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Chiara Italia

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Carer, carrelli elevatori dalla A alla Z

L’approccio Carer – fermi i capisaldi di sostenibilità, personalizzazione e hi-tech – copre un range di portate che spazia dalle 45 q degli entry level alle 20 t dei mezzi pensati per le applicazioni più estreme.

Diverse le serie a catalogo Carer: dai mezzi più compatti e maneggevoli outdoor e indoor, come le serie N, R, Z – versatili e dotate di alimentazioni rispettivamente a 48, 80 e 96 o 120 V, fino alla vastissima offerta delle serie ASC, AX e AS.

La serie ASC, con portate dalle 5,5 alle 8 t, è ideale per quei contesti di movimentazione dove un raggio di sterzata stretto fa la differenza. Con manovrabilità e compattezza che sono la peculiarità ingegneristica anche della serie AS (i cui mezzi misurano solo 2050 mm di larghezza), che tuttavia aggiunge slancio, con portate fino a 16 t.

Inoltre, ci sono i “giganti” della serie AX, con il modello di punta A 200 X: per le in grado di sollevare 20 t.

A completare la gamma la versione K, ottimizzata per operare all’interno dei container e movimentare il contenuto. E infine, la più recente release di casa Carer: la serie B, presentata nelle due varianti BH e BHD a fine 2024: factotum potenti e maneggevoli, in grado di performare su lunghi cicli operativi con portate tra le 6 e le 10 t.

Contributo Ambientale Conai (Cac), le variazioni

Conai ha approvato le richieste di rimodulazione del contributo ambientale (o CAC) e le relative motivazioni presentate dai suddetti consorzi per gli imballaggi in legno, plastica e vetro e per quelli compositi a prevalenza carta. Tutte le variazioni decorreranno dal 1° luglio 2025, con un secondo aumento previsto per il contributo ambientale vetro a partire dal 1° gennaio 2026.

Riguardo gli imballaggi in carta, si amplia il progetto di diversificazione, avviato inizialmente per i contenitori compositi a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL), al fine di migliorare l’efficacia del riciclo di imballaggi complessi a base cellulosica consolidando e sviluppando le attività di raccolta e selezione per ottenere un flusso omogeneo di rifiuti da avviare a una fase di riciclo dedicata.

Allo stesso tempo si introduce un’importante scontistica per gli imballaggi compositi diversi da quelli per liquidi sottoposti a prova di laboratorio condotta secondo la norma UNI 11743:2019 e per cui è stato valutato il livello di riciclabilità secondo il sistema di valutazione Aticelca 501.

Ecco le attuali otto fasce per gli imballaggi in carta

1 La prima resta dedicata agli imballaggi monomateriale;

2 La seconda ai compositi di tipo A, in cui il peso della componente carta è compreso tra il 90% e il 95% del peso complessivo dell’imballaggio.

Si sdoppia la fascia dedicata ai compositi di tipo B, in cui il peso della componente carta è compreso tra l’80% e il 90% del peso dell’imballaggio, che era stata finora esentata dal contributo:

3 Una sarà dedicata ai compositi certificati B Aticelca 501 (B1);

4 L’altra a quelli non certificati (B2).

Al termine di una prima fase di sperimentazione, è possibile che per i compositi di tipo B i valori dell’Extra CAC subiscano variazioni.

5 Una fascia resta dedicata ai CPL;

Si sdoppia anche la fascia dedicata ai compositi di tipo C, con un peso della componente carta compreso fra il 60% e l’80% del totale:

6 saranno considerati di tipo C1 quelli certificati C Aticelca 501;

7 e di tipo C2 quelli non certificati;

8 Infine, un’ultima fascia resta dedicata ai compositi di tipo D, in cui il peso della componente carta è inferiore al 60% del peso complessivo dell’imballaggio oppure non è esplicitato.

Fascia di Cac più bassa per sistema di valutazione della riciclabilità Aticelca 501.

A partire da luglio tutte le aziende che presenteranno un rapporto di prova di un laboratorio qualificato da Aticelca che dimostra che il livello di riciclabilità effettivo del proprio composito a base carta corrisponde e conferma la fascia di peso Conai avranno una significativa riduzione del CAC. La riduzione è infatti del 40% per la classe C e del 60% per la classe B.

La misura riconosce quindi il valore della valutazione della riciclabilità ed è volta a incentivare il design per il riciclo per mezzo del Sistema di valutazione della riciclabilità Aticelca 501.

