Lo scorso 18 novembre 2014 è stata annunciata la presentazione del progetto Eco-Pulplast (Local circular ECOnomy by an innovative approach for recycling paper industry PULper waste into new Plastic pallets) su un bando europeo Life+ («Life Environment and Resource Efficiency» 2014). Ora sono stati comunicati l’approvazione e il finanziamento del progetto, con un punteggio molto alto.
Il progetto Eco-Pulplast mira a dimostrare la possibilità di riciclare lo scarto industriale delle cartiere che utilizzano macero attraverso la realizzazione di un impianto dimostratore su scala industriale volto a testare una tecnologia innovativa di recupero di plastiche miste (in prevalenza scarto di pulper) per la produzione di materiali e prodotti in «plastica seconda vita», utilizzabili dalle aziende del distretto cartario.
L’obiettivo, attraverso una serie di investimenti innovativi, è di valorizzare gli scarti e rimetterli in produzione, chiudendo il cerchio del riuso.
Oltre a essere un modello virtuoso di economia circolare e di simbiosi industriale, Ecopulplast, che durerà in tutto 30 mesi, rappresenta un esempio concreto e innovativo di quanto possa essere messo in atto a livello locale grazie alla collaborazione tra diversi soggetti del territorio.
Questo progetto potrebbe rappresentare per le cartiere della provincia un’alternativa ambientalmente più sostenibile ed economicamente meno onerosa degli attuali processi di smaltimento: attraverso la dimostrazione di questa nuova tecnologia, gli scarti di un comparto produttivo diventano materia prima per un altro comparto.
Presenti alla presentazione del progetto, da sinistra, Rossano Ercolini (Zero Waste Europe), Vincenzo Muchetti (Serv.-Eco.), Marco Severini (Selene spa) ed Enrico Fontana (Lucense).
Comieco ha presentato a Milano Paper Design, un excursus che esplora e documenta lo stato dell’arte e la metamorfosi di carta e cartone in diversi ambiti di applicazione contemporanei: dalle più innovative forme di interattività col mondo del packaging, dell’edilizia e dell’architettura fino alle sorprendenti contaminazioni tratte dal mondo dell’arte contemporanea, della moda e dell’infanzia. Perché oggi anche le performance dei prodotti a base cellulosica sono cambiate e la carta sarà sempre più protagonista di innovazione, sia nell’ambito degli imballaggi sia negli oggetti che ci circondano: materiali che favoriscono la ricerca e diventano un mezzo per sviluppare e raccontare la creatività di un Paese, e l’Italia è tra i capofila della ricerca e innovazione in questo ambito. «Un libro che nasce da una ricerca molto interessante: il più completo tra tutti i libri che ho sfogliato e letto negli anni sulla storia e i plus della carta e del cartone», ha commentato Giuliana Zoppis, architetto e giornalista, che ha moderato l’incontro di presentazione.
Un’analisi approfondita sull’universo carta realizzata in collaborazione con il Lab MD (centro universitario di ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara) coordinato dal prof. Alfonso Acocella, che l’ha riproposta in termini di «leggerezza, riciclabilità, economicità, transitorietà, naturalità, sostenibilità, curiosità, progettualità trasformazione, manualità, innovazione, temporaneità», attributi spesso usati per descrivere il ruolo dei materiali cellulosici che grazie alla creatività di designer, artisti e artigiani, in questi ultimi anni, vanno ad alimentare un universo produttivo sostenibile, leggero e declinato in maniera articolata nei settori del packaging, dell’arredamento, del design for children, del fashion design, dell’allestimento e dell’architettura. Una felice e fertile collaborazione fra Comieco e Laboratorio MD, ha affermato Acocella che ha curato il volume: «la ricerca, approdata alla diffusione di una parte dei risultati con la pubblicazione del volume Paper Design, rappresenta la prima tappa di un progetto ambizioso che si intende sviluppare ulteriormente in forma aperta e dinamica sul Web – all’interno della piattaforma digitale paperdesign.org – trasferendo le acquisizioni raggiunte ed espandendone l’indagine alle applicazioni dei materiali a base cellulosica nei tanti settori vivi e attivi nella contemporaneità: produzione, packaging, furniture, visual design cartotecnica, moda, stampa, ibridazione digitale, architettura arte, riciclo…».
