Ridurre i costi energetici senza compromettere la continuità produttiva è una delle principali sfide che l’industria cartaria si trova oggi ad affrontare. Per un settore caratterizzato da elevati consumi di energia elettrica e calore, investire nell’efficienza significa migliorare la competitività, ma anche accelerare il percorso verso la transizione energetica. In questo scenario si inserisce la collaborazione tra Getec e Favini che vede il gruppo specializzato nelle soluzioni energetiche assumere la gestione della nuova centrale di cogenerazione a servizio dello stabilimento di Rossano Veneto.
L’operazione rappresenta un passaggio strategico per Getec, già protagonista nel settore cartario tedesco, che consolida così la propria presenza nel manifatturiero italiano. Il contratto decennale riguarda la gestione dell’impianto di cogenerazione e del relativo servizio energia, con l’obiettivo di garantire massima disponibilità, affidabilità e prestazioni energetiche.
Entrato in funzione all’inizio del 2025, l’impianto è costituito da un turbogas alimentato a gas naturale e da un generatore di vapore a recupero con sistema di post-firing. Produce ogni anno circa 37 GWh di energia elettrica e 100 GWh di energia termica sotto forma di vapore. Grazie a un rendimento globale del 96%, consente di risparmiare circa il 26% di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità e calore, coprendo il 100% del fabbisogno elettrico della cartiera e riducendo le emissioni di CO₂ di oltre 10.800 tonnellate all’anno.
L’iniziativa dimostra come la cogenerazione continui a rappresentare una delle tecnologie più efficaci per migliorare l’efficienza energetica dei siti industriali ad alta intensità di consumo. Ma il progetto Favini racconta anche un diverso modo di gestire l’energia: non più soltanto una fornitura, bensì un servizio integrato capace di garantire continuità produttiva, controllo dei costi e supporto alla decarbonizzazione. Ne abbiamo parlato con Daniele Spreafico Morè, business developer industria di Getec Italia.
La cogenerazione come leva competitiva
Alla base delle prestazioni dell’impianto c’è una progettazione sviluppata per rispondere alle esigenze specifiche di una cartiera, dove energia elettrica e vapore rappresentano elementi indispensabili del processo produttivo. «La nuova centrale a servizio dello stabilimento Favini di Rossano Veneto è un impianto di cogenerazione ad alto rendimento progettato per produrre simultaneamente energia elettrica e vapore. Il cuore dell’impianto è costituito da un turbogas alimentato a gas naturale e da un generatore di vapore a recupero con sistema di post-firing. Questo si traduce in un rendimento globale del 96% e in un risparmio di energia primaria rispetto alla configurazione precedente basata su motori endotermici. Un altro elemento rilevante è stato l’attento dimensionamento che permette di sfruttare tutto il vapore generato e coprire il 100% del fabbisogno elettrico istantaneo della cartiera lasciando spazio per ulteriori ottimizzazioni derivanti dalla partecipazione ai mercati dei servizi energetici».
La scelta di partire proprio dal comparto cartario italiano non è casuale. Si tratta infatti di uno dei settori nei quali la cogenerazione può esprimere al meglio i propri vantaggi, grazie alla contemporanea richiesta di energia elettrica e calore durante l’intero ciclo produttivo. «Il settore cartario è storicamente legato alla cogenerazione perché caratterizzato da profili di consumo elettrici e termici stabili e continui: da un lato serve energia elettrica per alimentare macchinari e linee produttive, dall’altro calore sotto forma di vapore, necessario in particolare nelle fasi di asciugatura della carta. Per Getec, il progetto Favini rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita in Italia, in una fase in cui crediamo vi sia un crescente interesse da parte del settore a valutare percorsi di esternalizzazione di asset energetici, sia per obiettivi cogenti legati alla normativa sia per poter concentrare le proprie risorse nel proprio core business».
L’esperienza maturata negli altri mercati europei costituisce un patrimonio di competenze che Getec intende trasferire anche alle imprese italiane. «Il Gruppo ha già una forte esperienza nel settore cartario in Europa, in particolare in Germania, e l’operazione consente di portare anche nel mercato italiano competenze consolidate nella gestione energetica di siti industriali ad alta intensità energetica. Non lo consideriamo quindi un caso isolato, ma un tassello coerente con una strategia più ampia: rafforzare la presenza di Getec nel manifatturiero italiano e affiancare le imprese energivore nei percorsi di efficienza, continuità operativa e transizione sostenibile».
Oltre il risparmio energetico
Per un’industria energivora, la competitività dipende anche dalla capacità di garantire continuità produttiva, prevedibilità dei costi e gestione dei rischi. È su questi aspetti che Getec concentra il proprio modello di servizio. «Per un’azienda energivora, l’energia non è soltanto una voce di costo, ma un fattore produttivo essenziale. La gestione energetica incide sulla continuità operativa, sulla stabilità dei processi, sulla competitività e sulla capacità di programmare gli investimenti nel medio-lungo periodo. Il modello Getec offre innanzitutto garanzie di continuità e affidabilità. Nel caso Favini, l’impianto rende il sito sostanzialmente autosufficiente dal punto di vista energetico e viene gestito con presidio costante in sito h24, 7 giorni su 7, affiancato da una centrale di controllo remota focalizzata sulle performance. Questo permette il rispetto ed il superamento dei livelli di disponibilità e performance garantite contrattualmente, massimizzando il beneficio per i nostri clienti».