Conai riconoscerà tutte le analisi già effettuate negli anni passati (a partire dal 2017) se ancora rappresentative dell’imballaggio soggetto a Contributo Ambientale Conai.

Fedrigoni presenta il nuovo Symbol Gift Card Board, per gift-card completamente plastic free

Buoni regalo, ma anche tessere fedeltà, realizzate interamente con carta in fibre vergini FSC, per un riciclo e recupero ottimale a fine vita: la nuova Symbol Gift Card Board di Fedrigoni è interamente plastic-free, offrendo un’alternativa più attenta all’ambiente rispetto alle card tradizionali.

I materiali completamente riciclabili, certificati dal grado A+ del sistema di valutazione Aticelca 501, consentono di dare vita a tessere di grande impatto visivo con dettagli nitidi, accattivanti e duraturi. Compatibili con le altre gamme di carta Fedrigoni, Symbol Gift Card Board consente una completa libertà creativa, con la possibilità realizzare coordinati unici e al tempo stesso attenti all’ambiente.

Le sue caratteristiche sono state sviluppate specificamente per soluzioni di gift card di alto livello, in grado di fornire le tessere più bianche e luminose del mercato, con un elevato spessore ed un’eccellente struttura e resistenza. In questo modo, l’alta qualità delle performance permane lungo tutta la catena di fornitura, fino al consumatore. Infine, grazie all’elevata rifinitura superficiale, sono garantite prestazioni eccellenti anche in termini di stampa e converting.

«Il passaggio alle gift card cartacee non solo rappresenta un passo avanti per la cura dell’ambiente, ma rappresenta il costante impegno del Gruppo nella ricerca continua e nell’innovazione dei prodotti, anche in linea con la crescente consapevolezza dei consumatori sui temi dell’ecosostenibilità – dichiara Celine Bertuzzi, marketing director fedrigoni Special Papers –. Con queste nuove soluzioni realizzate totalmente in carta vogliamo contribuire ad orientare il settore del retail verso pratiche più consapevoli, fornendo ai brand una soluzione alternativa alla plastica che mantenga ottimali le performance di stampa. In un mondo in cui l’unboxing spesso mette in secondo piano il regalo stesso, i nostri materiali 100% in carta riportano l’attenzione su ciò che conta davvero: doni consapevoli e momenti di autentico scambio».

Una visione condivisa per l’energia e l’industria della carta

DS Smith e ABB instaurano una partnership strategica che affonda le sue radici in valori condivisi.

Le competenze di ABB sono un fattore chiave per il percorso di aggiornamento dell’automazione che DS Smith sta portando avanti nello stabilimento di Porcari (Lucca) che produce imballaggi di qualità per i settori alimentare, e-commerce, retail e industriale: due linee di produzione continue e una terza è in fase di realizzazione.

Insieme le due aziende stanno contribuendo a ridefinire il futuro dell’energia e dell’industria della carta: quando DS Smith ha avuto bisogno di aggiornare l’automazione della centrale elettrica che fornisce energia per la produzione della carta e per la rete nazionale, ha chiesto ad ABB di fare una proposta. I sistemi di automazione di ABB consentono l’innovazione, preservando la continuità e proteggendo gli investimenti, permettendo agli utenti di evolvere continuamente e senza soluzione di continuità il sistema di controllo esistente per soddisfare le esigenze future. Nel caso della centrale di Lucca, ABB ha sostituito un controllore IMMFP12 ormai obsoleto con un nuovo controllore SPC810ev, parte della nuova serie ABB Ability Symphony Plus SDe, il passo successivo per il controllo e l’I/O Harmony Rack. Il progetto, approvato nel novembre 2023 e la cui esecuzione – prevista per agosto 2024 – è il primo della Serie SDe in Italia e in Europa, e tra i primi al mondo. Per la stessa centrale di Lucca, ABB si occuperà anche di un nuovo progetto relativo l’aggiornamento del software HMI da Symphony 2.1 a 3.3.

Inoltre ABB ha dedicato notevoli risorse alla protezione degli investimenti dei clienti in Harmony Rack. ABB ha semplificato l’architettura del sistema con una moderna dorsale Ethernet e ha sfruttato la più recente tecnologia dei microprocessori per migliorare la spaziatura nell’ambiente Harmony Rack. L’aggiornamento dell’installazione di Harmony Rack è semplice grazie ai moduli space-fit, che consentono un rapido cutover in modo da ridurre al minimo i tempi di fermo produzione per i clienti.

