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Al via il 53° Congresso Aticelca a Pescia

Dopo due anni, il Congresso Aticelca torna in presenza, dal 19 al 20 maggio presso l’Hotel e Centro Congressi S. Lorenzo e S. Caterina, a Pescia (PT). Tanti i temi che verranno trattati: si parlerà di sostenibilità, decarbonizzazione, digitalizzazione e riciclo.
Una importante occasione di confronto e approfondimento per l’industria cartaria a cui partecipano direttori tecnici, di stabilimento, responsabili di produzione, ricerca e sviluppo delle cartiere italiane, il mondo scientifico e accademico italiano e internazionale e tutti i più importanti fornitori dell’industria cartaria.

La consueta cena sociale si terrà presso la Sala Regina delle Terme Tettuccio di Montecatini e sarà preceduta dalla visita guidata del museo della carta di Pescia.

Qui il programma del Congresso annuale dell’Industria Cartaria 2022.

La campagna globale anti-greenwashing Two Sides

Dall’inizio della campagna nel 2010, a livello globale, Two Sides ha sfidato con successo oltre 880 organizzazioni che hanno inviato ai propri clienti comunicazioni con ripetuti messaggi di greenwashing, dannosi per la filiera della carta e della stampa.

Istituti bancari e finanziari, fornitori di telecomunicazioni, società di servizi pubblici e persino organizzazioni governative sono sempre più concentrati sul passaggio dei propri clienti dai servizi cartacei a quelli digitali per ridurre i costi. Troppo spesso le comunicazioni con i clienti tentano di mascherare questi sforzi di riduzione dei costi, giustificando il passaggio con appelli di marketing ambientale infondati come “Go Green – Go Paperless” e “Scegli la fatturazione elettronica e aiuta a salvare un albero”.

“Non solo queste affermazioni di greenwashing violano le regole del marketing ambientale, ma sono dannose per un settore che ha un record ambientale solido e in continuo miglioramento” afferma Jonathan Tame, AD di Two Sides Europe. “Quello della carta, per i prodotti forestali, è un mercato virtuoso che incoraggia la crescita a lungo termine delle foreste attraverso una gestione forestale sostenibile. Molte delle organizzazioni con cui ci impegniamo sono sorprese nell’apprendere che le foreste europee crescono di una superficie pari a 1.500 campi da calcio ogni giorno” (Dato FAO).

A livello globale, Two Sides ha contattato oltre 1.900 organizzazioni – dislocate in tutta Europa, Nord e Sud America, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda – che hanno diffuso comunicazioni che contengono affermazioni fuorvianti sulla carta. Ad oggi, oltre 880 di loro hanno rimosso tali dichiarazioni dalle loro comunicazioni e Two Sides è impegnata nel coinvolgere e informare le organizzazioni che ancora non l’hanno fatto.

Nel 2021, in Europa, 574 società hanno rimosso affermazioni infondate sulla carta, tra cui Lloyds Bank, RAC, Scottish Power, N Brown Group, HSBC, solo per citarne alcune.

“Il greenwashing deve essere combattuto con l’obiettivo di riconoscere e comunicare il record ambientale della filiera garantendo, al contempo, i posti di lavori di migliaia di addetti diretti  e indiretti dell’industria della carta, della stampa e della corrispondenza” spiega Tame.

Una recente ricerca in Europa, condotta da Two Sides e Censuswide nel 2021, ha rilevato che solo in Europa il greenwashing minaccia la perdita di 337 milioni di euro di valore all’anno per l’industria della carta, della stampa e della corrispondenza.

“Le attività di greenwashing che stanno anche crescendo in questo periodo di pressione economica sono un problema serio per la nostra filiera. A causa dell’enorme impatto sul consumatore finale alcune di queste organizzazioni con le loro affermazioni ambientali ingannevoli hanno un effetto dannoso sulla percezione dell’utilizzo della carta minacciando una filiera rappresentata, in Italia, nella Federazione Carta Grafica che impiega 170.000 addetti diretti in 18.000 imprese per un fatturato annuo complessivo di 24,5 miliardi di Euro (pari all’1,4% del PIL)” afferma Massimo Ramunni.

“Siamo grati per la collaborazione alle centinaia di organizzazioni che hanno modificato o eliminato le affermazioni di greenwashing dai loro messaggi, agli stakeholders della filiera e ai singoli cittadini che continuano a segnalare comunicazioni di greenwashing a Two Sides” conclude Tame.

Assemblea Pubblica Federazione Carta Grafica: fatturato 2021 in forte ripresa (+15,7%)

Si è svolta presso la Fiera Milano Rho, in occasione della prima giornata della manifestazione fieristica Print4all, l’Assemblea Pubblica della Federazione Carta Grafica.

L’evento è stato aperto dalla relazione del presidente della Federazione Carlo Emanuele Bona che ha illustrato i dati di consuntivo della filiera e dei settori coinvolti: complessivamente il segmento vale 25,3 miliardi di Euro, pesa l’1,4% del PIL italiano, e vanta 4 miliardi di euro di saldo positivo della bilancia commerciale. Una crescita del 15,7% pari a 3,4 miliardi di euro rispetto al 2020, che riporta il settore sopra i livelli pre-pandemici. Un risultato trainato dalla crescita record del settore cartario, da un ottimo andamento della trasformazione e della produzione di macchine per la stampa e il converting e anche da una buona ripresa del settore grafico editoriale.

