Riciclo di carta e cartone, il PNRR accelera: operativo il 73% dei nuovi impianti

Il PNRR entra nella fase conclusiva per il potenziamento della filiera italiana del riciclo di carta e cartone. Dei 33 interventi finanziati attraverso i cosiddetti investimenti Faro Carta, 24 risultano già pienamente operativi, pari al 73% del totale. I restanti progetti entreranno in funzione tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, completando un programma di investimenti da 212 milioni di euro.

È quanto emerge dallo studio realizzato da Nomisma per Comieco, che fotografa lo stato di avanzamento degli interventi e ne analizza le ricadute sulla capacità produttiva, sull’occupazione e sulla gestione dei flussi di carta e cartone da riciclare.

Nel dettaglio, è già operativo l’89% delle cartiere e cartotecniche nuove o potenziate grazie ai finanziamenti, mentre per gli impianti di gestione dei rifiuti la percentuale si attesta al 68%. Una differenza che dovrebbe ridursi entro l’inizio del 2027, quando sarà completata la messa in funzione delle strutture ancora in fase di avvio.

Dei 212 milioni di euro complessivi, 67,2 milioni provengono dai fondi PNRR, mentre i restanti 145,5 milioni sono costituiti da risorse di autofinanziamento.

Più capacità di trattamento lungo la filiera

Gli investimenti determinano un incremento significativo della capacità di gestione dei materiali: circa 250mila tonnellate annue in più per cartiere e cartotecniche e 370mila tonnellate aggiuntive per gli impianti di trattamento dei rifiuti, che ricevono la raccolta differenziata e preparano la carta da avviare al riciclo.

Il potenziamento delle infrastrutture interessa in misura rilevante le aree del Centro-Sud. Il 40% della nuova capacità degli impianti di trattamento si concentra infatti nel Mezzogiorno e il 39% nel Centro Italia. Una distribuzione che risponde alla necessità di ridurre gli squilibri territoriali nella gestione della raccolta differenziata e di rafforzare le infrastrutture nelle aree in cui esistono ancora margini di crescita.

Secondo le stime Nomisma, il potenziale aggiuntivo di raccolta di carta e cartone nel Mezzogiorno è pari a circa 300mila tonnellate annue, corrispondenti al 67% del potenziale nazionale. La disponibilità di nuova capacità impiantistica rappresenta quindi una condizione essenziale per intercettare quantitativi di materiale che oggi non entrano nel circuito della raccolta differenziata.

Occupazione e investimenti in crescita

Lo studio evidenzia anche gli effetti economici del programma. Confrontando gli scenari di crescita del settore con e senza il sostegno degli investimenti pubblici, Nomisma stima un contributo positivo del PNRR soprattutto per gli impianti di gestione dei rifiuti del Mezzogiorno.

In queste strutture, la crescita media annua prevista passa dal 5,1% al 6,3%, mentre le stime relative alla nuova occupazione salgono dal 3,8% al 6%. A livello complessivo di filiera, gli investimenti dovrebbero sostenere un incremento dell’occupazione del 2,3% e degli investimenti del 4%.

La distribuzione degli interventi riflette le diverse esigenze infrastrutturali dei territori: degli interventi di rinnovamento delle cartiere, otto su nove sono localizzati tra Nord e Centro Italia, mentre 16 dei 24 nuovi impianti di trattamento dei rifiuti si trovano nel Sud.

Il potenziale di crescita nelle regioni del Sud

Tra i territori interessati dal potenziamento, la Sicilia dispone di circa 110mila tonnellate annue di nuova capacità, sufficienti a coprire il potenziale aggiuntivo stimato nelle aree di Catania e Siracusa e l’85% di quello individuato ad Agrigento.

In Abruzzo e Molise, le 22mila tonnellate annue aggiuntive consentono di coprire interamente il potenziale delle aree dell’Aquila e di Chieti-Campobasso. Nel Lazio, la nuova capacità di 60mila tonnellate annue nell’area di Roma è invece sufficiente ad assorbire tutto l’incremento potenziale stimato.

In Campania, le 55mila tonnellate annue disponibili coprono circa la metà del potenziale di crescita nelle aree di Napoli e Caserta. Considerando anche gli investimenti realizzati al di fuori del PNRR, la copertura potrebbe arrivare al 100%.

Il completamento degli interventi infrastrutturali apre quindi una nuova fase per la filiera, nella quale la priorità sarà utilizzare la capacità di trattamento disponibile per aumentare effettivamente i quantitativi raccolti. Come sottolineato da Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco, sarà necessario lavorare insieme alle ANCI regionali per rafforzare la raccolta differenziata, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno e nelle grandi città.

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