Assocarta sul rincaro delle carte igienico-sanitarie

Con riferimento alle recenti notizie di stampa e TV riguardanti il rialzo (del 44%) dei prezzi delle carte-igienico sanitarie, Assocarta spiega l’incidenza del costo delle materie prime e dell’energia sui costi dell’industria cartaria.

Il prezzo medio annuo del gas naturale, passato dai 10,4 €/MWh del 2020 ai 45,8 €/MWh del 2021, nel 2023 ha visto un calo di prezzo (43 €/Mwh) ma l’incidenza del costo del gas sul fatturato, passata dal 4,2% del 2020 al 30,2% nel 2022, nel 2023 si è collocata sul 12,1%, oltre il doppio del periodo pre-pandemia (6% nel 2019).

A fine 2023 le quotazioni della fibra corta (eucalipto) in dollari risultavano superiori a quelle pre-rincari di fine 2020 del 56% (+74% la variazione in euro). La nuova fase di rincari è proseguita in gennaio (1.140 $/ton), febbraio (1.220 $/ton) e marzo 2024 (1.300 ton), tornando in prossimità dei massimi registrati nel 2022. Per la fibra lunga (NBSK), la situazione è analoga con quotazioni di fine 2023 in dollari che risultavano superiori a quelle pre-rincari del 55% (in euro del +68%). Tendenza al rialzo proseguita nei primi mesi 2024: 1.350 $/ton in gennaio, 1.380-1.400 $/ton in febbraio, 1.450-1.470 $/ton in marzo, livelli prossimi alle quotazioni massime registrate nell’estate 2022.

«Come settore italiano produciamo carte igienico-sanitarie in una cornice di pesanti costi energetici frutto della messa al bando del gas russo e di una domanda mondiale di fibre molto sostenuta e legata ai mercati asiatici che fa lievitare i costi delle cellulose. Questo settore merceologico vede l’Italia come primo produttore europeo» afferma Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta. «Un primato va inserito in un contesto normativo europeo e nazionale riguardante le materie prime fra i più rigorosi a livello mondiale, in termini di sostenibilità ambientale», precisa Poli.

«L’industria cartaria in generale, ma quella europea e italiana in particolare» spiega Poli «utilizza unicamente cellulosa di cui è verificata la provenienza e il rispetto delle normative nazionali a tutela delle foreste, come previsto dal regolamento europeo 995 del 2010 (c.d. Due Diligence). Non vi è quindi modo di trovare in Italia e in Europa carta che possa essere in qualche modo collegata ai tragici fenomeni di deforestazione, da cui il settore è estraneo. A questo si aggiunge che circa il 90% delle fibre è certificato dai sistemi FSC/PEFC (sistemi che garantiscono che il bosco sia gestito in modo sostenibile), mentre numerose tipologie di carta igienica accedono ai criteri specifici Ecolabel introdotti dalla Commissione Europea».

La carta nel contesto dell’area Lucca-Pistoia-Prato

Nel suo complesso, nel 1° trimestre 2024, il manifatturiero dell’area Lucca-Pistoia-Prato ha registrato un livello produttivo con una flessione minima rispetto allo stesso periodo del 2023: -1,2%, come attestano le rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Un risultato migliore, quindi, di quello riportato nel 4° trimestre 2023, che rispetto allo stesso periodo del 2022 si chiuse con un -3,4% condizionato anche dalla disastrosa alluvione che a novembre aveva colpito aree importanti del distretto tessile pratese e vari territori del pistoiese. Il dato negativo del territorio di Confindustria Toscana Nord nel 1° trimestre 2024 è anche nettamente più contenuto del -4,6% riportato nello stesso periodo dal manifatturiero nazionale.

Gli effetti dell’alluvione si sono comunque inevitabilmente sentiti anche nei mesi immediatamente successivi, contribuendo a contenere le prestazioni soprattutto della moda, cui si debbono i risultati più negativi (-9,1% rispetto al 1° trimestre 2023). Pochi altri sono i casi di segno meno rispetto allo stesso periodo del 2023: la metallurgia (-7,3%), il mobile (-4,6%) e la lavorazione dei non metalliferi (lapideo/vetro/materiali da costruzione -3,8%), mentre è in minima flessione l’alimentare (-0,6%); sono invece tutti positivi gli altri settori, da valori modesti come quelli della produzione di macchine (+1,3%), ad altri più netti come quelli di carta (+3,1%) ma soprattutto di mezzi di trasporto (nautica e ferrotranviario +7,2%) e chimica-plastica-farmaceutica (+10%). E nello specifico, la produzione di carta-cartotecnica ha raggiunto a Lucca il +2,8%, mentre a Pistoia il +4,5%.