Autori del volume, oltre ad Alfonso Acocella, curatore dell’opera, sono Veronica Dal Buono dell’Università di Ferrara, Michele Zannoni dell’Università di San Marino, Valeria Bucchetti del Politecnico di Milano, Eleonora Trivellin dell’Università di Firenze, Sabrina Lucibello dell’Università di Roma, Davide Turrini dell’Università di Ferrara, Luigi Alini dell’Università di Catania, Michela Toni dell’Università di Ferrara e Alessandra Acocella, Storica dell’Arte, Firenze.
Ma non è tutto: grazie allo studio e l’applicazione di tecniche innovative e alla creatività di artigiani e artisti, la stessa carta che quotidianamente differenziamo, non solo viene riciclata e usata in molteplici ambiti – non ultimo quello artistico – ma permetterà allo stesso tempo di combattere lo spreco di cibo e l’efficienza dell’uso delle risorse avvicinerà sempre di più all’economia circolare auspicata dalle recenti norme europee. Per questo, in occasione della presentazione del libro, Comieco ha inaugurato in Cascina Cuccagna a Milano l’esposizione Paper food Mise en place, una selezione di oggetti di carta raffiguranti cibo raccolti nell’ultima monografia de L’altra faccia del Macero, una collana editoriale che – grazie alla collaborazione di Irene Ivoi (esperta in eco design) – esplora le mille forme e applicazioni di carta e cartone, dalla carta alla carta, da volume a installazione: oggetti di carta realizzati attraverso diverse tecniche tra cui origami (arte di piegare la carta senza uso di colla), cartapesta e cartotecnica sono in questi giorni in mostra su una tavola riccamente imbandita da frutta, zucche e melograni in un tripudio di colori e suggestioni visive che vogliono anche essere un omaggio al tema dell’alimentazione portato alla ribalta da Expo. L’installazione, che rimarrà in Cascina Cuccagna fino al 30 settembre, si trasferirà poi fino al 30 novembre presso lo Show Room Paper&People di via Friuli 32 a Milano. L’esposizione, infatti, fa parte del calendario degli eventi Expo in città.
«Carta, cartone e cartoncino da sempre fanno parte del nostro vivere anche se spesso ci limitiamo a usarli senza pensare che di fatto non esistono in natura ma sono il frutto dell’ingegno e dell’abilità dell’uomo, come il riciclo», ha commentato Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco, e «grazie anche allo sviluppo della raccolta differenziata, e a Comieco che da 30 anni ne sostiene e promuove lo sviluppo, il riciclo di carta e cartone rappresenta un’eccellenza del nostro Paese»: ogni minuto, infatti, in Italia, vengono riciclate dieci tonnellate di materiale cellulosico che rientra così nel processo produttivo e rinasce sotto molteplici forme, prime fra tutti gli imballaggi che proteggono e accompagnano il Made in Italy nel mondo. Un compito, quello di Comieco, che non si limita al solo recupero e riciclo di imballaggi di carta e cartone, ha precisato Piero Attoma, vicepresidente del Consorzio, ma che consiste anche nel fare informazione e creare cultura intorno all’imballaggio, un obiettivo raggiungibile col supporto e la collaborazione di numerose università italiane, tra cui l’Università di Ferrara. Un impegno costante che coinvolge diverse competenze a tutti i livelli: «da parte nostra», ha concluso Attoma, «faremo il possibile affinché questo impegno per razionalizzare l’imballaggio e soprattutto renderlo ecosostenibile sia massimo».
Una vera sfida lanciata dalla cartiera Mohawk che produce carte fini a livello mondiale, con due siti produttivi nello Stato di New York, una produzione annuale di 100.000 tonnellate, una rete distributiva mondiale con uffici vendita in Europa, Asia e America Latina e un portafoglio prodotti con più di 30 marchi e un’ampia gamma di supporti specifici per il digitale e innovativi per la comunicazione.
Stiamo parlando di Options, una carta 100% PCW (100% fibre riciclate post-consumer) prodotta dall’azienda americana da sempre impegnata nella protezione delle risorse naturali e nella riduzione dell’impatto ambientale dei propri processi produttivi a favore di uno sviluppo sostenibile: oggi tutte le sue carte sono prodotte con energia eolica, utilizzando cellulose certificate FSC e la maggior parte è «carbon neutral» (zero emissioni di CO2).