“Tale incremento – ha chiarito subito Bona nella sua relazione – è frutto certamente di una reale crescita produttiva, ma va interpretato anche tenendo conto del forte aumento dei prezzi che ha caratterizzato tutto il 2021, soprattutto nei mesi finali dell’anno. Incrementi che hanno riguardato in particolare il settore cartaio, che ha tentato di recuperare parte degli ingenti rincari delle materie prime fibrose e soprattutto degli importanti aumenti dei costi di gas ed energia”.

La soddisfazione per gli ottimi dati di mercato è certamente mitigata dalle forti preoccupazioni legate allo scenario di mercato: “Rincari energetici, rincari delle materie prime e difficoltà di reperimento delle stesse e, soprattutto, l’incertezza quotidiana in cui ci troviamo ad operare rendono veramente difficili per ciascuno di noi le condizioni per fare impresa. Nel primo trimestre del 2022 la situazione è peggiorata e si è complicata ulteriormente, come conseguenza anche del drammatico conflitto in Ucraina. La soluzione, in alcuni casi e per garantire l’economicità delle nostre aziende, è fermare la produzione. Sempre che la causa del fermo non sia la mancanza di materie prime. Un fatto nuovo e mai visto prima, che però ben evidenzia la gravità di ciò che sta accadendo” ha affermato Bona.

Le considerazioni sullo scenario hanno portato poi il presidente di Federazione Carta Grafica a illustrare le richieste della Federazione Carta Grafica in termini di politiche industriali del Governo in merito a tre specifici temi.

Questione energetica: “Bene le misure emergenziali, fondamentali e necessarie per garantire la continuità operativa alle nostre imprese, ma occorrono scelte strategiche di politica energetica per creare condizioni competitive nel medio periodo: abbattere, per esempio, le barriere che ancora impediscono di avere in Europa un mercato del gas unico, con accessi a pari condizioni” ha illustrato Bona.

Sviluppo dell’economia circolare: “In Italia abbiamo già superato gli obiettivi 2030 di riciclo degli imballaggi in quasi tutti i materiali. Nella carta, il tasso di riciclo negli imballaggi è oltre l’85% e quasi il 63% delle carte e cartoni prodotti in Italia è realizzato a partire da carta riciclata e nella produzione di cartone ondulato la carta da riciclare è l’unica materia prima. In Europa, occorre far conoscere sempre meglio il nostro modello e difenderlo, evitando che le nuove direttive attese su rifiuti e imballaggi siano in contrasto con l’approccio italiano di politica industriale all’economia circolare che spinge sul riciclo. Come avvenuto con la direttiva sulla plastica monouso, basata su divieti, restrizioni e demonizzazione dei prodotti monouso, anche quelli a base cellulosica, e opportunamente recepita in Italia con giusti correttivi” ha sottolineato Bona sul tema dell’economia circolare.

Sostegno a filiera editoriale e dell’informazione: “Storicamente si è operato in questi settori per sostenere la domanda, ma oggi le tensioni energetiche e di approvvigionamento mettono in crisi il sistema produttivo. Occorre, con urgenza, reintrodurre un credito d’imposta sugli acquisti di carta finalizzata alla produzione di libri e riviste specializzate” ha concluso il Presidente della Federazione.

Una prima risposta è arrivata dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti che, intervenendo video, ha sottolineato il compito del Governo di accompagnare le imprese in questa fase di forte cambiamento: “Siamo pronti ad affrontare politiche pubbliche per chi ha voglia di fare impresa. Le istituzioni sono consapevoli che tutti i cambiamenti in atto non possono essere a vostro esclusivo carico. In particolare, il tema energia e materie prime deve essere frutto di scelte condivise con costi egualmente ripartiti, non possono essere tutti a carico di chi produce. Un impegno per la sostenibilità e costi suddivisi fra tutti gli attori del sistema”.

Le dinamiche dei singoli comparti della filiera e le strategie adottate da alcune aziende leader del settore, anche in termini di transizione green, sono state oggetto della tavola rotonda, moderata da Rita Querzè de Il Corriere della Sera.

La discussione ha visto la partecipazione di Isabella Bussi, head of Group Sustainability Fedrigoni che ha sottolineato come la carta sia un materiale bio per eccellenza e che il settore cartario favorisce la riforestazione ed è – da tempo – impegnato nel rendere la produzione sempre più sostenibile e nella riconversione energetica; Gianluca Castellini CEO Smurfit Kappa Italy e Antonio Marchi chief Strategy Officer Palladio Group hanno, invece, illustrato le potenzialità del packaging a base cellulosica, sia cartone ondulato o cartoncino teso, che oggi dispone di importanti spazi di mercato, grazie allo sviluppo dell’e-commerce e alla sostenibilità e riciclabilità della carta.

