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Valeria Teruzzi

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Sofidel confermata da CDP 2024 per impegno su clima e catena di fornitura

Nuovo riconoscimento internazionale per il Gruppo Sofidel L’azienda ha ottenuto dal rating CDP 2024 la conferma del proprio impegno nella lotta al cambiamento climatico e nelle politiche di coinvolgimento dei fornitori sui temi ambientali.

Nel dettaglio, Sofidel ha raggiunto un punteggio A- in materia di clima, collocandosi sopra la media europea (C) e in linea con la media del settore (A-). Inoltre, il gruppo è stato inserito nella “CDP Supplier Engagement Assessment (SEA) A-list”, che premia le imprese capaci di integrare azioni concrete di contrasto al cambiamento climatico lungo le catene di fornitura.

«Questi dati riconoscono il nostro forte impegno per favorire la transizione ecologica, un obiettivo sempre più sfidante, per raggiungere il quale la collaborazione con l’intera catena di fornitura è essenziale» ha commentato Riccardo Balducci, group sustainability director di Sofidel. Nel 2024 CDP ha valutato oltre 22.700 aziende a livello mondiale, confermandosi come una delle principali organizzazioni indipendenti per la misurazione e rendicontazione delle performance ambientali.

Papelera Reyes inaugura Valmet Warm-up Next nel deserto peruviano

Papelera Reyes, uno dei principali produttori di tissue in Sud America, segna un traguardo mondiale diventando la prima azienda al mondo a installare il processo Valmet Warm-up Next presso lo stabilimento Papel Paracas di Callao, in Perù. L’innovativa tecnologia, già integrata nelle linee Valmet Constellation dell’azienda, consolida la partnership di lungo corso tra Papelera Reyes e Valmet Tissue Converting e rappresenta un passo avanti nella ricerca di efficienza, qualità e sostenibilità.

“Con l’installazione del processo Warm-up Next compiamo un passo naturale nel percorso condiviso di innovazione e crescita con Valmet,” afferma Sebastian Reyes, Operations Manager di Papelera Reyes. “Questa soluzione di embossing di nuova generazione stabilisce un nuovo standard per il settore, garantendo prodotti di elevata qualità e una rapida adattabilità alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.”

Il processo Warm-up Next permette di aumentare fino al 50% lo spessore del prodotto, migliorare la morbidezza, ridurre il consumo di carta, risparmiare fino al 60% di energia e incrementare la sicurezza operativa, mantenendo morbidezza, assorbenza e resistenza senza l’utilizzo di acqua. L’innovazione consente inoltre il pre-embossing, aprendo infinite possibilità di configurazione per prodotti igienici e rotoli da cucina, anche con micro pre-embossing simile all’effetto TAD.

Nonostante l’ambiente desertico ostile, l’installazione ha dimostrato la robustezza e l’efficienza del processo, che si integra facilmente nelle linee esistenti senza richiedere modifiche strutturali significative o tempi di fermo prolungati.

 Secondo Daniel Schroeder, Tissue Making & Converting Sales Manager di Valmet, “Il successo in Sud America apre la strada a un’espansione globale del processo Warm-up Next, con particolare attenzione a Medio Oriente, Nord Africa, Asia e ai produttori europei e americani interessati a modernizzare gli impianti, migliorare la qualità dei prodotti e ridurre i costi operativi.”

Burgo Group: 120 anni di innovazione e sostenibilità

Nel 2025, il Gruppo Burgo festeggia un traguardo importante: 120 anni di attività. Questo anniversario non solo sottolinea la solidità dell’azienda, ma apre anche un nuovo capitolo di impegno verso un futuro responsabile.

La storia di Burgo ebbe inizio il 21 giugno 1905, quando Luigi Burgo fondò la Cartiere di Verzuolo ing. Burgo & C.. Sfruttando l’energia idroelettrica in eccesso prodotta localmente, iniziò la produzione di carta a Verzuolo, in provincia di Cuneo. Da quella visione nacque un’azienda destinata a diventare un protagonista di rilievo nell’industria cartaria italiana ed europea.

