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La carta: un esempio di bioeconomia circolare

«La carta è un esempio di bioeconomia circolare in quanto è una tecnologia che ha saputo coniugare la sostenibilità con l’impiego di materie prime rinnovabili e il riciclo dei prodotti a fine vita» esordisce il presidente di Assocarta Girolamo Marchiin occasione della conferenza stampa, presso l’Unione Industriali di Torino, di presentazione dei dati dell’edizione n. 20 del Rapporto Ambientale del settore cartario «infatti, la carta è rinnovabile, riciclabile, biodegradabile e compostabile» aggiunge Marchi.

Secondi i dati disponibili il settore cartario ha fatturato nel 2018 circa 7,7 miliardi (+4,2%, aumento in parte spiegabile con la crescita esponenziale del costo delle cellulose) per più di 9 milioni di produzione (+0,1%). Buon trend per gli imballaggi e le speciali, stabili le carte igienico sanitarie, ancora in riduzione le carte grafiche.

Nei primi 3 mesi del 2019 calano la produzione (-2%) e il fatturato (-2,2%) rispetto ai buoni livelli dello stesso periodo 2018. Tale risultato risente dei ridimensionamenti presentati dai primi due mesi (-4,5% per gennaio e -1,6% per febbraio), a fronte della conferma in marzo dei volumi realizzati un anno prima. Scendono ancora le carte grafiche, stabili le carte igienico sanitarie, cresce ancora l’imballaggio ma su livelli inferiori rispetto all’anno passato. Risultati in linea con quelli dei concorrenti europei.

La carta è un materiale di origine naturale che viene prodotto a partire da cellulose provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile. Tutta la cellulosa importata in Italia è soggetta a verifica di legalità e circa l’80% è dotata di certificazione di sostenibilità, mentre il tasso di circolarità (rapporto tra materie prime secondarie e quelle totali impiegate) di tutto il settore raggiunge il 55%, con eccellenze nella filiera degli imballaggi che ci consentono già di raggiungere l’80% di riciclo, che costituisce il nuovo obiettivo della Direttiva Comunitaria da recepire.

Il settore della carta produce un biomateriale che viene poi riciclato dallo stesso comparto. In Italia si riciclano 10 tonnellate al minuto di carta, un giornale rientra nel ciclo produttivo in media dopo 7 giorni, una scatola entro 14 giorni e ogni anno vengono evitate 20 discariche grazie al riciclo della carta.

La filiera del riciclo include il consumatore e le raccolte differenziate della carta (che in Italia sono rigidamente mono materiale) in linea con gli standard europei di settore, elementi fondamentali per avere carta da riciclare di buona qualità. Sui materiali raccolti lavorano le piattaforme di selezione per raggiungere gli standard previsti dalla UNI EN 643, la cui prima versione è del 1994.

Raccolte differenziate non di buona qualità possono condizionare profondamente l’attività del selezionatore. In quest’ambito l’attività di standardizzazione è continua, in collaborazione con l’intera filiera e il Consorzio Comieco.

Standard armonizzati a livello UE, e la recente adozione di nuove procedure per la verifica delle impurità sono strumenti essenziali per la filiera del riciclo che punta proprio alla qualità per incrementare il riciclo.

«E tuttavia, anche il più accorto dei selezionatori può conferire una balla di carta da riciclare non perfettamente rispondente alle specifiche merceologiche. Ciò può avvenire con le materie prime vergini e quindi anche con materiali secondari derivanti dalle raccolte differenziate urbane. Di ciò nel recepimento delle nuove direttive in materia di Economia Circolare si dovrà necessariamente prendere atto con l’introduzione di regole e standard adeguati, pena la irrealizzabilità della stessa» afferma Marchi.

La selezione e, soprattutto, il riciclo in cartiera producono degli scarti che sono limitati rispetto alle grandi quantità di materiali impiegati, ma sono in gran parte ineliminabili. Si tratta di scarti del tutto simili ai rifiuti urbani.

«E come tali dovrebbe essere trattati» secondo Marchi «avviandoli in via prioritaria negli impianti regionali. Se non riusciamo a recuperare gli scarti del riciclo sarà difficile fare il riciclo e l’Economia Circolare» insiste Marchi.

Inutile aggiungere che all’estero, in Germania piuttosto che in Austria, non esiste praticamente più lo smaltimento in discarica, compensato dal fatto che il recupero energetico viene considerato un’opzione nel rispetto della gerarchia dei rifiuti.

Non è così in Italia, dove non solo non riusciamo a produrre energia dagli scarti come fanno i nostri concorrenti europei, ma non riusciamo neanche a trovare impianti per gestirli. Non riusciamo, quindi, a chiudere  il ciclo proprio in un’ottica di economia circolare.

