Fibra vergine: il futuro in Europa secondo Sӧdra

Björk

Gli investimenti nei paesi nordici sono garanzia di sicurezza degli approvvigionamenti di cellulosa proveniente da conifere. Ma cosa implicano per i produttori di tissue? E costa sta facendo Sodra?

L’esperienza italiana nel settore del tissue è ampiamente riconosciuta e ciò spiega perché l’Italia faccia parte di un club esclusivo di esportatori di tissue in Europa. Solo Finlandia, Germania, Spagna e Svezia possono vantare di appartenervi. L’Italia, inoltre, esporta la propria esperienza e può vantare di aver dato i natali a brand del tissue di successo attualmente attivi in tutta Europa e oltre, ed è pioniera nel campo delle tecnologie di realizzazione del tissue in tutte le fasi del processo di produzione.

Per quanto riguarda la fibra vergine, tuttavia, l’Italia dipende totalmente dalle importazioni. Per questo motivo ha bisogno di forniture di fibra che siano sicure e di ottimizzare il rifornimento vitale di cui necessita. I consumatori, sempre più esigenti, richiederanno sempre più prodotti da cellulosa di fibra vergine e la ridotta produzione di carta grafica influirà notevolmente sulla disponibilità di alternative a base di fibra riciclata.

Una cosa è certa: l’aumento della capacità di produzione sostenibile di cellulosa proveniente da conifere introdotta sul mercato dallo stabilimento Södra di Värö, accanto al calo della domanda di cellulosa per la produzione di carta grafica, ha posto fine alle preoccupazioni riguardanti la sicurezza a lungo termine dell’approvvigionamento di cellulosa a fibra lunga in Europa.

Ottime notizie, naturalmente, per i produttori, che hanno altresì consentito di puntare i riflettori sul ruolo della cellulosa proveniente da conifere nella produzione di tissue. I consumatori danno sempre più valore alla qualità che acquistano, e al contempo la produzione deve soddisfare requisiti sempre più elevati in termini di macchinabilità al fine di massimizzare la produzione: le caratteristiche della fibra di legno usata sono pertanto più importanti che mai.

Meno significa di più

Rispetto allo scorso decennio, la sostituzione con le latifoglie da piantagioni a crescita rapida del Sudamerica ha comportato una diminuzione della percentuale di conifere nel mix di fibre da cui ottenere la cellulosa per il tissue. Ne consegue che le fibre ancora presenti di cellulosa proveniente da conifere hanno una responsabilità di gran lunga maggiore, in quanto devono davvero avere una resa ottimale. Le proprietà di resistenza a trazione che la cellulosa da conifere deve garantire non possono essere lasciate al caso in un mondo che non solo richiede più tissue, ma anche tissue di migliore qualità ed elevata efficienza produttiva.

Come potremmo descrivere la fonte ideale di cellulosa per tissue proveniente da conifere? Nelle zone settentrionali dei paesi nordici, caratterizzate da brevi periodi di clima mite, le pareti delle fibre registrano periodi di forte crescita che le rendono più sottili, contribuendo a una maggiore morbidezza. Per contro, nell’Europa meridionale, in cui è ampiamente diffuso il pino radiata, il periodo di crescita è piuttosto costante nel corso dell’anno, con la conseguente produzione di pareti delle fibre più spesse non particolarmente idonee a conferire elevata morbidezza.

Nella Svezia meridionale, dove sono ubicati i tre stabilimenti di produzione della cellulosa di Södra, le caratteristiche della crescita si configurano più o meno a metà tra i due estremi. Pertanto, per raggiungere un livello di morbidezza ottimale, Södra ha tendenzialmente piantato il legno di abete più giovane proveniente dai diradamenti, caratterizzato da pareti delle fibre più sottili e che dunque producono tissue più soffice. Quando la piantagione raggiunge un determinato livello di crescita, le foreste devono essere sfoltite per poter crescere meglio, ma i residui dei diradamenti non sono adatti a essere utilizzati nel settore delle costruzioni. Da un sottoprodotto di una buona gestione forestale Södra è così riuscita a ricavare una materia prima ottimale.

Nonostante le pratiche avanzate di gestione forestale attuate in Svezia, grazie alle quali il volume degli alberi da legname aumenta di anno in anno nel paese, i residui dei diradamenti rimangono una risorsa limitata. Un aspetto importante degli investimenti che Södra ha effettuato nello stabilimento di Värö, con conseguenti benefici per le fabbriche di Mörrum e Mönsterås, è la capacità di ottenere le caratteristiche della cellulosa richieste dai più grandi produttori di tissue grazie all’apporto di fibre più diversificate.

Due esempi: la maggiore capacità di regolare la misura dei trucioli nel digestore e manipolare più volte l’indice Kappa successivamente al trattamento di digestione sono strumenti importanti a cui Södra ricorre per determinare la qualità e le caratteristiche del processo.

Il raffinatore virtuale

Quali che siano le qualità della materia prima, il processo di ottimizzazione del mix di cellulosa richiede un elevato livello di precisione. Catharina Fechter, ingegnere ricercatore di Södra, spiega: «Ci viene spesso chiesto quale sia l’impatto sulle proprietà del tissue della modifica delle “ricette” di lavorazione della cellulosa o come si possa ottimizzare l’energia nel processo di raffinazione. Il problema è che i test in laboratorio, completi, richiedono tempo, e i risultati possono impiegare settimane per essere elaborati.»