Nel corso di oltre un secolo, Burgo si è evoluta, ha rafforzato la propria presenza sul mercato e ha affrontato con successo le sfide di un settore in costante cambiamento. Diversi azionisti, stabilimenti e generazioni di dipendenti hanno contribuito a questa crescita, permettendo all’azienda di adattarsi ai mutamenti economici e di restare al passo con i tempi. “Evviva, nel senso più vero della parola, Burgo. Lunga vita a Burgo!” ha dichiarato Alberto Marchi, Presidente del Gruppo Burgo.

Dalle prime cartiere agli impianti tecnologicamente avanzati di oggi, l’azienda ha saputo coniugare l’eccellenza produttiva con la sostenibilità e l’innovazione. In linea con questa visione, Burgo ha lanciato la strategia ESG GO2030, una roadmap che guida le decisioni di oggi verso un modello di economia circolare e una maggiore attenzione alle risorse del pianeta.

Burgo, dunque, celebra il suo 120º anniversario guardando avanti, con lo stesso spirito pionieristico che ne ha segnato la fondazione.

Efficienza energetica e sostenibilità: i sistemi di vuoto Everllence al servizio delle cartiere

Nel pieno della transizione energetica, l’industria cartaria è chiamata a ridurre consumi e impatti ambientali senza compromettere produttività e qualità. In questo contesto, i sistemi di vuoto di nuova generazione si confermano una leva strategica: grazie alla tecnologia Turbair di Everllence, le cartiere possono ridurre fino all’80% i consumi energetici, eliminare l’uso di acqua di tenuta e recuperare calore per altri processi.

La sfida: efficienza e competitività

Il comparto sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dall’aumento dei costi energetici e dalla crescente attenzione alla sostenibilità. Se nel 2023 la produzione globale di cartone e carta da imballaggio ha superato i 265 milioni di tonnellate, a crescere non sono solo i volumi, ma anche le esigenze di efficienza: i sistemi a vuoto possono incidere fino al 25% sul consumo elettrico totale di uno stabilimento. Ottimizzare questi processi significa migliorare al tempo stesso performance ambientali ed economiche.

La risposta: la tecnologia Turbair

Rispetto alle pompe ad anello liquido, soggette a usura e meno efficienti nel tempo, i soffianti Turbair garantiscono un funzionamento stabile e privo di attrito. Ciò permette di:

  • consumare fino al 30% in meno di energia,

  • mantenere elevata efficienza anche in condizioni di carico parziale,

  • ottenere risparmi energetici documentati tra il 40 e il 60% nei progetti di conversione.

La regolazione tramite azionamenti a frequenza controllata consente inoltre di adattare i livelli di vuoto alle reali esigenze produttive, con un ulteriore risparmio fino al 20%. A questo si aggiungono i benefici legati all’eliminazione dell’acqua di tenuta e al recupero del calore residuo: l’aria di scarico (120–165 °C) può essere sfruttata per il riscaldamento dell’acqua di processo o degli ambienti, consentendo di riutilizzare fino all’80% dell’energia motrice.

Soluzioni su misura

Everllence propone una gamma di soffianti pensata per diverse applicazioni cartarie:

  • Soffiante monostadio RT
    Portata da 200 a 1.450 m³/min e livelli di vuoto fino a 65 kPa. Grazie alla regolazione automatica del flusso, è ideale in condizioni variabili, come nel condizionamento del feltro.

  • Soffiante multistadio RC
    Fino a quattro ugelli di aspirazione e livelli di vuoto separati, con portata da 180 a 2.800 m³/min e vuoto fino a 75 kPa. Indicata per ambienti ad alta domanda, come la produzione di carta grafica, cartone e pasta di cellulosa.

