Confindustria Toscana Nord: il 2026 fra motivi di speranza e giustificate preoccupazioni

Il 2026 si apre “fra motivi di speranza e giustificate preoccupazioni”. È questo il quadro delineato da Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, nel comunicato diffuso all’inizio di gennaio, che traccia un’analisi articolata dello scenario internazionale, europeo e nazionale, con un’attenzione particolare alle condizioni di competitività del sistema industriale.

Secondo Romagnoli, la priorità assoluta resta la pace, “dal punto di vista umano in primo luogo, ma anche in ottica economica”. La presidente di Confindustria Toscana Nord sottolinea come una soluzione per il conflitto in Ucraina e un assetto più stabile in Medio Oriente siano obiettivi ancora lontani, ma non irrealistici, auspicando che il 2026 possa segnare una svolta. Sul piano economico globale, Romagnoli evidenzia gli effetti negativi dei dazi americani sul principio del libero scambio e sullo sviluppo del commercio internazionale.

Guardando all’Europa, Romagnoli richiama il peso del fattore valutario, che penalizza l’export delle imprese, in particolare verso gli Stati Uniti. Tra i segnali positivi cita il superamento del divieto totale di vendita dei motori endotermici dal 2035 e l’apertura al principio della neutralità tecnologica per il raggiungimento degli obiettivi ambientali, pur giudicando il cambio di rotta “parziale” e frutto di un coraggio limitato da parte di Bruxelles. La sostenibilità, ribadisce, resta un tema strategico, ma va affrontata con pragmatismo, coniugando ambiente ed economia. Romagnoli ricorda inoltre il ruolo fondamentale delle risorse del PNRR nel sostenere il PIL italiano, un supporto destinato a venir meno.

Ampio spazio viene dedicato alla manovra di bilancio 2026. Romagnoli sottolinea come l’azione di Confindustria sia stata determinante per correggere un’impostazione iniziale poco convincente. Tra le misure più rilevanti per il sistema industriale cita l’estensione dell’iperammortamento fino a settembre 2028, giudicata un incentivo importante agli investimenti, e il ripristino della possibilità di compensare i crediti d’imposta agevolativi con contributi previdenziali, assistenziali e premi INAIL, a tutela della liquidità delle imprese. Critiche, invece, le valutazioni sulle risorse destinate a Transizione 5.0, oggetto di continui ripensamenti che hanno lasciato molte imprese insoddisfatte.

Sul fronte energetico, Romagnoli segnala l’avvio operativo dell’Energy Release 2.0, il meccanismo che prevede energia elettrica a prezzo calmierato per le imprese energivore impegnate nelle rinnovabili. Resta però aperto il nodo del differenziale di prezzo del gas tra il mercato europeo TTF e quello italiano PSV, oltre alla necessità di disaccoppiare i prezzi di gas ed energia elettrica.

A livello territoriale, la presidente di Confindustria Toscana Nord evidenzia la fase di transizione legata al recente insediamento del nuovo governo regionale, con primi contatti improntati alla collaborazione. Il 2026 sarà inoltre un anno elettorale significativo per Pistoia e Prato, entrambe interessate da elezioni amministrative anticipate, in un contesto di dialogo costante con le amministrazioni locali.

Il filo conduttore dell’analisi, conclude Romagnoli, è la centralità dell’industria come motore di sviluppo e occupazione. Il rischio di deindustrializzazione è reale per il Paese, anche se meno percepibile nelle province di Confindustria Toscana Nord. Il manifatturiero, ricorda, rappresenta una quota decisiva di produzione, investimenti, ricerca e sviluppo ed export, ma soffre problemi di competitività legati a scelte politiche e amministrative. In questo contesto, la speranza per il 2026 deve essere “attiva, costruttiva e orientata a un futuro che può essere davvero migliore”.

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