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Valeria Teruzzi

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Tutti gli strumenti Vodafone per la digital life delle Pmi

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Rete, creazione di sito web, e-commerce, pagamenti in mobilità, digital marketing, gestione delle recensioni, fino alla smart mobility dei dipendenti: tutte le soluzioni di Vodafone per la trasformazione in digitale delle Pmi

Affrontare la digitalizzazione e al tempo stesso modificare, talvolta radicalmente, il proprio modello di business: sono sfide impegnative, per molti professionisti e imprenditori italiani in questa lunga fase 3 che si sta configurando a una nuova normalità.

Indebolite finanziariamente da mesi di fatturato prossimo allo zero, molte Pmi hanno dovuto impostare una ripartenzache in alcuni settori verticali si è dimostrata essere complessa, basti pensare al settore horeca.

In questi frangenti è fondamentale fare uno scatto culturale e avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma non solo: mai come ora è valido il motto “nessuno si salva da solo”.

Affrontare un percorso di trasformazione digitale in autonomia non è per nulla consigliabile, e siamo certi che molti colleghi o competitor di chi si appresta a dotarsi di strumenti digitali saranno d’accordo con noi.

Partendo dalla base, qualsiasi attività digitale non può prescindere da una connettività a banda larga performante fissa e mobile: Vodafone lo garantisce grazie alla GigaNetwork, che è foriera di connessioni 5G, le cui sperimentazioni sono partire da tempo e con brillanti risultati.

La rete è quindi un fattore abilitante, anche se da sola non sufficiente a garantire la trasformazione digitale di una Pmi.

La creazione di una doppia presenza, fisica e digitale (un digital twin lo abbiamo chiamato) è auspicabile e permette agli imprenditori italiani di avere una identità digitale che garantisce presenza, immagine e supporto a clienti e fornitori.

Il pensiero va sicuramente agli e-commerce: una realtà consolidata nel mondo dei large enterprise, molto meno per le piccole e piccolissime imprese, spesso legate a un tradizionale commercio all’ingrosso o al dettaglio solo in presenza.

Vodafone Digital Retail

Vodafone aiuta queste aziende a superare le complessità e le diffidenze iniziali assistendo i propri clienti nella creazione del proprio store online, ma non solo: ad esempio, Vodafone Digital Retail si occupa di “trasportare” un business tradizionale nella nuova normalità, grazie ad una soluzione completa per digitalizzare il negozio con strumenti semplici, che permettono di comunicare con i clienti in modo efficace e generare più vendite.

Per raggiungere questi risultati la piattaforma abilitante e la connettività fisso/mobile di Vodafone Business fa squadra con Movylo.

Infatti, grazie a Movylo le organizzazioni ottengono una soluzione per promuovere la propria attività e comunicare offerte ai clienti, in modo semplice e automatizzato.

Fondamentale anche la raggiungibilità da parte dei clienti (ricordate il digital twin?) attraverso un sito web professionale. Un consulente dedicato si occuperà della creazione del sito secondo le indicazioni dell’imprenditore.

E per i pagamenti in mobilità? La soluzione si chiama SumUp, il mobile POS leggero, pratico e tascabile, perfetto per lavorare in mobilita e non perdere un’opportunità’ di farsi pagare.

Movylo é come un ufficio marketing a disposizione delle piccole e medie imprese: questo permette di misurare l’andamento delle promozioni, per poter migliorare costantemente contribuendo a fidelizzare i clienti e a incrementare i guadagni.

Anche in questo caso, dunque, Vodafone Business aiuta le piccole realtà a superare digital divide, sia esso tecnico (con la connettività a banda ultralarga) o determinato da skill shortage (grazie a strumenti potenti e semplici da usare, oltre al prezioso supporto del consulente dedicato).

Smart insight a portata di mano

Vodafone Business non trascura il settore horeca: una peculiarità che caratterizza questo segmento è la gestione delle recensioni dei clienti, oltre al monitoraggio dei competitor. E degli insight.

A questo mondo, così nevralgico in Italia, Vodafone Business propone Travel Appeal Hospitality, declinato secondo le specifiche esigenze di piccole e grandi realtà sia della ristorazione (con Travel Appeal F&B e Travel Appeal F&B PREMIUM) che della hospitality, valide per piccoli B6B così come per resort e piccole catene alberghiere (in questo caso, Travel Appeal Hospitality PRO e Travel Appeal Hospitality PREMIUM).

