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Valeria Teruzzi

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Södra nomina Cecilia Karlsson nuova CFO

Södra ha annunciato la nomina di Cecilia Karlsson come nuova Chief Financial Officer (CFO), con decorrenza dal 1° dicembre 2026. Karlsson entrerà a far parte anche del Group Executive Team del gruppo svedese dell’industria forestale. Proveniente dal ruolo di CFO di Öresundskraft, Karlsson vanta una consolidata esperienza in posizioni finanziarie di vertice maturata presso IKEA e Findus, oltre a un’esperienza nella consulenza strategica in McKinsey. È laureata in Ingegneria presso la Chalmers University of Technology. Succederà a Magnus Örnberg, che lascerà l’azienda nel corso del 2027 al termine di un periodo di transizione.

Safetykleen inaugura la nuova filiale di Roma nel segno della sostenibilità

Safetykleen ha ufficialmente aperto la nuova filiale romana, alla presenza dei vertici internazionali e italiani dell’azienda. La prima nuova filiale in vent’anni si distingue come modello di circolarità: pannelli fotovoltaici per l’energia, tecnologia PCT per la purificazione dell’acqua e novità come la macchina a ultrasuoni Sonickleen Eco.

Durante l’inaugurazione anche un focus sul punto di vista del cliente rispetto alla sostenibilità, seguito da un momento di networking.

Guarda il best of e scopri il nuovo polo di Safetykleen

EUROSAC 2026 a Bordeaux: la regolamentazione diventa un motore di innovazione per l’industria dei sacchi di carta

Più di 160 esperti del settore si sono riuniti al Congresso EUROSAC 2026, organizzato dalla Federazione Europea dei Produttori di Sacchi di Carta Multistrato (EUROSAC), che si è tenuto a Bordeaux dal 28 al 30 maggio con il tema “Trasformare la regolamentazione in opportunità”. L’evento ha evidenziato il ruolo centrale del settore nella transizione verso un’economia sempre più circolare, in un contesto caratterizzato da innovazione dei prodotti, nuove normative e sfide geopolitiche.

Il mercato europeo dei sacchi di carta ha continuato a crescere nel 2025 (+2,7%), trainato principalmente dai settori alimentare e delle costruzioni, sebbene nel primo trimestre del 2026 sia stata registrata una lieve flessione.

Grande attenzione è stata dedicata al Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR), considerato un elemento chiave per accelerare il passaggio verso soluzioni più riciclabili e circolari.

Un momento di particolare rilievo è stato l’EUROSAC Grand Prix 2026, che ha premiato le innovazioni sostenibili, tra cui sacchi con ridotto contenuto di plastica, materiali riciclabili e soluzioni più ergonomiche.

In sintesi, il settore sta attraversando una fase di trasformazione: sostenibilità e normativa europea stanno diventando fattori trainanti per l’innovazione e la competitività, in particolare nello sviluppo di imballaggi a base carta più circolari e ad alte prestazioni.

Andreas Birmoser nominato presidente di Pro Carton

Pro Carton, l’Associazione europea dei produttori di cartone e cartoncino, ha annunciato la nomina di Andreas Birmoser, executive vice president Cartonboard presso Stora Enso, come nuovo presidente.

Birmoser succede a Michele Bianchi, CEO del Gruppo RDM, che ha ricoperto la carica di Presidente negli ultimi quattro anni. Questo periodo è stato caratterizzato da importanti cambiamenti strutturali all’interno dell’associazione, tra cui l’integrazione di un’altra organizzazione di settore e l’evoluzione di Pro Carton in un organismo rappresentativo completo dell’industria. Questi sviluppi si sono verificati mentre il settore si preparava all’introduzione del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).

Con oltre 20 anni di esperienza nell’industria forestale e del cartoncino, Birmoser porta con sé una vasta esperienza internazionale nella leadership strategica, nello sviluppo del business e nella gestione operativa. Nel suo attuale ruolo presso Stora Enso è responsabile del business globale del cartoncino dell’azienda. Nel corso della sua carriera ha ricoperto posizioni dirigenziali di rilievo in Europa e Sud America, tra cui quella di CEO di Veracel Celulose, contribuendo in modo significativo a processi di trasformazione aziendale e a iniziative di crescita sostenibile.

