Bio-economia circolare

Le foreste europee stanno crescendo

Massimo Medugno DG Federazione Carta e Grafica al Forum Nazionale di Legambiente sulla gestione forestale sostenibile: «Le foreste europee, da cui proviene l’84% della cellulosa utilizzata in Italia, stanno crescendo ogni anno di 1.500 campi da calcio al giorno (44.000kmq in Europa)».

Si è tenuto a a fine novembre a Roma, alla vigilia della Giornata Nazionale dell’Albero, il Forum Nazionale sulla Gestione Forestale Sostenibile organizzato da Legambiente, con il supporto della Federazione Carta Grafica, e delle componenti che ne fanno parte quali Assocarta, Assografici e Comieco.

Durante l’evento, incentrato quest’anno sul tema della bio-economica delle foreste, è intervenuto il direttore generale della Federazione Carta Grafica, Massimo Medugno, illustrando come i comparti industriali rappresentati dalla Federazione si inseriscano, a pieno titolo, in quella che viene definita bio-economia circolare con una attenzione particolare all’utilizzo del capitale naturale che nasce da un impegno costante delle aziende in termini di CSR.

«La Federazione Carta e Graficache rappresenta i settori cartario, grafico/cartotecnico trasformatore e macchine per grafica/ cartotecnica è, infatti, un attore fondamentale della bio-economia circolare con un fatturato di 24,3 miliardi di Euro nel 2017 (1,4% PIL), generatoda circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.100 imprese, che mostra un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro» afferma Massimo Medugno.

La carta è infatti un bio-materiale di origine naturale che si caratterizza, rispetto ad altri suoi diretti competitors, per rinnovabilità, biodegradabilità e compostabilità. Si tratta di un bio-materiale che ha saputo sviluppare sia il ciclo biologico che quello tecnologico meritandosi quindi di essere considerato a tutti gli effetti un bio-materiale circolare.

«Purtuttavia l’industria cartaria e grafica viene spesso indicata come la principale responsabile della distruzione delle foreste mentre i fatti dimostrano il contrario. La materia prima principale della nostra industria» spiega Medugno «è costituita per il 55% da carta da riciclare (detta anche macero) e tale percentuale rappresenta il tasso di circolarità (il rapporto tra materiali riciclati e uso complessivo delle materie prime) più alto d’Europa (si veda grafico sotto riportato) con punte dell’80% nell’imballaggio, un fiore all’occhiello per il nostro Paese. Non dimentichiamo inoltre che fibra vergine e carta da riciclare fanno parte di un unico ciclo virtuoso dove il riciclo allunga la vita della fibra sino a sette volte ma poi l’impasto per produrre carta richiede nuova  fibra dando quindi continuità al così detto ciclo del riciclo».

La restante percentuale di prodotto finito si ottiene da cellulosa o legname proveniente da foreste gestite in modo sostenibile o da piantagioni anch’esse gestite in modo sostenibile e appositamente piantate per soddisfare la richiesta di prodotti forestali allo stesso modo di altri prodotti di uso quotidiano quali ad esempio i prodotti ortofrutticoli.

«L’84% della cellulosa impiegata in Italia è dotata di certificazione forestale sostenibile (es. FSC o PEFC)» conclude Medugno «e proviene dalle foreste Europee che, proprio alla vigilia della Giornale Mondiale dell’Albero, ho il piacere di sottolineare non stanno diminuendo ma sono al contrario in crescita: tra il 2005 e il 2015 (dato FAO 2005-2015) le foreste europee sono cresciute di 44.000 kmq, un’area corrispondente a oltre 1.500 campi da calcio al giorno».

 

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