Accanto agli aspetti operativi, assume un ruolo sempre più importante anche la capacità di offrire una gestione energetica completa, in grado di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto. «C’è poi un vantaggio legato alla stabilità e alla gestione del rischio: tramite l’approccio full-service il cliente non è esposto a rischi di costi straordinari durante tutto l’arco contrattuale con un conseguente vantaggio nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e nella redazione dei piani industriali di lungo periodo. Non da ultimo, visto il costante evolvere della normativa energetica italiana, in Getec poniamo grande attenzione alle opportunità offerte dal mercato con un servizio consulenziale a 360° e andando spesso oltre i limiti contrattuali esistenti così da poter generare valore che siamo ben contenti di condividere con i nostri clienti».
Efficienza e decarbonizzazione procedono insieme
La cogenerazione continua a rappresentare una delle tecnologie più efficaci per ridurre contemporaneamente consumi energetici ed emissioni. Per Getec, tuttavia, il percorso di decarbonizzazione non può limitarsi alle fonti rinnovabili, ma deve partire anche dall’efficienza. «La cogenerazione in primis è fondamentale per un tema di competitività del settore e per il risparmio di energia primaria. Nonostante sia poco sotto i riflettori riteniamo che l’efficienza sia uno dei pilastri del risparmio di CO2 da affiancare senza dubbio all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Per questo motivo Getec ha tra i propri obiettivi quello di aumentare l’efficienza di generazione continuando ad investire in asset che altrimenti rischierebbero di sottoperformare».
Lo sviluppo tecnologico apre inoltre la strada a combustibili alternativi e a nuovi modelli di gestione dell’energia, destinati a ridurre ulteriormente l’impronta carbonica dell’industria. «Prendendo ad esempio il progetto Favini, la cogenerazione consente di ridurre il consumo di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità e calore, con una diminuzione delle emissioni di CO₂ superiore a 10.800. Inoltre, i nuovi impianti di cogenerazione proposti da Getec sono tutti predisposti per una alimentazione tramite combustibili alternativi e rinnovabili tra i quali idrogeno e biometano, permettendo di ridurre ulteriormente le emissioni fino al loro azzeramento. Siamo consapevoli che il costo di tali combustibili ad oggi non sia trascurabile e possa incidere sulla competitività, ma crediamo che la rotta sia oramai tracciata e sta a noi prepararci così che i nostri clienti possano affrontare questa sfida».
Secondo Getec, i prossimi anni saranno caratterizzati da una gestione sempre più intelligente degli impianti, nella quale il digitale avrà un ruolo decisivo. «Ci attendiamo nei prossimi anni che i margini di miglioramento tecnologico passeranno da una gestione sempre più evoluta degli impianti, dall’ottimizzazione dei profili di consumo, dall’integrazione con ulteriori soluzioni di efficienza energetica e dall’evoluzione delle tecnologie e dei vettori energetici disponibili per ridurre ulteriormente l’impatto carbonico dei processi industriali».
Il futuro passa da digitale e nuovi vettori energetici
Monitoraggio continuo, analisi dei dati e manutenzione predittiva stanno già cambiando il modo di gestire gli impianti di cogenerazione, trasformando la disponibilità delle informazioni in uno strumento per migliorare le prestazioni. «La gestione di un impianto di cogenerazione ad alto rendimento richiede competenze ingegneristiche, operative e di energy management. Non basta disporre di una tecnologia efficiente: è necessario garantirne le prestazioni nel tempo, monitorare costantemente i parametri di funzionamento e intervenire rapidamente in caso di anomalie. Nel caso Favini, la gestione locale del day by day è affidata a un team dedicato con presidio costante h24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Questo consente di assicurare la continuità operativa dell’impianto e di mantenere elevati livelli di disponibilità e performance».
La componente digitale rappresenta ormai un elemento imprescindibile per aumentare l’efficienza operativa e supportare decisioni sempre più tempestive. «A questo presidio si affiancano strumenti di monitoraggio e analisi dei dati, utili per controllare l’andamento dell’impianto, verificare l’efficienza, programmare gli interventi di manutenzione e individuare tempestivamente eventuali criticità. Il digitale è quindi una componente sempre più importante che permette ai nostri tecnici e agli energy manager di interpretare più dati, incrementare le performance e prendere decisioni operative in ottica predittiva e non più solamente reattiva».
Guardando al futuro, Getec intende proseguire il proprio percorso di crescita investendo sia nel revamping degli impianti esistenti sia nello sviluppo di nuove tecnologie energetiche. «In Getec crediamo fortemente in un processo di decarbonizzazione sostenibile che ponga la competitività al centro delle decisioni. Il principale focus sarà senz’altro quello di intervenire su impianti esistenti così da incrementarne le performance tramite una gestione ottimizzata e un loro revamping. Questo obiettivo sarà possibile solamente se riusciremo a far percepire ai nostri clienti i numerosi vantaggi di una gestione esternalizzata, consapevoli che ci confronteremo con un mondo dalle elevate competenze in materia di energia. In parallelo crediamo nello sviluppo di impianti che permettono una gestione on-site dell’intero ciclo produttivo con una logica waste-to-energy o, qualora la normativa regionale lo permetta, lo sviluppo di impianti a biomassa dal basso impatto ambientale come fatto in modo strutturale per i nostri clienti in Germania. Da ultimo, siamo attenti allo sviluppo tecnologico che ci permetterà di elettrificare almeno una parte dei fabbisogni termici ad alta temperatura dei nostri clienti così da poter ridurre ulteriormente l’impiego di combustibili fossili».
Il progetto Favini dimostra come la gestione evoluta dell’energia possa trasformarsi in un fattore strategico per l’industria cartaria. Non solo per ridurre consumi ed emissioni, ma anche per assicurare continuità operativa, stabilità economica e capacità di affrontare con maggiore competitività le sfide della transizione energetica.