Commentando la sua nomina, Birmoser ha sottolineato l’importanza della collaborazione all’interno del settore:

“ In un periodo di incertezza economica, cambiamenti normativi e trasformazione delle aspettative del mercato, nessuna azienda può avere successo da sola. Pro Carton svolge un ruolo fondamentale nel riunire l’industria, rafforzare la nostra voce collettiva e garantire che continuiamo a essere un partner affidabile per i decisori politici e gli stakeholder in tutta Europa.”

Horst Bittermann, Direttore Generale di Pro Carton, ha accolto favorevolmente la nomina, sottolineando che la profonda conoscenza di Birmoser sia dell’associazione sia delle sfide e delle opportunità del settore lo rende particolarmente adatto a guidare l’organizzazione nella prossima fase di sviluppo. Questa nuova fase sarà focalizzata sul rafforzamento della rappresentanza del settore, sul sostegno agli associati e sulla promozione del valore degli imballaggi a base di fibre in tutta Europa.

In qualità di Presidente, Birmoser collaborerà strettamente con il Consiglio di Amministrazione di Pro Carton per rafforzare ulteriormente la cooperazione lungo tutta la filiera. L’organizzazione continuerà a promuovere gli imballaggi a base di fibre e a garantire che Pro Carton rimanga una voce autorevole nella definizione di politiche basate su dati scientifici e prove concrete, a sostegno della sostenibilità e della competitività.

Pro Carton ha inoltre espresso la propria gratitudine al Presidente uscente Michele Bianchi per la leadership, l’impegno e la visione strategica dimostrati negli ultimi quattro anni, che hanno contribuito in modo significativo alla crescita e al consolidamento dell’associazione.

UPM e Andritz: accordo strategico per accelerare l’innovazione nel tissue

UPM e Andritz hanno siglato un accordo di collaborazione pluriennale volto a sostenere lo sviluppo di prodotti tissue di nuova generazione, combinando le rispettive competenze nella produzione di cellulosa e nelle tecnologie di processo.

La partnership unisce l’esperienza di UPM-Kymmene Corporation nel settore delle fibre e della cellulosa con le capacità di ingegneria e tecnologia industriale di Andritz AG, con l’obiettivo di ottimizzare l’intera catena del valore, dalle materie prime ai processi produttivi.

Un elemento chiave dell’accordo è il centro PrimeLineTIAC di Andritz, a Graz, dove i produttori di tissue potranno testare e sviluppare soluzioni su scala pilota, riducendo i rischi e i costi associati alle prove sulle linee di produzione industriali. Tutti i test saranno standardizzati utilizzando la cellulosa UPM Euca, garantendo risultati coerenti e comparabili.

La collaborazione punta ad accelerare la commercializzazione di prodotti tissue più efficienti e performanti, migliorando al contempo la sostenibilità e l’efficienza produttiva. Le tecnologie coinvolte comprendono i processi di produzione del tissue dry-crepe, textured e Through-Air-Drying (TAD).

Fedrigoni accelera sulla decarbonizzazione: accordo sul biometano

Il Gruppo Fedrigoni sigla uno dei primi contratti italiani di fornitura a lungo termine di biometano nel settore delle carte speciali. L’iniziativa ridurrà fino al 50% l’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti coinvolti e rafforzerà la resilienza della filiera energetica.

Il settore cartario compie un nuovo passo verso la transizione energetica. Fedrigoni dunque ha sottoscritto uno dei primi accordi italiani di fornitura a lungo termine di biometano destinato all’industria cartaria, con l’obiettivo di coprire circa il 40% del fabbisogno di gas naturale dei propri stabilimenti produttivi in Italia.

L’operazione rappresenta una leva strategica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e accelerare il percorso di decarbonizzazione del Gruppo.

Biometano: una soluzione concreta per un settore hard-to-abate

L’industria della carta rientra tra i comparti hard-to-abate, caratterizzati da elevati consumi energetici e da processi produttivi difficilmente completamente elettrificabili nel breve periodo. In questo contesto, la sostituzione del gas naturale fossile con biometano rinnovabile rappresenta una delle soluzioni oggi più efficaci per ridurre le emissioni climalteranti mantenendo competitività industriale.

Il biometano viene immesso nella rete nazionale del gas e utilizzato negli stabilimenti produttivi attraverso sistemi certificati di tracciabilità. La fornitura destinata a Fedrigoni è garantita tramite Garanzie di Origine (GO) e Proof of Sustainability (PoS), in conformità ai criteri europei di sostenibilità previsti dalle direttive RED II e RED III.

