Il Gruppo Fedrigoni sigla uno dei primi contratti italiani di fornitura a lungo termine di biometano nel settore delle carte speciali. L’iniziativa ridurrà fino al 50% l’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti coinvolti e rafforzerà la resilienza della filiera energetica.
Il settore cartario compie un nuovo passo verso la transizione energetica. Fedrigoni dunque ha sottoscritto uno dei primi accordi italiani di fornitura a lungo termine di biometano destinato all’industria cartaria, con l’obiettivo di coprire circa il 40% del fabbisogno di gas naturale dei propri stabilimenti produttivi in Italia.
L’operazione rappresenta una leva strategica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e accelerare il percorso di decarbonizzazione del Gruppo.
Biometano: una soluzione concreta per un settore hard-to-abate
L’industria della carta rientra tra i comparti hard-to-abate, caratterizzati da elevati consumi energetici e da processi produttivi difficilmente completamente elettrificabili nel breve periodo. In questo contesto, la sostituzione del gas naturale fossile con biometano rinnovabile rappresenta una delle soluzioni oggi più efficaci per ridurre le emissioni climalteranti mantenendo competitività industriale.
Il biometano viene immesso nella rete nazionale del gas e utilizzato negli stabilimenti produttivi attraverso sistemi certificati di tracciabilità. La fornitura destinata a Fedrigoni è garantita tramite Garanzie di Origine (GO) e Proof of Sustainability (PoS), in conformità ai criteri europei di sostenibilità previsti dalle direttive RED II e RED III.
Il progetto è già operativo presso lo stabilimento di Varone (Trento) e sarà progressivamente esteso agli altri siti produttivi coinvolti.
Un accordo strategico con i principali operatori del settore
L’intesa è stata siglata con alcuni importanti operatori attivi nello sviluppo, acquisizione e gestione di impianti per la produzione di biometano: Verdalia Bioenergy, CH1 S.r.l., Fri-El e Bio.Methane.Hub S.r.l.
Si tratta di uno dei primi contratti di fornitura a lungo termine di biometano nel comparto cartario italiano, un modello destinato a favorire una maggiore stabilità energetica per le aziende industriali e a ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali del gas.
Grazie alla copertura di una quota significativa dei consumi tramite biometano, Fedrigoni punta infatti a rafforzare la resilienza della propria supply chain energetica, limitando gli impatti legati alla volatilità geopolitica e alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
Riduzione fino al 50% dell’impronta carbonica dei prodotti
Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo del biometano consentirà una riduzione stimata tra il 30% e il 50% dell’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti aderenti all’iniziativa, in funzione delle diverse linee produttive.
L’intervento si inserisce nel programma di sostenibilità Making Progress di Fedrigoni e negli obiettivi ESG 2030, che prevedono azioni concrete sulla riduzione delle emissioni, sull’economia circolare, sulla progettazione sostenibile dei prodotti e sull’approvvigionamento responsabile delle materie prime e dell’energia.
Decarbonizzazione e competitività industriale
Secondo Fedrigoni, la transizione energetica non rappresenta soltanto un obiettivo ambientale, ma anche un elemento strategico per la competitività del settore cartario.
«La transizione energetica è realmente sostenibile solo quando rafforza anche competitività e resilienza, per Fedrigoni e per i clienti che si affidano a noi», commenta Stefano Zanoni, Group Head of Energy Transition di Fedrigoni.
L’accordo sul biometano conferma quindi il ruolo dell’industria cartaria italiana nella ricerca di soluzioni energetiche innovative, capaci di coniugare riduzione delle emissioni, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità produttiva.



