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Valeria Teruzzi

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Istituto Salesiano San Zeno, aperte le pre-iscrizioni al corso di tecnologia per tecnici cartari

Sono aperte le pre-iscrizioni all’Istituto Salesiano San Zeno di Verona per il prossimo corso in programma a partire dal 9 ottobre 2023. Un percorso di alta formazione della durata di 720 ore che fornirà competenze tecniche e pratiche sufficienti per poter effettuare un rapido inserimento in posizioni operative. Tutti i dettagli sono disponibili cliccando qui.

Il corso è organizzato alternando settimane di lezione a Verona con settimane di stage pratico in azienda. In questo modo è possibile procedere alla verifica delle conoscenze pregresse, all’insegnamento degli strumenti teorici indispensabili e infine svolgere con profitto le tematiche di maggior approfondimento specifico.

Durante il corso si alternano attività di docenza teorica, esperienze pratiche, visite tecniche e casi specifici affrontati dai docenti tecnici nella loro esperienza operativa.

Un titolo di studio riconosciuto

Il percorso è stato riconosciuto con il Decreto Regione Veneto n.636 del 20/05/2022. Al termine delle 720 ore formative è previsto un esame finale, in presenza di una Commissione composta da un Presidente nominato dalla Regione Veneto, un Esperto di Processi formativi e un Esperto del Settore Cartario. Al superamento della prova verrà rilasciata la qualifica di: Tecnico per la gestione di impianti di produzione della carta, livello EQF4.

Le pre-iscrizioni al corso devono essere inviate entro il 22 settembre 2023. Le selezioni verranno effettuate il 25 settembre 2023.

Il corso di tecnologia per tecnici cartari è gestito dalla Scuola Cartaria dell’Istituto Salesiano San Zeno di Verona con il patrocinio di AFC (Associazione per la Formazione professionale dei Cartari) e con il contributo di Assocarta.

Il gruppo Labelys sbarca in Italia

Il Gruppo Labelys, protagonista europeo nella progettazione, stampa e commercializzazione di etichette adesive ad alto valore aggiunto, annuncia il lancio di Labelys.it, la nuova piattaforma e-commerce con un’offerta innovativa e un servizio di consulenza personalizzato per il mercato italiano. L’ingresso in Italia concretizza ulteriormente la strategia di espansione europea messa in atto dal Gruppo che, con 19 siti produttivi in Francia, Italia, Spagna e Svizzera, impiega, ad oggi, circa 1.000 dipendenti. Fondato in Francia nel 2016, in pochi anni ha messo a segno una crescita straordinaria, raggiungendo un fatturato complessivo di oltre 170 milioni di euro grazie a 8.000 clienti attivi in Europa.

“L’ingresso in Italia rappresenta un importante step del nostro percorso di internazionalizzazione”, afferma Grégoire Desmettre, presidente del Gruppo Labelys. “Siamo certi che i clienti italiani apprezzeranno il servizio di alta qualità che siamo in grado di offrire grazie alla nostra esperienza specializzata nel mondo delle etichette e al costante impegno in innovazione e sostenibilità”.

Una piattaforma dedicata al mercato italiano

Il nuovo shop online Labelys.it è stato progettato per rispondere alle specifiche esigenze del mercato italiano, affiancando a una vasta gamma di prodotti standard la possibilità di richiedere preventivi su misura per lavorazioni speciali. L’e-commerce si rivolge a rivenditori, professionisti delle arti grafiche e aziende di settori specifici, soddisfacendo le necessità anche di piccole realtà imprenditoriali indipendenti, molto diffuse in Italia soprattutto nel mondo del food & beverage. Online è possibile ordinare anche piccole quantità a partire da 25 pezzi, con prezzi che si confermano competitivi anche per grandi tirature fino a 20.000 etichette, con opzioni quali stampa multi-modello. Tra i plus, la possibilità di scegliere il numero di etichette per bobina e di richiedere finiture particolari come plastificazioni opache o lucide.

Consulenza e servizi a valore aggiunto

Labelys.it non è solo un sito di vendita online, ma un vero e proprio partner per i clienti. Un elemento distintivo, infatti, è il servizio di consulenza a valore aggiunto con un team dedicato che guida gli utenti nella scelta delle soluzioni più adatte alle singole esigenze. A questo si aggiunge il configuratore online che fornisce rapidamente preventivi per etichette standard, servizi di ristampa e archiviazione file.