Vodafone Business dimostra di sapersi calare a fondo nei panni delle realtà cui si rivolge, e infatti le proprie soluzioni comprendono funzioni importantissime come la gestione delle recensioni su oltre 100 canali e risposta diretta a tutte le recensioni dalla piattaforma, oppure il monitoraggio fino a 10 competitor, fino a caratteristiche molto sofisticate (e in grado di dare vantaggi competitivi) come gli Smart Insight personalizzati basati su intelligenza artificiale.

L’approccio attivo al mondo delle recensioni è un vero game changer nel mondo horeca: Il 79% dei viaggiatori legge da 6 a 12 recensioni prima di scegliere un alloggio, e l’80% dei viaggiatori apprezza un hotel ancora di più se il personale risponde con attenzione alle recensioni. Sono numeri che si commentano da soli e aumentano ulteriormente il valore intrinseco di Travel Appeal Hospitality.

Che Vodafone Business sia pienamente consapevole delle esigenze in continuo mutamento del settore, lo testimonia la soluzione Food Delivery, pensata per digitalizzare il locale con strumenti semplici, che permettono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano l’esperienza dei clienti.

Grazie a SmartTouch Menu Vodafone Business permette agli esercenti di gestire gli ordini dei clienti sia dal tavolo, che d’asporto e a domicilio, anche con pagamento anticipato.

SmartTouch permette di valorizzare il menù con immagini e descrizioni dei piatti; inoltre aiuta l’imprenditore della ristorazione a imparare le abitudini dei clienti e a fidelizzarli con attività promozionali.

Tutti al lavoro con una app

Oltre a gestire il rapporto con il cliente, le imprese italiane (in particolare quelle più strutturate) si sono confrontate con le difficoltà di gestire una forza lavoro quanto mai rarefatta e distribuita in luoghi sempre diversi.

A queste realtà si rivolge Vodafone Business con l’app Smart Mobility Special Edition.

La proposta di Vodafone risolve numerose problematiche, come il registro presenza attraverso timbratura da remotoevitando assembramenti: un supporto concreto al distanziamento sociale, che riduce inutili perdite di tempo (e di produttività).

L’app si occupa anche della gestione dei turni di lavoro, di ferie e malattia e, fondamentale, dello smart working.

Smart Mobility Special Edition abilita inoltre la comunicazione azienda-dipendenti, resa molto complessa da lockdown e conseguenti attività lavorative da remoto: permette l’invio di informazioni tempestive a tutti i dipendenti, con un click. Insomma, un unico canale diretto dal dipendente all’azienda.

Se l’app offre ai collaboratori un valido e semplice strumento, al tempo stesso l’azienda potrà contare su una dashboard di gestione semplice ed intuitiva per pubblicare le news, leggere le richieste dei dipendenti e gestire tutte le funzionalità.

Con Smart Mobility un’impresa potrà quindi organizzare le attività dei collaboratori in mobilità e ottimizzare la gestione delle note spese e della timbratura.

Il tutto avendo a disposizione una reportistica sempre aggiornata per monitorare al meglio le attività, liberando il potenziale dello smart working. Vodafone Business è quindi il partner ideale a 360 gradi per le Pmi e non solo: ripartire è possibile, con gli strumenti giusti e un partner di questo livello.

La nuova normalità è digitale: le soluzioni Vodafone Business per la ripartenza delle aziende italiane

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Il software per collaborare, i dispositivi per lo smart working, le piattaforme per digitalizzare i negozi, vendere, incassare e consegnare prodotti, i sistemi per la misurazione della salute e il controllo degli accessi, il tutto su una rete ad alte prestazioni, quella di Vodafone.