Presentata ufficialmente a un pubblico di designer, brand owner, stampatori e giornalisti lo scorso lunedì 21 settembre, in concomitanza con la settimana della moda a Milano, Mohawk Options è realizzata con 100% fibre riciclate post-consumer e sarà distribuita in Italia da Paper & People. Grazie a una tecnologia brevettata, Options è una carta «high tech» e «high touch», e offre infatti allo stesso tempo immagini nitide e brillanti e una sensazione piacevole al tatto, oltre a essere ambientalmente sostenibile perché riciclata e riciclabile.
Options in dieci punti
dà una fedeltà di stampa tipica delle carte patinate, mantenendo il tatto di una carta naturale;
trattiene più inchiostro in superficie, consentendo di ottenere immagini più nitide e definite, e di ridurre il «dot-gain»;
raggiunge più velocemente il punto di colore ottimale, riducendo tempi e scarti;
prodotta con una tecnologia che riduce i difetti e crea una maggiore uniformità di superficie e di tinta;
prodotta con una tecnologia brevettata da Mohawk che rende la carta adatta sia alla stampa digitale che offset;
certificata Hp Indigo (tranne il 270 g);
prodotta al 100% con cellulosa post-consumer (PCW);
certificata FSC;
prodotta con energia eolica;
inalterabile nel tempo (pH neutro).
Una resa di stampa in offset e allo stesso tempo un tatto piacevole e naturale: una scelta ambientalmente sostenibile che si rivolge in particolare a tutte quelle aziende esigenti in termine di immagine, attente al proprio modo di comunicare e che vogliono dimostrare concretamente il loro impegno a favore dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Mohawk Options, infatti, oltre a essere 100% riciclata, è certificata Fsc e prodotta con energia eolica. È inoltre certificata Hp Indigo e adatta alla stampa digitale, ed è quindi la carta ideale per edizioni d’arte, pubblicazioni di pregio, cataloghi, brochure e bilanci aziendali. Per l’occasione erano presenti Joe O’Connor, vice presidente della cartiera e Russell Murphy, responsabile dell’ufficio marketing europeo, con cui abbiamo parlato. «In questa occasione Mohawk consolida la sua relazione con Paper & People, lanciando in Italia la nuova gamma Option che ha delle caratteristiche eccezionali di stampa grazie a un brevetto chiamato “Inxwell”: un trattamento che permette all’inchiostro di rimanere in superficie conferendo come risultato una notevole nitidezza di stampa», ha detto O’Connor. «I nostri clienti – stampatori, designer, proprietari di brand – vogliono infatti una carta che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, che si stampi bene e che non abbia l’effetto riciclato. E Options, che ha tutte queste caratteristiche, è già stata utilizzata e apprezzata nell’ambito della moda».
Per Paper & People la serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima un campionario d’eccezione, un kit composto da tre cataloghi che rappresentano le tre gamme Mohawk distribuite da Paper&People in Italia: Superfine, Options e Strathmore (quest’ultima sarà lanciata ufficialmente all’inizio del prossimo anno). Un originale ed esclusivo kit di campionari realizzato artigianalmente da Cristina Balbiano d’Aramengo – designer bookbinder – arricchiti da ricercati esempi di nobilitazioni firmati Jean Pierre Disseau di Gadeau Rilievo, che verrà prodotto in tiratura limitata di 100 pezzi. Una struttura spettacolare, funzionale e insieme elegante, che permette di vedere un numero elevato di supporti e che materializza in un rapido gesto l’invito a guardare e toccare le carte. «Ci voleva un catalogo speciale per una carta speciale», commenta Cristina Bonfoco di Paper&People, «un gioiello di legatoria che non si dimentica».
Da sinistra Jean Pierre Disseau, Joe O’Connor, Cristina Balbiano d’Aramengo e
È partita la seconda edizione del «Bando Conai per la prevenzione – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi», promosso da Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, per premiare le soluzioni di packaging più innovative ed ecosostenibili immesse sul mercato nel biennio 2013-2014.
Al bando potranno partecipare tutte le aziende consorziate che hanno rivisto il proprio packaging in ottica di innovazione e sostenibilità ambientale, agendo su almeno una delle seguenti leve: riutilizzo, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materie provenienti da riciclo, semplificazione del sistema imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.