Un vantaggio competitivo

«In un mercato che richiede efficienza e sostenibilità – spiega Florian Setzer, Account Manager Paper Industry West Europe + Korea di Everllence – la tecnologia Turbair rappresenta una scelta strategica per i produttori. Permette di abbattere i costi operativi, migliorare la sostenibilità e mantenere alta la competitività delle cartiere».

New Aerodinamica, efficienza e sostenibilità al centro dei nuovi impianti

Nel comparto cartario, le applicazioni più recenti di New Aerodinamica confermano quanto la personalizzazione degli impianti resti un fattore strategico.

«Austria e Nord Italia sono stati i luoghi in cui abbiamo completato le ultime due importanti installazioni – spiega il CEO Paolo Radaelli –. Nel primo caso, la richiesta era la pulizia automatica delle anime provenienti dalle taglierine, per eliminare la carta che le avvolgeva. Abbiamo quindi progettato un sistema svolgi-anime con sfogliatore da 3 metri in grado di rimuovere, triturare e aspirare la carta, reinviandola nel pulper. Oggi l’operatore può caricare fino a 7/8 anime in automatico».

La seconda installazione, completata in un sito del Nord Italia, ha invece riguardato la gestione di materiale umido. «Abbiamo creato un impianto capace di aspirarlo e rinviarlo al pulper, mantenendo pulita l’area di lavoro ed evitando accumuli. In questo caso – aggiunge Radaelli – il ventilatore è stato realizzato in acciaio INOX AISI304».

Ogni impianto ha la sua firma

Il punto di forza dell’azienda è la capacità di modellare ogni soluzione sulle esigenze produttive. «Tutti i nostri sistemi sono customizzati: ventilatore, raccordi, cappe… ogni elemento può essere adeguato in base alle necessità del cliente».

La personalizzazione si integra oggi con automazione e controllo digitale, pilastri della strategia tecnologica di New Aerodinamica. «Abbiamo scelto di rendere i nostri impianti intelligenti e gestibili da remoto. Questo ci consente di effettuare supervisione e interventi, mentre il cliente può operare in autonomia in alcune attività di manutenzione e controllo».

La progettazione nasce sempre da osservazione diretta sul campo: «Ogni macchina è frutto di uno studio mirato. Io e i miei tecnici siamo sempre presenti in cantiere per valutare le criticità e individuare la soluzione ottimale».

I benefici non si limitano all’efficienza produttiva, ma si estendono anche alla sostenibilità. «Un impianto ben progettato riduce i consumi energetici e i fermi macchina. Inoltre, grazie a componenti sovradimensionati, diminuiscono manutenzione e necessità di ricambi, con impatto positivo su rifiuti e packaging».

Sfide future: impianti più intelligenti

Il cambiamento delle carte – dalle soluzioni plastic free a quelle speciali – apre nuove sfide tecniche. «Le nuove tipologie di carta migliorano la sostenibilità, ma generano complessità di gestione: dobbiamo capirne le caratteristiche per adattare i nostri impianti in modo efficace».

New Aerodinamica interviene sia su linee nuove, in collaborazione con i costruttori, sia su impianti esistenti, con soluzioni di revamping mirate. «In entrambi i casi – conclude Radaelli – il nostro obiettivo resta lo stesso: sviluppare tecnologie sempre più efficienti e sostenibili per il settore cartario».

Brusori Meccanica: innovazione e affidabilità al servizio dell’industria cartaria

Da quasi cinquant’anni l’Officina Meccanica Brusori rappresenta un punto di riferimento nella produzione e nella lavorazione meccanica di precisione. Fondata nel 1978, l’azienda bolognese ha saputo coniugare tradizione e innovazione, diventando partner affidabile per numerosi comparti industriali, tra cui quello cartario, dove la qualità e la precisione dei componenti giocano un ruolo determinante.