Applicazioni settoriali

L’offerta di Labelys.it comprende soluzioni specifiche per vari settori merceologici. Ad esempio, le etichette per miele, marmellate e creme spalmabili sono resistenti alla colatura, mentre quelle per vini e distillati possono essere nobilitate su carta patinata e non patinata di alta gamma. Le etichette per birra sono progettate per resistere al freddo e alla condensa, e quelle per olio sono realizzate con supporti che resistono a sostanze grasse e umidità.

Innovazione tecnologica e sostenibilità

Il Gruppo Labelys si distingue per le sue prestazioni industriali avanzate e per l’impegno costante nell’innovazione. Nei propri siti produttivi, infatti, utilizza le più avanzate tecnologie di stampa e finitura, dalla flessografia al taglio laser, offrendo prodotti di qualità eccezionale a prezzi competitivi, anche per piccole tirature. L’attenzione all’ambiente è un altro punto forte di Labelys. Tutti gli stabilimenti del Gruppo aderiscono attivamente a iniziative di responsabilità sociale d’impresa (RSC). Inoltre, le piattaforme online di Labelys permettono di stampare etichette su supporti eco-responsabili, riciclati, biodegradabili o provenienti da fonti sostenibili.

Paper Week 2025, capitale del riciclo della carta cercasi

Al via il processo di selezione della prossima Capitale del Riciclo della Carta che sarà protagonista della V edizione della Paper Week, in programma dal 7 al 13 aprile 2025.
La città che verrà eletta Capitale del Riciclo della Carta diventerà infatti il centro di un ricco palinsesto di iniziative di divulgazione e sensibilizzazione sui temi della raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone rivolte sia al pubblico istituzionale (locale e nazionale) che alla cittadinanza nel suo insieme, con un focus specifico sulle scuole. Obiettivo di questa speciale settimana tutta dedicata al riciclo di carta e cartone è raccontare a pubblici diversi e con linguaggio e modalità di ingaggio differenti, come la raccolta differenziata che facciamo nelle nostre case dia il via ad un processo industriale efficace ed efficiente, che produce grandi risultati in favore dell’ambiente, delle comunità e della nostra economia.
Una formula vincente costituita da una grande campagna nazionale di comunicazione e informazione ma anche da tantissime iniziative culturali e ludiche, collaborazioni editoriali, appuntamenti educativi, incontri formativi e di confronto per svelare tutti i segreti e il dietro le quinte di una realtà di cui non si parla mai abbastanza e in cui l’Italia è leader europeo: stiamo parlando del riciclo di carta e cartone, vero fiore all’occhiello dell’economia circolare italiana.
Presentare la candidatura del proprio Comune occorre:
1. scaricare il regolamento e gli allegati (linee guida e fac simile modulo) dal sito di Comieco.
2. compilare la Manifestazione di interesse al procedimento di selezione e mandarla entro il 31 ottobre 2024.
3. dal 22 al 25 novembre 2024, nel corso della prossima assemblea nazionale ANCI che si terrà a Torino, Comieco proclamerà la Capitale del Riciclo della Carta per il 2025.

Packaging a base carta, nasce Smurfit Westrock

Dalla fusione tra Smurfit Kappa e WestRock nasce Smurfit Westrock plc, leader mondiale del packaging sostenibile, con operazioni in 40 paesi, oltre 500 impianti di produzione e oltre 100.000 dipendenti. Il nuovo gruppo ha una capacità unica e senza rivali di fornire ai propri clienti – ovunque nel mondo – la gamma più diversificata, innovativa e sostenibile di soluzioni di imballaggio rinnovabili e riciclabili.

Smurfit Westrock plc è lieta di annunciare la sua quotazione alla New York Stock Exchange (NYSE), sotto il ticker ‘SW’, dopo il completamento della fusione, precedentemente annunciata, di Smurfit Kappa e WestRock il 5 luglio 2024. La società ha anche una quotazione standard alla Borsa di Londra (LSE) sotto il ticker ‘SWR’.