«Se la situazione non cambia saremo invece costretti a stipulare accordi settoriali per esportare i nostri scarti all’estero. Alla faccia dei principi dell’Economia Circolare e, soprattutto, della bilancia commerciale del Paese. Inutile stupirsi se i nostri concorrenti producono a prezzi inferiori. Lo fanno anche recuperando i nostri scarti industriali, servizio per il quale si fanno pagare, oltre a non avere il costo energetico» spiega Marchi.

L’industria della carta è energivora e utilizza il gas, il migliore combustibile in assoluto, tra l’altro con prezzi superiori del 15% a quello dei concorrenti esteri.

«Chiediamo al Governo di intervenire per ridurre questo “spread” e agire sulle componenti parafiscali che via via aumentano» conclude Marchi. «L’Economia Circolare è un’opportunità per il Paese e per l’industria della carta, ma è necessario mantenere un contesto competitivo».

 

 

PressUP è Premium Partner di Two Sides

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Che la carta stia conoscendo una nuova primavera PressUP lo sostiene da tempo. Dati positivi emergono dopo 4 anni di flessione anche nelle rilevazioni di Audipress (dicembre 2018): 40 milioni di italiani tutti i mesi scelgono contenuti stampati su carta con un incremento dello 0,7% dei lettori suddivisi tra quotidiani (+0,2%), settimanali (+1,2) e mensili (+0,6%). Un trend di crescita confermato dalla tech company che mette a segno nell’ultimo anno un + 18% per le lavorazioni di riviste, libri e cataloghi che rappresentano il core business dell’azienda. Un amore, quello per la carta, che in PressUP ha origini lontane e che oggi trova nuova linfa nel sostegno, in qualità di Premium Partner, di Two Sides,organizzazione che promuove i valori della sostenibilità della carta, della stampa e del packaging. Un progetto internazionale che mira a divulgare informazioni documentate sostenendo l’impegno di tutta la filiera nell’utilizzo sempre più efficiente delle materie prime in una prospettiva di economia circolare.

«Da tempo siamo impegnati sul fronte della sostenibilità ambientale, a partire della proposta di un’ampia gamma di supporti certificati FSC e PEFC1», afferma Vincenzo Cirimele, CEO di PressUP. «In linea con la nostra anima green abbiamo accolto l’invito di Two Sides con la volontà di contribuire concretamente al percorso di culturizzazione sull’utilizzo consapevole della carta, ad oggi protagonista del nostro core business». Biglietti da visita, dépliant, shopper, libri e riviste sono tra i best seller dei prodotti in carta proposti nel vasto catalogo di PressUP, a cui si affianca un ampio range di applicazioni in materiali diversi che spaziano dall’alluminio per pannelli al PVC per tovagliette e banner, dal backlit per striscioni al flag nautico per bandiere, solo per citarne alcuni.

La prima iniziativa concreta di PressUP al fianco di Two Sides è stata la produzione della brochure “Carta stampata: luoghi comuni e realtà”, realizzata in collaborazione con Fedrigonie presentata in occasione di Print4All. Un fascicolo informativo che smentisce i principali luoghi comuni sulla sostenibilità della carta. Lo testimoniano i risultati dell’indagine promossa da Two Sides e condotta da Toluna in 14 Paesi, tra cui l’Italia. Dallo studio emerge come la carta sia riconosciuta dagli intervistati tra i prodotti più ecologici (52,72%), subito dopo il legno e il vetro; permane tuttavia una forte preoccupazione sulla deforestazione. Eppure, a differenza di quanto si crede, la produzione di carta non distrugge le foreste, anzi, ne favorisce la crescita. L’industria cartaria attraverso le certificazioni FSC e PEFC – riconosciute e apprezzate da oltre il 43,27% del campione, che ne verifica la presenza su prodotti e confezioni – assicura che il legno provenga da foreste gestite in maniera sostenibile, garantendone il mantenimento e la crescita.

Un altro luogo comune che Two Sides si impegna a confutare è il fatto che la comunicazione elettronica sia più sostenibile. Un’erronea convinzione spesso alimentata da aziende che prediligendo informazioni per via elettronica, utilizzano messaggi di Greenwashing come “salva gli alberi”, fondati sull’erroneo presupposto che la carta sia nemica dell’ambiente. «Carta e digitale sono due mezzi di comunicazione complementari che ben si integrano in un piano di comunicazione moderno, ma non approviamo l’utilizzo di messaggi fuorvianti», commenta Massimo Ramunni, country manager di Two Sides. «Da questo punto di vista, è estremamente significativo che una realtà tecnologicamente evoluta come PressUP, leader nei servizi di stampa online e grande utilizzatore di carta, abbia deciso di sostenere attivamente la nostra attività».

 

Latuaideadimpresa®: Assocarta ha rinnovato il supporto con Amaplast, Anie, Federchimica e Ucimu al Premio Speciale Innovazione

Lo scorso 5 aprile si è tenuta, a Gaeta presso il Teatro Ariston, l’VIII edizione del Premio Latuaideadimpresa®, promossa da Sistemi Formativi Confindustria e LUISS, con Intesa San Paolo, rivolto agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di secondo grado.