Paolo Brusori, titolare di Brusori Officina Meccanica

La crescita costante di Brusori è frutto di una strategia chiara: investire nel miglioramento continuo dei processi, nella formazione del personale e nell’adozione di tecnologie di ultima generazione. Un impegno che ha permesso all’azienda di consolidare valori come la trasparenza con i clienti, l’affidabilità dei prodotti e la ricerca costante della massima competitività.

Soluzioni su misura per l’industria della carta

Il settore cartario richiede componenti in grado di garantire continuità operativa, riduzione dei fermi macchina e lunga durata. In questo contesto, Brusori Meccanica mette a disposizione il proprio know-how nella realizzazione di ingranaggi, pulegge, corone dentate, pignoni e ruote per catene a rulli. Tutti i componenti vengono progettati e costruiti a disegno o su campione, partendo da materiali diversificati che vanno dall’acciaio al bronzo, dall’alluminio a materiali plastici e legnosi ad alte prestazioni come Ranprex e Lignostone.

L’officina è in grado di produrre dentature di precisione secondo standard DIN, fino a moduli importanti, sia con creatore che con coltello, coprendo diametri che arrivano fino a 900 mm. Per l’industria cartaria ciò significa poter contare su organi di trasmissione perfettamente calibrati e affidabili anche in condizioni di lavoro particolarmente gravose.

Tecnologia 4.0 e servizi avanzati

Brusori ha abbracciato appieno i principi dell’Industria 4.0, integrando macchine connesse, analisi dei dati e ottimizzazione in tempo reale dei flussi produttivi. Questo approccio consente non solo di migliorare l’efficienza interna, ma anche di offrire ai clienti un servizio rapido, preciso e personalizzato.

Un esempio è la ricostruzione di componenti a partire da disegni 2D o 3D generati con scanner di alta precisione: una soluzione particolarmente utile quando si devono sostituire parti di impianti cartari non più disponibili sul mercato. Inoltre, grazie alla stampa 3D, Brusori è in grado di fornire prototipi rapidi e verifiche dimensionali prima della produzione definitiva.

Elettroerosione a filo: la lavorazione “in fase”

Tra i punti di forza dell’azienda spicca una procedura proprietaria nell’utilizzo dell’elettroerosione a filo, che permette di eseguire lavorazioni in fase perfetta senza necessità di piazzature speciali. Questo si traduce in vantaggi concreti per i clienti: riduzione dei tempi di lavorazione, abbattimento dei costi e garanzia di massima precisione in componenti complessi come ingranaggi, pulegge e mozzi.

Un partner per il futuro

Con quasi mezzo secolo di esperienza e una visione fortemente orientata all’innovazione, Brusori Meccanica si propone come partner ideale per l’industria cartaria. La capacità di interpretare le esigenze specifiche di un settore che richiede massima affidabilità e continuità produttiva, unita a un parco macchine all’avanguardia e a un team altamente qualificato, fanno dell’azienda un punto di riferimento per chi cerca soluzioni meccaniche di qualità, costruite su misura e garantite nel tempo.

Faro Bearings, cuscinetti per supporti di cilindri ondulatori di cartone

Faro Bearings annovera tra i propri prodotti l’intera gamma di cuscinetti destinati ai principali modelli di macchine per la produzione di cartone ondulato.
I cilindri ondulatori sono componenti fondamentali di queste linee, dove la qualità dei cuscinetti assicura una rotazione fluida e precisa, garantendo continuità e uniformità al processo produttivo.

I cuscinetti Faro Bearings per supporto cilindri si distinguono per:

  • Maggiore durata di servizio, grazie ad anelli in acciaio di alta qualità e gabbie in bronzo centrifugato completamente lavorate.
  • Alta capacità di carico, in grado di sopportare gravosi sforzi radiali e assiali generate dal processo.
  • Precisione e affidabilità, essenziali per mantenere l’uniformità delle onde ed evitare difetti sul cartone.
  • Gioco radiale speciale, studiato per assorbire le dilatazioni termiche degli anelli interni in fase di avviamento mantenendo valori ottimali a regime.
  • Resistenza al calore, fino a oltre 200 °C, grazie a trattamenti termici specifici sugli anelli.