“La combinazione tra Smurfit Kappa e WestRock crea un gruppo globale che unisce l’esperienza e il know-how di entrambe le aziende”, ha dichiarato Tony Smurfit, Chief Executive Officer di Smurfit Westrock. “Siamo convinti che questa operazione abbia portato alla creazione dell’operatore leader nel mondo e partner di riferimento per tutti i Clienti nel settore del packaging sostenibile. Sono orgoglioso di essere stato scelto per guidare questa grande squadra di persone.”

 “Gli azionisti di Smurfit Kappa e WestRock hanno sostenuto in modo determinante l’operazione di fusione. Smurfit Westrock ha oggi una presenza geografica unica e una capacità senza precedenti di fornire valore ai nostri Clienti attraverso le nostre innovative soluzioni di settore”, ha aggiunto Ken Bowles, Chief Financial Officer di Smurfit Westrock.

Volpak e Lecta testano materiali di imballaggio ecologici in carta

​​Volpak, azienda Coesia, specializzata in soluzioni orizzontali “form-fill-seal”​ per l’industria dell’imballaggio, e Lecta, uno dei principali produttori e distributori europei di carte speciali, hanno avviato un progetto di collaborazione volto a testare e convalidare materiali sostenibili per applicazioni di imballaggio.

La partnership tra Volpak e Lecta nasce da un impegno comune per l’innovazione e la sostenibilità. Con l’industria dell’imballaggio che si orienta verso soluzioni più ecologiche, è importante che i produttori si adattino e innovino. Lecta, con la sua esperienza nelle carte speciali, ha valorizzato l’importanza di collaborare con Volpak per garantire che questi nuovi materiali possano essere utilizzati efficacemente sui macchinari di imballaggio esistenti. Questa collaborazione mira a colmare il divario tra innovazione dei materiali e applicazione pratica, garantendo carte ecologiche in grado di soddisfare i requisiti operativi delle moderne linee di imballaggio.

Sostenibilità e tendenze di mercato

Il passaggio a imballaggi sostenibili è guidato sia dalle pressioni normative che dalla domanda dei consumatori. Secondo un rapporto di Bain & Company, il 71% dei consumatori europei e una percentuale simile di quelli statunitensi esprimono una preferenza per l’acquisto di prodotti sostenibili, e molti di loro preferiscono prodotti che utilizzano imballaggi minimi o riciclabili (Bain). Inoltre, uno studio condotto da NIQ e McKinsey ha rilevato che il 92% degli acquirenti considera la sostenibilità un fattore importante nella scelta di un marchio, evidenziando la crescente aspettativa dei consumatori per soluzioni di imballaggio ecologiche (NIQ).

Puntando su imballaggi in carta, riciclabili e in linea con i principi dell’economia circolare, Volpak e Lecta rispondono a queste preferenze dei consumatori e contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.

Sviluppo di carte ecologiche

Lecta ha già introdotto sul mercato prodotti barriera adatti a diverse applicazioni di imballaggio. Si tratta di flow pack, bustine e materiali da imballaggio, come le confezioni di burro. L’azienda continua a innovare, combinando diverse proprietà di barriera e termosaldabilità per soddisfare esigenze di imballaggio specifiche.

Lecta è sempre stata all’avanguardia nello sviluppo di carte speciali e grafiche che rispondono a diverse esigenze industriali. L’azienda ha sfruttato il proprio know-how tecnologico e le proprie capacità produttive per creare nuove carte funzionali metallizzate, non patinate e patinate su un solo lato​ con proprietà barriera. Queste carte sono progettate per mantenere le caratteristiche ecologiche, pur fornendo protezioni importanti, come barriere contro il vapore acqueo, il grasso, l’ossigeno e l’alcol. In particolare, queste carte sono riciclabili e possono essere trattate nei normali circuiti di riciclaggio della carta, in linea con i principi dell’economia circolare.

L’obiettivo principale di questo progetto congiunto è quello di esplorare l’uso delle carte sostenibili Lecta per gli imballaggi flessibili. Le potenziali applicazioni spaziano in vari settori. La versatilità di queste nuove carte si estende anche ai prodotti di ristorazione, comprese le tazze, a dimostrazione della loro ampia applicabilità.

 

Assemblea annuale Assocarta, arriva il piano di decarbonizzazione

Il prossimo 20 giugno, alle ore 15.00 presso Civita in Piazza Venezia 11 a Roma, si terrà l’Assemblea Annuale di Assocarta: “Sicurezza energetica e decarbonizzazione” durante la quale verrà presentato il Piano di Decarbonizzazione del settore cartario italiano sviluppato da Assocarta con il supporto di AFRY.