Caterina Crepax: sotto il segno dei Pesci

Italiana, milanese, architetto d’interni, maestra dell’arte della carta. Figlia del noto fumettista Guido Crepax, creatore del personaggio “Valentina”, conosciuta, tradotta e pubblicata in tutto il mondo.

Caterina Crepax ha scelto la carta come unico ingrediente delle sue opere: carta di ogni tipo e provenienza, con piccole incursioni di filo metallico – dove necessario – e colla vinilica. Gli strumenti sono le mani, le forbici, manichini da sartoria come basi, teste di polistirolo, spilli, matite. E tanta santa pazienza, perché tutte le sue sculture di carta sono fatte a mano.

Famosa per i suoi stupendi arazzi, lampade, sculture con meravigliosi giochi di luce e abiti davvero sorprendenti, ha fatto della ricerca dello stupore il fulcro del suo interesse: «più passano gli anni e più sono convinta che sia uno dei motivi per cui valga la pena essere al mondo. Potere in qualche modo ricrearlo nelle persone con le mie piccole magie di carta è per me qualcosa di incredibile e sento il dovere di condividere questo dono della natura».

Ora ci stupisce ancora di più con un’esposizione dedicata ai pesci e in generale al mare, verso cui abbiamo davvero bisogno di sviluppare nuove empatie che passano dalla conoscenza ma anche dalle emozioni verso le sue misteriose creature acquatiche. Una mostra dal titolo “Sotto il segno dei pesci” curata da Irene Ivoi.

Caterina e il mondo dei pesci

Forse non è un caso che Caterina sia davvero nata sotto il segno dei Pesci: «e ascendente Sagittario, che comunque ha la coda di un pesce» precisa l’artista e prosegue «dicono dei Pesci che sono sensibili, spirituali, spesso artisti, sempre nel mondo dei sogni e dell’immaginazione, mutevoli, camaleontici, compassionevoli, calmi, timidi, resilienti. I nati sotto il segno dei Pesci amano la tranquillità che gli permette di riflettere e sognare; non sopportano il caos, la confusione, quindi, in generale, i luoghi affollati. Io da bambina avevo un’incredibile immaginazione e non parlavo quasi con nessuno. I Pesci, essendo timidi, spesso possono risultare inafferrabili».

«A qualcuno potrebbe ricordare “Alice nel paese delle meraviglie” in una favola eterna e reale al tempo stesso, come se tra fantasia e realtà non ci fosse molta differenza: «mi raccontavo storie nella testa e non ho mai smesso di farlo. Parlavo con i gatti e con le lumache che mi facevo scivolare sulle braccia e alle quali dipingevo il guscio con i pennarelli. La voce mi ha sempre dato fastidio, perché quando esce dalla bocca è diversa da come la senti dentro e spesso quello che dici non corrisponde esattamente a quello che vorresti comunicare». Un silenzio, quello dei pesci, che li rende simpatici ed empatici, perché i pesci «assaporano la meraviglia di tutto quel blu che li circonda senza bisogno di commentarlo».

La mostra all’Acquario Civico di Milano

Ed è proprio l’Acquario Civico di Milano l’istituzione cittadina dedicata allo studio e alla divulgazione dei temi legati alla biodiversità acquatica, a ospitare – inizialmente fino al 2 luglio ma poi per tutte l’estate – la mostra “Sotto il segno dei pesci”, interamente dedicata al mondo acquatico e alle creature che lo abitano.

L’esposizione racconta con ironia e poesia il personale mondo interiore dell’artista, nel quale, tra i colori e i chiaroscuri dell’acqua, possiamo ammirare “pesci metropolitani” e altre mitologiche e fantastiche creature acquatiche.

Un mondo onirico e surreale ricreato con la carta, un materiale semplice, di uso comune che Crepax ha saputo utilizzare come mezzo per dare vita alle sue visioni e ai suoi sogni. Opere realizzate interamente a mano che spesso donano nuova vita a materiali cartacei quotidiani, dimenticati e solitamente destinati a essere buttati.

