della movimentazione industriale nel Nord-Est

La crescita di Unicar accelera nel Nord-Est con la nascita della nuova Filiale Veneto, risultato dell’integrazione tra le sedi di Verona e Vicenza. Il nuovo assetto rafforza il presidio dell’azienda in una delle aree industriali più dinamiche d’Italia, consolidando un modello operativo orientato a servizio, prossimità e assistenza tecnica.

L’operazione rappresenta un passo strategico nel percorso di espansione del gruppo, attivo da oltre trent’anni nella movimentazione industriale e nella logistica per eventi su scala nazionale.

Un hub unico per Verona, Vicenza, Rovigo e Mantova

La nuova Filiale Veneto nasce dall’unione di competenze maturate in anni di attività sul territorio: da un lato l’expertise sul marchio Yale nell’area scaligera, dall’altro la consolidata esperienza con Hyster nel Vicentino.

Il nuovo hub operativo presidia un’area che comprende le province di Verona, Vicenza, Rovigo e Mantova, servendo circa 1.000 aziende clienti e gestendo una flotta di oltre 1.200 mezzi, tra carrelli elevatori, transpallet e macchine da magazzino.

Struttura e numeri: un team raddoppiato in pochi anni

La Filiale Veneto conta oggi 14 professionisti tra tecnici, service e personale commerciale, supportati da officine mobili per interventi rapidi sul territorio.

L’infrastruttura comprende oltre 3.500 mq tra officine e magazzini ricambi, distribuiti tra Dossobuono (Verona) e Montebello Vicentino.

Secondo l’azienda, la struttura del team è più che raddoppiata negli ultimi anni, segno di una crescita costante della domanda industriale nell’area.

Servizi integrati e assistenza multimarca

La nuova filiale offre l’intera gamma di servizi Unicar:
vendita, noleggio, assistenza tecnica, ricambi, consulenza e formazione.

L’offerta si estende ai brand del gruppo:

  • Yale
  • Hyster
  • Carer

Carer, azienda italiana attiva in oltre 60 Paesi, rappresenta il segmento dei carrelli elettrici ad alta capacità.

Clienti industriali e presenza nel tessuto produttivo

La Filiale Veneto opera su un portafoglio clienti trasversale che include PMI e grandi gruppi industriali nei settori edilizia, logistica, intermodale, metallurgia e industria manifatturiera.

Tra i clienti figurano realtà come: Interporto Verona, Fonderia Zanardi, Prefabbricati Scaligera, Saica, Abafood e Fedrigoni.

Le dichiarazioni del management

“La nuova Filiale Veneto ci consente di offrire un servizio più strutturato, rapido e vicino ai clienti, rafforzando la nostra presenza come hub logistico per la movimentazione industriale”, ha dichiarato Davide Bertoletti, Direttore della Filiale Veneto.

Per Luca Spreafico, Vicepresidente di Unicar, il progetto rappresenta “un investimento strategico che consolida la presenza nei principali distretti industriali e valorizza il ruolo della logistica nei processi produttivi”.

Strategia nazionale e rete del gruppo

Il rafforzamento nel Nord-Est si inserisce nella strategia nazionale di Unicar, che opera attraverso:

  • 8 filiali in Italia (tra cui Torino, Bologna, Genova, Roma e Veneto)
  • 40 concessionari e partner
  • distribuzione di Yale dal 1992
  • distribuzione di Hyster dal 2024

Il gruppo detiene inoltre una gamma completa di soluzioni per la movimentazione industriale, dai transpallet compatti fino ai carrelli elettrici heavy-duty.

Cuscinetti per supporti di cilindri ondulatori di cartone

Faro Bearings annovera tra i propri prodotti di spicco l’intera gamma di cuscinetti destinati ai più noti modelli di macchine che producono cartone ondulato.

I cilindri ondulatori sono componenti essenziali all’interno delle linee di produzione del cartone ondulato, un materiale ampiamente utilizzato per l’industria degli imballaggi e delle scatole.

