MIAC, il settore cartario alla sfida della transizione ecologica ed energetica

Si è aperta oggi a Lucca, al polo fiere, la Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria, manifestazione ufficiale di Assocarta e Confindustria Toscana Nord organizzata da Edipap Srl. Con il 10% della produzione realizzata in Europa, l’industria cartaria italiana, si è collocata, nel 2020, al 3° posto dopo Germania e Svezia. Secondo utilizzatore di carta da riciclare, dopo la Germania, il nostro Paese è primo produttore di carte per uso igienico sanitario e terzo produttore di carte per imballaggio. Ed è proprio in quest’ultimo comparto che si registra il più alto tasso di utilizzo di carta da riciclare: l’87%.

La carta, industria “essenziale”, non si è fermata neanche durante la pandemia ma corre il rischio di farlo adesso per la difficoltà di scaricare rincari quotidiani di materie prime (cellulosa e carta da riciclare) energia e CO2 su clienti e mercati. Se ne è discusso oggi con Lorenzo Poli Presidente Assocarta, Tiziano Pieretti Vice Presidente con delega energia di Confindustria Toscana Nord e Stefano Baccelli Assessore alle infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Regione Toscana. L’evento è stato introdotto da un indirizzo di saluto del Sindaco di Lucca Alessandro Tambellini.

Le materie prime, l’energia e il gas sono al massimo storico e alcune cartiere stanno valutando la sospensione momentanea della produzione, in attesa di una ridefinizione di margini oramai fuori linea, a causa del repentino aumento dei costi. Questo dopo un anno dove tutte le componenti della spesa che le cartiere sostengono per tenere attive le catene produttive sono state sottoposte a forte stress. A tenere il bicchiere pieno oltre la meta sono i consumi di carta in ripresa per effetto non solo delle riaperture delle attività industriali e commerciali ma del crescente apprezzamento da parte del consumatore del migliore materiale sostenibile per l’ambiente: la carta. La produzione, infatti, nei primi otto mesi del 2021 registra un aumento del 13,5% (nel 2020 primi 8 mesi +2,1%) pur nella difficoltà dei produttori di confrontarsi con una accelerazione di costi da gestire nell’immediato” afferma Lorenzo Poli Presidente di Assocarta.

In un momento così virtuoso sul fronte dei consumi sarebbe un peccato non riuscire a chiudere i cicli produttivi sottraendo al Paese un ingranaggio fondamentale dell’economia circolare come il cartario” aggiunge Poli. L’industria cartaria, che rappresenta un filone portante dell’infrastruttura di riciclo nazionale, utilizza principalmente il gas nei propri impianti (il 90% degli impianti che producono a partire da carta da riciclare). Un dato chiave per capire come l’importanza della sostenibilità del ciclo energetico sia funzionale alla sostenibilità del riciclo e quindi a quella ambientale.

Per questo occorre intervenire immediatamente, con la riduzione degli oneri in bolletta per le imprese, in particolare quelli del gas e con il rilascio alle aziende delle compensazioni europee di CO2. Fondamentale inoltre dare liquidità utilizzando appieno i gasdotti da nord e sud e le capacità nazionali di produzione. Il settore auspica nel breve una migliore politica industriale ed energetica e della rete del gas continentale. Un giusto sostegno alle aziende e un riconoscimento del ruolo svolto nell’economia nazionale”.

Il cartario, fra i settori energy-intensive (i così detti hard-to-abate) consuma ogni anni 2,5 miliardi di mc di gas naturale col quale mediante cogenerazione produce energia elettrica e vapore. Un combustibile chiave nella transizione ecologica che potrebbe essere integrato da altre fonti come il bio-metano – ad oggi utilizzato solo nel settore dei trasporti – ottenuto da biomassa” illustra Poli.

Il biometano rappresenta una delle leve più efficaci in termini di costo/efficacia per decarbonizzare il settore cartario. “Di fondamentale importanza il recupero energetico degli scarti del riciclo che in Europa vengono termovalorizzati a piè di fabbrica mentre in Italia ci troviamo ad esportarli nei impianti di recupero energetico dei nostri diretti competitor” conclude Poli.

Il cartario di Lucca condivide con il settore a livello nazionale buone prestazioni complessive anche durante la pandemia. Ancora migliori i risultati della meccanica per la carta, che nel primo semestre 2021 ha visto incrementi a due cifre sia per la produzione che per l’export, realizzando sostanzialmente il recupero di quanto perso in precedenza – commenta Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord con delega all’energia, oltre che presidente della sezione Carta e cartotecnica della stessa associazione. Parliamo di una realtà che fra produzione propriamente cartaria e meccanica per la carta conta oltre 330 aziende, con 10.000 addetti, un fatturato di 4,6 miliardi e un export che rappresenta il 30% del fatturato del settore cartario e il 65% di quello delle macchine. Condividiamo con il resto dell’industria cartaria nazionale, purtroppo, anche i gravi problemi che stiamo già vivendo e che minacciano di inasprirsi a breve. Mi riferisco agli incrementi dei costi: quasi non c’è voce dei nostri bilanci che non sia destinata a impennate più o meno accentuate. Fra questi, un posto di particolare rilievo è occupato dai costi energetici, in corsa frenetica a causa di dinamiche di mercato anche speculative che si sottraggono a ogni possibile controllo da parte delle aziende e spesso anche dei singoli Stati. Occorre che il processo di decarbonizzazione e più in generale la transizione ecologica siano accompagnati da investimenti e politiche intelligenti e pragmatiche, in grado di garantire la continuità nella disponibilità di energia. Vanno ulteriormente incoraggiate le energie da fonti rinnovabili ma occorre anche trasformare in risorsa energetica quelli che vengono considerati solo un problema: i rifiuti, civili e industriali. 

Non ci stanchiamo di chiedere politiche nazionali e regionali per il ciclo dei rifiuti che siano lungimiranti e concrete. A livello regionale registriamo per i rifiuti industriali qualche segnale di attenzione che valutiamo positivamente: dopo averli dichiarati per troppo tempo questione esclusiva delle aziende, si è cominciato a considerarli tema da trattare assieme ai rifiuti urbani. In Toscana, la prospettiva a lungo termine di gestione dei rifiuti con tecnologie avanzate è positiva: ma come arrivare ad allora ottimizzando la risorsa-rifiuti anche in chiave energetica? Le imprese ritengano che questo passaggio si possa e si debba fare utilizzando le migliori tecnologie oggi disponibili per la termovalorizzazione. Siamo come sempre disponibili al confronto con la Regione Toscana: è un messaggio che vogliamo ribadire anche a questa inaugurazione, di fronte a un membro autorevole della Giunta regionale quale l’assessore Baccelli”.

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