Giovanna Pancheri di Sky Tg24 intervisterà il presidente Assocarta Lorenzo Poli sulla congiuntura 2023-2024 dell’industria cartaria Made in Italy.

Interverranno Paolo Arrigoni presidente del GSE, Cristian Signoretto presidente Proxigas, Federico Boschi capo dipartimento energia MASE e Antonio Gozzi advisor confindustria con delega all’autonomia strategica europea, piano Mattei e competitività.

Jungheinrich, nuovo Automation Center – Training & Demo Area Mobile Robots

Un’area interamente dedicata alle principali soluzioni di automazione firmate Jungheinrich. A Rosate durante il mese di marzo è entrato in funzione il nuovo Automation Center – Training & Demo Area Jungheinrich.

Pensato come luogo di formazione specializzata per i collaboratori, tecnici e no, impegnati con tecnologie e soluzioni sempre più innovative la nuova area si rivolge anche ai clienti, che qui possono conoscere e sperimentare tutte le potenzialità di soluzioni di automazione su misura.

Il nuovo centro al momento ospita differenti Mobile Robots, ognuno dei quali completa gli ordini di trasporto che gli sono assegnati, riproducendo gli spostamenti delle merci che avvengono generalmente in magazzino. Si tratta di diversi Mobile Robots che, gestiti dalla Logistics Interface Jungheinrich, navigano in autonomia e sicurezza.

Tra questi, presso il centro di Rosate è possibile vedere in azione:

• uno stoccatore automatico con un’altezza di sollevamento fino a 4,4 metri di altezza e una portata fino a 1.700 kg; ERCa è particolarmente adatto all’impiego in corsie di lavoro a larghezza ridotta, garantisce massima efficienza e sicurezza nelle operazioni di routine;

• un carrello elevatore a guida automatica per lo stoccaggio fino a 6 m di altezza; EKSa ha dimensioni compatte e scanner per la sicurezza delle persone integrato;

• un arculee S, adatto per il trasporto orizzontale di carichi fino a 1000kg. Dotato del sistema di sensori di sicurezza a 360° e tecnologia agli ioni di litio, si integra facilmente nel sistema ed è ideale per il funzionamento misto con altri Mobile Robots.

Al fine di ricreare un ambiente di magazzino reale e completo, la Demo Area include anche sistemi di stoccaggio statico e sistemi di stoccaggio dinamico della gamma Jungheinrich, che contribuiscono alla riproduzione dei processi tipici dell’intralogistica.

Assocarta partner del Forum Acqua di Legambiente “La transizione ecologica dell’acqua”

Massimo Medugno DG Assocarta è intervenuto al Forum Acqua di Legambiente “La transizione ecologica dell’acqua” con un intervento sul rapporto tra industria cartaria e risorsa idrica.

“L’acqua è un elemento fondamentale del processo produttivo cartario pertanto il settore ha sempre investito molto nella tecnologia di riciclo delle risorse idriche.  Tanto che il riciclo interno dell’acqua è elevato e soltanto il 10% dei consumi di processo è costituito da prelievi e i consumi idrici * – diversificati a seconda del prodotto finito e tra processi di produzione della pasta e processi di fabbricazione cartaria – si sono drasticamente ridotti nel corso degli anni. Alla fine degli anni settanta erano necessari mediamente 100 metri cubi d’acqua per produrre una tonnellata di carta, attualmente ne vengono utilizzati 26 (dato medio del campione Assocarta)” ha spiegato Massimo Medugno nel suo intervento alla tavola rotonda “Crisi climatica, tra siccità ed eventi estremi, gli interventi necessari per una transizione ecologica della risorsa idrica”.

