Energia e competitività

Tra volatilità dei mercati energetici, domanda debole e nuove regole europee, il settore cartario affronta una fase di forte incertezza. Se negli anni successivi alla pandemia e allo scoppio della guerra in Ucraina le cartiere avevano dovuto fronteggiare prezzi dell’energia eccezionalmente elevati, oggi i valori sono inferiori ai picchi del 2022, ma si inseriscono in un contesto economico molto meno favorevole. La domanda resta debole e gli aumenti dei costi non possono più essere compensati da maggiori volumi produttivi.

A delineare lo scenario energetico del comparto è Alessandro Bertoglio, responsabile Energia e Trasporti di Assocarta, secondo cui l’emergenza energetica non può ancora considerarsi superata. Alle difficoltà del mercato si aggiungono infatti numerosi dossier nazionali ed europei destinati a incidere sulla competitività delle imprese.

Un’emergenza che cambia volto

Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare fortemente il mercato. Dopo una fase in cui sembrava possibile un rientro dei prezzi del gas verso i 30 euro/MWh, a inizio luglio le quotazioni sono tornate intorno ai 50 euro/MWh, mostrando quanto rapidamente possano cambiare le condizioni. Secondo Bertoglio, è soprattutto l’incertezza a sostenere gli attuali livelli: alla notizia dell’avvio dei primi colloqui tra le parti, il prezzo del gas è infatti sceso rapidamente da 50 a 40 euro/MWh. Perché la situazione possa stabilizzarsi, tuttavia, devono essere risolte le questioni politiche alla base delle tensioni internazionali.

La differenza rispetto alla crisi energetica del post-Covid è significativa. Allora il mercato della carta era sostenuto e consentiva almeno in parte di assorbire i rincari energetici attraverso maggiori produzioni. Oggi, invece, la domanda è fiacca e l’incremento dei costi non può essere compensato aumentando i volumi. Proprio la combinazione tra prezzi energetici elevati e mercato debole rappresenta quindi uno dei principali elementi di criticità per il comparto.

Le prospettive per i prossimi mesi restano dunque incerte sia sul fronte della domanda di carta sia su quello dei prezzi energetici. Un ritorno alla normalità non appare imminente e, secondo Bertoglio, gli attuali livelli potrebbero accompagnare il settore ancora per diversi mesi, anche se non necessariamente sono destinati a consolidarsi in modo strutturale.

Decreto Bollette e servizio di liquidità

Accanto alle dinamiche internazionali, Assocarta segue l’attuazione del Decreto Bollette, Legge n. 49/2026, e delle misure destinate a entrare progressivamente in vigore. Tra queste assume particolare rilievo il cosiddetto “Servizio di liquidità”, pensato per avvicinare il prezzo del gas negoziato sulla Borsa italiana ai valori del mercato europeo TTF. Il meccanismo, richiesto da tempo da Assocarta, dovrebbe entrare nella fase decisiva di attuazione con l’avvio previsto per il primo ottobre. L’obiettivo è ridurre le distorsioni che negli ultimi anni hanno penalizzato il mercato italiano rispetto ai principali hub europei.

Sono inoltre allo studio misure per ridurre il costo del gas utilizzato nella produzione di energia elettrica immessa in rete, con l’obiettivo di contribuire indirettamente alla riduzione del prezzo dell’elettricità. Proprio su questo punto, tuttavia, Assocarta segnala un possibile effetto distorsivo per le imprese che producono energia in cogenerazione e la utilizzano direttamente.

Lo sgravio sarebbe infatti riconosciuto soltanto all’energia elettrica venduta e immessa in rete, mentre non sarebbe prevista una compensazione analoga per l’autoconsumo. Per un settore come quello cartario, dove la cogenerazione è ampiamente diffusa, ciò potrebbe creare una disparità di trattamento e rendere meno conveniente la produzione di energia in sito.

Assocarta richiama l’esperienza della Spagna del 2022, quando l’introduzione di un limite al prezzo del gas aveva determinato, in alcuni casi, il fermo degli impianti di cogenerazione perché risultava economicamente più conveniente acquistare l’elettricità dalla rete anziché produrla direttamente. L’associazione sta quindi evidenziando i possibili effetti distorsivi della misura anche in vista della valutazione della Commissione europea.

ETS: una revisione che preoccupa

Uno dei dossier più delicati riguarda la revisione del sistema ETS. La Commissione europea sta lavorando ai criteri di allocazione delle quote gratuite e, secondo Bertoglio, ha proposto tagli significativi per il settore cartario. Una delle criticità riguarda i benchmark europei utilizzati come riferimento.

I migliori impianti dal punto di vista emissivo si trovano infatti nel Nord Europa e utilizzano biomasse, arrivando a emissioni molto basse. Il benchmark tende quindi verso lo zero, mentre gli impianti italiani, caratterizzati da un mix energetico differente e ancora fortemente basato sul gas, rischiano di dover acquistare un numero crescente di quote sul mercato, con conseguenze rilevanti sui costi.

Secondo Assocarta, il sistema non tiene adeguatamente conto delle differenze strutturali tra i mix energetici dei diversi Paesi europei. Una situazione definita da Bertoglio come un’“asimmetria”, considerato che il mix nazionale viene invece preso in considerazione nella determinazione dei costi indiretti dell’ETS. L’associazione ha sostenuto anche uno studio dell’Università Bicocca, presentato durante la propria Assemblea, che invita a valutare l’efficacia della direttiva non soltanto in termini di riduzione delle emissioni, ma anche considerando l’evoluzione del numero degli impianti industriali. La diminuzione delle emissioni, infatti, potrebbe essere legata non solo all’aumento dell’efficienza, ma anche alla chiusura di impianti.