Materiali adeguati e lubrificazione efficiente sono aspetti chiave per assicurare durata, ridurre i fermi macchina e contenere i costi di manutenzione.

Tipologie di applicazione

Tradizionalmente i rulli ondulatori utilizzano due cuscinetti orientabili a rulli o due cuscinetti a rulli cilindrici (uno trattenuto e uno flottante).
Il cuscinetto orientabile a rulli offre elevata capacità di carico (serie ISO 240… K30-AH) e proprietà autoallineanti, utili a compensare disallineamenti inevitabili. Tuttavia, sul lato mobile può verificarsi il rischio di grippaggio.
Una soluzione pratica è l’applicazione mista: un cuscinetto orientabile a rulli sul lato trattenuto e un cuscinetto a rulli cilindrici sul lato mobile, che permette di assorbire le dilatazioni assiali. L’autoallineamento può essere assicurato anche con una superficie sferica dell’anello esterno accoppiata a un anello di alloggiamento, mantenendo dimensioni simili a quelle standard.

Isolamento termico

Le moderne macchine impiegano vapore ad alte temperature e lubrificazione a grasso, condizioni di lavoro estreme che portano i cuscinetti quasi al limite operativo. I grassi ad alte prestazioni disponibili sono pochi e costosi.
Per questo Faro Bearings suggerisce il miglioramento delle condizioni operative tramite isolamento termico: il vapore scorre in un tubo interno al cilindro, creando un’intercapedine d’aria che riduce il trasferimento di calore al perno. Ulteriori benefici derivano dall’isolamento del giunto vapore sulla faccia terminale del perno.

L’efficienza dei cilindri ondulatori dipende in larga misura dalla qualità e affidabilità dei cuscinetti, elementi che rappresentano la missione di Faro Bearings: garantire soluzioni performanti e durature per il settore del cartone ondulato.

Two Sides Trend Tracker 2025, i consumatori scelgono il packaging in carta

Secondo l’ultima edizione del sondaggio biennale Two Sides Trend Tracker 2025, i consumatori europei stanno premiando il packaging a base di carta come la scelta sostenibile per eccellenza. Compostabilità, riciclabilità e basso impatto ambientale sono i criteri che spingono sempre più persone verso soluzioni in carta/cartone, preferite in 9 categorie su 15 rispetto ad altri materiali.

L’indagine, condotta su oltre 12.000 consumatori in tutta Europa, ha messo a confronto diversi materiali di imballaggio (carta, vetro, plastica, metallo) valutandoli per riciclabilità, compostabilità, impatto ambientale e facilità d’uso. I risultati parlano chiaro:

  • Il 75% considera la carta/cartone il materiale più adatto al compostaggio domestico e alla biodegradabilità
  • Il 53% la definisce la scelta migliore per l’ambiente
  • Il 51% la ritiene la più facile da riciclare

Chi deve guidare il cambiamento?
Un dato particolarmente rilevante riguarda la percezione delle responsabilità ambientali: il 39% degli intervistati afferma che dovrebbero essere i governi e le autorità locali a guidare la riduzione degli imballaggi monouso non riciclabili. Seguono aziende e grande distribuzione (22%) e i produttori di imballaggi (20%). Solo il 19% attribuisce la responsabilità principale ai singoli individui, segnalando una forte richiesta di interventi sistemici e normativi.

I dati Eurostat confermano il ruolo centrale della carta nel panorama del riciclo europeo:

  • Carta e cartone: 79%
  • Metallo: 77%
  • Vetro: 76%
  • Rifiuti elettronici: 43%
  • Plastica: 41%

Una risposta concreta alla sfida ambientale
Con la crescente attenzione a ridurre i rifiuti plastici e l’impronta di carbonio, la carta si distingue come un’alternativa valida: è rinnovabile, riciclabile, facilmente compostabile e biodegradabile. Inoltre, risponde a esigenze pratiche e comunicative – è leggera, versatile e altamente personalizzabile, rendendola ideale anche per le strategie di branding eco-consapevoli.