Il dato, sostanzialmente stabile negli ultimi anni, evidenzia il raggiungimento di un limite tecnologico sotto il quale sembrerebbe difficile spingersi senza incorrere in un incremento delle concentrazioni. I consumi idrici italiani, per un effetto paradossale della normativa sugli scarichi, restano quindi mediamente superiori a quelli di altri paesi europei e potrebbero essere almeno dimezzati. Gli inquinanti presenti nelle acque reflue di cartiera sono essenzialmente di origine biologica o naturale (cellulose, amidi, cariche minerali inerti come il carbonato di calcio). Rispetto ai principali parametri di caratterizzazione delle acque reflue, i valori medi di emissione di COD e di solidi sospesi (alcune sostanze più critiche sono ormai state eliminate dai processi) mostrano nel tempo un continuo ridimensionamento, attestandosi sempre ben al di sotto dei limiti di legge. “La stabilizzazione registrata negli ultimi anni è anche il segno di un sostanziale limite, oggi difficilmente superabile con le tecnologie di trattamento disponibili” spiega Medugno.

“Il vero limite posto allo sforzo del settore nel ridurre l’utilizzo di acqua è una normativa ambientale che ancora prevede ad esempio la presenza del boro per concentrazione e non per massa complessiva e questo penalizza anche il riciclo dal momento che  tale sostanza risulta presente in tale processo” aggiunge Medugno.

“Abbiamo stimato che il settore cartario, eliminando le limitazioni espresse in concentrazione e basandosi sui più limiti europei indicati nel BREF di settore (pur restrittivi, ma espressi in massa) al pari delle industrie di tutta Europa e a parità di carico in inquinante scaricato nei corpi idrici (se non anche inferiore), potrebbe ridurre il proprio fabbisogno di acqua per circa 20 milioni di metri cubi” ha concluso Medugno.

*Le fonti di prelievo dell’acqua, secondo le statistiche Cepi 2021, mostrano che l’87,3% è costituito da acque superficiali, il 12% da acque sotterranee e lo 0,8% da reti comunali. Sempre nel 2021, circa il 90% dell’acqua estratta per produrre carta e cartone è stata restituita alla fonte dopo il trattamento

Un kit con qualcosa in “Plus”

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Eliminare i costi della carta pre-spalmata scegliendo una soluzione che prediliga come materiali di imballaggio la carta semplice kraft. Oggi è possibile con un sistema innovativo studiato per il settore di produzione e trasformazione del tissue, un aggiornamento di due tecnologie già conosciute dalle aziende del comparto. Il nuovo sistema agisce sulla zona di svolgitura della bobina nella confezionatrice, garantendo maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale ed economico.

Rispetto delle più stringenti normative ambientali, ma anche massima attenzione alla riduzione dei costi e al mantenimento della propria competitività; in una parola: sostenibilità.
Se si parla poi di carta – e, nello specifico, di carta per uso domestico, igienico e sanitario ovvero di tissue – la rispondenza a questi parametri diventa ancor più un’esigenza, in quanto il mercato a cui ci si rivolge e a cui occorre dare risposta è quello finale, quello per intenderci del consumatore ultimo del bene prodotto. Ciò è ancor più vero per quanto concerne quella parte della sostenibilità che ha a che fare con l’impatto sull’ambiente e l’utilizzo delle risorse.
Con questi obiettivi le aziende del settore di produzione e di trasformazione della carta si stanno muovendo alla ricerca di soluzioni tecnologiche e innovative. Un ambito in cui la collaborazione con le aziende fornitrici si fa sempre più stretta.

La sostenibilità ricercata
Nell’attenzione massima che ormai si pone nei confronti delle tematiche legate all’ambiente e all’impatto delle attività produttive sullo stesso, il packaging gioca un ruolo da protagonista. Non è semplicemente un mezzo di protezione del prodotto e di comunicazione con il mercato, ma anche un elemento di confronto a livello europeo. La riduzione degli imballaggi e la preferenza per il ricorso a un packaging che sia riciclabile e che contribuisca a contenere la quantità di rifiuti plastici sono tematiche da tempo al centro del dibattito internazionale.
Il gruppo tedesco Körber – e più nello specifico la sua divisione dedicata al comparto tissue – si è occupato proprio di questi aspetti. Secondo i dati pubblicati da Euromonitor International, dicono dall’azienda, la crescente preoccupazione circa la gestione di rifiuti plastici, soprattutto nell’ambito del confezionamento, ad oggi si trova al centro delle logiche di acquisto dei consumatori per ben il 54% di loro. Ecco che fare affidamento su soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di garantire maggiore sostenibilità risulta fondamentale per gli operatori del settore.
Körber business area Tissue progetta e realizza linee di trasformazione di carta tissue caratterizzate da un elevato livello tecnologico per le quali, per altro, è strutturata anche per offrire un altrettanto adeguato servizio di assistenza. Alla base delle tecnologie che realizza per il settore, l’unità tissue del gruppo tedesco pone una costante attenzione alla ricerca, proprio al fine di rendere i suoi prodotti e servizi sempre più sostenibili. Nello specifico, ha recentemente sviluppato un’innovazione di prodotto che permette di sostituire i materiali di imballaggio in polietilene con carta semplice kraft.