Velleda Virno AD Di Mauro Flexible Packaging ha introdotto il tema del packaging flessibile, il più leggero ed efficace nella conservazione degli alimenti, che contribuisce in modo fondamentale alla sostenibilità. Paolo Bandecchi presidente e CEO di Rotolito Spa ha relazionato sul settore della stampa grafica in grande difficoltà. “È infatti urgente il credito d’imposta sulla carta per stampare i libri. Il rientro di alcune produzioni dal far East è l’unica nota positiva della congiuntura” ha affermato Bandecchi. Davide Garavaglia AD Bobst Italia Spa ha infine messo in luce le difficoltà nel reperimento di materie prime e componentistica che rallentano l’evasione delle commesse sottolineando che la tecnologia di stampa e le innovazioni dell’Industry 4.0 possono dare un importante contributo alla sostenibilità dei processi produttivi e di stampa della filiera.

Alberto Marenghi, vice presidente di Confindustria ha concluso l’evento sul tema delle misure urgenti e straordinarie per affrontare l’emergenza, sia in sede UE che da parte del Governo italiano. Serve, in questa direzione, un’iniziativa concertata comunitaria o bitaliana per un prezzo regolato del gas, che tuteli industria e occupati da prezzi folli e molto diversi dai reali contratti di approvvigionamento in essere”.

Pro-Gest sospende le attività di sei cartiere del Gruppo a causa dell’incremento dei costi energetici

Pro-Gest, il più importante gruppo cartario italiano, annuncia che la produzione delle 6 cartiere del Gruppo attive in Italia sarà sospesa a causa dell’ulteriore aumento dei prezzi del gas naturale. A seguito della rapida escalation delle quotazioni del metano, ora ai massimi storici, Pro-Gest invoca la forza maggiore e decide di interrompere temporaneamente la produzione di tutte e 9 le macchine continue di carte per ondulatore e tissue.

Accanto ai rincari energetici, la situazione dei prezzi delle materie prime, ancora in crescita, e l’aumento del costo dei trasporti impediscono infatti di mantenere il costo della produzione entro i limiti consentiti dal mantenimento dell’equilibrio finanziario complessivo.

Si tratta di una decisione presa con enorme rammarico dal Gruppo di proprietà della famiglia Zago, in queste ore totalmente impegnata a cercare una soluzione nel minor tempo possibile e salvaguardare la solidità e stabilità del Gruppo, per questo costretta a una decisione immediata con grande senso di realismo. La carta, venduta a circa 680 euro a tonnellata, richiede oggi infatti circa 750 euro di soli costi energetici, al netto degli importanti investimenti effettuati dal Gruppo negli ultimi anni che consentono a Pro-Gest di avere un parco macchine all’avanguardia e stabilimenti allo stato dell’arte.

“È un momento di straordinaria e drammatica criticità che vogliamo superare quanto prima. Stiamo monitorando da vicino la situazione della guerra e siamo profondamente addolorati per il popolo ucraino, auspicando una soluzione immediata del conflitto armato. Anche a causa di queste gravi tensioni, il prezzo del gas naturale oggi è di oltre dieci volte superiore rispetto a dodici mesi fa ed è triplicato in poco più di una settimana. Ci auguriamo sinceramente di poter riprendere la produzione non appena le condizioni lo consentiranno e chiediamo alle istituzioni di intervenire per salvaguardare interi comparti produttivi, messi oggi fuori mercato da un aumento incontrollato dei costi”, afferma Francesco Zago, AD del Gruppo Pro-Gest.

Per il momento nessuna sospensione riguarderà invece gli impianti del Gruppo destinati alla produzione degli imballaggi.

