L'Opinione

Conoscere è potere: l’opinione di Marco Dell’Osso di Futura sull’Industria 4.0

Marco Dell’Osso, direzione Marketing, Comunicazione e Relazioni Esterne di Futura S.p.A.

L’industry 4.0 si occupa dell’analisi dei big data e di come tali informazioni vengano trasmesse e analizzate per migliorare i processi. Ma cosa ha a che fare questo con la lavorazione dei prodotti tissue? Finora, non molto.

Iniziamo con un esempio. Una tipica linea di converting è normalmente un po’ «isolata» all’interno dello stabilimento. La bobine in carta partono da un’estremità della fabbrica e completano il loro viaggio attraversando processi «isolati», singole unità all’interno dell’arcipelago: tecnologie e fasi di una produzione ancora assai scollegata.

Questo però è il passato, non il futuro.

Oggi possiamo affermare che in molti stabilimenti il processo di integrazione reale è già cominciato.

Si parte con la bobina jumbo e si finisce con il prodotto confezionato sullo scaffale, pronto per essere acquistato dal consumatore.

E come ciascuno di noi conosce le proprie origini, i propri genitori, i propri nonni, anche nel mondo dei rotoli di carta igienica e asciugatutto potrà accadere lo stesso, e il prodotto a scaffale sarà tracciato a ritroso fino alla bobina e alla materia prima che l’ha generato.

La tracciabilità del processo impatterà moltissimo sull’efficienza dell’industria del tissue, dove gli stabilimenti integrati saranno la norma e non più l’eccezione.

Oltre l’automatizzazione

Nella fabbrica ideale, il magazzino riceve la bobina madre direttamente dalla macchina continua. La bobina viene immagazzinata e/o trasportata da veicoli a guida automatizzata (LGV) allo svolgitore della linea di converting che, nel caso della linea Andromeda di Futura, la accoglie senza alcun intervento manuale.

Un livello di automatizzazione che già rappresenta un considerevole miglioramento in termini di overall equipment effectiveness nonché di sicurezza.

Ma se la bobina che arriva sullo svolgitore avesse associato anche un ID in grado di fornire informazioni rilevanti quali peso, diametro, volume ecc., il potenziale per una maggiore efficienza raggiungerebbe un livello ancora superiore. E tutti il ciclo di produzione, dalla materia prima al prodotto finito, diverrebbe un unico processo da cui poter attingere indicazioni e vantaggi davvero rilevanti.

L’industry 4.0 è anche questo. Una combinazione virtuosa d’informazioni raccolte ed elaborate finalizzate al miglioramento dei processi e della qualità.

Facciamo un altro esempio. Se conosciamo il diametro e il peso finale della bobina madre e l’output della linea di converting relativo a quella specifica bobina, possiamo calcolare sistematicamente lo scarto generato da ogni singola bobina nel processo converting nonché tutti i dati relativi al prodotto finito che sarà generato da quella linea.

Ciò consentirebbe di iniziare a determinare come ridurre tali sprechi grazie alla conoscenza della bobina e del suo stesso processo di trasformazione.

Una funzionalità già sperimentata su diverse linee Futura Andromeda consegnate negli ultimi mesi in vari continenti.

Da un’altra prospettiva

Guardiamo ora la bobina madre da un’altra angolazione: prendiamo in considerazione il controllo dei difetti. E i buchi, in questo senso, sono l’esempio perfetto. Una telecamera posizionata sul pope della macchina continua registra la misura, la posizione e l’intervallo dei buchi nel foglio. Così facendo, ci è consentito di sapere esattamente quando e dove il buco si troverà durante il processo di converting, analizzarne gli effetti e decidere come gestirli. Per esempio, potremo rallentare automaticamente la linea per un lasso di tempo determinato e registrando l’esperienza, evitare interruzioni molto più serie causate da una o più rotture. O ancora, rifiutando uno o più log difettosi potremo evitare successivi problemi di qualità e fermate sulla linea.

Questi sistemi sono già implementati sulla linea Andromeda attualmente installata al FuturaLab di Lucca, il centro di ricerca e innovazione di Futura.

Il dato genera una risposta automatica

Come sappiamo, la scarsa qualità può causare problemi a diverse fasi del processo. Ma se riusciamo ad acquisire i dati che ci mostrano quando la produzione è allineata agli standard stabiliti, siamo in grado di intervenire per eliminare eventuali irregolarità.

Perché al di là del foglio, sono anche altri i fattori che determinano la qualità di un prodotto; dalla tecnologia utilizzata fino ai parametri di produzione che fissano le caratteristiche intrinseche della carta tissue e del relativo prodotto finito.