Dopo duri mesi di lockdown a causa della emergenza coronavirus e una fase 2 piena di incertezze, l’Italia è decisamente avviata nella fase 3, con una ripartenza in pieno svolgimento, non più una chimera all’orizzonte.
Tuttavia, le incognite e le difficolta cui fare fronte sono molte, come stanno sperimentando le piccole e medie imprese italiane. Infatti, se è vero che molti dei limiti imposti dal Covid-19 sono venuti meno, altri vincoli rimarranno in essere per molto tempo, primo fra tutti il distanziamento sociale.
Per le nostre Pmi è anche vitale non disperdere quanto appreso in questo complesso inizio di 2020, soprattutto da un punto di vista delle tecnologie abilitanti. Anche nella nuova normalità ci sarà grande bisogno di sfruttare le piattaforme di collaboration al fine di massimizzare lo smart working, rivelatosi fondamentale in molte situazioni.
In supporto delle organizzazioni italiane, Vodafone Business si è mossa con tempismo ed efficacia: forte della Giga Network e di un know-how invidiabile, la società ha intuito con anticipo che ci sarebbe stato grande bisogno di leader in grado di guidare la ripartenza: l’Italia è un paese di eccellenze invidiabili, ma anche composto da un grande numero di Pmi che – senza un supporto adeguato – rischiano di non farcela a superare una crisi senza precedenti a memoria d’uomo.

Collaborare è smart
Per abilitare efficacemente la collaboration, sono necessarie importanti sinergie. Per questo Vodafone ha scelto Microsoft come partner: le due società condividono solida esperienza e capacità visionaria, oltre ad avere competenze e tecnologie perfettamente complementari. Il mix di connettività Vodafone, Microsoft Teams e 365 offre strumenti best in class alle aziende italiane, in particolare la modalità as-a-service ben si presta alle necessità delle PMI, la cui capacità di spesa è stata duramente messa alla prova da un prolungato periodo a fatturato zero.
Sarebbe infatti impossibile parlare di cloud computing e di servizi, senza una connettività di livello superiore. E che in questo Vodafone abbia poco da imparare lo testimoniano il successo sul mercato, e anche test indipendenti come quello di Altroconsumo sulla rete mobile: inutile dire che è proprio quella di Vodafone la più performante.
La proposta di Vodafone è molto puntuale nel rispondere alle esigenze del mondo PMI italiano: Smart Working Start, ad esempio, offre Microsoft 365, Red Data Pass Unlimited con 60 Gb di traffico (ma con giga illimitati per email, mappe, social, chat e musica) e in aggiunta un tablet Samsung Tab A. Una soluzione tailor-made per i professionisti in mobilità, e che nella versione Pro aggiunge anche OneNet l’offerta di rete fissa con Fibra con 1 Tb di archiviazione su cloud e backup su rete mobile 4G: un vero esempio di business continuity.
Vodafone Business è ben consapevole delle peculiarità di tutti i mercati verticali italiani, e sceglie di abilitarli con tecnologie tanto best in class quanto semplici da usare, due parametri essenziali per le nostre PMI e perfettamente in linea con il loro modo di operare e rapportarsi con i clienti.

Digitalizzare il negozio
Ad esempio, la soluzione Digital Delivery di Vodafone Business consente ai clienti che si occupano di commercio al dettaglio di beni alimentari, bar, ristoranti di ricevere ordinazioni online. Sia che si tratti di consegna take-away o di delivery, il pagamento avviene in totale sicurezza grazie alla connettività a banda larga e al backup su rete 4G, e può essere effettuato anche tramite SumUp permettendo incassi elettronici in mobilità.
Inoltre, con SmartTouch Menu Vodafone Business offre un Innovativo servizio di self-ordering di prossimità: Il cliente ordina con il proprio smartphone e la comanda è emessa dalla stampante termica, visualizzata sul tablet o su pc dell’esercente. Al cameriere non resta che portare al tavolo quanto richiesto, o di predisporre un delivery. Nuovamente alta tecnologia, gestione della nuova normalità (esigenze sanitarie e distanziamento sociale) e trasformazione digitale permettono al cliente Vodafone Business di migliorare le proprie performance con semplicità e piena aderenza alle normative.
Per il Digital Retail Vodafone mette in campo una soluzione completa per digitalizzare il negozio con strumenti semplici che consentono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano la customer experience. Il team digitale di Vodafone Business disegnerà e metterà online il sito, già ottimizzato per i motori di ricerca. Grazie a Movylo Start (fino a 1.000 clienti) le Pmi possono comunicare in modo efficace con i clienti e aumentare le vendite del negozio. Fidelizzazione della customer base, invio di coupon e messaggi promozionali e analisi delle vendite sono strumenti preziosi per qualsiasi piccolo imprenditore. Per le realtà più strutturate, Movylo Premium prevede anche la creazione di un ecommerce, la chiamata mensile di un consulente e allarga la customer base a 10.000 clienti.