Fit for 55: dare priorità alla cogenerazione industriale

Assocarta, aderente a Cepi, Confederazione Europea dell’Industria Cartaria, si unisce alla Dichiarazione congiunta delle associazioni europee CEFS EU Sugar, Cerame-Unie, EUROFER, COGEN Europe, FEDIOL, IFIEC Europe, Primary Food Processors, STARCHEUROPE e ne condivide i contenuti in una lettera inviata ai 76 parlamentari italiani al Parlamento Europeo.
Il pacchetto “Fit for 55” deve salvaguardare l’operatività dei siti industriali con impianti di cogenerazione ad alto rendimento. I firmatari chiedono al Parlamento europeo e agli Stati membri di dare visibilità e valorizzare il contributo che la cogenerazione ad alto rendimento dà agli obiettivi climatici dell’UE. Dare la priorità all’utilizzo della cogenerazione ad alto rendimento in sito garantisce infatti riduzioni di emissioni di gas a effetto serra e rendimenti di efficienza energetica superiori a quelli che possono essere raggiunti con la produzione separata di energia elettrica e calore, liberando disponibilità di fonti energetiche pulite a prezzi competitivi.
Fino al 70% del fabbisogno energetico industriale è costituito da calore di processo a media e alta temperatura, la maggior parte del quale non può essere elettrificato in ragioni di costi o vincoli tecnici. Considerando i propri fabbisogni combinati di energia termica ed elettrica, così come la disponibilità la disponibilità e l’accessibilità di fonti energetiche in sito e in rete, molti consumatori industriali impiegano la cogenerazione per ridurre in modo economicamente efficiente i propri consumi energetici e le emissioni di gas serra. La cogenerazione è la migliore soluzione disponibile per molte applicazioni industriali.
In settori trainanti dell’industria sono oggi installati 60 GW di potenza elettrica di cogenerazione ad alto rendimento. Gli autoproduttori industriali cogenerano 192,5 miliardi di kilowattora di elettricità, che equivale al totale dell’elettricità prodotta nei Paesi Bassi e in Belgio messi insieme. In tutta Europa, la cogenerazione industriale fa risparmiare circa 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio: una quantità pari al 5% dell’obiettivo di efficienza energetica del 2020. La stessa tecnologia comporta una riduzione annua di 40 milioni di tonnellate di CO2 a livello europeo. Un dato che è equivalente alle emissioni prodotte da 30 milioni di auto a benzina.
I firmatari sostengono pienamente il nuovo obiettivo climatico al 2030 e l’impegno politico del Green Deal europeo per un’economia competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, che nel 2050 non genererà emissioni di gas serra. Osservano che per garantire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE, secondo criteri di validità in termini di efficienza economica e di competitività sul mercato globale, è necessario garantire all’industria manifatturiera europea l’accesso a calore ed energia elettrica sicuri, puliti e a prezzi ragionevoli. Ne consegue l’opportunità di incoraggiare un maggiore ricorso alla cogenerazione ad alto rendimento da parte degli operatori industriali. La cogenerazione apporta un contributo importante alla protezione del clima, dell’ambiente e delle risorse.
La cogenerazione è di per sé una soluzione di efficienza energetica estremamente preziosa e a prova di futuro, che può avere un ruolo di primo piano nella transizione verde. Il suo contributo al sistema energetico europeo e agli ecosistemi industriali comprende la sicurezza energetica (cioè l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia in sito), l’integrazione del sistema energetico (cioè la flessibilità delle domanda energetica), l’uso circolare dell’energia all’interno del sito e un’alternativa all’acquisto di energia ad alta intensità di carbonio dalla rete.

Industria grafica e cartotecnica in forte difficoltà. A rischio la produzione di libri, giornali e imballaggi

Non solo i rincari energetici e della carta rendono le produzioni non economiche, ma le difficoltà a reperire le materie prime stanno rallentando e progressivamente bloccando l’attività.

Il settore della stampa (editoriale e commerciale), già caratterizzato da una crisi strutturale ma capace di dare segnali di assestamento e tenuta (-2,4% la produzione nel 2018 e +1% nel 2019), è stato fortemente colpito dalla pandemia (-21,3% nel 2020) e stava ora lentamente riprendendosi (+7,9% nei primi 9 mesi 2021): ripresa ora a rischio a causa della congiuntura internazionale e ai noti rincari di energia e materie prime. In particolare, i processi di stampa con rotative (fortemente energivori) non sono più sostenibili e sono a forte rischio fermata e i rincari sui prezzi della carta, difficilmente trasferibili a valle (su editori e grande distribuzione), erodono ogni marginalità dell’attività. Ad aggravare ulteriormente questo scenario, la scarsissima disponibilità di materia prima, in particolare della carta ad uso grafico di prevalente provenienza estera da pochi fornitori rimasti, impedisce di programmare le produzioni, mette a rischio il rispetto degli impegni contrattuali e frena ogni percorso di ripresa. Per il settore, circa 14mila imprese e oltre 76mila addetti impiegati, è una situazione estremamente problematica, ma il rischio a breve di non poter più disporre di giornali, libri e tanti prodotti cartacei di uso quotidiano dovrebbe preoccupare ogni cittadino e spingere il Governo a provvedimenti mirati: da una possibile azione, anche internazionale, per rimuovere alcuni colli di bottiglia che stanno ulteriormente rallentando la produzione di carta, a un riconoscimento generalizzato del credito d’imposta sulla carta, non solo agli Editori di giornali, ma anche agli Editori di riviste professionali e di libri, in particolare quelli scolastici.

Sul fronte della cartotecnica e della produzione di imballaggi in carta, cartone e flessibile la situazione non è migliore. Parliamo, fortunatamente per l’Italia, di settori in crescita (si pensi al cartone ondulato e allo sviluppo dell’e-commerce) e che stanno accompagnando la ripresa economica (+12,7% la produzione nei primi 9 mesi 2021) e la transizione green del Paese, anche grazie alle specificità e alle qualità dei nostri imballaggi (la fonte naturale e controllata della carta, la sua biodegradabilità e la sua riciclabilità; la leggerezza e il ruolo degli imballaggi flessibili nella conservazione degli alimenti).  Anche in questi settori, però, oltre alle difficoltà nel riversare a valle gli incrementi dei costi energetici e delle materie prime, con un inevitabile pesante effetto sull’economicità dell’attività, èla difficoltà di reperimento della carta e delle altre materie prime a preoccupare. Sono diversi gli ondulatori che hanno già bloccato o rallentato l’attività per mancanza di carta per la produzione di cartone ondulato, gli etichettifici fermi per mancanza di supporti autoadesivi, i produttori di astucci pieghevoli e packaging che devono rinunciare o rinviare commesse. Nuovamente, non si sta solo parlando solo delle sorti di oltre 3mila imprese e di 60mila addetti, o di un settore che vale 7,7miliardi di euro e che ha un saldo attivo della bilancia commerciale di 1,9 miliardi di euro, ma anche della possibilità di movimentare le merci e della loro disponibilità sugli scaffali dei supermercati, delle farmacie e dei negozi in generale. Se il settore della carta, come dimostrato in piena pandemia, è riconosciuto come strategico ed essenziale per il Paese, allora deve essere fatto oggetto di provvedimenti mirati per salvaguardarlo da un potenziale fermo produttivo, molto pericoloso.