Un altro esempio ancora: in una linea di converting lo spessore e l’angolo di smussatura delle lame del sistema di taglio rotoli influiscono sull’efficienza del processo oltre che sulla qualità del prodotto finito. Se possiamo controllare lo spessore e l’angolo di smussatura della lama in ogni preciso momento, siamo anche capaci di determinarne l’impatto qualitativo e utilizzare l’informazione per prevedere e prevenire problemi.

Ci sono davvero tanti possibili affinamenti da effettuare sulla linea di converting che Futura sta implementando con successo.

La decisione importante è come utilizzare le informazioni che raccogliamo per creare un processo automatizzato partendo dalla materia prima per arrivare alla migliore qualità del prodotto finito.

«L’Industry 4.0 sembra davvero una grande idea ma in realtà altro non è che il potere collettivo di tanti piccoli cambiamenti che riguardano significativi miglioramenti nell’Overall Equipment Effectiveness. Il suo impatto può essere percepito in termini di qualità del prodotto, efficienza produttiva, sicurezza, manutenzione di routine…»

Diminuzione dei tempi morti

L’abilità di perfezionare la manutenzione evitando costosi tempi morti sono benefici che non possiamo ignorare. Abbiamo già menzionato la manutenzione delle lame di taglio come un possibile scenario, ma il pensiero Industry 4.0 non conosce limiti.

Probabilmente, a oggi, la manutenzione preventiva si basa sulla convinzione che un cuscinetto vada cambiato ogni 4.000 ore.

Tuttavia, solo grazie allo storico dei dati delle operazioni della linea è possibile stabilire per quanto tempo è stato operativo un cuscinetto e sapere quando è il momento giusto per cambiarlo. Così, semplicemente, aggiungendo un elemento realmente predittivo alla manutenzione di tutto lo stabilimento, si evitano guasti e sostituzioni di componenti non ancora usurate.

La raccolta dei dati non è certo una novità. Ma dati tracciati in ogni momento per l’intera catena di produzione in grado di indicare gli interventi per l’ottimizzazione del processo, questo è certamente una nuova, grande opportunità.

Citando Step Change Consulting, con il suo particolare interesse per il nostro settore: «l’industry 4.0 è molto più di una semplice parola di moda, ma rappresenta la prossima, e sempre più vicina, rivoluzione industriale».

Si tratta di un cambiamento manifatturiero che valorizza l’enorme valore dei dati disponibili mediante la digitalizzazione dei processi, dei prodotti e dei servizi.

L’Industry 4.0 sembra davvero una grande idea ma in realtà altro non è che il potere collettivo di tanti piccoli cambiamenti che riguardano significativi miglioramenti nell’Overall Equipment Effectiveness. Il suo impatto può essere percepito in termini di qualità del prodotto, efficienza produttiva, sicurezza, manutenzione di routine e così via.

Cambiamenti che porteranno anche all’ottimizzazione della manodopera – con la diminuzione delle distanze necessarie agli operatori per muoversi tra i processi dei quali sono responsabili così da essere più efficaci – e, con l’aumento delle competenze, alla possibilità per il personale di assumere un ruolo di maggior rilievo. Innovazioni che riguardano anche la riduzione della superficie complessiva dello stabilimento grazie all’automazione e all’ottimizzazione della gestione di tutti i materiali e ovviamente di magazzini completamente automatizzati. E questo genera notevoli risparmi sul Capex dei progetti.

Riduzioni dell’impatto ambientale, processi smart che utilizzano meno energia riducono drasticamente gli scarti in tutte le varie sezioni dello stabilimento.

Questo è il percorso che Futura ha intrapreso per dare un contributo concreto all’evoluzione dell’industria del tissue.

Una nuova generazione di tecnologie e servizi che uniti a quelli di altri produttori di sistemi «visionari e progressisti» contribuiranno alla realizzazione di fabbriche modello dove tutto il processo, dalla fibra alla consegna del prodotto finito sullo scaffale o del punto di utilizzo nel settore away from home, sarà realizzato all’insegna dell’integrazione totale e dell’industry 4.0. Allora la conoscenza può diventare veramente un utile strumento di potere, il potere di migliorare i processi produttivi, la vita delle persone che lavorano e quella dei consumatori che potranno utilizzare prodotti sempre migliori.

E ricordiamoci anche quanto sta cambiando il mondo della distribuzione con l’uso crescente dell’e-commerce grazie a sistemi di logistica assolutamente efficienti e innovativi.

Più o meno in tutto il mondo.

«L’industry 4.0 è anche questo. Una combinazione virtuosa d’informazioni raccolte ed elaborate, finalizzate al miglioramento dei processi e della qualità.»

Marco Dell’Osso, direzione Marketing, Comunicazione e Relazioni Esterne di Futura S.p.A.