Le proposte dovranno essere presentate entro il 31 luglio 2015 compilando l’apposito modulo scaricabile dal sito Web. Saranno quindi analizzate attraverso lo strumento Eco Tool di Conai, che permette di calcolare, attraverso un’analisi LCA semplificata, gli effetti delle azioni di prevenzione attuate dalle aziende sui propri imballaggi attraverso una comparazione prima-dopo in termini di risparmio energetico, idrico e di riduzione delle emissioni di CO2. Il Consorzio Nazionale Imballaggi metterà a disposizione dei progetti meritevoli un monte premi di 200.000 euro, di cui 60.000 euro destinati ai sei casi vincitori più virtuosi.
Nell’ambito del Settimo programma quadro, è stato avviato il progetto GreenEcoNetche si propone di costruire la prima piattaforma di scambio delle conoscenze a livello europeo allo scopo di sostenere le PMI nella transizione verso un’economia verde. La piattaforma è progettata per unire un hub online – tra cui un database consultabile di migliori prassi raccolte in studi di caso (soluzioni verdi) e strumenti – con una serie di eventi biennali virtuali e di persona strutturati nella forma di workshop tematici o di conferenze annuali.
Attraverso varie attività, come per esempio un forum di discussione, questa iniziativa collega inoltre le PMI ai decisori e ai ricercatori al fine di esplorare le opportunità, le sfide e le innovazioni richieste per perseguire la transizione verso un’economia verde sul piano pratico. Il consorzio che sviluppa e istituisce GreenEcoNet è composto da cinque principali istituti di ricerca specializzati nelle transizioni verso le economie verdi in tutta Europa, come pure da reti di cooperazione globale specializzate.
Grazie a questi progetto le PMI possono ricevere, in maniera semplice e a titolo gratuito, strumenti pratici (tra cui strumenti finanziari) e consulenza online per l’ecologizzazione delle loro imprese: attualmente si contano oltre 3.500 utenti (dati aggiornati a ottobre 2014) che hanno effettuato la registrazione sulla piattaforma con la prospettiva di assistere al processo di ecologizzazione delle operazioni aziendali da parte di numerose PMI europee, assistite da studi di caso e strumenti GreenEcoNet, senza però interrompere la raccolta delle esperienze al fine di far conoscere le imprese che hanno già raggiunto l’efficienza nell’impiego delle risorse naturali e il risparmio dei costi nel corso dell’attuazione della loro transizione verso un’economia verde.
Recentemente è stato organizzato un evento all’interno di Kanzan Spezialpapiere GmbH (un impianto di produzione della carta che si trova a Düren, in Germania), in cui 22 rappresentati dell’industria della carta di sono ritrovati per discutere di transnational networking come opportunità per le PMI, soprattutto per quelle PMI operanti nella green economy.
Istituti superiori, di durata quinquennale, che prevedono, a partire dal prossimo settembre, «un biennio comune a tutti gli indirizzi del settore tecnologico e un triennio a forte valenza tecnica, nel quale a una solida preparazione culturale si affianca l’acquisizione di competenze specifiche legate al mondo della carta», spiega Siriana Becattini, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Superiore Marchi-Forti che ha inserito l’indirizzo di «Tecnologie cartarie» con lo scopo di «formare tecnici con competenze specifiche, che rispondessero alle richieste di aziende che si presentano di piccole e medie dimensioni, ma con forte caratterizzazione nel territorio pistoiese, e di grandi dimensioni e indirizzate nella produzione del tissue e dei prodotti in cartone ondulato nella Lucchesia». Allo stesso tempo, anche l’Istituto Superiore S. Pertini di Alatri, ha aperto un nuovo indirizzo a orientamento cartario «operando in un distretto produttivo, quello di Frosinone, che è secondo in Italia dopo Lucca», precisa Anna Maria Greco, dirigente scolastico dell’Istituto.
Il sostegno di Assocarta: motivazioni e obiettivi
Assocarta ha sempre incentivato e sponsorizzato la formazione cartaria in Italia, con l’attivazione di diversi corsi. Abbiamo chiesto ad Alessandro Fedrigoni, vicepresidente Assocarta, quali riflessioni abbiano spinto l’associazione ad appoggiare l’iniziativa e con quali obiettivi. «Assocarta da sempre è convinta che la formazione non sia un costo ma un investimento finalizzato alla valorizzazione di quelle competenze necessarie alle aziende per continuare a competere sui mercati», spiega Alessandro Fedrigoni. «Al riguardo occorre innanzitutto fare una distinzione. L’associazione promuove da diversi anni con un importante sostegno economico iniziative di formazione specialistica cartaria: la scuola cartaria di San Zeno a Verona con il corso annuale post diploma e diversi corsi brevi a calendario e il Master di I livello in produzione della carta e cartone e gestione del sistema produttivo gestito dal Celsius di Lucca. Di diversa natura è invece il supporto di Assocarta agli istituti tecnici che hanno attivato l’opzione carta tra le diverse offerte formative». E per aver un quadro completo della questione, occorre fare una breve cronistoria.