Raggiungere gli obiettivi, il nuovo libro di Sergio Casella edito da Tecniche Nuove

“È semplice rendere le cose complicate, ma è difficile renderle semplici”. (F. Nietzsche)

Viene spesso da chiedersi perché esistono organizzazioni, aziende, squadre, persone che raggiungono risultati in tempi brevi con poche risorse e risolvono problemi complessi mentre altri non sono in grado?

La tesi sostenuta dal nuovo lavoro “Raggiungere gli obiettivi” di Sergio Casella, edito da Tecniche Nuove, con l’ausilio di molti esempi applicativi derivanti dalla sua attività manageriale, è quella che i processi lineari funzionano per risolvere problemi semplici.

Il concetto di causa-effetto, tanto utilizzato per la soluzione di problemi, lavora bene su sistemi creati dall’uomo che nascono con quella logica. Problemi semplici, appunto, lineari, che risultano essere una minoranza.

Le aziende sono composte da persone ed ognuna di queste è di per sé un sistema complesso che funziona in minima parte con logiche razionali ed in gran parte con paradossi, contraddizioni, credenze, legate a sensazioni ed emozioni.

Il volume insegna come abbandonare il consueto modo di pensare. Volare “controvento” è spesso una condizione necessaria al raggiungimento degli obiettivi che ci si prefigge.

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Sergio Casella

Laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, coach e formatore, è presidente di divisione di una multinazionale leader mondiale nel settore dei macchinari per la produzione di carta. La sua attività manageriale e la sua concezione di leadership sono sempre legate al coinvolgimento dei collaboratori, aspetti confluiti nei due precedenti volumi pubblicati in questa collana: La morale aziendale (2014) e Vincere la paura in azienda (2019).

Sempre più “circolari” e sostenibili: il Life-Cycle Assessment per l’industria cartaria

Il comparto cartario, lo sappiamo, è “campione di circolarità”. Il 26° Rapporto annuale Comieco ha evidenziato come il settore abbia addirittura centrato gli obiettivi europei di riciclo con ben dieci anni di anticipo raggiungendo, pur nell’annus horribilis che è stato il 2020, l’87% di imballaggi riciclati.
E a essere gestite in modo “circolare” non sono soltanto le materie prime: storicamente, l’industria della carta ha saputo far tesoro delle risorse necessarie ai propri processi, implementando soluzioni efficaci per ridurne l’impatto sull’ambiente. Un ottimo punto di partenza per ottenere performance ancora migliori in termini di sostenibilità!

Che cos’è il Life-Cycle Assessment?
A tal fine, il Life-Cycle Assessment (LCA) o Analisi del Ciclo di Vita, normata dalla ISO 14040, rappresenta un’ottima “palestra di circolarità” da applicare a prodotti e imprese.
Si tratta, infatti, di un’analisi molto dettagliata di tutto ciò che entra o esce da un processo produttivo: un modello concettuale della nostra azienda funzionale a misurare gli impatti ambientali “dalla culla alla tomba”. A ogni momento del processo viene associato un inventario dei carichi ambientali in input e in output, che sono poi tradotti in fattori di impatto quali, ad esempio, il global warming, la carbon footprint, l’eutrofizzazione delle acque, l’end-user, la riduzione dello strato di ozono, lo smog fotochimico e così via. Questi indicatori sono il risultato della LCA che, naturalmente, deve essere interpretato. Al termine dell’analisi dobbiamo, cioè, capire quali siano le fasi più impattanti del processo e quali le azioni da implementare per ridurne i carichi sull’ambiente.

Quali sono i vantaggi di una LCA?
Il vantaggio principale è rappresentato dalla capacità di compiere scelte di processo in condizioni ottimali ovvero disponendo di tutti i dati necessari; sia per ridurre gli impatti ambientali sia per ottimizzare l’impiego di risorse e ridurre i costi.
In secondo luogo, una LCA consente di comunicare in modo chiaro, trasparente e oggettivo che cosa stiamo facendo per migliorare la sostenibilità della nostra impresa: un’analisi del ciclo di vita è, infatti, funzionale all’ottenimento di specifiche etichette ambientali riconosciute a livello internazionale quali la Environmental Product Declaration (EPD) e la Product Environmental Footprint (PEF).
Infine, una LCA apporta benefici anche a livello economico e finanziario: è, infatti, uno strumento riconosciuto per procedure come CAM e GPP, i criteri ambientali minimi per la partecipazione a gare e appalti pubblici, e contribuisce al rating di sostenibilità valutato dagli istituti di credito.