Packaging: il passaggio alla carta
Il nuovo prodotto si chiama Kit Bio Pack plus, è stato sviluppato e testato nell’R&S della divisione packaging di Körber business area Tissue ed è stato brevettato. Con questa nuova soluzione, spiega Nicolò Squarzoni, product manager – Packaging & digital Körber business area Tissue, «si è voluto andare oltre i primi passi fatti, aggiornando i sistemi Kit Bio Pack full e Kit Bio Pack light, due tecnologie già di successo, che consentono di impiegare carta pre-spalmata e bioplastiche. Sebbene queste soluzioni rendano la confezione di prodotti tissue trasformati più sostenibile» dichiara «abbiamo deciso di evolvere ulteriormente la nostra offerta per rendere ancora più vantaggiosi gli investimenti dei nostri clienti».
Il nuovo Kit Bio Pack plus è un sistema add-on sulla zona di svolgitura della bobina nella confezionatrice che esclude la necessità di ricorrere a carta pre-spalmata con colla termosaldante, a vantaggio di una soluzione più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.
In sostanza, la carta della bobina, prima di giungere alla perforazione, attraversa un doppio passaggio costituito da un encoder e un insieme di ugelli. L’intuizione dei progettisti di Körber risiede proprio in questo aspetto tecnico, spiegano dall’azienda: l’encoder mette in fase la svolgitura della bobina con l’applicazione della colla da parte degli ugelli. L’innovazione tecnologica è così in grado di applicare la colla su una bobina che si svolge fino a una velocità di 200 fogli al minuto, garantendo precisione nell’individuazione dei punti di applicazione esatti, evitando sbavature e assicurando un’asciugatura rapida della colla. La capacità di dettare la quantità necessaria di adesivo per ogni specifico formato di pacco, sottolineano i tecnici di Körber, significa così ridurre al minimo gli sprechi. Questo garantisce l’ottenimento di prodotti più sostenibili, rendendo anche tutto il processo di imballaggio ancora più sostenibile da un punto di vista ambientale.
Il nuovo kit, prosegue Squarzoni, è «installabile su tutte le macchine confezionatrici con Kit Bio Pack esistenti. Questa inedita soluzione brevettata rappresenta quindi sia un retrofit per gli impianti di vecchia generazione sia un optional per le macchine nuove, a favore di un’elevata qualità e velocità».

Ridurre i costi
I benefici che si possono ricavare dal ricorso a questa innovazione di prodotto, però, non sono solo ambientali. La sostenibilità, si è detto, deve essere anche economica e una nuova tecnologia per avere un impatto positivo deve essere economicamente sostenibile e deve poter rappresentare per l’azienda un vantaggio anche in questi termini. Alla maggiore qualità del prodotto e rapidità di esecuzione si aggiunge dunque, prosegue il manager, «una riduzione del costo del packaging e una superiore marginalità di vendita sul prodotto finale». Il vantaggio ulteriore che un’azienda del settore tissue può ricavare da Kit Bio Pack plus, in effetti, è molto interessante. È dato, spiegano, dal prezzo di circa il 45-50% inferiore della carta kraft rispetto a quello della carta pre-incollata: rispettivamente, specificano, si tratta di 3 €/kg a fronte di 5,5 €/kg.
A conti fatti il risparmio diventa davvero interessante. Gli esperti Körber hanno fatto delle ipotesi di calcolo. In considerazione delle molteplici variabili, in termini di esigenze dei trasformatori di carta e delle condizioni di produzione delle linee – spiegano – su una confezionatrice che lavora sotto determinate circostanze – per esempio per 300 giorni all’anno per 16 ore al giorno, con una disponibilità di macchina al 70% e confezionamento a carta per il 30% del totale, a una velocità di 120 ppm e con carta di grammatura 50 g/m2 – per un consumo stimato di carta pari a 72.500 kg, l’uso di carta kraft con colla rispetto a quella pre-lavorata permette di ridurre i costi di oltre il 42%. Ciò significa – dicono – che le aziende produttrici o trasformatrici di tissue possono arrivare potenzialmente a dimezzare i costi di approvvigionamento e, allo stesso tempo, riuscire a massimizzare il ritorno sull’investimento fatto.