Il progetto è già operativo presso lo stabilimento di Varone (Trento) e sarà progressivamente esteso agli altri siti produttivi coinvolti.

Un accordo strategico con i principali operatori del settore

L’intesa è stata siglata con alcuni importanti operatori attivi nello sviluppo, acquisizione e gestione di impianti per la produzione di biometano: Verdalia Bioenergy, CH1 S.r.l., Fri-El e Bio.Methane.Hub S.r.l.

Si tratta di uno dei primi contratti di fornitura a lungo termine di biometano nel comparto cartario italiano, un modello destinato a favorire una maggiore stabilità energetica per le aziende industriali e a ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali del gas.

Grazie alla copertura di una quota significativa dei consumi tramite biometano, Fedrigoni punta infatti a rafforzare la resilienza della propria supply chain energetica, limitando gli impatti legati alla volatilità geopolitica e alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Riduzione fino al 50% dell’impronta carbonica dei prodotti

Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo del biometano consentirà una riduzione stimata tra il 30% e il 50% dell’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti aderenti all’iniziativa, in funzione delle diverse linee produttive.

L’intervento si inserisce nel programma di sostenibilità Making Progress di Fedrigoni e negli obiettivi ESG 2030, che prevedono azioni concrete sulla riduzione delle emissioni, sull’economia circolare, sulla progettazione sostenibile dei prodotti e sull’approvvigionamento responsabile delle materie prime e dell’energia.

Decarbonizzazione e competitività industriale

Secondo Fedrigoni, la transizione energetica non rappresenta soltanto un obiettivo ambientale, ma anche un elemento strategico per la competitività del settore cartario.

«La transizione energetica è realmente sostenibile solo quando rafforza anche competitività e resilienza, per Fedrigoni e per i clienti che si affidano a noi», commenta Stefano Zanoni, Group Head of Energy Transition di Fedrigoni.

L’accordo sul biometano conferma quindi il ruolo dell’industria cartaria italiana nella ricerca di soluzioni energetiche innovative, capaci di coniugare riduzione delle emissioni, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità produttiva.

ETS, Cepi: le nuove proposte UE mettono a rischio gli investimenti della filiera cartaria

Le nuove proposte della Commissione europea sul sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) rischiano di frenare gli investimenti nella decarbonizzazione dell’industria europea della cellulosa e della carta. È l’allarme lanciato da Cepi, la Confederazione europea dell’industria cartaria, che chiede una revisione delle misure presentate da Bruxelles per evitare un impatto negativo sulla competitività e sulla transizione ecologica del comparto.

Secondo le stime dell’associazione, le modifiche ai benchmark per l’assegnazione gratuita delle quote ETS, già presentate dalla Commissione nel mese di giugno, potrebbero tradursi in una perdita di circa 1 miliardo di euro all’anno di investimenti programmati nel periodo 2026-2030. Le nuove disposizioni illustrate il 17 luglio aggraverebbero ulteriormente questo scenario, riducendo ancora l’assegnazione gratuita delle quote e rendendo meno sostenibili i futuri progetti di decarbonizzazione.

Un settore già impegnato nella riduzione delle emissioni

L’industria europea della carta ricorda di essere stata tra i primi comparti industriali ad aderire agli obiettivi climatici dell’Unione europea. Dal 2005 il settore ha infatti ridotto le proprie emissioni di oltre il 55%, distinguendosi tra le industrie energivore soggette al sistema ETS.

Tuttavia, secondo Cepi, molte imprese – soprattutto le piccole e medie realtà – non dispongono ancora di tecnologie economicamente sostenibili per completare il percorso di decarbonizzazione, mentre anche i grandi gruppi iniziano a registrare crescenti difficoltà nel reperire le risorse necessarie per finanziare nuovi investimenti.

Le criticità: condizionalità e soglia del 95% di biomassa

Tra i principali punti contestati vi è la condizionalità dell’assegnazione gratuita delle quote ETS. Le aziende esposte alla concorrenza internazionale dovrebbero dimostrare il rispetto di specifici obblighi in materia di efficienza energetica e decarbonizzazione per continuare a beneficiare delle quote gratuite.