Per assicurare una produzione efficiente e di alta qualità, permettendo una rotazione fluida e precisa i cuscinetti Faro Bearings di supporto dei cilindri sono caratterizzati da:

  • Maggiore durata di servizio. Gli anelli dei cuscinetti sono realizzati in acciaio di alta qualità accoppiati ad una gabbia in bronzo centrifugato completamente lavorata.
  • Alta capacità di Carico. I cuscinetti sono progettati per sopportare gravosi carichi radiali ed assiali generati dal processo di ondulazione.
  • Precisione ed Affidabilità. La precisione è importante per mantenere l’uniformità delle onde prodotte. Eventuali difetti nel movimento del cilindro possono portare ad imperfezioni nel cartone.
  • Gioco radiale speciale. Faro Bearings ha individuato un gioco radiale bilanciato che permette di assorbire le fisiologiche dilatazioni degli anelli interni nella fase di avviamento della macchina pur mantenendo un valore corretto quando la struttura ha raggiunto la temperatura di regime.
  • Resistenza al Calore. Durante il processo di ondulazione, i cuscinetti sono sottoposti a temperature superiori a 200 °C. Faro Bearings ha pertanto previsto sugli anelli dei cuscinetti uno speciale trattamento termico che garantisce di operare in maniera ottimale in tali condizioni.

La scelta adeguata dei materiali per i cuscinetti e un sistema di lubrificazione efficiente sono dunque aspetti importanti per assicurare la loro durata nel tempo e un’efficienza operativa ottimale, evitando così costosi fermi macchina e interventi di manutenzione eccessivi.

 

Convegno annuale Gifco, intervista al presidente Fausto Ferretti

Al via il Convegno annuale Gifco, in programma il 14 e 15 maggio 2026 a Baveno (VB). Per l’occasione abbiamo intervistato il presidente Fausto Ferretti, che traccia per noi un bilancio del suo mandato e offre uno sguardo sulle prospettive future del settore.

Il settore del cartone ondulato rappresenta da sempre un pilastro dell’industria del packaging italiano, un comparto capace di coniugare tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica. In questo scenario si inserisce il ruolo strategico di Gifco, che continua a supportare le aziende associate in un contesto economico e produttivo in rapida evoluzione. Abbiamo raccolto le riflessioni del presidente Fausto Ferretti, che traccia un bilancio del suo mandato e offre uno sguardo sulle prospettive future del settore.

Un mandato avviato in un momento cruciale

«Gifco è da sempre un punto di riferimento per il settore del cartone ondulato, fornendo ai propri associati tutta una gamma di servizi e informazioni per il comparto specifici su aspetti tecnici e normativi e relativi alla produzione e all’uso del packaging cellulosico.

L’inizio del mio mandato da presidente di Gifco – oramai quasi cinque anni or sono – è avvenuto in un momento storico molto particolare (in Italia eravamo ancora in uno stato di emergenza a seguito dell’epidemia da Covid-19), nel quale Gifco era chiamato a importanti sfide. In particolare, cavalcare quel momento positivo di un mercato del packaging industriale sempre più orientato alla transizione green».

Formazione, ricerca e condivisione: il cuore della missione Gifco

«Nella mission istituzionale di Gifco rientrano diverse attività, tra cui quella di condividere conoscenze tecniche tra i propri associati attraverso l’organizzazione di seminari formativi e informativi. È in questo quadro che si inseriscono alcune attività di natura tecnica sviluppate recentemente e altri progetti che sono in fase di definizione e che verranno organizzati prossimamente.

Nel corso del 2025 sono stati realizzati una serie di webinar sull’efficienza energetica a beneficio delle aziende associate. Gli appuntamenti formativi hanno approfondito il tema generale dell’efficientamento energetico declinato lungo le diverse fasi produttive, analizzando le migliori pratiche per incrementare le performance energetiche nella produzione del cartone ondulato e nella sua conversione in imballaggio. Tra gli argomenti trattati quello del vapore, colle e amidi, inchiostri, impianti stampa, gestione dell’aria compressa, refrigerazione, scarti e polveri, essicazione, impianti di microgenerazione.