Reti digitali per controllo accessi e temperatura

Le reti digitali sono le infrastrutture alla base della trasformazione digitale e della industria 4.0; sulle tecnologie come il 5G si basano tutti i progetti evoluti di edge computing e IoT.
Anche sul 5G Vodafone si è dimostrata efficace e lungimirante: le offerte sono da tempo sul mercato, e lo sviluppo della infrastruttura è stato solo parzialmente rallentato dalla emergenza coronavirus.
Abbiamo assistito ad una dimostrazione davvero efficace della implementazione 5G di Vodafone in campo che ci ha convinto appieno. La banda ultralarga e la bassa latenza offerti dal 5G di Vodafone in grado di gestire un impianto manifatturiero in industria 4.0. Sappiamo infatti che la tecnologia Industrial Internet of Things richiede latenza molto bassa, e il 5G è perfetto per questo scopo. Inoltre, questa tecnologia è resiliente ad un numero molto elevato di dispositivi collegati in contemporanea: lo scenario ideale per una PMI manifatturiera (e non solo)
Se a questo sommiamo il problema del distanziamento sociale (per non parlare di una malaugurata seconda ondata di Covid-19), è certo che anche le Pmi italiane si stanno attrezzando per non dover subire ulteriori contraccolpi determinati da lockdown improvvisi.
Il ruolo centrale delle telco durante il periodo di lockdown è stato centrale e determinante per evitare il collasso del sistema paese; grande aiuto è venuto dalla forte complementarietà di reti fissa e mobile di Vodafone: il mobile ha supplito a eventuali carenze nella connettività fissa o situazioni in cui era più conveniente usare la rete mobile. Infatti Vodafone ha registrato un incremento anche nel traffico di tethering (cellulari usati come hotspot). Non avere anelli deboli sembra essere una abitudine per la società.
È tuttavia doveroso ricordare come l’unlock passi inevitabilmente per movimenti e presenza fisica in molti luoghi: uffici, aziende ma anche ospedali, stazioni ed aeroporti. Gestire il distanziamento sociale e il rilevamento delle temperature potrebbe rivelarsi un compito improbo, soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte. Per rispondere a questa esigenza concreta, Vodafone ha risposto con tecnologie abilitanti e soprattutto chiavi in mano. Non è infatti questo il momento di gravare di ulteriori responsabilità le Pmi italiane.
Le piattaforme di Vodafone dedicate all’IoT hanno consentito la creazione di dispositivi con intelligenza interna per controllo accessi, rilevazione temperatura e presenza mascherina. Non solo, la Soluzione Body Temperature Screeningè anche in grado di dare consenso di apertura automatica ad un tornello se integrato con sistema di controllo accessi.
Per ambienti più frequentati, con varchi di ingresso più ampi, la Soluzione Multi Temperature Screening PRO consiste in una telecamera in grado di misurare la temperatura fino a 30 persone contemporaneamente, incluso di rilevatore black body per calibrazione della misurazione. La connettività può essere sia via LAN che mobile e permette la gestione e il controllo di ampi spazi e varchi, con invio alert locali ai referenti dell’azienda. In questo modo si riduce la necessità di presenza di personale di controllo, riducendo rischi sanitari e costi a carico delle organizzazioni. La classica situazione in cui tutti vincono: gli utenti che vedono tutelata la propria sicurezza e le aziende che possono avere una tecnologia best in class sicura, semplice da gestire e chiavi in mano.

Riprende la campagna TWOSIDES “Love Paper”

Da metà settembre ha ripreso il via la campagna TWOSIDES “Love Paper” con un nuovo brand (Love Paper) e un sito dedicato https://it.lovepaper.org/ agli approfondimenti sul mondo della carta in termini di creatività, formazione e sostenibilità. Oltre ai contenuti della pagine pubblicitarie, sul sito di “Love Paper” è possibile trovare numerosi spunti per “creare” con la carta. Non solo origami, puzzles, disegni per bambini e adulti ma anche “saper scrivere” una lettera su carta. Tutti i lavori che saranno inviati a Two Sides “Love Paper” attraverso il sito avranno una vetrina (#LovePaperCreations) sui canali social del progetto, per raccontare come i consumatori italiani amano la “carta” e la sua sostenibilità.