Per Cepi, questo meccanismo comporta un notevole aggravio amministrativo e impone alle imprese di impegnare risorse finanziarie in piani di investimento quando molte tecnologie necessarie non sono ancora disponibili su scala industriale. Inoltre, il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti potrebbe tradursi nella perdita delle quote gratuite, aumentando ulteriormente il costo della CO₂.

L’associazione critica anche l’introduzione della soglia del 95% di biomassa per l’accesso ai benefici ETS. Molti impianti del settore recuperano infatti energia dal processo produttivo della fibra per la carta, una soluzione considerata strategica nell’economia circolare. Secondo Cepi, il nuovo criterio penalizzerebbe proprio le aziende che hanno investito per prime nella transizione energetica, escludendole dall’assegnazione gratuita delle quote.

Piccole imprese e costi amministrativi

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la struttura stessa dell’industria cartaria europea, caratterizzata dalla presenza di numerose aziende di medie dimensioni con limitata capacità di investimento.

Cepi propone pertanto di innalzare la soglia di esenzione prevista dall’ETS per i piccoli impianti, misura che consentirebbe di ridurre i costi di verifica e certificazione delle emissioni senza compromettere gli obiettivi climatici.

Anche il funzionamento della Market Stability Reserve (MSR) viene indicato come fattore di rischio. Secondo l’associazione, il meccanismo, nato per riequilibrare il mercato delle quote di emissione, potrebbe oggi contribuire a un aumento del prezzo della CO₂ superiore a quanto necessario per conseguire le riduzioni emissive, incidendo negativamente sulla competitività industriale.

Bioeconomia europea a rischio

Per Cepi, l’insieme delle misure rischia di compromettere la leadership europea nella bioeconomia, un mercato che potrebbe raggiungere un valore globale di 6.700 miliardi di euro entro il 2030. L’industria cartaria rappresenta uno dei principali attori nello sviluppo di bioraffinerie, biochimica e materiali rinnovabili, attività che già oggi incidono per circa il 6% del valore aggiunto del settore.

“I materiali bio-based non sono solo positivi per il clima, ma rappresentano anche uno dei pochi settori con reali prospettive di crescita in Europa. L’ETS dovrebbe essere coerente con la bioeconomia circolare e con la nascente economia del carbonio biogenico, così da valorizzare pienamente il contributo di una crescita resiliente, sostenibile e competitiva”, ha dichiarato Jori Ringman, direttore generale di Cepi.

Voith Paper, Tero Kokko nuovo CEO

Voith ha annunciato un importante cambio ai vertici della propria divisione Paper. A partire dal 1° ottobre 2026, Tero Kokko entrerà a far parte del Corporate Board of Management di Voith GmbH & Co. KGaA assumendo il ruolo di president & CEO di Voith Paper, succedendo ad Andreas Endters, che lascerà l’azienda al termine dell’attuale esercizio fiscale.

La decisione di Endters, comunicata agli azionisti e al management del Gruppo, è stata accettata dalla società e segna la conclusione di una carriera lunga oltre 35 anni all’interno di Voith.

Nel corso della sua esperienza in Voith, Andreas Endters ha ricoperto numerosi incarichi manageriali internazionali, contribuendo in maniera determinante alla crescita della divisione Paper e al consolidamento dell’azienda come uno dei principali partner tecnologici mondiali per l’industria cartaria.

Il futuro CEO di Voith Paper proviene da Valmet, dove attualmente guida il business globale dedicato alla cellulosa (Pulp). Kokko porta in dote oltre 20 anni di esperienza internazionale nella gestione aziendale, nella trasformazione industriale, nella strategia e nello sviluppo del business.

È inoltre in possesso di un dottorato in Automation and Control Engineering conseguito presso la Tampere University of Technology.

«L’industria cartaria sta attraversando una fase di profonda trasformazione a livello globale. Non vedo l’ora di lavorare con il team di Voith Paper per costruire il futuro dell’azienda, supportare i clienti e valorizzare le solide basi tecnologiche già esistenti», ha dichiarato Kokko.

Un passaggio di consegne in un momento di trasformazione del settore

L’avvicendamento arriva in una fase particolarmente delicata per l’industria cartaria mondiale, chiamata ad affrontare pressioni economiche, evoluzione tecnologica e cambiamenti strutturali del mercato.