Il raffinatore virtuale (virtual refiner, VR) di Södra può aiutare a trovare le risposte. La chiave del suo successo è una banca dati che riporta dettagliatamente circa 100 diversi tipi di cellulosa, comprese tutte le comuni opzioni di cellulosa da latifoglie e da conifere disponibili sul mercato. Ciascun tipo è stato raffinato e testato nel laboratorio per l’innovazione di Södra sul proprio raffinatore pilota, evitando ai clienti di condurre le prove essi stessi. Il raffinatore virtuale può mescolare fino a sette diversi tipi di cellulosa e visualizzare tutte le proprietà delle fibre e della carta più comuni, quali resistenza a trazione, resistenza a strappo, forza delle fibre, finezza ecc., a vari livelli di energia di raffinazione. Grazie a tutto ciò, Södra ha maturato una conoscenza significativa di gran parte della cellulosa del mondo.

Continua Fechter: «Stiamo aiutando il cliente a risparmiare tempo, perché abbiamo già costruito la banca dati ed effettuato tutte le indagini su tutti i tipi di cellulosa disponibili. Naturalmente, speriamo di poter mostrare ai nostri clienti cosa possono conseguire utilizzando l’ampia gamma di cellulosa di Södra, ma possiamo anche aiutarli a trovare un’alternativa laddove non ci sia possibile mettere loro a disposizione ciò che è in grado di offrire un nostro concorrente o se pensiamo che possano conseguire risultati migliori modificando il loro mix di cellulosa. È una questione di trasparenza e di fiducia.»

Ciò che i produttori di tissue cercano più di ogni altra cosa è la coerenza. In quest’ottica, le informazioni ottenute grazie al raffinatore virtuale saranno un indicatore altamente affidabile del modo in cui si comporterà la cellulosa. Lo scopo è di far apportare ai produttori di tissue alcune piccole modifiche ai propri processi, per esempio il grado di raffinazione, che influiscono sulla macchinabilità e sulle caratteristiche del prodotto finale.

Obiettivo ottimizzazione

L’obiettivo di Södra è sempre stato quello di ridurre al minimo le attività di raffinazione successive allo spappolamento massimizzando la resistenza alla trazione durante il processo: minore è la raffinazione necessaria per favorire la resistenza alla trazione, più morbido sarà il tissue che può essere prodotto con la cellulosa. Questo processo di ottimizzazione continuerà. La raffinazione deve comunque essere sempre contestualizzata: se un produttore di tissue effettua il processo di raffinazione a livelli relativamente elevati nell’ambito del proprio processo, la priorità sarà indicare nel capitolato di produzione una cellulosa con caratteristiche tali da resistere alla raffinazione e ciononostante assicurare prestazioni ottimali.

I produttori europei di tissue si sono con il tempo affidati alla cellulosa scandinava per soddisfare le proprie esigenze di rafforzamento compensando tali necessità con la necessaria morbidezza così richiesta dai consumatori di prodotti tissue moderni. Sebbene Södra sia stata un precursore nell’utilizzo di un metodo di sbiancamento completamente senza cloro (totally chlorine-free bleaching, TCF) negli anni ‘90, in questi giorni l’elemento di maggiore interesse è dato dalla natura del processo di sbiancamento proprietaria di Södra che è in grado di preservare gentilmente la struttura. La Germania è l’unico paese in cui i produttori di tissue continuano a richiedere regolarmente lo sbiancamento di tipo TCF. Il parametro ambientale fondamentale dal punto di vista del cliente è la certificazione: la produzione di Södra è certificata Pefc e FSC.

Le esigenze dei mercati e dei consumatori si evolvono nelle loro priorità ambientali e nelle proprietà del tissue che cercano. Un fatto è certo: il forte legame esistente tra gli esperti di tissue del sud e i fornitori di fibra del nord sarà alla base del futuro del tissue in Europa.

La linea del nuovo impianto di Värö per la produzione di cellulosa di solfato di fibre lunghe, inaugurato lo scorso 30 settembre, in presenza del Re Carlo XVI Gustavo di Svezia. A regime la capacità di produzione di cellulosa passerà da 425.000 tonnellate a 700.000 all’anno. Södra ha stanziato in totale 6 miliardi di corone svedesi, pari a circa mezzo miliardo di dollari, per il suo futuro, e di questi quasi 4 miliardi (SEK) sono stati investiti per questo impianto.
La linea del nuovo impianto di Värö per la produzione di cellulosa di solfato di fibre lunghe, inaugurato lo scorso 30 settembre, in presenza del Re Carlo XVI Gustavo di Svezia. A regime la capacità di produzione di cellulosa passerà da 425.000 tonnellate a 700.000 all’anno. Södra ha stanziato in totale 6 miliardi di corone svedesi, pari a circa mezzo miliardo di dollari, per il suo futuro, e di questi quasi 4 miliardi (SEK) sono stati investiti per questo impianto.
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