Assocarta anche quest’anno ha dato il suo supporto con Amaplast, Anie, Federchimica e Ucimu al Premio Speciale Innovazione che è stato assegnato dalla Giuria al progetto Autoblock del Liceo Nievo di Padova.

Il progetto consiste in un dispositivo per auto che inibisce l’uso di applicazioni pericolose del telefono cellulare durante la guida e che sono una delle cause principali di incidenti.

«Insieme alle altre associazioni – afferma Gian Luca Antonelli, responsabile formazione Assocarta – abbiamo premiato Autoblock perché riteniamo che oltre ad essere innovativo e sostenibile, abbia un importante impatto sociale perché si prefigge di dare soluzioni ad un problema: l’uso del telefono alla guida che rappresenta una delle principali cause di incidente».

Latuaideadimpresa® ha ottenuto il riconoscimento di percorso di alternanza scuola lavoro, certificato da Intesa Sanpaolo Formazione, che accompagna gli studenti per tutto l’anno scolastico aiutandoli a sviluppare le skills all’avanguardia richieste nel mondo del lavoro. La condivisione di obiettivi tra Confindustria, Federmanager e 4.Manager sui temi della cultura d’impresa e sul potenziamento dello sviluppo e della competitività del Paese, vuole essere il valore aggiunto dell’VIII edizione del progetto.

Promuovendo una sana competizione tra le idee imprenditoriali sviluppate attraverso lavori di classe in alcune scuole italiane, le idee d’impresa degli studenti sono approdate su una piattaforma web in forma di business plan e video, sono state valutate e votate online da una giuria tecnica formata da imprenditori delle Associazioni Industriali partecipanti. I progetti sono stati valutati secondo criteri di fattibilità economica, grado di innovazione, apporto sociale e ambientale del progetto e originalità.

«Latuaideadimpresa® – afferma il presidente di sistemi formativi Confindustria e vicepresidente esecutivo della LUISS, Luigi Serra – è un’occasione per premiare merito e talento e per accrescere il know-how dei ragazzi in gara che dimostrano, nell’elaborazione e progettazione delle loro idee di impresa, fantasia, innovazione e lavoro di squadra. Promuovere la creatività dei ragazzi per educarli all’autoimprenditorialità e indirizzarli verso progetti concreti, è infatti uno degli obiettivi principali dell’iniziativa».

 

 

Assocarta: crollo della produzione della carta

Anche la produzione di carta nel mese di dicembre 2018 è crollata del 5,4%, dopo un primo tonfo del – 3,2% di novembre. «Gennaio e febbraio 2019 sembrano confermare la stessa tendenza» commenta così, il presidente di Assocarta Girolamo Marchi, i cali, a fine anno, di produzione, fatturato e ordini oltre che di fiducia delle imprese, più volte affrontanti dal Presidente di Confindustria Boccia. Il settore cartario esprime forte preoccupazione per la competitività delle cartiere italiane. «Calano anche le esportazioni, da qualche anno in crescita, che su base annua arretrano del 3,3%» aggiunge Marchi.

Il settore cartario ha chiuso il 2018 con una produzione di circa 9,1 milioni di tonnellate (+0,1 2018/2017), quarto produttore a livello continentale, dopo Germania, Svezia e Finlandia, ma anche quarto utilizzatore di carta da riciclare con un impiego di oltre 5 milioni di tonnellate di fibre secondarie. Il fatturato è valutato in 7,72 miliardi di Euro, con un aumento del 4,2% rispetto al 2017. «Un dato che però va considerato con la necessità delle cartiere di recuperare i rincari delle cellulose» precisa Girolamo Marchi.

L’aumento dei costi delle cellulose, a livello internazionale, ha rappresentato una vera e propria emergenza nei conti aziendali.Tra dicembre 2016 e 2018, le quotazioni (in euro) delle cellulose hanno registrato aumenti complessivi del 140% (fibre lunghe) e del 150% (fibre corte).

Invece i prezzi dei prodotti cartari, a seconda della qualità, presentavano incrementi compresi tra un +2% e un +17% a seconda delle diverse tipologie. Un forte incremento di costi deriva anche dai prezzi della CO2, cresciuti di oltre il 250% in un anno.

«La sfida per le aziende della carta non è solo quella della produttività, ma anche dell’abbattimento delle emissioni di CO2, come chiesto dall’accordo di Parigi sul clima. Le cartiere italiane hanno colto questa sfida raggiungendo i livelli di efficienza energetica più alti al mondo, e abbandonando completamente le fonti fossili più inquinanti a vantaggio della migliore fonte di cui disponiamo: il gas naturale. Per il processo cartario, soprattutto nel riciclo, ulteriori margini di miglioramento sono però preclusi, non avendo accesso alle biomasse e trovando mille ostacoli al recupero energetico degli scarti, soluzioni invece disponibili nel resto d’Europa. L’Emissions Trading Scheme sta diventando un costo proibitivo per le cartiere, e l’Italia è ormai l’unico Paese europeo che non protegge le proprie imprese dalla delocalizzazione a causa della mancata compensazione dei costi indiretti derivanti dalla CO2. Come invece fanno tutti i Paesi europei, primi fra tutti Germania, Francia e Finlandia» spiega Marchi.