Da dove si comincia per implementare una LCA?
Un sistema di gestione ambientale a norma ISO 14001 rappresenta, senza dubbio, un buon punto di partenza poiché fornisce un’utile base di dati da inserire in input alla valutazione e predispone l’impresa a “pensare circolare”. Ma, naturalmente, un Life-Cycle Assessment può essere implementato anche in assenza di un sistema di gestione ambientale: fondamentale è il rapporto tra il consulente che svolgerà l’analisi e l’azienda. Il primo, infatti, ha gli strumenti, la seconda le informazioni: più il flusso è reciproco e costante, migliori e più spendibili saranno i dati in output. Una volta completato lo studio, è consigliabile certificarne i risultati per valorizzarli al massimo.
Infine, è fondamentale aggiornare periodicamente l’analisi. Già dopo le prime azioni implementate a seguito di una LCA, il sistema migliorerà le proprie performance e, quindi, muteranno i dati in input all’analisi. In questo, la LCA è una vera “palestra” per raggiungere risultati di sostenibilità sempre migliori. Motivo per cui non esiste una “formula” definitiva di LCA, quanto piuttosto un “Life-Cycle Thinking” da tenere allenato di pari passo all’innovazione tecnologica, per sviluppare l’impresa nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

Per maggiori informazioni sul Life-Cycle Assessment, consultare il sito di Ecol Studio

Indagine congiunturale Osi, la ripresa c’è

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L’ultima indagine Osi condotta dal Centro Studi di Assografici, riferita al secondo trimestre e al primo semestre 2021, riporta finalmente dati positivi per le aziende dell’industria grafica e dell’industria cartotecnica trasformatrice. Va considerato, però, che ci si confronta coi bassi livelli del secondo trimestre 2020, colpito pesantemente dalla pandemia Covid-19 e dal primo lockdown. Destano inoltre grande preoccupazione i forti aumenti 2021 dei prezzi di carte e cartoni, altre materie prime, energia e trasporti.

A livello nazionale il primo semestre 2021 vede una robusta crescita del prodotto interno lordo che aumenta del 7,7% rispetto al primo semestre del “maledetto” 2020. Tutte le principali componenti assumono un segno positivo, dal +3,7% dei consumi nazionali, al +23,7% degli investimenti fissi lordi, al +17,2% delle esportazioni. Una cartina di tornasole davvero significativa di questa ripresa generale è rappresentata dall’innalzamento del livello degli investimenti pubblicitari nazionali totali che, secondo Nielsen, crescono di un buon 26,7% rispetto all’analogo periodo del 2020. Si tratta di un risultato importante che ha dirette conseguenze sull’intera industria della grafica e dell’editoria.

Non più vento contrario per l’industria grafica

E in effetti, stando alle rilevazioni del Centro Studi Assografici sul Panel Osi (Osservatorio Stampa e Imballaggio), il settore grafico registra nel secondo trimestre 2021 una forte crescita tendenziale sia della produzione (+31,1%), sia del fatturato (+17,5%). Nel secondo trimestre 2021 la produzione del settore grafico, dopo il calo del primo trimestre 2021, ha una crescita tendenziale del 31,1%, per il forte incremento sia della grafica editoriale (+32,3%), sia della grafica pubblicitaria e commerciale (+20,8%), rispetto al secondo trimestre 2020. Confrontando i primi sei mesi 2021 con lo stesso periodo 2020, la produzione del settore grafico registra un aumento tendenziale del 12,3%, determinata dal più intenso incremento della grafica editoriale (+15,2%) e da quello più moderato della grafica pubblicitaria e commerciale (+7%). Nell’area grafica editoriale, nel primo semestre 2021, la crescita produttiva tendenziale è molto forte per i libri (+28,3%), mentre restano in difficoltà le riviste (-19,6%). Nell’area grafica pubblicitaria e commerciale, nello stesso periodo, la crescita tendenziale della produzione di stampati pubblicitari e commerciali è del 6,7%, a fronte di una ripartenza più significativa della modulistica (+15,8%).

Dal lato della grafica editoriale, sulla base dei dati Aie, il mercato librario conferma una decisa ripresa anche nel secondo trimestre 2021. Nei primi sei mesi 2021 l’incremento è stimabile nel +42% in termini di vendite a valore dei libri, a fronte di una crescita del 44% delle copie vendute. Si conferma una ripresa diffusa, con un forte aumento delle vendite di libri anche nelle librerie (che recuperano il terreno perso nel 2020), oltreché un boom nell’online, mentre resta leggermente in difficoltà solo la Gdo.