Inoltre, è in fase di preparazione per ottobre 2026 il Seminario Tecnico Gifco focalizzato su innovazione e sostenibilità nell’industria del packaging in cartone ondulato. Un evento per connettere tecnologia, artigianalità ed eccellenza industriale e basato su un programma che riunisce i temi tecnici più rilevanti per i produttori di imballaggi in cartone ondulato: dai sistemi di stampa e manutenzione all’efficienza dei materiali, passando per amidi e inchiostri. Il Seminario Tecnico Gifco non valorizza solo la competenza tecnica, ma la collega alle dinamiche di mercato, alle tendenze dell’innovazione, alle aspettative dei consumatori e alle ispirazioni provenienti da altri settori contigui».

Un anno complesso tra domanda debole e costi energetici

«Il mercato del cartone ondulato, sia italiano sia europeo, attraversa attualmente una fase di ristagno causata dalla debole domanda di beni di largo consumo, con effetti diretti sul fabbisogno di imballaggi, mentre il costo dell’energia nazionale continua a penalizzare le imprese italiane, in un contesto segnato da rilevanti tensioni geopolitiche di carattere ormai globale dove l’Italia, causa scelte miopi del passato, si vede particolarmente penalizzata».

Italia ed Europa: un confronto articolato

«Il rallentamento della produzione di cartone ondulato non riguarda esclusivamente il nostro Paese, né si manifesta in modo uniforme a livello europeo. Tra i principali Paesi produttori, Italia e Spagna evidenziano performance meno dinamiche rispetto al passato, pur mantenendo una sostanziale tenuta del settore. In Germania, dopo una fase di rallentamento legata anche alle difficoltà di comparti chiave come l’automotive, si osservano oggi segnali di graduale ripresa. Diverso il caso della Polonia, che negli ultimi quindici anni ha registrato una crescita sostenuta, pur attraversando recentemente una fase di parziale ridimensionamento. Nel complesso, il mercato europeo del cartone ondulato si conferma solido e in una fase positiva, proseguendo un percorso di crescita di lungo periodo».

E-commerce e logistica: motori di sviluppo

«Negli ultimi anni l’e-commerce e la logistica moderna hanno trainato la crescita e l’innovazione tecnologica del cartone ondulato. In particolare, nel periodo post-Covid-19, l’impennata dei consumi ha accelerato lo sviluppo del commercio elettronico, determinando un significativo incremento nell’utilizzo del cartone ondulato, che si conferma leader tra gli imballaggi sostenibili grazie alla sua monomaterialità e alla conseguente facilità di riciclo».

Uno sguardo al futuro: innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale

Il settore del cartone ondulato italiano è da sempre altamente competitivo e orientato all’innovazione, oggi sempre più focalizzato su nuove sfide legate allo sviluppo di imballaggi progettati su misura, dimensionati sull’esatta taglia del prodotto per eliminare sprechi di materiale e ottimizzare gli spazi riducendo i volumi di trasporto. Questo approccio ha consentito di abbassare l’impatto ambientale, mantenendo in parallelo elevate prestazioni meccaniche e qualitative. In questa prospettiva ogni packaging è destinato a dotarsi di una vera e propria carta d’identità, con caratteristiche specifiche sempre più legate a criteri di sostenibilità ambientale che ci permetterà di migliorare ulteriormente la performance. Un ruolo centrale sarà, inoltre, svolto dall’intelligenza artificiale destinata ad affiancare le nostre risorse umane contribuendo a incrementare efficienza e precisione lungo l’intera filiera.

«Nel complesso, il mercato europeo del cartone ondulato si conferma solido e in una fase positiva, proseguendo un percorso di crescita di lungo periodo»