La campagna “Love Paper” ha l’obiettivo di smentire, presso il pubblico dei consumatori e in particolare dei più giovani, i luoghi comuni che tendono ancora ad associare l’uso della carta a problemi ambientali quali il fenomeno della deforestazione, la generazione di rifiuti o il consumo di energia. Luoghi comuni che la filiera della carta e dell’informazione intende contrastare con #notizievere supportate da dati sulle reali prestazioni ambientali della filiera della carta e della stampa, sulla forestazione (FAO 2005-2015) e sul riciclo della carta (ERPC European European Paper Recycling Council 2018).

Questi gli obiettivi della campagna stampa, messa a punto da TWOSIDES Europe e adattata per l’Italia da TWOSIDES – Il lato verde della carta con il supporto di Marinoni Copy, e realizzata attraverso inserzioni sulla stampa quotidiana e periodica grazie alla collaborazione con le associazioni degli editori FIEG e ANES.

La campagna è declinata su tre soggetti con differenti head focalizzate sulla crescita forestale europea, LA CARTA AMA GLI ALBERI, sulla performance del riciclo della carta, DA CARTA RINASCE CARTA, e sui temi della quota di energia sostenibile e rinnovabile utilizzata in Europa per produrre carta e dei vantaggi di memorabilità della lettura su carta, CARTA, ENERGIA PER LA MENTE.

In Italia resta forte la convinzione – addirittura per l’80% degli intervistati – che la superficie delle foreste europee si vada riducendo in ragione del consumo della carta, una convinzione più radicata che nel resto d’Europa (58% degli intervistati – Fonte indagine Toluna per TwoSides 2018). Mentre, invece, la #notiziavera è l’esatto contrario: in Europa sono più gli alberi piantati di quelli tagliati e in dieci anni le foreste europee sono cresciute di un’area pari a 1.500 campi da calcio al giorno (41.285 Km2 – dato FAO 2005-2015). Di fatto, come recentemente dimostrato da quanto sta accadendo in Amazzonia, la deforestazione viene principalmente praticata per convertire le foreste in terreni agricoli. L’Europa è inoltre al top della performance di riciclo, con più del 72% della carta e del cartone che viene riciclato sul proprio territorio: quasi 2.000 chili ogni secondo (Dato ERPC 2018).

La Federazione Carta e Grafica presenta il Progetto Sostenibilità

La Federazione Carta e Grafica ha presentato online “Sostenibilità e circolarità nella nuova value chain: come promuoverle e comunicarle?”. Il tema della comunicazione ambientale si inserisce in una più ampia iniziativa della Federazione: il Progetto Sostenibilità coordinato dalla project leader Elisabetta Bottazzoli, che ha l’obiettivo di guidare le aziende della filiera nell’attuazione del nuovo paradigma ambientale, fondamentale per il futuro del comparto manifatturiero. Un obiettivo che l’industria si è data sulla base dei target dall’Agenda 2030 dell’Onu e che Confindustria ha ribadito come fondamentale realizzando il primo Report di sostenibilità diffuso la scorsa primavera.

“Siamo molto soddisfatti come organizzatori della sensibilità dimostrata dai tre segmenti della nostra filiera alla presentazione di questo progetto, che è sicuramente di medio termine: parte dal presupposto che le aziende oggi non siano solo parte della catena del valore, ma rivestano il ruolo di attori ambientali, sociali ed economici. Ciò rientra anche nella tassonomia della UE: il legislatore europeo sta orientandosi sempre di più verso un postulato di azienda aperta all’ambiente, agli stakeholder interni ed esterni, non limitata alla catena del valore” ha affermato Andrea Briganti, direttore generale della Federazione Carta Grafica all’apertura del webinar.

L’approccio sostenibile è una tendenza ormai irreversibile che abbina vantaggi per l’impresa, per l’ambiente e per l’intera catena di creazione del valore. Si fonda sulla circolarità, su un ciclo produttivo virtuoso e senza materiali destinati a smaltimento, da reimpiegare a fine linea come materie prime. Ma è già presente a valle della produzione, fra i valori fondanti delle strategie aziendali, declinato nei tre filoni ambientalesociale ed economico/finanziario. “Un approccio peraltro premiante in un’ottica di Recovery Fund – attraverso il quale la Commissione UE ha previsto complessivamente circa 750 miliardi di euro di investimenti per il rilancio economico europeo – del quale parte consistente è vincolato all’economia circolare, alla transizione energetica, alla digitalizzazione e quindi a Industry 4.0, temi sui quali la Federazione sta lavorando.