Alessandro Fedrigoni, vive presidente Assocarta.
Cosa è accaduto dopo la Riforma Gelmini
Fino al 2009, l’unico istituto con indirizzo cartario su tutto il territorio nazionale era quello dell’Itis Merloni di Fabriano. Poi è intervenuta la riforma dell’Istruzione conosciuta come Riforma Gelmini, che ha profondamente modificato la struttura delle scuole e Università in Italia. «Ne sappiamo qualcosa», spiega Fedrigoni, «perché in seguito alla Riforma Gelmini siamo stati costretti a chiudere il corso di laura in ingegneria cartaria del Politecnico delle Marche, in quanto non più sostenibile. E in più, è stato abolito anche l’indirizzo cartario per gli istituti tecnici e inserito in quello più ampio della chimica. Per più di un anno Assocarta si è spesa presso il Ministero dell’Istruzione, che, a onor del vero, è parso da subito molto collaborativo, affinché l’opzione carta fosse fatta confluire nell’indirizzo grafica e comunicazione, più rappresentativo della filiera a cui la carta appartiene. Raggiunto l’obiettivo, l’Itis Merloni di Fabriano, dal 2011 ha attivato l’opzione carta nell’ambito dell’indirizzo grafica e comunicazione».
Massimo Giorgilli, presidente sezione carta e stampa e cartotecnica Unindustria, l’Unione degli Industriali delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo.
L’imprescindibile coinvolgimento delle aziende del territorio
E veniamo a oggi. «Negli ultimi due anni altri due istituti tecnici hanno attivato l’opzione carta: uno a Pescia, in provincia di Lucca, il distretto cartario per la produzione del tissue e cartone ondulato più grande d’Europa, l’altro ad Alatri, in provincia di Frosinone. Anche questo territorio ha ottenuto il riconoscimento di «sistema produttivo locale» per l’industria cartaria. Entrambi hanno un alto concentramento di aziende cartarie sul territorio.
Questa è stata la ragione principale che ha spinto Assocarta a sostenere i progetti dei due Istituti, ma a una condizione, imprescindibile: il coinvolgimento delle aziende del territorio nell’elaborare i programmi specifici dell’opzione carta insieme con le scuole».
Al riguardo, in stretto coordinamento con le associazioni territoriali di riferimento e con il supporto tecnico del professor Paolo Zaninelli, responsabile didattico della scuola cartaria di San Zeno, sono stati infatti costituiti due gruppi di lavoro composti dai docenti scolastici e rappresentanti delle aziende per elaborare i programmi delle materie specifiche sulla produzione cartaria. Il passo seguente, altrettanto fondamentale, sarà poi la formazione dei docenti che andranno a insegnare queste materie agli alunni. Tutto dovrà essere pronto per l’anno scolastico 2015-2016, quando inizierà il triennio specialistico. «Un progetto nato nella forma migliore», ha commentato Zaninelli, «che viene portato avanti anche con grande disponibilità da parte di molte aziende, con l’auspicio che loro stesse trovino poi un buon riscontro. Non è così facile avere scuole e istituti tecnici così fortemente legati al settore produttivo, e per questo è una sfida che ci siamo sentiti di affrontare».
Paolo Zaninelli, responsabile didattico della scuola cartaria di San Zeno e supporto tecnico del progetto.
Valorizzare le competenze dei profili di cui hanno bisogno le imprese
«Solo attraverso un rafforzamento del raccordo scuola-impresa-lavoro, obiettivo, peraltro, imposto dall’UE con la strategia 2020, si avrà la possibilità di una valorizzazione delle competenze di quei profili professionali di cui hanno bisogno le imprese», conclude Fedrigoni. «Attualmente il gap tra domanda e offerta è ancora ampio, ma lavorando tutti insieme possiamo contribuire a ridurlo ottenendo vantaggi alle aziende perché possono avvalersi delle competenze di cui hanno bisogno e che hanno contribuito a formare. Poi vantaggi alla scuola perché è più vicina alle esigenze reali del proprio territorio. Ma soprattutto vantaggi per i nostri ragazzi che in questo modo hanno la possibilità di trovare un impiego più facilmente e, di conseguenza, guardare al futuro con più serenità».