Inoltre, il prezzo del gas, in Italia, continua a scontare un pesante differenziale rispetto al prezzo pagato dai concorrenti europei delle cartiere. Questo differenziale, che si aggira intorno ai 4-5 euro/MWh è in parte dovuto alla differenza di prezzo della commodity tra il PSV (punto di scambio virtuale) e il TTF (title tranfer facility) e in parte ai maggiori costi accessori caricati sulle bollette del gas rispetto agli altri paesi europei come Germania e Francia. «Con riferimento a quest’ultimo aspetto occorre evidenziare che l’Italia prevede componenti parafiscali per finanziare le fonti rinnovabili anche sulla bolletta del gas (2 euro /MWh circa), corrispettivi non previsti negli altri Paesi europei. Per questa ragione occorre attuare rapidamente la misura già prevista a livello legislativo che prevede una riduzione del peso di tali oneri per le imprese energivore» conclude infine Marchi.

Materie prime fibrose ed energetiche costituiscono il 70% dei costi di produzione di uno stabilimento cartario (con picchi fino al’85%).

 

 

La Federazione Carta e Grafica in audizione alla Commissione Cultura del Senato

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Si è tenuta a Roma l’audizione della Federazione Carta e Grafica in Commissione Cultura del Senato: tema il Bonus cultura per i diciottenni e le misure a sostegno della lettura e dei consumi culturali.

In questa occasione la Federazione è tornata a sottolineare l’importanza di:

– rendere strutturale il Bonus Cultura per i diciottenni, (correttamente rinnovato per il 2019) incrementandone gli sforzi di comunicazione, allargando le categorie di spesa all’acquisto di abbonamenti a giornali, analizzando a fondo i dati per migliorare, anche sul fronte dell’offerta, le opportunità di acquisto rivolte ai diciottenni;

– riconoscere una detrazione dai redditi delle persone fisiche delle spese in acquisto di libri e abbonamenti a giornali, con un meccanismo in tutto corrispondente a quello previsto per altri tipi di spese (farmaci, istruzione secondaria e universitaria). La lettura è un Bene Pubblico di uguale rilevanza.

«Siamo soddisfatti dell’interesse riscosso in merito all’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici. È stata un’occasione di confronto e ascolto molto utile – ha dichiarato Maurizio D’Adda, direttore di Assografici, a margine dell’audizione – abbiamo avuto modo non solo di esplicitare il nostro parere sul Bonus Cultura, ma anche di sottolineare come la richiesta di sostegno alla nostra filiera non sia un tentativo anacronistico di difesa della carta verso il digitale, bensì un’esigenza strategica a supporto di un settore d’eccellenza della nostra economia e a favore dello sviluppo culturale e sociale del Paese. Quanto alla “carta”, abbiamo ricordato semplicemente che la dematerializzazione non è certo garanzia di minor spreco di risorse, soprattutto per usi prolungati e ripetuti, come nei libri di studio, e soprattutto a fronte di un materiale di origine naturale, rinnovabile, riciclabile e biodegradabile».

La Federazione Carta e Grafica (costituita da Assocarta, Assografici e Acimga), che rappresenta i settori cartario, grafico/cartotecnico trasformatore e macchine per grafica/cartotecnica, ha generato un fatturato di 24,3 miliardi di Euro nel 2017 (1,4% PIL) e un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro, grazie all’attività di circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.000 impreseRappresenta quindi anche la filiera produttiva dei libri e dei giornali, a monte del comparto editoriale: un settore che, come noto, conosce da anni elementi di crisi strutturali, sia legati all’evoluzione del mercato, sia alla scarsa propensione alla lettura degli italiani.

Un gap culturale che rappresenta per il Paese un elemento di debolezza competitiva rispetto agli altri Paesi evoluti e sul quale è sempre più necessario un piano nazionale di interventi strutturali a sostegno.

 

In arrivo la nuova campagna di mini video Naturalmente io amo la carta

Arriva la nuova campagna mini video – su FB e YouTube – firmata dal progetto informativo Naturalmente io amo la carta: ventiquattro mini video che mettono in evidenza i motivi per cui la carta è amata spiegando anzitutto quanto sia amica dell’ambiente, se consideriamo che la crescita delle foreste europee, da cui proviene oltre l’80 del legno usato per fare la carta, in soli 10 anni è stata accresciuta di un’area pari al territorio della Svizzera, e che il tasso di riciclo della carta è al 72,5%, il più alto al mondo. Oltre agli storici partner del progetto, nato nel 2010 a livello europeo, una new entry: la Federazione Carta e Grafica che sarà dal 2019 partner sostenitore di Naturalemente io amo la carta.