Tuttavia, il report evidenzia anche la necessità di maggiore educazione del consumatore: occorre chiarire il ciclo di vita dei materiali e sfatare miti sulla sostenibilità della carta.

“C’è slancio intorno alla carta, e dobbiamo alimentarlo,” afferma Jonathan Tame, Managing Director di Two Sides Europe.
“I consumatori si fidano della carta perché riflette i loro valori: sostenibilità, semplicità e responsabilità. Il nostro compito è rafforzare questa fiducia con trasparenza e dati concreti.”

Il riepilogo pubblico dei risultati è disponibile sul sito twosides.info/trend-tracker-2025.
Il dataset completo, suddiviso per paese, età e genere, è riservato ai membri Two Sides o acquistabile.

Informazioni sull’indagine
Il sondaggio è stato commissionato da Two Sides e condotto a gennaio 2025 da Toluna, su un campione globale di 12.400 consumatori in Europa, Stati Uniti, Sud America, Oceania e Sudafrica. L’obiettivo è esplorare le percezioni e le preferenze verso stampa, carta, packaging a base di carta e prodotti tissue.

Ahlstrom valuta la cessione del business Abrasivi: offerta vincolante da Munksjö

Ahlstrom ha annunciato di aver ricevuto un’offerta vincolante da Munksjö per l’acquisizione della sua unità Abrasivi. La proposta include anche la quota di Ahlstrom nello stabilimento di Arches, in Francia, attualmente gestito congiuntamente dalle due aziende.

Se finalizzata, l’operazione consentirebbe ad Ahlstrom di proseguire nella sua strategia di focalizzazione sui materiali speciali sostenibili, mentre Munksjö — già attiva nel comparto delle carte decorative — consoliderebbe ulteriormente la propria posizione, integrando un business con cui condivide già competenze operative e cultura aziendale. Va ricordato, infatti, che Munksjö e Ahlstrom hanno una storia societaria comune e collaborano da tempo nello stabilimento francese di Arches.

L’unità Abrasivi di Ahlstrom è specializzata nella produzione di supporti cartacei per abrasivi, con un portafoglio che comprende carte impregnate al lattice, carte pesanti per supporti abrasivi e soluzioni ad alte prestazioni per applicazioni tecniche.

In attesa della firma di eventuali accordi definitivi — subordinati alla consultazione degli organismi rappresentativi dei lavoratori e alle necessarie approvazioni regolamentari — le due aziende mirano a completare la transazione nei prossimi mesi. Ahlstrom ha dichiarato il proprio impegno nel garantire la continuità operativa e una transizione fluida per clienti, dipendenti e stakeholder coinvolti.

“Stiamo considerando un’offerta vincolante per il nostro business Abrasivi che ci permetterebbe di concentrarci ulteriormente sul core business legato ai materiali speciali. Trovare un acquirente in grado di valorizzare il potenziale a lungo termine di questa unità è per noi una priorità, e riteniamo che Munksjö rappresenti una solida scelta per il futuro del business e delle sue persone,” ha commentato Helen Mets, presidente e CEO di Ahlstrom.

L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nella trasformazione strategica di Ahlstrom e conferma il trend di razionalizzazione e specializzazione che sta attraversando il settore dei materiali tecnici e cartacei avanzati.

Paper Industrial Deal: il piano strategico per proteggere e rilanciare il settore cartario italiano tra sfide energetiche ed economiche

Nell’ambito dell’Assemblea Pubblica di Assocarta, svoltasi a Roma presso Civita e moderata da Valentina Bisti del TG1, il presidente di Assocarta Lorenzo Poli ha presentato il Paper Industrial Deal del sistema cartario italiano. Un piano strategico per mettere in sicurezza il settore cartario italiano dagli shock economici e di transizione energetica che mira a rendere il comparto più resiliente, competitivo e sostenibile, riducendo i costi dell’energia e trasformando gli obiettivi di decarbonizzazione in un motore di crescita.