Assindustria Lucca. Una collaborazione per le aziende e il territorio
«Il tavolo di lavoro che abbiamo costituito in Associazione per attuare l’opzione in tecnologie cartarie presente all’interno dell’indirizzo di grafica e comunicazione dell’ITS Marchi Forti», afferma Claudio Romiti, presidente Assindustria Lucca, «è costituito dalle principali aziende cartarie e cartotecniche, nonché dai produttori di macchine per il comparto tissue e cartone ondulato, presenti nella provincia di Lucca e Pistoia.
La collaborazione tra il mondo scolastico e quello industriale è stata avviata un paio di anni fa, con l’obiettivo di rendere l’offerta formativa dell’ITS Marchi Forti di Pescia, vicina alla richiesta di professionalità del comparto industriale lucchese; proprio per questo le aziende, la nostra Associazione e Assocarta, hanno messo a disposizione i loro tecnici e le loro strutture per analizzare la composizione delle conoscenze e competenze che i giovani studieranno in classe, in modo da rendere il loro apprendimento spendibile e adeguato al mondo del lavoro. Un progetto ambizioso e innovativo, che vede, tra i suoi step attuativi, sia la formazione dei docenti che insegneranno le materie tecniche nella scuola sia la strutturazione di esperienze di alternanza scuola-lavoro, al fine di “spostare” alcuni momenti della didattica direttamente in azienda, in laboratori tecnologicamente avanzati. Attraverso questa iniziativa siamo riusciti a intensificare il dialogo con il mondo della scuola superiore, rendendolo maggiormente costruttivo, sia per il futuro delle aziende che per quello professionale dei giovani.
Proprio per questo, a seguito dell’emanazione di uno specifico bando da parte della Regione Toscana, insieme alla nostra agenzia di formazione Formetica, alle aziende, alle scuole tecniche industriali della provincia di Lucca e all’ITS Marchi Forti di Pescia, abbiamo presentato all’amministrazione regionale una candidatura per costituire a Lucca, il Polo Tecnico Professionale dedicato al sistema produttivo cartario.
Il lavoro che ancora ci aspetta è significativo e stimolante, e crediamo che possa portare a grandi soddisfazioni per tutti gli attori coinvolti nei progetti dedicati alle scuole, vale a dire i giovani, le famiglie, le scuole, le imprese e le istituzioni».
Furio Azzopardo è stato eletto nuovo presidente Aticelca da qualche mese. Il Congresso, che si terrà il 29 e 30 maggio 2014 a Villa Foscarini Rossi a Stra, in provincia di Venezia, sarà un’ottima occasione per conoscerlo. Azzopardo guiderà l’associazione italiana dei tecnici cartari per il prossimo triennio.
Conosciamolo meglio…
Classe 1963, dopo una maturità classica, nel 1991 ha conseguito la Laurea in Ingegneria Chimica con abilitazione e iscrizione all’Albo. Nel suo curriculum professionale compaiono esperienze significative in diverse cartiere italiane. Comincia presto negli anni 1992-2000 nello stabilimento di Duino di Burgo (in cui ha ricoperto il ruolo di assistente al responsabile di produzione, responsabile MC 3 e direttore di produzione Linea 3), per poi passare in Lecta Group (stabilimento di Condat negli anni 2000-2004), e ritornare negli anni 2004-2008 in MarchiGroup/BurgoGroup presso lo stabilimento di Toscolano come capo esercizio. Poi sempre dal 2009 ha ricoperto il ruolo di vice direttore e direttore di produzione e poi direttore presso lo stabilimento di Mantova e dal 2012 è il direttore dello stabilimento di Tolmezzo.