«Una mostra che ci accompagna in un viaggio nelle profondità dell’acqua testimoniando la bellezza e l’importanza di questo elemento e ricordandoci l’urgenza della tutela dei sistemi acquatici» dichiara Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Milano.

Un interesse che rivela il fascino esercitato da quel pianeta acqua che in parte svela e in parte nasconde. La bellezza, la fragilità e l’armonia di un mondo riprodotto utilizzando la carta ci vengono restituite attraverso un materiale che è all’apparenza fragile ma nella realtà molto resistente.

Quando lavoro e passione coincidono

Il suo lavoro è una passione, o forse la sua passione a dar forma fisica ai sogni è diventato il suo lavoro. E la fonte d’ispirazione è il tutto che la circonda, costantemente affascinata e incuriosita da quello che osserva senza sosta, come un rilevatore di visioni: «trovo stimolante avere dei recinti, dei limiti da superare. Preferisco avere un tema, una realtà da interpretare con fantasia, più che lavorare a briglia sciolta. Se non ci sono limiti reali, me li creo io e cerco di rispettarli e fronteggiarli con ironia. Ci metto ancora più impegno e passione. Come è quest’ultima a spingermi a lavorazioni sempre più complesse, a dettagli più sorprendenti, alla ricerca del pezzo perfetto. Una costante sfida a me stessa e alle mie capacità creative e manuali. Quando mi propongono una cosa, non mi tiro mai indietro, dico sempre “si può fare”. E i miei elfi mi spalleggiano, come fidi guerrieri di un minuscolo esercito di carta, pronti a tagliuzzare, piegare, plissettare, spiegazzare, arrotolare, intarsiare».

Un mistero emozionante che viene dal profondo

«Sono rimasta incollata a queste sculture non solo per la loro mirabile fattura ma anche perché questi animali silenziosi e gentili sanno suscitare piccole nostalgie e ricordi» scrive la curatrice della mostra Irene Ivoi. «Ma anche perché sono così pieni di mistero. Perché di essi sappiamo alquanto poco. Perché si muovono e scompaiono a velocità per noi irraggiungibili. Perché chissà quante volte ciascuno di noi ha sperato di poterne toccare o prenderne uno quasi come una sfida impossibile. Perché quasi sempre non capiamo la ragione del loro muoversi e ondeggiare. Perché abitano un sistema, l’acqua, per noi impraticabile salvo che per nuotare o giocare».

Un mistero emozionante che viene dalle profondità del mare, dove i rumori diventano silenzio, la luce spesso non arriva e l’acqua diventa buia: «tutto questo contribuisce alla costruzione delle emozioni che questi animali suscitano in noi quando si svelano nella loro fisicità» conclude Ivoi.

Una mostra che ci emoziona e ci fa pensare

Un messaggio importante in un momento in cui sappiamo quanto mari, laghi, oceani e fiumi con la loro fauna e flora siano minacciati dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dall’inefficacia o assenza di politiche in grado di proteggerli. «Il cosiddetto alto mare, l’area dell’oceano che si trova oltre le acque nazionali dei paesi, è il più grande habitat sulla Terra e ospita milioni di specie, ma solo recentemente le Nazioni Unite hanno raggiunto e firmato un trattato per proteggerlo» continua Irene Ivoi.

Quindi la consapevolezza è che la strada da compiere sia ancora tanta e il ruolo di tutti non è irrilevante, quindi tutte le azioni sono significative: «oggi verso il mare abbiamo davvero bisogno di sviluppare nuove empatie che passano dalla conoscenza ma anche dalle emozioni verso le sue misteriose creature acquatiche», conclude.

27° Rapporto Annuale Comieco

Il 27° Rapporto Annuale di Comieco delinea una situazione italiana caratterizzata da un andamento ovunque positivo, i volumi complessivi di raccolta comunale crescono di oltre 110mila tonnellate, segnale importante dopo lo stop registrato con i dati del 2020.

Al Nord i dati mostrano come si sia tornati ai livelli 2019 recuperando completamente il passo falso del 2020. La raccolta cresce di 36mila tonnellate (+2%), con Liguria e soprattutto Emilia Romagna a trascinare la ripresa. Quest’ultima, con oltre 88 kg/anno di raccolta pro-capite, si colloca anche in testa alla graduatoria a livello nazionale. Una menzione particolare per la Lombardia che con oltre 570mila tonnellate è il bacino regionale più rappresentativo in termini di volumi raccolti.