Le aspettative di una revisione sostanziale del sistema restano però limitate. Alcuni Paesi europei, secondo Bertoglio, stanno sostenendo la necessità di mantenere l’impianto dell’ETS senza affrontare le criticità segnalate dal settore.

Europa e mercato unico dell’energia

Un altro tema strategico è la costruzione di un vero mercato unico europeo dell’energia. L’obiettivo, già presente nelle direttive di liberalizzazione della fine degli anni Novanta, era creare regole comuni e arrivare progressivamente a un mercato integrato. A distanza di oltre venticinque anni, tuttavia, questo risultato è ancora lontano.

In particolare, il prezzo dell’elettricità continua a mostrare differenze significative tra i Paesi. L’Italia mantiene livelli molto elevati, stabilmente a tre cifre, mentre altri mercati europei presentano valori inferiori. Per Assocarta, una situazione di questo tipo dovrebbe spingere la Commissione europea a interrogarsi sull’effettivo funzionamento del mercato unico.

Anche per il gas permangono differenze, sebbene più contenute, legate soprattutto alle infrastrutture di trasporto. Tra le ipotesi indicate da Bertoglio vi è quella di una rete virtuale europea del gas, con un unico prezzo e costi di trasporto socializzati tra i clienti europei. Il progetto si è però progressivamente arrestato perché ogni Paese tende a difendere i propri interessi e i vantaggi derivanti dalla propria situazione energetica.

Un mercato energetico maggiormente integrato potrebbe però avere un valore che va oltre la semplice armonizzazione dei prezzi. Mettere a fattor comune le risorse disponibili, comprese quelle nazionali, contribuirebbe infatti a ridurre la vulnerabilità dell’Europa rispetto alle tensioni geopolitiche. Si tratta tuttavia di una scelta politica complessa, perché richiederebbe agli Stati membri di rinunciare a una parte dei vantaggi nazionali in favore di un beneficio complessivo europeo.

Biometano ed elettrificazione

Sul fronte delle alternative al gas naturale, una delle soluzioni già concretamente disponibili è il biometano prodotto da matrici rinnovabili. La normativa italiana ne consente l’utilizzo anche nei settori hard-to-abate, tra cui quello cartario, e alcune aziende stanno già firmando contratti per la fornitura.

Il principale vantaggio consiste nella possibilità di utilizzare il biometano senza modificare l’assetto tecnologico degli impianti, essendo di fatto metano, beneficiando contemporaneamente della sua impronta CO2 free ai fini della riduzione dei costi legati all’ETS. Per questo Bertoglio considera il biometano una soluzione immediatamente applicabile, efficace e alla portata delle imprese.

Diverso è il percorso dell’elettrificazione dei processi. Dal punto di vista tecnologico la soluzione è già praticata in Paesi come Francia, Spagna e Paesi Bassi. In Italia, però, emergono due ostacoli: l’inadeguatezza della rete elettrica, che in alcuni casi non è in grado di garantire la potenza necessaria, e il costo elevato dell’elettricità. Questi fattori riducono inoltre la competitività delle proposte italiane nei bandi europei, dove i costi operativi risultano più elevati rispetto a quelli di altri Paesi.

Idrogeno e nuovo nucleare

Guardando al medio-lungo periodo, l’attenzione si sposta verso tecnologie come l’idrogeno e il nuovo nucleare. L’idrogeno rappresenta una delle possibili strade per la decarbonizzazione, ma oggi presenta costi elevati e richiede interventi sugli impianti e importanti accorgimenti sul piano della sicurezza. Il suo sviluppo richiederà quindi tempi più lunghi.

Una prospettiva interessante è rappresentata anche dai piccoli reattori modulari, progettati per essere prefabbricati e installati direttamente nei siti industriali. Si tratta di strutture più contenute rispetto agli impianti tradizionali, realizzate in moduli prefabbricati e trasportate sul luogo di installazione.

Per il settore cartario questa tecnologia potrebbe risultare particolarmente interessante perché i reattori potrebbero fornire contemporaneamente energia elettrica e calore. Il calore prodotto dal raffreddamento potrebbe infatti essere utilizzato per generare vapore, mentre il sistema produrrebbe anche elettricità. Si tratta tuttavia di una prospettiva di lungo periodo, che richiede anni di sviluppo.

Per questo, secondo Bertoglio, è importante che le realtà italiane partecipino già oggi ai progetti sperimentali. Aziende come Ansaldo Nucleare ed ENEA sono coinvolte in questi programmi e la partecipazione consente di sviluppare conoscenze e competenze che potranno essere utilizzate quando le tecnologie saranno mature. Restano naturalmente aperte questioni come quella delle scorie, anche se le nuove tecnologie potrebbero consentire di riutilizzarne una parte in altri tipi di reattori, riducendo il volume complessivo dei materiali da smaltire.

Sicurezza energetica e competitività

Il confronto con altri mercati europei evidenzia infine quanto la struttura del sistema energetico possa incidere sulla competitività industriale. Bertoglio richiama in particolare la Francia, dove le oscillazioni del prezzo dell’elettricità risultano più contenute grazie a una minore dipendenza da altre fonti.

Per il settore cartario italiano, la sfida dei prossimi anni sarà quindi trovare un equilibrio tra sicurezza degli approvvigionamenti, contenimento dei costi e transizione energetica. Il biometano può offrire una risposta immediata, mentre elettrificazione, idrogeno e nuovo nucleare rappresentano percorsi tecnologici da sviluppare nel medio e lungo periodo. Parallelamente, sarà fondamentale intervenire sulle regole europee, sul funzionamento dei mercati e sull’ETS, affinché la transizione non si traduca in un ulteriore svantaggio competitivo per le imprese italiane.

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