Uno sguardo da vicino
Per scoprire tutti i vantaggi del nuovo Kit Bio Pack plus, capire meglio cosa comporti installare questa nuova versione del kit, studiata per il settore di produzione e trasformazione della carta, e per scoprirne le prospettive di sviluppo ulteriori, abbiamo intervistato proprio Nicolò Squarzoni.

La nuova tecnologia Kit Bio Pack plus è stata lanciata quest’anno. Ci sono stati in questi mesi ulteriori sviluppi o prevedete di implementarne nel breve periodo?
«Il prototipo del Kit Bio pack plus è stato ufficialmente presentato ai clienti in occasione di un open house tenutosi recentemente nella divisione packaging di Körber business area Tissue, a Bologna, così come di un webinar nell’ambito dei Tissue Innovation Days di Körber. Da allora è stato avviato un processo di industrializzazione del prototipo, per una perfetta integrazione nelle confezionatrici».

Kit Bio Pack plus è un’innovazione adatta anche al retrofit – aspetto sempre importante per le cartiere – cosa comporta per l’azienda che lo installa? La cartiera o il trasformatore cosa devono modificare o approntare del proprio impianto?
«Nell’ambito dei retrofit si presentano due scenari. Nel primo, se sulla macchina esistente del cliente sono già montati il Kit Bio pack light o il Kit Bio pack full, sarà sufficiente aggiungere il Kit Bio pack plus sulla parte dedicata alla svolgitura, senza necessità di apportare ulteriori modifiche. Nel secondo caso, se la confezionatrice funziona solo con politene, polimero sintetico semplice, e l’azienda desidera orientarsi verso un utilizzo della carta come materiale di confezionamento, dovrà, in primo luogo, installare il Kit Bio pack light o full, al fine di garantire una corretta svolgitura e sigillatura».

Anche i precedenti modelli da cui la versione plus deriva erano adatti all’installazione su macchine esistenti?
«Assolutamente sì. Il successo del Bio pack full, per esempio, deriva proprio dalla possibilità di installare la tecnologia su macchine esistenti, che si traduce in un beneficio per le aziende che decidono di effettuare tale upgrade, in totale semplicità».

Come ha risposto il settore cartario a queste innovazioni di prodotto, rispetto sia ai precedenti sistemi – Kit Bio Pack full e Kit Bio Pack light – sia al nuovo Kit Bio Pack plus?
«La risposta da parte del settore è molto positiva. In primis, in entrambi i casi, tali soluzioni innovative consentono di generare prodotti che corrispondono a quanto viene richiesto dal mercato, garantendo alle aziende clienti di rimanere competitive in un business altamente dinamico e concorrenziale quale quello del tissue. In più, con il Kit Bio pack plus, possono anche ridurre drasticamente i costi di approvvigionamento. Infine, il riscontro preliminare di coloro che hanno assistito alla presentazione del prototipo conferma che la tecnologia è molto valida».

Quale rimando hanno ottenuto e stanno ottenendo invece i produttori di carta dal mercato finale (consumatori, GDO ecc.)?
«Il Kit Bio pack plus, presto sul mercato, si traduce in un vantaggio anche per il consumatore finale. Grazie alla quantità minima di colla applicata, infatti, il confezionamento in carta potrà essere riciclabile o biodegradabile, a favore di un prodotto eco-friendly e rispettoso dell’ambiente».

Le nuove prospettive dell’area Tissue
Körber è un gruppo tecnologico internazionale che conta più di 100 sedi in tutto il mondo – il quartier generale si trova ad Amburgo in Germania – e impiega circa 13mila dipendenti. Opera in vari settori grazie alle sue diverse aree di business: Digital, Pharma, Supply Chain, Tissue e Tobacco.
Per una di queste, più precisamente la Körber business area Tissue lo scorso luglio il gruppo tedesco ha raggiunto un accordo per l’acquisizione da parte di Valmet, player tecnologico e di servizi a livello mondiale.
Fornitore integrato e globale di soluzioni avanzate per il settore della trasformazione della carta tissue, Körber business area Tissue www.koerber-tissue.com dispone di un portfolio di soluzioni altamente tecnologiche che possono essere applicate nel settore tissue lungo l’intera catena di valore, dal rotolo al piegato, dal converting al packaging. Si tratta di soluzioni integrate, automatizzate e facili da usare.