Come ha dichiarato nell’intervista che uscirà sul prossimo numero di Industria della Carta, la sua presidenza sarà incentrata a rafforzare la collaborazione all’interno del settore nell’ottica di una coesione di gruppo: «Personalmente metto a disposizione dell’associazione la mia esperienza e le mie conoscenze, proseguendo sulla linea dell’ultimo presidente Lido Ferri che sarà al mio fianco in questa nuova avventura», ha dichiarato. «Abbiamo un Consiglio direttivo nuovo, con una bella dose di entusiasmo, a cui vorrei dare l’obiettivo primario di consolidare ed estendere i rapporti tra le varie realtà dell’industria cartaria italiana. Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, perché ritengo che solo facendo gruppo, anche sotto un aspetto tecnico-industriale e al fianco di Assocarta, possiamo far sentire una voce forte che ci permetta non solo di sopravvivere, ma anche di ricominciare a crescere».
Grande attesa quindi per la 45° edizione del Congresso Aticelca, che quest’anno ha anche ricevuto il patrocinio della Regione Veneto da parte del Governatore Luca Zaia e il riconoscimento di Satellite Event alla Settimana Verde Europea organizzata dalla Commissione UE per la sessione speciale dedicata al riciclo in collaborazione con EcoPaperLoop.
Dopo i primi esperimenti in Germania e Olanda, Smurfit Kappa ha autorizzato Carer a fornire tutti gli stabilimenti del gruppo. Una collaborazione nata nel 2004 negli stabilimenti di Eindhoven e di Etten Leur, con la sostituzione dei carrelli elevatori termici con macchine elettriche e che prosegue e si estende a tutto il gruppo per i vantaggi connessi all’utilizzo dei mezzi elettrici Carer: l’abbattimento dei costi di proprietà, l’assenza di emissioni nocive per i dipendenti e l’ambiente, la riduzione dell’inquinamento del materiale movimentato, la riduzione del rischio di incendi accidentali e il mantenimento della stessa capacità produttiva dei carrelli elevatori termici. E inoltre, elevate prestazioni, lunga autonomia della batteria, alta visibilità dell’operatore, dimensioni estremamente compatte e massimo confort del posto di guida.
Grazie all’adozione di diversi progetti di risparmio energetico, tra i quali l’attivazione di nuovi impianti di cogenerazione, il miglioramento dei processi di fabbricazione, l’attualizzazione dei macchinari, l’eliminazione dell’uso di gasolio e l’impiego del trasporto ferroviario anteposto a quello su strada, il Gruppo Lecta è riuscito a ridurre del 10% le emissioni di CO2 per tonnellata di carta a partire dal 2006. Negli ultimi due anni, nonostante la produzione sia stata rivolta verso le carte speciali a maggiore valore aggiunto, che tuttavia implicano una minore produttività, Lecta ha continuato a seguire la propria politica di riduzione delle emissioni fino a raggiungere un valore di 0,36 tonnellate di CO2 per tonnellata prodotta nel 2012.
Gli shopper del Gruppo Aspiag usati nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar.
Nell’ambito degli shopper c’è stata l’esigenza di attirare l’attenzione dei consumatori verso la carta, a volte considerata come poco resistente. Due anni fa, infatti, grazie all’iniziativa delle aziende aderenti al Gruppo Shopping Bag di Assografici, è nato il Marchio «Shopping bag sicuro» sui sacchetti di carta: un marchio che riporta in modo evidente sui sacchetti di asporto delle merci di carta il volume utilizzabile del sacchetto e la sua resistenza – entrambi verificati da Lucensesulla base dello Standard di riferimento EN 13590:2003 – per dare evidenza a retailer e consumatori delle caratteristiche di resistenza degli shopping bag di carta considerando la tenuta delle maniglie e dello shopping bag.
Un marchio che può essere utilizzato da qualsiasi azienda in Italia che produce shopping bag di carta, e che è iscritta al Gruppo Shopping bag di Assografici. «Un vantaggio», aggiunge Pierluigi Gava, presidente del Gruppo Shoppers di Assografici, «sia per il produttore dello shopper (che in questo caso può garantire al cliente di fornirgli un prodotto con determinate caratteristiche qualitative, che vengono anche certificate), sia per l’utilizzatore (che può dare al proprio consumatore la sicurezza di uno shopper adeguato alla merce che sta vendendo)».
E che riguarda proprio tutti, anche le cartiere, in quanto aiuta a diffondere l’uso della carta e la sua percezione come materiale adeguato.
I marchi da usare sono i tre, e riportano rispettivamente il numero di riferimento delle prove effettuate secondo lo Standard EN 13590:2003, nonché, in modo convenzionalmente semplificato, i risultati delle medesime.