Nel 2024 la produzione e la domanda interna presentano un recupero del 6,2% e del 7,8% rispettivamente, a fronte di un fatturato di 8,3 miliardi di Euro – in aumento dell’1,5% – generato da 19.000 addetti diretti in 151 cartiere. Ma crescono anche le importazioni del 12,7% che soddisfano oltre il 54% della domanda interna confermando una perdita di competitività sul mercato interno dei prodotti nazionali. E dopo un biennio di contrazione, torna a crescere la domanda estera che registra un aumento dell’11,2% sul 2023 con un export per lo più diretto verso Francia, Germania e Spagna, in particolare per le carte e cartoni da imballaggio (+15,4%).

“In un contesto politico-economico incerto ed imprevedibile a livello europeo e mondiale, il sistema cartario nazionale ha la certezza di dove è arrivato e di dove vorrebbe andare. Siamo i terzi produttori UE di carta e cartone dietro a Germania e Svezia con una quota dell’89% di materie prime provenienti da materiali riciclabili 56% e da fonti rinnovabili (biomasse) 33% e secondi utilizzatori UE di carta da riciclare con l’11,4% del consumo europeo dopo la Germania, con un tasso di riciclo del 70,9% che negli imballaggi supera l’85%, andando oltre gli obiettivi UE” illustra il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli nella sua relazione.

“Mettere in sicurezza il settore e l’intera filiera con misure non più rinviabili” sottolinea Poli “per azzerare il differenziale PSV-TTF che per il settore nel 2024 ha comportato extracosti per oltre 50 milioni di Euro e per cercare di ridurre il costo del gas con una nuova gas release che superi l’attuale schema e che faccia leva sul biometano per gli hard-to-abate. Oltre a interventi concreti per sostenere la decarbonizzazione attraverso la decarbonizzazione dei combustibili con una biometano release e l’elettrificazione delle rinnovabili con contratti per differenze rispetto al costo del gas e piano di sviluppo dell’infrastruttura elettrica per sviluppare l’elettrificazione”.

Positive le aperture sulla disciplina UE degli Aiuti di Stato perché consentono di varare misure di sostegno alle politiche energetiche di decarbonizzazione come l’energy e la gas release ma rimane il rischio che venga compromessa la coesione del mercato unico perché ci sono vari spazi di bilancio.

Si tratta di una delle dieci misure per rafforzare circolarità e decarbonizzazione del settore contenute nel Paper Industrial Deal che prevede interventi strutturali che riguardano la valorizzazione delle biomasse per la decarbonizzazione degli hard-to-abate in linea con la Strategia Forestale Nazionale, la semplificazione dell’EUDR per favorire l’utilizzo di materie prime rinnovabili come legno e carta ma soprattutto misure che riguardano il costo energetico che, nel 2024, ha visto un differenziale di prezzo del gas naturale  tra il mercato nazionale e quello dei principali competitor europei – pari a circa 2,30 euro/MWh, il più alto dal 2020 ad oggioltre il 6% del prezzo del gas.

Non solo energia ma anche economia circolare su cui innestare un ciclo virtuoso su occupazione e produttività. “Come settore cartario vorremmo mantenere i benefici ambientali, economici, e sociali del riciclo della carta sul territorio italiano con misure volte a ridurre l’export di materia prima riciclabile che, nel 2020-2024, ha raggiunto un valore medio annuo di 1,73 milioni di tonnellate: un quarto della carta raccolta da cittadini e imprese italiane che se fosse riciclata in Italia aumenterebbe la produttività dell’industria cartaria italiana del 27%, creerebbe 1.360 nuovi posti di lavoro in Italia e produrrebbe un PIL aggiuntivo per l’Italia di 1,4 miliardi di euro ogni anno” afferma Poli.