Oltre alle già note performance di sostenibilità della carta nella campagna non mancano le motivazioni legate al piacere della lettura su carta: il 73% degli intervistati da Toluna Global Survey pensa che leggere un libro stampato sia più piacevole della lettura su dispostici elettronici (Two Sides / Toluna Global Survey 2017). Inoltre secondo il 69% è importante “staccare la spina” e dedicarsi alla lettura di riviste e libri su carta.

Di grande rilevanza anche i temi legati all’utilità pratica di stampare su carta la propria documentazione e contabilità personale. Il 61% degli intervistati nella ricerca TwoSides 2017 condotta da Toluna Global Survey ritiene che sia più facile tenere sotto controllo e gestire le proprie spese e finanze quando i documenti sono stampati su carta. Mentre il 77% dei consumatori pensa che la scelta di ricevere comunicazioni o fatture su carta non dovrebbe comportare l’addebito di costi aggiuntivi.

Tra gli altri strumenti di comunicazione del progetto, il nuovo sito web https://it.twosides.info/ con notizie, video e approfondimenti anche dagli altri Paesi europei e del mondo che fanno parte del progetto, oltre alla Newsletter Two Sides Italia inviata a una mailing list che si sta ampliando sempre più, grazie alla crescita degli amanti della carta anche fra i millenials. Dal sito è possibile scaricare la brochure Carta e stampa: luoghi comuni e realtà e aggiornarsi sulle principali attività anti-greenwashing svolte da Two Sides.

La nuova campagna mini video è in linea con la comunicazione che la filiera della carta e della stampa sta perseguendo negli anni, per mettere in evidenza il suo impegno nell’utilizzo sempre più efficiente e sostenibile delle materie prime in una prospettiva di economia circolare, in linea con gli obiettivi della Commissione Europea, mirando al contempo a migliorare la competitività sui mercati europei e globali.

Anteprima mondiale a Roma: Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo

Il censimento di tutte le mappe cartografiche e topografiche prodotte nelle stamperie italiane del XVI secolo raccolto nell’opera Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo presentata oggi, a Roma, in anteprima mondiale.

«Senza una mappa di carta tra le mani i grandi esploratori non avrebbero potuto navigare per scoprire nuove terre e contribuire all’odierna geografia del Mondo» afferma Massimo Medugno DG Assocarta in apertura della presentazione che si è svolta a Roma, presso la Società Geografica Italiana Onlus in Villa Celimontana, di un’opera senza precedenti dal titolo: Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo a cura degli autori Fabrizio Ronca e Stefano Bifolco.

Un’opera monumentale edita da Antiquarius – con il supporto di Assocarta e Burgo Group – che raccoglie, in tre volumi di pregio stampati su carta Burgo Group, le 1280 mappe cartografiche e topografiche e, più di 2500 edizioni descritte nelle loro varianti, realizzate in Italia nel corso del XVI secolo, ovvero l’epoca d’oro della cartografia italiana.

Dopo l’indirizzo di saluto del Presidente della Società Geografica Italiana Onlus, Filippo Bencardino, Cosimo Palagiano, Professore Emerito Università La Sapienza di Roma Membro corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Simonetta Conti, Professoressa Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” hanno presentato la “Cartografia e Topografia italiana del XVI secolo”. Il primo e unico catalogo ragionato delle opere cartografiche e topografiche, prodotte nel nostro Paese nel Cinquecento, tramandate in raccolte composite (cioè formate da carte diverse per formato e tipologia) note come “Atlanti lafreriani” o più correttamente, secondo la definizione inglese, “I.A.T.O. (Italian assembled to order) atlases”.

Una pubblicazione, attesa da tempo da studiosi, collezionisti e appassionati di cartografia antica di tutto il mondo, a cura degli autori Fabrizio Ronca e Stefano Bifolco che hanno dedicato all’opera anni di minuzioso lavoro di ricerca e consultazione.

«Nel corso del XVI – spiega Massimo Medugno DG Assocarta intervenuto all’evento, – l’Italia detenne il primato nella produzione cartografica nel panorama europeo per l’esperienza maturata sia nell’arte della produzione della carta che in quella della stampa. La carta veniva prodotta, come oggi, a partire da una materia prima riciclata ovvero dagli stracci e ciò che distingueva già allora le cartiere per il ruolo svolto nell’economia circolare. Mentre la stampa vedeva la maestria italiana nelle tecniche di incisione».

«Anche oggi, al tempo di Google Maps e GPS, rimane la bellezza di esporre e contemplare un’opera cartografica di pregio, ma anche la necessità pratica di una mappa in carta per poter girare il mondo e in, particolare per percorrerlo e navigarlo. O più semplicemente per  orientarsi in un bosco e in montagna quando si è off line» conclude Massimo Medugno. Nel XVI secolo si completano infatti le grandi esplorazioni geografiche con la scoperta dell’America, di nuove distese oceaniche e di nuove conoscenze su Africa e Asia, che generarono il bisogno di nuove carte e nuovi sistemi di rappresentazione piana dell’intero globo sferico.