Nel corso del webinar Valeria Fazio, senior manager di BDO Italia – Divisione Sustainable Innovation ha presentato “La sostenibilità come chiave evolutiva per le aziende”, con i relativi vantaggi che apporta al modello di business aziendale. Francesco Bicciato e Arianna Lovera, Segretario generale e Senior programme officer del Forum Finanza Sostenibile, hanno invece affrontato “L’importanza della sostenibilità nelle scelte di investimento”.

L’attenzione alle dinamiche aziendali di sostenibilità oggi è imprescindibile, non solo per creare valore finanziario e per l’accesso al credito, ma per dare vita a filiere virtuose: le uniche oggi proiettate alla compatibilità e ad essere competitive in un futuro che presenterà vincoli sempre più stringenti, anche a livello legislativo.

Un esempio di buona pratica: bilancio consolidato e report ambiente e sicurezza è stato presentato da Paolo Azzolini, QEH&S del Gruppo Fedrigoni azienda da anni proiettata alla valorizzazione ambientale del proprio business in termini di supply chain virtuosa e sostenibile.

 

Valmet acquisisce PMP Group

L’11 settembre 2020 Valmet ha stipulato un accordo per l’acquisizione del Gruppo PMP in Polonia. Il valore aziendale dell’acquisizione è di circa 64 milioni di euro, più una componente di earn-out condizionato e limitato. Si stima che l’acquisizione sarà completata al più presto il 1° ottobre 2020.

PMP Group fornisce tecnologie di processo e servizi per macchine tissue, cartone e macchine per la produzione di carta a livello globale, concentrandosi sulle macchine tissue di piccole e medie dimensioni e sulla costruzione di macchine per la produzione di carta e cartone. Il fatturato netto della società è stato di circa 70 milioni di euro nell’anno fiscale 2019. L’azienda impiega circa 650 dipendenti, la maggior parte dei quali si trova in Polonia e il resto in Cina, USA e Italia.

Jari Vähäpesola, presidente Business Line Paper Valmet: «L’acquisizione riunirà due aziende con offerte e segmenti di clientela diversi. Il portafoglio di tecnologie e servizi di PMP per le macchine tissue, cartone e carta di piccole e medie dimensioni sarà un ottimo complemento all’attuale tecnologia e servizi di Valmet. Insieme al portafoglio prodotti di PMP, alla loro competenza e alla loro presenza in mercati strategici, creeremo nuove opportunità di business e rafforzeremo ulteriormente le nostre capacità di servire i produttori di carta, cartone e tissue a livello globale. PMP ha un team molto competente e sono felice di dar loro un caloroso benvenuto in Valmet».

Confindustria: analisi delle politiche commerciali legate all’emergenza

L’emergenza sanitaria legata all’evolversi della pandemia da Coronavirus chiama in causa la politica commerciale sotto due diversi profili:

  • quale strumento di contrasto alla pandemia, limitando le restrizioni di cui sono oggetto i dispositivi medicali necessari al suo contenimento;
  • come veicolo per mantenere in vita le catene globali del valore, preservando le transazioni commerciali essenziali a garantire la produzione di beni e servizi, a cominciare da quelli primari.

Il secondo profilo, in particolare, attiene alle molteplici restrizioni doganali che si stanno registrando alle frontiere, anche interne alla UE, e alla limitazione dei collegamenti, che colpisce trasversalmente tutti i settori industriali ormai in ogni parte del mondo. Una combinazione che minaccia la sopravvivenza delle catene di approvvigionamento e, nel medio periodo, la fornitura stessa di prodotti e servizi essenziali alla popolazione.

Confindustria ha redatto un documento che contiene un’analisi delle principali criticità incontrate dalle aziende di tutti i settori nel periodo emergenziale legato al diffondersi della pandemia. A partire dall’indagine avviata il 13 marzo da Confindustria presso le imprese associate, che ha permesso una panoramica più chiara delle criticità, è stato quindi sviluppato il documento, che da un lato prende in esame le misure trasversalmente adottate da tutti i Paesi che impattano maggiormente sull’import/export di tutti i settori industriali e dall’altro lato evidenzia le proposte di policy a livello nazionale, europeo e mondiale intraprese dai singoli Stati per fronteggiare tali restrizioni e riassume le azioni promosse dalla Business Community internazionale per limitare gli effetti del Covid-19.