A questo va aggiunta rinnovata attenzione al lavoro. “Detassare le indennità che i lavoratori, organizzati sui turni percepiscono come lavoro domenicale, notturno, festivo e straordinario per rendere più attrattivo il settore e facilitare il reperimento di nuove risorse e il cambio generazionale” aggiunge ancora Poli.

Misure che sono all’interno della piattaforma Federazione Carta e Grafica e intendono rafforzare un comparto centrale per la competitività e produttività di una filiera che rappresenta un valore di circa 27 miliardi di euro di fatturato (1,2% PIL), generato da oltre 160.000 addetti diretti in circa 16.000 imprese, essenziale per attività chiave della società quali igiene, cultura, prevenzione dello spreco alimentare, scambi commerciali e per circolarità complessiva dell’economia italiana. Nel 2024 le carte e cartoni per imballaggio hanno sostenuto la ripresa con un +5,7% e dopo cinque anni di pesanti contrazioni si è assistito a un rimbalzo del +11,2% per le carte per usi grafici. Si è rafforzata la crescita dei volumi di carte per usi igienico-sanitari del 4,6%, segmento che presenta livelli superiori a quelli pre-pandemia.

Sul tema del Paper Industrial Deal del sistema cartario europeo è intervenuto il Presidente di CEPI Confederazione europea dell’industria cartaria Marco Eikelenboom. “Il Clean Industrial Deal deve essere più di una visione. Deve offrire strumenti pratici che consentano alle industrie come la nostra di decarbonizzarsi senza deindustrializzarsi” afferma Eikelenboom “È urgentemente necessario il sostegno nazionale all’elettrificazione, al calore green da fonte rinnovabile a prezzi accessibili e all’integrazione della rete. Allo stesso tempo, la prossima strategia europea per la bioeconomia deve riconoscere che le bioindustrie europee come la carta non sono di nicchia, bensì il nostro motore industriale. Il nostro settore realizza le priorità europee: posti di lavoro, la transizione dal fossile basata sulle foreste e riciclo leader a livello mondiale, contribuendo a trasformare la pressione di oggi in un vantaggio di domani.’’

Si è poi discusso di Industrial Deal nel settore cartario italiano in una tavola rotonda a cui hanno partecipato Laura D’Aprile, Capo dipartimento sviluppo sostenibile Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Paolo Arrigoni, Presidente del GSE – Gestore dei servizi energetici, Stefano Besseghini, Presidente di ARERA – Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e Federico Boschi, Capo dipartimento energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Antonio Gozzi Special Advisor per l’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Competitività di Confindustria ha quindi concluso l’Assemblea con u focus sui temi della politica UE. “Il susseguirsi delle decisioni prese a Bruxelles dalla Commissione” afferma Gozzi “pone un problema di fondo. Al di là della constatazione che il percorso oramai è “un passo avanti ed uno indietro” affermare oggi una cosa e correggerla domani, il problema è chi fa l’agenda a Bruxelles? Chi decide su cosa e su come intervenire.
L’Europa, può dispiacere, non è uno stato federale e la commissione non è il governo di questo stato.
Allora l’Italia, il Governo e per quanto ci riguarda la Confindustria devono fare attenzione al processo decisionale. E non tollerare fughe in avanti”.

Al termine dell’Assemblea Pubblica di Assocarta si è tenuta la presentazione “Il ruolo della carta nella divulgazione scientifica”, a cura dell’Aeronautica Militare. Un dibattito ispirato ai volumi “Atlante del Clima e della Meteorologia” e “Andrea Baroni, il cavaliere delle rose e delle nuvole” moderato dal Ten. Col. Guido Guidi al quale sono intervenuti il Ten. Col. Orazio di Casola direttore della rivista di meteorologia dell’Aeronautica, il Col. Daniele Mocio e Annalisa Venditti, giornalista Rai e autrice della biografia su Baroni.