Il Centro, che nel passaggio da 2019 al 2020 era sceso di oltre 20mila tonnellate, fa registrare un +37mila ton (+4,5%) recuperando con gli interessi quando era stato perduto. Anche in questo caso il traino viene da un territorio che ha il riciclo nel proprio DNA. La Toscana, grazie alla ripresa dei flussi turistici ma anche a interventi sui servizi, contribuisce per quasi il 50% alla crescita d’area e con oltre 85 kg/ab si posiziona al secondo posto nazionale della raccolta pro-capite.

Il Sud conferma anche nel 2021 l’aumento della raccolta differenziata di carta e cartone, e il suo percorso di recupero nei confronti delle macro aree Nord e Centro con 38mila tonnellate in più: una crescita del 4,3%, migliore di quanto fatto l’anno precedente. Il salto più consistente è quello della Sicilia che con +14mila tonnellate supera i 40 kg/ab per la prima volta nella sua storia, contribuendo per ben 1/3 alla crescita del Mezzogiorno e per il 13% alla crescita complessiva nazionale. Il modello però è quello della Sardegna che con oltre 60 kg/ab guida la classifica pro-capite al meridione ed è in linea con il dato medio nazionale. Se tutto il Sud raccogliesse come l’isola dei nuraghi si arriverebbe a una raccolta complessiva di oltre 1,2 milioni di tonnellate rispetto alle 940mila attuali.

Pefc 2022: in aumento le foreste gestite in modo sostenibile in Italia

Nell’ultimo anno in Italia è aumentata la superficie forestale gestita in maniera sostenibile: il 2021 si è infatti chiuso positivamente con 892.609,63 ettari certificati con un incremento di circa 3.600 ettari rispetto al 2020. Sono i dati che emergono dal nuovo Rapporto Annuale del Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale.

A livello territoriale, il 2021 ha visto l’entrata della certificazione in due nuove regioni, Liguria e Calabria, portando così a 14 il numero di regioni e Province Autonome. Il Trentino Alto-Adige si conferma capofila, in quanto regione con la superficie forestale certificata più estesa con 556.147,9 ettari. Al secondo posto il Friuli Venezia Giulia, con 95.163,78 ettari, mentre al terzo il Veneto con 74.410,95. A seguire ci sono le superfici forestali certificate di Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Emilia Romagna, Umbria e Marche, con le prime certificazioni ottenute nel 2021 in Liguria e Calabria.

Il 2021 ha inoltre confermato l’andamento positivo, già visto nel 2020, per quanto riguarda il numero di aziende di trasformazione che scelgono legno provenienti da foreste certificate: l’incremento, spiega il Pefc Italia, è dell’8,4%, con 134 nuove aziende che hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia Pefc, per un totale di 1.278.

A livello geografico, la maggior parte delle aziende con certificazione di tracciabilità (Catena di Custodia) si trova al Nord (1.051). Il Veneto si conferma sul primo gradino del podio, con 287 aziende, seguito dalla Lombardia (211), dal Trentino Alto Adige (192) e dal Friuli Venezia Giulia (151). Al Centro le aziende certificate sono 175 e si concentrano in Toscana (64) e Lazio (44). Al Sud, infine, si contano 55 aziende, di cui la maggior parte in Campania (36); in Puglia sono 9 mentre in Sicilia si arriva a quota 5.

Aticelca, online il nuovo sito internet

La presenza web di Aticelca si arricchisce di un nuovo sito Internet, dedicato alle famiglie e ai consumatori. Il sito è infatti pensato come uno strumento di lavoro, ricco di contenuti mirati per gli operatori del settore, i Soci di Aticelca e in generale chi approccia il mondo della carta in un’ottica professionale. La grande diffusione che sta avendo il marchio “Riciclabile con la carta – Aticelca 501” ha quindi fatto emergere l’esigenza di disporre di un nuovo sito Internet che, in parole semplici e chiare, racconti cos’è il marchio e perché è importante riciclare la carta. Il sito www.riciclabileconlacarta.it consente inoltre ai consumatori di verificare, attraverso il codice univoco, che il marchio che si trova sui prodotti e sulle confezioni acquistate corrisponda a una effettiva concessione d’uso. In parallelo l’associazione ha anche creato un canale Instagram dove si possono trovare fotografie di prodotti e confezioni che hanno il marchio “Riciclabile con la carta – Aticelca 501”.