Voith conferma la volontà di proseguire il proprio percorso di sviluppo puntando sull’innovazione, sulla competitività, sulla vicinanza ai clienti e su investimenti mirati nelle tecnologie del futuro, affidando la guida della divisione Paper a un manager con una consolidata esperienza internazionale nel settore.

Industria della carta europea, Cepi lancia l’allarme: “Serve una risposta politica per proteggere la competitività del settore”

Il rapporto Key Statistics 2025 evidenzia un calo della produzione di carta e cartone in Europa e una progressiva erosione della capacità industriale. Jori Ringman: “Una lenta deriva può avere conseguenze significative sulla resilienza industriale europea”.

L’industria della carta europea sta affrontando una fase di progressiva erosione della propria base industriale, mentre il suo contributo all’economia circolare, agli obiettivi climatici e all’autonomia strategica dell’Europa rimane essenziale. È quanto emerge dal Cepi Key Statistics Report 2025, che fotografa un settore sottoposto alla crescente pressione della concorrenza globale e di un contesto geopolitico complesso.

Nel 2025 la produzione europea di carta e cartone è diminuita dell’1,6%, raggiungendo 77,4 milioni di tonnellate. Il dato riflette una fase di correzione successiva alla crescita registrata nel periodo post-pandemico, più che un ritorno a un percorso di crescita stabile. La produzione di pasta per carta destinata al mercato ha invece registrato un incremento dell’1,0%.

I primi segnali del 2026 confermano una fase di debolezza: nel primo trimestre dell’anno la produzione è risultata inferiore del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Carta e cartone: calano cartoncino e carte grafiche

Secondo il rapporto Cepi, la domanda complessiva ha subito solo una lieve contrazione, ma il dato nasconde importanti cambiamenti strutturali nei diversi segmenti produttivi.

Le carte per imballaggio hanno mantenuto una sostanziale stabilità, mentre il cartoncino ha registrato una diminuzione del 5,4% e le carte grafiche sono calate del 7,3%.

Nel complesso, escludendo le carte grafiche, la produzione europea nel 2025 è apparsa relativamente stabile, ma rimane comunque del 7% inferiore rispetto ai livelli record del 2021.

Perdita di capacità produttiva e aumento delle importazioni

Il settore cartario europeo ha progressivamente perso asset produttivi negli ultimi tre anni, mentre la penetrazione delle importazioni ha raggiunto il livello record del 7,7% dei consumi dell’Unione europea.

Le esportazioni rappresentano ancora oltre il 20% della produzione, ma il saldo commerciale dell’UE ha registrato un leggero peggioramento nel 2025. Secondo Cepi, il sostegno pubblico estero e condizioni di mercato non simmetriche stanno incidendo sulla competitività dell’industria europea.

Sostenibilità e riciclo: il ruolo strategico della filiera cartaria

La pressione competitiva arriva nonostante gli importanti risultati ambientali raggiunti dal settore.

Nel 2025 i produttori europei di pasta e carta hanno ridotto le emissioni specifiche di CO₂ del 10,2%, continuando inoltre a operare il sistema di riciclo più efficace al mondo. Il comparto utilizza una quota record di materie prime europee: il 92% del legno impiegato e quasi tutti i materiali riciclati provengono dall’Europa.

Per Cepi, l’industria cartaria rappresenta quindi un esempio concreto dell’attuale “momento dell’indipendenza” europea.

Commentando i dati del rapporto, Jori Ringman, direttore generale di Cepi, sottolinea la necessità di un intervento coordinato per rafforzare il settore:

“Cepi chiede una risposta politica coerente che rafforzi gli strumenti di difesa commerciale, garantisca un quadro normativo prevedibile e favorevole agli investimenti e rafforzi le catene del valore europee circolari e basate sulle biomasse.”

Ringman richiama anche l’attenzione sugli effetti di un indebolimento progressivo dell’industria europea: “Una lenta deriva può essere meno visibile di uno shock improvviso, ma le sue conseguenze a lungo termine sulla resilienza industriale europea, sulla leadership climatica e sull’autonomia strategica non sono meno significative.”

Cepi: senza interventi rischio di perdita della capacità industriale europea

I dati del Key Statistics Report 2025 indicano, secondo Cepi, la necessità di interventi tempestivi per evitare una graduale perdita di capacità industriale in un settore considerato fondamentale per beni di largo consumo, logistica, igiene e sviluppo di alternative basate sulle biomasse ai materiali ad alta intensità di combustibili fossili.