Come anticipato, ripartono nel primo semestre 2021 anche gli investimenti pubblicitari nazionali totali che crescono complessivamente del 26,7% rispetto al primo semestre 2020. La pubblicità sulla stampa sale del 7,7%, per il +9,7% sui quotidiani e il +3,9% sui periodici. Indicazioni di ripartenza, inoltre, dell’adv sulle affissioni (+6,3%) e in direct mail (+11%). Considerando la domanda della grafica pubblicitaria e commerciale, il primo semestre 2021 si caratterizza per una ripresa della domanda degli stampati promozionali della Gdo che interessa diversi settori. Riguardo alla Grande Distribuzione Organizzata, fra i grandi utilizzatori di cataloghi, volantini e depliant, gli investimenti pubblicitari crescono del 54,8% nel primo semestre 2021.

Accelera il commercio con l’estero

Un ulteriore elemento positivo per il settore grafico nella prima parte del 2021 è la domanda estera: dopo un primo trimestre 2021 moderatamente positivo, l’export in valore del comparto ha un’intensa crescita del 56,1% nel secondo trimestre 2021 rispetto al secondo trimestre 2020, interessando i principali prodotti stampati con crescite a due cifre. Osservando i primi sei mesi 2021, le esportazioni in valore del settore grafico hanno un incremento complessivo del 27,6%, rispetto ai primi sei mesi 2020. Le esportazioni dei principali prodotti grafici sono in crescita simile per i libri che segnano un +31,8% e per gli stampati pubblicitari e commerciali con un +34,5%; in ritardo le riviste, con un -1,3% sui già bassi livelli dei primi sei mesi 2020. Dopo la crescita a due cifre del primo trimestre 2021, nel secondo trimestre 2021 l’import in valore del settore grafico ha una forte accelerazione del +42% rispetto al corrispondente periodo 2020; considerando i primi sei mesi 2021 le importazioni di stampati aumentano del 24,9% sull’analogo periodo 2020, per l’intensa crescita delle importazioni di stampati pubblicitari e commerciali (+82,5%) e di libri (+6,1%), a fronte della flessione dell’import di riviste (-16%).

Le aziende grafiche prevedono stabilità

I giudizi sul terzo trimestre 2021 delle imprese grafiche del Panel Osi sono migliori della precedente indagine, all’insegna della stabilità su produzione, fatturato e ordini esteri e leggermente positivi sugli ordini interni. Riguardo alla produzione e al fatturato, prevalgono le aziende che indicano una stabilità (78%), mentre l’11% quelle che segnalano una crescita o che indicano una diminuzione. L’orientamento dei giudizi è moderatamente positivo sugli ordini interni: il 67% delle aziende è per la stabilità, con un 22% di imprese in crescita e un 11% in diminuzione. Stabili le valutazioni riguardo agli ordini esteri per tutte le imprese del Panel Osi.

L’industria cartotecnica trasformatrice mette il turbo

Nel secondo trimestre 2021 il fatturato delle aziende cartotecniche trasformatrici del Panel Osi, dopo il lieve calo del primo trimestre 2021, ha nel secondo trimestre 2021 un’inversione di tendenza positiva, con un intenso aumento a due cifre del 14,1%, rispetto al secondo trimestre 2020. Il primo semestre 2021 si chiude con un aumento del giro d’affari del 5,9% sul primo semestre 2020.

La produzione del settore cartotecnico trasformatore ha un’intensa crescita nel secondo trimestre 2021 rispetto al secondo trimestre 2020 (+25,2%). Nei primi sei mesi 2021, la produzione del settore cartotecnico trasformatore cresce del 16% sullo stesso periodo 2020; nello specifico la produzione di imballaggio in carta, cartone e flessibile aumenta del 16,1%, a fronte di una simile crescita produttiva della cartotecnica del 15%. Con riferimento ai segmenti di attività, il Gifco (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato) comunica nei primi sei mesi 2021 un incremento tendenziale del 19,2% della produzione in tonnellate di cartone ondulato, un dato in netto miglioramento rispetto a quello già favorevole dei primi 3 mesi dell’anno, determinato sia dalla ripresa delle attività produttive a monte, sia dallo sviluppo dell’e-commerce, per il cambiamento dei consumi legato allo stato pandemico. Il Gifasp (Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli), dopo la moderata crescita nel primo trimestre 2021, segnala nel secondo trimestre 2021 un’accelerazione produttiva del 13,5%: complessivamente il primo semestre 2021 si chiude con una buona crescita del 7,8% sul primo semestre 2020. Forte accelerazione a due cifre, vicina al 20% nel secondo trimestre 2021 anche per il Gipsac (Gruppo Italiano Produttori Sacchi Carta): nel complesso del primo semestre 2021, si osserva una crescita del 10,3% del numero di sacchi venduti, sullo stesso periodo 2020; considerando i principali segmenti della domanda la crescita è trainata dalle costruzioni e dai chimici-fertilizzanti, in calo invece alimentari e mangimi. Più moderata, ma comunque costante, la crescita produttiva, fra i segmenti dell’imballaggio, segnalata dal Giflex (Gruppo Imballaggio Flessibile) che stima nel primo semestre 2021 un aumento tendenziale della produzione intorno al 2%. Venendo al comparto della cartotecnica, per l’accelerazione del secondo trimestre 2021, nei primi sei mesi 2021 sullo stesso periodo 2020, è intenso l’aumento tendenziale della produzione di carte da parati (+45,2%) e delle carte trattate per uso industriale (+17,9%), in sintonia con il rimbalzo positivo della manifattura. Incremento produttivo intenso anche per i tubi di cartone, rappresentati dal Gitac (Gruppo Italiano Tubi Anime Cartone), per le etichette autoadesive (+9,7%) rappresentate dal Gipea (Gruppo Italiano Produttori Etichette Autoadesive) e per le buste da lettera (+7,2%). Nello stesso periodo calo di produzione invece per gli articoli per scuola, ufficio e cartoleria e per gli articoli igienici e sanitari (-6,1%).