Concorso nazionale di Smart Packaging per prodotti ortofrutticoli Made in Italy

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In occasione della mostra “RE.USE Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea” in programma a Treviso fino al 10 febbraio 2019, TREVIKART #Greendesign (Gruppo PRO-GEST), azienda del settore della produzione di mobili e complementi in cartone ondulato e packaging alimentare, in collaborazione con l’associazione culturale TRA Treviso Ricerca Arte, lancia il concorso nazionale CHARTA. RE.design Conte(x)strivolto a studenti di Architettura, Design e Grafica e giovani professionisti Under 40.

Può una cassetta della frutta divenire un oggetto domestico che ne rivoluzioni l’uso?

L’obiettivo del concorso infatti non è solo quello di disegnare soluzioni innovative e intelligenti per il trasporto e l’imballaggio di prodotti ortofrutticoli Made in Italy ma soprattutto ripensare come esse, una volta esaurita la funzione originaria, possano trasformarsi in ‘oggetti altri’ d’uso quotidiano, tramite azioni di (ri)taglio, piega e/o incastro del cartone ondulato.

CHARTA. RE.design Conte(x)st, nasce dalla collaborazione tra la valorizzazione della creatività propria di TRA e la mission green del Gruppo Pro-Gest, che fa della carta da macero la propria materia prima, e vuole in questo modo promuovere l’azione del riciclo quale pratica virtuosa: costruendo un rapporto diretto tra creatività, industria sostenibile ed ecologia, stimolando strategie di responsabilità verso l’ambiente, riconoscendo allo scarto dignità e soprattutto potenzialità progettuale. I prototipi oggetto del concorso, andranno quindi a tracciare un fil rouge tra utilità, impegno e design.

Come partecipare:

  • Ogni partecipante è invitato a elaborare un progetto di Smart Packaging per il trasporto di prodotti ortofrutticoli Made in Italy composto da tre prototipi innovativi (misure S, M e L) capaci di trasformarsi in tre differenti oggetti d’uso quotidiano.
  • Per ogni prototipo devono essere specificati: il prodotto ortofrutticolo DOP o IGP, le cromie, le grafiche e le istruzioni d’uso per la conversione dell’involucro in oggetto di design d’uso quotidiano tramite azioni di (ri)taglio, piega e/o incastro del cartone ondulato;
  • Sono ammessi progetti fino a un massimo di 4 autori per gruppo;
  • I materiali finali del progetto, devono essere inviati in un unico file digitale in formato .pdf (risoluzione immagini 300 dpi) unitamente al modulo di partecipazione all’indirizzo charta2019@gmail.com entro e non oltre le ore 23:59 del 28 aprile 2019;
  • I materiali del concorso, con tutti i dettagli, sono scaricabili dai portali www.trevisoricercaarte.org e www.tkgreendesign.it nella sezione speciale CHARTA. RE.design Conte(x)st.;
  • Domande sulle modalità di partecipazione al concorso e/o sulle specifiche del progetto di concorso possono essere inviate all’indirizzo charta2019@gmail.com entro e non oltre le ore 23:59 del 31 marzo 2019.

 

Le foreste europee stanno crescendo

Massimo Medugno DG Federazione Carta e Grafica al Forum Nazionale di Legambiente sulla gestione forestale sostenibile: «Le foreste europee, da cui proviene l’84% della cellulosa utilizzata in Italia, stanno crescendo ogni anno di 1.500 campi da calcio al giorno (44.000kmq in Europa)».

Si è tenuto a a fine novembre a Roma, alla vigilia della Giornata Nazionale dell’Albero, il Forum Nazionale sulla Gestione Forestale Sostenibile organizzato da Legambiente, con il supporto della Federazione Carta Grafica, e delle componenti che ne fanno parte quali Assocarta, Assografici e Comieco.

Durante l’evento, incentrato quest’anno sul tema della bio-economica delle foreste, è intervenuto il direttore generale della Federazione Carta Grafica, Massimo Medugno, illustrando come i comparti industriali rappresentati dalla Federazione si inseriscano, a pieno titolo, in quella che viene definita bio-economia circolare con una attenzione particolare all’utilizzo del capitale naturale che nasce da un impegno costante delle aziende in termini di CSR.

«La Federazione Carta e Graficache rappresenta i settori cartario, grafico/cartotecnico trasformatore e macchine per grafica/ cartotecnica è, infatti, un attore fondamentale della bio-economia circolare con un fatturato di 24,3 miliardi di Euro nel 2017 (1,4% PIL), generatoda circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.100 imprese, che mostra un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro» afferma Massimo Medugno.