Il documento di sintesi è disponibile per le aziende associate nell’area riservata del sito di Confindustria.

Assocarta, l’industria cartaria italiana per ripartire insieme

Assocarta e tutte le cartiere italiane hanno consegnato il 4 maggio, alla “piazza virtuale”, un video messaggio dal titolo “L’industria cartaria italiana per ripartire insieme” per la Fase 2 dell’emergenza sanitaria.

La #gentedellacarta e le cartiere, attività essenziali nella prima fase dell’emergenza, oggi – più che mai – sono al fianco dei cittadini e delle imprese per contribuire alla loro #salute, #benessere e #ripartenza.

Come sempre con la produzione di carte igienico sanitarie, carte per usi speciali e medicali, imballaggi per alimenti e medicinali, oltre che per la cultura e l’informazione. Ma anche con alcune innovazioni come carte per mascherine chirurgiche.

Un settore che contribuisce alla salute e al benessere dell’Italia e dell’Europa, come bene è stato evidenziato in queste settimane di emergenza e che è costituito da molti siti industriali che sono parte di territori e comunità.

La carta in queste settimane, ormai mesi, c’è sempre stata e ora è pronta per la ripresa, nelle sue diverse articolazioni e come #Ecosistema complessivo.

Un video messaggio che vi invitiamo a guardare che testimonia la vicinanza di Assocarta a cittadini, comunità e imprese per ripartire insieme.

Gli Italiani passano 39 giorni della loro vita ad aprire gli imballaggi

Mentre gli italiani sono impegnati nello shopping natalizio, una ricerca di DS Smith, azienda protagonista del packaging sostenibile, ha mostrato un grosso problema: gli imballaggi possono essere tanto complicati da aprire da far innervosire anche l’italiano più paziente.

Lo studio ha rivelato che gli italiani trascorrono 39 giorni della propria vita (17 minuti a settimana) cercando di aprire imballaggi troppo difficili. Il 28,5% afferma di demoralizzarsi per questo, e più di un terzo ha finito per danneggiare o rompere il prodotto stesso nell’operazione.

Solo nel giorno di Natale, ogni italiano passa circa 17 minuti a testa lottando contro pluriball, fascette e scatole chiuse con troppo nastro adesivo, e più di un sesto della popolazione perde circa mezz’ora in questa operazione.

A dispetto di quanto si possa pensare, sono i millennial la generazione più colpita. Il 72.5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha ammesso di aver avuto bisogno di aiuto per comprare, aprire o ritirare un prodotto. Si tratta anche della generazione che più di tutte potrebbe smettere di comprare da un brand (35,5%) o store online (25%) a causa degli imballaggi.

Altri problemi segnalati che caratterizzano l’apertura di un imballaggio complesso sono il dover usare le forbici (48.8%), il tempo perso per estrarre il prodotto dalla confezione (40%), l’utilizzo di troppo nastro adesivo (22.9%), la pesantezza delle scatole (16%) o, addirittura, la necessità di utilizzare un cacciavite per poterle aprire (35%).

Sono gli uomini a cimentarsi maggiormente con gli imballaggi, provandoci per 3 minuti in più rispetto ad una donna prima di chiedere aiuto. Quando devono farlo, il 19% degli uomini si è sentito in imbarazzo, il 12,6% ha lasciato perdere e il 13% si è sentito frustrato.

Ancora peggio, quasi un italiano su 2 (47,8%) ha dichiarato di essersi ferito nel tentativo di aprire una scatola, e circa un quarto (24.6%) ha rotto un paio di forbici o un coltello.

Tensioni sotto l’albero di Natale

Il problema è tanto sentito da causare vere e proprie tensioni durante le festività natalizie. Il 39,7% degli italiani ha ammesso di aver litigato con i propri cari, di cui il 62.7% con il proprio partner e il 25,6% con i propri figli. Nel 3,5% dei casi, il problema ha anche causato dissidi sul lavoro con il proprio capo.

Il 58,4% del campione ha dichiarato di aver avuto bisogno di aiuto per comprare, aprire o ritirare un prodotto, e di questi il 32% ha ammesso di essersi sentito meno coinvolto o tagliato fuori, causando problemi di inclusività.