Queste soluzioni potrebbero consentire all’Europa di cogliere un’opportunità globale stimata in 6.600 miliardi di euro entro il 2030 nei mercati emergenti della bioeconomia.

Metsä Board apre a Milano il nuovo Packaging Design Studio: innovazione, AI e sostenibilità per il futuro del packaging in carta

Metsä Board rafforza il proprio impegno nell’innovazione del packaging con l’apertura di un nuovo Packaging Design Studio a Milano, inaugurato il 2 luglio 2026. Il nuovo spazio nasce per avvicinare l’azienda ai clienti europei e sviluppare più rapidamente soluzioni di imballaggio efficienti, sostenibili e pronte per l’industrializzazione.

La nuova struttura milanese integra design, competenza sui materiali, tecnologie digitali e analisi dei dati, offrendo un ambiente dedicato alla progettazione congiunta di nuovi concept di packaging. Il centro si inserisce nella strategia di Metsä Board per supportare brand owner, converter e progettisti in un mercato dove gli imballaggi sono chiamati a rispondere contemporaneamente a esigenze ambientali, funzionali e normative sempre più complesse.

Packaging più sostenibile e sviluppo più rapido

Il settore del packaging sta attraversando una fase di profonda trasformazione. I marchi devono ridurre l’impiego di materiali, limitare l’utilizzo di soluzioni di origine fossile, migliorare la riciclabilità degli imballaggi e garantire elevate prestazioni sul punto vendita.

Secondo Metsä Board, il nuovo studio permette di anticipare le fasi di verifica e ottimizzazione delle soluzioni grazie alla combinazione di strumenti di progettazione supportati dall’intelligenza artificiale, simulazioni e conoscenza tecnica dei materiali. Questo approccio consente di ridurre le incertezze, velocizzare le decisioni progettuali e abbreviare i tempi che separano l’idea iniziale dalla soluzione finale.

“Milano offre una combinazione unica tra un ecosistema del packaging forte e un ambiente di design riconosciuto a livello mondiale”, ha dichiarato Erja Hyrsky, SVP Commercial Operations di Metsä Board, sottolineando come la presenza nella capitale italiana del design permetta una collaborazione più stretta con i clienti nei principali mercati europei.

Dalla progettazione sequenziale alla co-creazione

Uno degli elementi distintivi del nuovo Packaging Design Studio è il superamento del tradizionale sviluppo per fasi successive. Design, scelta dei materiali e valutazione delle prestazioni vengono affrontati parallelamente, con l’obiettivo di ottenere packaging più efficienti senza compromettere funzionalità e qualità.

“Non sviluppiamo più soluzioni in isolamento: possiamo testarle e perfezionarle insieme ai clienti, assicurandoci che siano pronte per il mercato in tempi più brevi”, ha spiegato Ilkka Harju, Packaging Services Director. L’approccio integrato risulta particolarmente importante per settori come alimentare, farmaceutico e cosmetico, dove il packaging deve garantire sicurezza, prestazioni tecniche e valore commerciale.

Milano nuovo polo europeo per il packaging innovativo

La scelta di Milano non è casuale. La città rappresenta uno dei principali hub europei per il design, il lusso, il food e il settore cosmetico, comparti nei quali cresce la domanda di imballaggi sostenibili ad alte prestazioni.

Il nuovo studio completa la rete internazionale di Metsä Board dedicata alla ricerca e allo sviluppo del packaging, affiancandosi all’Excellence Centre di Äänekoski, in Finlandia, focalizzato sulla ricerca sui materiali e sui test prestazionali, e al Packaging Design Studio di Norwalk negli Stati Uniti.

Fibra vergine e innovazione per il packaging del futuro

Metsä Board, parte di Metsä Group, è specializzata nella produzione di cartoncini leggeri di alta qualità, cartoncini per il settore foodservice e kraftliner bianchi. L’azienda punta sull’utilizzo di fibre di legno vergini provenienti da foreste nord europee come risorsa rinnovabile e riciclabile, con l’obiettivo di eliminare progressivamente l’utilizzo di energia fossile nella produzione entro il 2030.

Con il nuovo centro milanese, Metsä Board punta quindi a consolidare il proprio ruolo nello sviluppo di packaging in carta e cartoncino sempre più sostenibili, combinando creatività, tecnologia e competenza industriale.