La carta è infatti un bio-materiale di origine naturale che si caratterizza, rispetto ad altri suoi diretti competitors, per rinnovabilità, biodegradabilità e compostabilità. Si tratta di un bio-materiale che ha saputo sviluppare sia il ciclo biologico che quello tecnologico meritandosi quindi di essere considerato a tutti gli effetti un bio-materiale circolare.

«Purtuttavia l’industria cartaria e grafica viene spesso indicata come la principale responsabile della distruzione delle foreste mentre i fatti dimostrano il contrario. La materia prima principale della nostra industria» spiega Medugno «è costituita per il 55% da carta da riciclare (detta anche macero) e tale percentuale rappresenta il tasso di circolarità (il rapporto tra materiali riciclati e uso complessivo delle materie prime) più alto d’Europa (si veda grafico sotto riportato) con punte dell’80% nell’imballaggio, un fiore all’occhiello per il nostro Paese. Non dimentichiamo inoltre che fibra vergine e carta da riciclare fanno parte di un unico ciclo virtuoso dove il riciclo allunga la vita della fibra sino a sette volte ma poi l’impasto per produrre carta richiede nuova  fibra dando quindi continuità al così detto ciclo del riciclo».

La restante percentuale di prodotto finito si ottiene da cellulosa o legname proveniente da foreste gestite in modo sostenibile o da piantagioni anch’esse gestite in modo sostenibile e appositamente piantate per soddisfare la richiesta di prodotti forestali allo stesso modo di altri prodotti di uso quotidiano quali ad esempio i prodotti ortofrutticoli.

«L’84% della cellulosa impiegata in Italia è dotata di certificazione forestale sostenibile (es. FSC o PEFC)» conclude Medugno «e proviene dalle foreste Europee che, proprio alla vigilia della Giornale Mondiale dell’Albero, ho il piacere di sottolineare non stanno diminuendo ma sono al contrario in crescita: tra il 2005 e il 2015 (dato FAO 2005-2015) le foreste europee sono cresciute di 44.000 kmq, un’area corrispondente a oltre 1.500 campi da calcio al giorno».

 

Cellulosa nanofibrillata da un sottoprodotto di cartiera

Innovhub-SSI Area Carta e l’Università degli Studi Milano-PackLab, in collaborazione con Sofidel, hanno messo a punto un procedimento per la produzione in laboratorio di cellulosa nanofibrillata (CNF) a partire da uno scarto industriale cellulosico di lavorazione cartotecnica di carta tissue. La CNF è stata impiegata come additivo per la fabbricazione di carta, con risultati interessanti e possibili prospettive per nuove applicazioni nell’ambito delle carte per imballaggio.

L’idea su cui si basa il lavoro svolto è quella di sperimentare una strategia per valorizzare alcune tipologie di scarti industriali e convertirli in un prodotto a elevato valore aggiunto per l’impiego come additivo in nuovi processi produttivi, nell’ottica di un’economia circolare delle risorse.

Lo studio è stato sviluppato nei laboratori di Innovhub-SSI Area Carta e dell’Università degli Studi di Milano-PackLab, nell’ambito di una tesi di laurea magistrale e del progetto di ricerca Nanocrystalpack, cofinanziato dalla Regione Lombardia e Fesr.

La produzione di cellulosa nanofibrillata

Tra i materiali di scarto industriale, valutati sulla base dell’analisi di composizione chimica e del contenuto di cellulosa, uno dei più interessanti è risultato essere il residuo di polvere di cellulosa proveniente dalla lavorazione cartotecnica di carta igienico-sanitaria, fornito dall’azienda Sofidel (Figura 1). La prima fase è stata l’analisi di composizione dello scarto per via chimica, per determinare il contenuto di alfa cellulosa, la frazione necessaria alla produzione di cellulosa nanofibrillata, e il contenuto di ceneri, estratti organici e lignina quali possibili interferenti (Tabella 1).

Scarto di polvere di cellulosa.

Sono state quindi studiate le condizioni di pretrattamento del materiale di scarto, al fine di permetterne l’impiego in omogeneizzatore ad alta pressione (HPH) per la produzione di CNF.

Il materiale subisce infatti diverse fasi di lavorazione preparatorie all’omogeneizzazione:

– pre-raffinazione meccanica del materiale al fine di ottenere un impasto con livello di scolantezza di circa 25-30 °SR

– trattamento enzimatico della pasta di cellulosa, utilizzando un enzima tipo endoglucanasi, denominato FiberCare R (Novozymes).

– raffinazione spinta fino a un livello di scolantezza pari a 75-80 °SR.

Il materiale è stato quindi omogeneizzato ad alta pressione per produrne CNF, l’apparecchio utilizzato in laboratorio è l’omogeneizzatore GEA Niro Soavi, modello NS3006L. Il materiale è stato trattato a concentrazione in fibra del 2%, applicando 7 cicli consecutivi di lavorazione a pressioni crescenti fino a un massimo di 1.500 bar.