SKF per l’industria cartaria: prodotti e servizi per l’efficienza e la competitività

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SKF supporta i professionisti del settore pulp & paper con soluzioni dedicate all’insegna della digitalizzazione e dell’economia circolare. Una collaborazione basata su obiettivi comuni e risultati condivisi che va al di là della “semplice” fornitura del prodotto.

Grazie all’expertise acquisita in decenni di lavoro sul campo e al dialogo costante con i clienti, SKF ha individuato quattro driver del settore pulp&paper che rappresentano l’approccio al mercato del Gruppo:

  • Affidabilità degli impianti e dei fornitori
  • Riduzione dei costi
  • Sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale
  • Sicurezza delle persone, delle macchine e degli impianti.

A partire da questi driver, SKF ha sviluppato una serie di strategie e servizi in grado di accompagnare i clienti nel loro percorso di cambiamento.

La digitalizzazione è oggi uno degli elementi chiave dell’offerta SKF per il settore pulp & paper. Digitalizzare significa principalmente lavorare con i clienti per sensorizzare gli impianti. Equipaggiare le macchine con sensori e centraline permette di monitorare ogni componente in funzione dei parametri operativi specifici di ogni preciso momento. È così possibile apportare “on the fly” correzioni produttive, manutentive e strategiche.

L’interpretazione dei dati provenienti dai sensori aiuta a individuare più facilmente le azioni correttive al momento giusto, aprendo le porte alla manutenzione predittiva. Un processo che permette di migliorare la pianificazione degli interventi di manutenzione, da una parte, e di ottimizzare gli stock dei componenti a magazzino.

Sul fronte dell’efficienza e della sostenibilità, SKF ha sviluppato un programma specifico di revisione e ricondizionamento dei cuscinetti di grandi dimensioni, come i cuscinetti orientabili a rulli tipicamente installati nelle presse delle cartiere.

Il servizio SKF Remanufacturing permette di sfruttare al massimo il potenziale dei cuscinetti e ripristinare il loro pieno funzionamento, a un costo inferiore, utilizzando meno risorse e con tempi di consegna più brevi rispetto ai nuovi cuscinetti ma con le stesse prestazioni SKF. Il processo di ricondizionamento richiede meno fasi di lavorazione e meno materiale rispetto alla produzione di cuscinetti nuovi.

Ciò si traduce in una sensibile riduzione indiretta di emissioni per ogni cuscinetto ricondizionato rispetto alla produzione e acquisto di un cuscinetto nuovo. Il processo di ricondizionamento dei cuscinetti prevede il riutilizzo della maggior parte dei componenti ed è spesso è l’alternativa più rapida per sostituire un cuscinetto guasto, soprattutto se si tratta di cuscinetti non disponibili a magazzino. I cuscinetti ricondizionati vengono inoltre garantiti come nuovi.

L’olio e la gestione della lubrificazione rappresentano due voci importanti all’interno delle cartiere. In questa direzione, SKF ha sviluppato un sistema di filtraggio chiamato RecondOil.

Con SKF RecondOil, gli intervalli di cambio dell’olio possono essere notevolmente prolungati, in alcuni casi all’infinito. La tecnologia proprietaria rimuove le particelle di contaminazione dall’olio con una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 96%.

La versione compatta – RecondOil Box – è un sistema di filtrazione di profondità potenziato che incorpora la tecnologia brevettata a doppia separazione (DST) di RecondOil. È dotato di un processo di separazione chimico/meccanico che non è limitato dalla dimensione dei pori del filtro e non esiste quindi un limite inferiore alla dimensione delle particelle che possono essere rimosse da un olio.

I programmi e le soluzioni per l’industria cartaria rientrano infine nella più ampia strategia di SKF a livello globale, che si prefigge l’obiettivo di creare soluzioni pulite e “intelligenti” per le persone e il Pianeta.