L’import-export corre

L’export in valore del comparto ha un intenso incremento del 16,1% nel secondo trimestre 2021. Nel complesso, fra i principali prodotti, le esportazioni di scatole, sacchi e imballaggi vari in carta e cartone aumentano notevolmente fra aprile e giugno 2021 del 25,9%, a fronte di un minore calo degli articoli igienici e sanitari (-15,9%). Considerando invece il primo semestre 2021 sul primo semestre 2020, la crescita dell’export settoriale in valore è del 2,8% sui primi sei mesi 2020: l’export in valore di scatole, sacchi e imballaggi vari in carta e cartone aumenta del 12,9%, mentre resta ampiamente negativo il risultato degli articoli igienici e sanitari (-22%). In aumento a due cifre nello stesso periodo anche le esportazioni di etichette (+17,3%), tubi di cartone (+25,7%) e carte da parati (+44%), crescita moderata per l’export di prodotti cartotecnici per corrispondenza (+1%), mentre in controtendenza diminuiscono le esportazioni di articoli per scuola, ufficio e cartoleria (-10,1%). Passando all’import in valore dei prodotti della cartotecnica trasformazione, nel secondo trimestre 2021 si osserva un intenso incremento tendenziale del 28,5%, per cui complessivamente il risultato dei primi sei mesi 2021, rispetto ai primi sei mesi 2020, si colloca al +14,7%; in particolare le importazioni in valore di scatole, sacchi e imballaggi vari in carta e cartone aumentano del 16,1%, mentre quelle di articoli igienici e sanitari crescono del 5,7%.

Un futuro tutto sommato sereno per le aziende cartotecniche trasformatrici

Dopo le valutazioni estremamente positive sul secondo trimestre 2021, i giudizi delle imprese cartotecniche trasformatrici del Panel Osi sul terzo trimestre 2021 denotano un quadro che rimane favorevole: giudizi positivi su produzione, fatturato e ordini esteri, leggermente positivi sugli ordini interni. Sul fronte della produzione e del fatturato, il 48% delle imprese si attende un incremento, il 38% stabilità, solo il 14% delle aziende un decremento. Leggermente positivi gli orientamenti sugli ordini interni: nel 45% dei casi vi sono segnali di stabilità, nel 30% positivi e nel 25% negativi. Favorevoli le opinioni dei partecipanti all’indagine sugli ordini esteri: il 40% delle imprese li giudica in aumento, il 40% stabili e un minore 20% delle imprese in calo.

Allarme prezzi carte e cartoni, materie prime, energia e trasporti

A fronte di queste indicazioni di relativa ripresa sia del settore grafico che del settore cartotecnico trasformatore, destano grande preoccupazione i forti aumenti dei prezzi di carte e cartoni che hanno caratterizzato i primi 9 mesi 2021. Tali aumenti, sommati alle difficoltà di reperimento di diverse tipologie di carte e cartoni, all’incremento dei prezzi di altre materie prime, dell’energia e dei trasporti, stanno creando una situazione di tensione in entrambi i comparti.

 

Filiera carta, su attuazione SUP raggiunta soluzione più sostenibile

“Il decreto di attuazione della direttiva sulla plastica monouso, nel testo approvato definitivamente dall’ultimo Consiglio dei ministri, rappresenta un punto di equilibrio importante tra tutela ambientale e sostegno alle filiere strategiche per lo sviluppo dell’economia circolare”. Lo affermano in una nota i direttori della Federazione Carta e Grafica e del Consorzio Comieco, Massimo Medugno e Carlo Montalbetti.

“In quest’ambito evidenziamo la confermata esclusione dal campo di applicazione della direttiva dei rivestimenti in plastica aventi un peso inferiore al 10% rispetto al peso totale del prodotto, che non costituiscono componente strutturale principale dei prodotti finiti. Come abbiamo raccontato alle Istituzioni, nelle scorse settimane impegnate a definire il decreto di attuazione, i rivestimenti plastici svolgono certamente una funzione nel contribuire all’idoneità tecnologica dei prodotti, ma non incidono sul sistema dell’economia circolare della filiera della carta”.

“In linea con le nostre proposte alle commissioni parlamentari, rispetto al testo iniziale del decreto si assicurano inoltre condizioni adeguate a garantire al sistema produttivo e distributivo la possibilità di andare ad esaurimento scorte di quanto già prodotto e immesso sul mercato, così evitando il rischio di enormi sprechi alimentari su prodotti già confezionati e non ancora avviati alla distribuzione”.