I campioni di CNF prodotti in laboratorio sono stati sottoposti all’analisi al microscopio elettronico a scansione SEM. I diametri rilevati sono perfettamente in accordo con la letteratura, secondo cui tipicamente le dimensioni di CNF prodotto con un omogeneizzatore sono di 20-40 nm di larghezza e diversi micrometri di lunghezza; con il pretrattamento enzimatico la cellulosa nanofibrillata normalmente presenta una larghezza leggermente inferiore, circa 20-30 nm.

Risultati e prospettive

La CNF prodotta è stata impiegata a dosi crescenti del 3%, 6% e 9% peso/peso in due diverse tipologie di impasti cartari, in sostituzione della medesima quantità di cellulosa. Gli impasti sono stati utilizzati per la fabbricazione di fogli di carta mediante formafogli di laboratorio automatico tipo Rapid-Kothen, utilizzando come coadiuvanti un ritentivo cationico cPAM e una colla alchilchetene.

A titolo di confronto, è stato prodotto un campione analogo di fogli di laboratorio, utilizzando una CNF commerciale prodotta a partire da cellulosa pura bianchita da legno, alla dose del 9% peso/peso. Le due tipologie di carte prodotte in laboratorio intendono simulare una tipologia media di carte per copertine e per onde quali elementi strutturali di imballaggi in cartone ondulato. La carta per copertine è stata prodotta a partire da paste di cellulosa chimica bianchita in miscela fibra corta e lunga, mentre la carta per onde è stata realizzata impiegando cartoncino riciclato.

Le due tipologie di fogli prodotti sono state caratterizzate secondo le principali prove fisico meccaniche, tra cui Short Span Compression Test (SCT), Resistenza di legame interfibra metodo Scott Bond, Assorbimento d’acqua (Metodo Cobb), Determinazione delle proprietà di trazione, Resistenza allo scoppio, RCT e CMT (solo per carte per onde).

Osservando i risultati in generale, è possibile vedere che l’incorporazione di CNF nella matrice cartacea porta a un aumento della densità e questo ha determinato, a sua volta, un miglioramento dei parametri fisico meccanici di resistenza.

Per quanto riguarda la carta per copertine si nota un significativo incremento delle proprietà di compressione (SCT), scoppio, trazione e delaminazione (Scott Bond), in funzione dell’aumento percentuale di CNF. Inoltre, si nota un miglioramento della resistenza all’acqua (Cobb 30): la variazione percentuale di CNF porta, rispettivamente, a una riduzione dell’assorbimento d’acqua nella carta fino a valori del 44% (Tabella 2).

Tabella 2: Risultati delle proprietà fisico meccaniche relativamente alla carta per copertine.

 

L’aggiunta di CNF da polvere di cellulosa ha migliorato alcune proprietà fisico meccaniche di resistenza nella carta per onde, in particolare SCT e Scott Bond. Tuttavia, non si osservano miglioramenti negli indici di resistenza RCT e CMT, che rappresentano nel caso della carta per onde i principali requisiti meccanici. Su una carta riciclata, come quella utilizzata per la fabbricazione delle onde, l’impatto della purezza, origine e qualità sia dell’impasto che del materiale utilizzato per la produzione della CNF è molto più evidente rispetto alle copertine, verosimilmente per il fatto di contenere una frazione di fibra originata da pasta meccanica, con lignina, e una frazione di sostanze estranee non cellulosiche e contaminanti (Tabella 3).

Tabella 3: Risultati delle proprietà fisico meccaniche relativamente alla carta per onde.

La produzione e l’impiego industriale di cellulosa nanofibrillata prodotta da paste di cellulosa fino ad ora ha avuto come limite l’economicità della produzione di CNF stessa, legata soprattutto all’elevata richiesta di energia. Tuttavia l’approccio di utilizzare un materiale di partenza di scarto, altrimenti destinato allo smaltimento, potrebbe rappresentare una soluzione più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, qualora le prestazioni della CNF ottenuta siano tali da garantire importanti miglioramenti nei prodotti finiti in termini di innovazioni sostenibili.

In prospettiva si intende approfondire lo studio dell’interazione della CNF con la matrice cartaria, in modo da ipotizzare una possibile funzionalizzazione chimica della CNF per migliorarne ulteriormente l’effetto di miglioramento delle proprietà meccaniche o di resistenza all’acqua.

Altra importante prospettiva è l’applicazione della CNF come rivestimento superficiale di carte destinate a imballaggi per alimenti, con lo scopo di migliorarne la resistenza ai grassi e valutare possibili proprietà barriera all’umidità e ai gas. Questa applicazione in spalmatura può permettere di utilizzare piccole quantità di CNF e quindi di essere economicamente più sostenibile, tuttavia richiede uno studio approfondito delle formulazioni ed eventuali modifiche chimiche della CNF stessa.

Daniele Bussini, Laboratorio Ambiente e Riciclo Innovhub-Divisione Carta (SSCCP)