«Questi risultati mostrano che la questione del packaging non è solo una seccatura, ma un vero e proprio problema che interessa milioni di persone, che si sentono meno coinvolte in momenti speciali come il Natale» ha commentatoFrancesco Barsanti, Sales, Marketing & Innovation Director di DS Smith. «I brand e gli store online dovrebbero avere un approccio più inclusivo riguardo agli imballaggi. DS Smith offre soluzioni di packaging che possano essere d’aiuto a tutti, con scatole più semplici da aprire e caratteri più facilmente riconoscibili. Ciò non va solo a beneficio di coloro che non hanno più una presa salda o che hanno problemi di vista, ma della maggior parte della popolazione».


Un problema da 2 miliardi di euro all’anno

Il costo connesso al packaging problematico non è solo emotivo, ma anche economico, dal momento che ciò può scoraggiare i consumatori da comprare un determinato brand o ad acquistare dagli store online.

Il 35,5% degli italiani ha affermato che la complessità degli imballaggi li ha portati a non acquistare più un determinato brand e il 25% ha dichiarato di non aver ordinato prodotti online a causa delle difficoltà nell’aprirli. Con un costo medio d’acquisto di 85 euro, si stimano mancati acquisti per circa 2 miliardi di euro all’anno.

Infine, il 56% degli italiani tende a preferire brand con un packaging semplice da aprire.

«La crescita dell’e-commerce vuole rendere più facile riuscire a ottenere ciò di cui si ha bisogno» ha chiosato Francesco Barsanti, sales, marketing & innovation director di DS Smith. «Questa ricerca mostra però che gli store online cadono sull’ultimo ostacolo: rendere gli imballaggi semplici da aprire. Ciò costa loro potenzialmente miliardi di euro».

I risultati sono frutto di una ricerca condotta da OnPoll nel novembre 2019 per conto di DS Smith. In Italia, sono state intervistate 1000 persone tra i 18 e i 55+ anni.

 

Aticelca è partner tecnico del nuovo premio Miac-Assocarta per l’innovazione in cartiera

Miac e Assocarta promuovono e organizzano un bando per premiare le cartiere  che  hanno introdotto elementi di innovazione nelle loro aziende e nei loro prodotti nel corso dell’anno 2019.

Gli organizzatori, con il supporto tecnico di Aticelca, intendono promuovere e valorizzare le iniziative volte all’innovazione nel settore cartario al fine di favorire gli investimenti e la competitività delle imprese aventi stabilimenti di produzione operativi sul territorio italiano, accrescere l’interesse delle industrie di fornitura verso le esigenze tecnologiche del mondo cartario e raccogliere e diffondere le migliori pratiche applicate nel settore.

La scadenza per presentare le candidaturea questa prima edizione del bando è stata prorogata al giorno 22 luglio 2019.

Tutte le info al link https://innovation.miac.info.

Aperte le iscrizioni al corso ITS Academy Carta e Packaging

Sono aperte le iscrizioni al corso biennale post-diploma ITS Academy per Tecnico superiore per l’innovazione di processi e prodotti per l’industria della carta e del packaging sostenibile. 

L’ITS Academy Meccatronico Veneto è inserito all’interno del Sistema ITS nazionale e nello specifico nell’Area 4 dedicata alle Tecnologie per il Made in Italy. Si tratta di una Scuola Speciale di Tecnologia, che si configura come un “piccolo politecnico” specializzato sulla meccatronica, con una offerta formativa differenziata rispetto a quella universitaria, e caratterizzata da una alta percentuale (almeno il 50%) di formazione in azienda secondo specifici progetti concordati e dall’attività didattica fortemente improntata a lavori di progetto, simulazioni di casi, laboratorio, al fine di formare un Tecnico Superiore Meccatronico sulla base di standard nazionali e regionali nella cui definizione il contributo delle aziende è fondamentale e indispensabile.

I corsi sono a numero chiuso e la frequenza è subordinata al superamento di una selezione.

Questo nuovo corso di 2000 ore (1200 di teoria e 800 di tirocinio in azienda) partirà ad ottobre 2019 e mira a formare un tecnico superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile, una figura professionale che gestisce macchine complesse all’interno di cartiere per la produzione di carte a base cellulosa e a base fibra riciclata; all’interno di aziende cartotecniche, di imballaggio, di converting e aziende di fornitura di materie prime e impianti.