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Valeria Teruzzi

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Crisi manifatturiera UE: biomassa e circolarità chiave per la competitività

La manifattura europea è in crisi: nel 2025 la produzione è crollata fino al 40% rispetto al 2018, con circa 200.000 posti di lavoro persi nell’ultimo anno. In questo contesto, l’industria della cellulosa e carta – pur tra difficoltà legate a domanda debole, prezzi energetici elevati e tensioni commerciali – si conferma un presidio strategico della bioeconomia continentale.

È quanto emerge dal report presentato da Deloitte al vertice informale dei Capi di Stato e di Governo dell’UE ad Alden-Biesen (12 febbraio), dedicato al rilancio della competitività europea.

Biomassa e circolarità: il vantaggio competitivo dell’Europa

Secondo lo studio, valorizzazione della biomassa e circolarità dei materiali rappresentano asset chiave per rafforzare la base industriale UE. Tuttavia, senza interventi rapidi e mirati, l’Europa rischia di perdere la leadership nella bioeconomia.

Il comparto forestale – regolato da normative nazionali – è oggi soggetto a oltre 100 atti legislativi europei che ne complicano sviluppo e investimenti. Anche la raccolta e il riciclo della carta restano frammentati tra gli Stati membri, ostacolando economie di scala e piena integrazione del mercato secondario delle fibre.

Standard elevati, mercato disallineato

Le industrie europee operano secondo gli standard più avanzati al mondo in termini di sostenibilità, impronta carbonica, condizioni di lavoro e innovazione. Tuttavia, questi requisiti non sono adeguatamente valorizzati dalla domanda di mercato, generando uno squilibrio competitivo rispetto a prodotti fossili importati da Paesi con standard ambientali meno stringenti.

In quest’ottica, il settore sostiene l’introduzione di strumenti mirati di “preferenza europea” e contenuto locale, per rafforzare la resilienza delle catene del valore critiche e l’autonomia strategica dell’Unione.

ETS e decarbonizzazione: risorse da redistribuire meglio

Il report evidenzia inoltre la complessità e l’insufficiente efficacia degli strumenti pubblici a supporto della decarbonizzazione industriale. In particolare, i proventi dell’ETS (Emission Trading Scheme) non sarebbero redistribuiti in modo adeguato agli investimenti innovativi.

Una migliore canalizzazione delle risorse ETS potrebbe rappresentare un “game changer” per consentire all’industria di raggiungere i target climatici 2030, accelerando elettrificazione, efficienza energetica e sviluppo di tecnologie a basse emissioni.

La posizione di Cepi

Per Cepi, l’industria cartaria europea ha già dimostrato risultati concreti: “L’industria europea della cellulosa e carta ha ridotto le proprie emissioni di gas serra di oltre il 50% rispetto ai livelli del 2005” afferma Jori Ringman, Cepi Director General. Tuttavia, alla luce di prezzi energetici elevati, domanda debole e guerra commerciale in corso, il settore chiede di mantenere i livelli di free allocation ETS per il periodo 2021-2025; confermare l’attuale lista di impianti ammissibili per il comparto; congelare fino al 2030 qualsiasi misura che aumenti ulteriormente i costi della CO₂.

Aticelca, elezioni 2026-2028: nominati il nuovo Consiglio Direttivo e il Collegio Sindacale

L’11 febbraio 2026 il Comitato elettorale di Aticelca, composto dai soci Gian Domenico Cagnola, Maurizio Giordano e Paolo Zaninelli, ha completato la procedura di scrutinio per le elezioni del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale per il triennio 2026-2028.

Nuovo Consiglio Direttivo di Aticelca 2026-2028

Sono stati eletti i seguenti membri:

Nuovo Collegio Sindacale di Aticelca 2026-2028

I membri eletti del Collegio Sindacale sono:

Dichiarazione di Anversa: industria cartaria italiana stretta tra caro energia, ETS e paradosso del riciclo

L’industria cartaria italiana rilancia l’appello per un Patto Industriale Europeo a sostegno della competitività manifatturiera. Al centro del dibattito il vertice di Anversa, che ha visto la partecipazione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, capi di Stato e commissari UE, insieme al presidente di Cepi Marco Eikelenboom, CEO di Sappi Europe in rappresentanza dell’industria cartaria europea.

L’incontro si inserisce nel percorso avviato con la Dichiarazione di Anversa, iniziativa sostenuta da oltre 1.300 organizzazioni industriali europee che chiede un Patto Industriale a complemento del Green Deal, con l’obiettivo di riportare la competitività al centro dell’agenda UE.

Assocarta: “Rischio deindustrializzazione senza interventi su energia ed ETS”

Assocarta sostiene con forza la Dichiarazione e sollecita politiche europee capaci di coniugare investimenti, occupazione e transizione climatica.

«Le industrie ad alta intensità energetica stanno affrontando pressioni senza precedenti», dichiara il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli.

Secondo Poli:

  • I costi dell’energia restano circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi

  • I prezzi dell’ETS (Emission Trading System) sono quadruplicati rispetto al pre-Covid

  • Le pratiche commerciali sleali, aggravate dai dazi statunitensi, erodono la competitività

«Senza interventi immediati su energia, ETS e difesa commerciale, il rischio di una deindustrializzazione irreversibile è concreto», sottolinea Poli.

Asimmetrie energetiche e ambientali: il nodo europeo

Un ulteriore elemento critico riguarda le forti asimmetrie nei costi energetici e ambientali tra Stati membri, che penalizzano la produzione nazionale e incentivano la delocalizzazione degli investimenti.

Il settore cartario europeo rientra tra le industrie manifatturiere ad alta intensità energetica che complessivamente generano oltre 1.500 miliardi di euro di fatturato e occupano 6,6 milioni di lavoratori diretti in Europa.

Il paradosso del riciclo: Italia leader ma export di macero in crescita

Accanto alla crisi energetica emerge il cosiddetto paradosso del riciclo. L’Italia è leader nel recupero della carta, ma ogni anno esporta oltre 1,7 milioni di tonnellate di macero, pari a circa un quarto della raccolta nazionale. Parte di questa materia prima viene trasformata all’estero per poi rientrare nel nostro Paese sotto forma di prodotti finiti.

Il risultato:

  • perdita di valore industriale aggiunto

  • riduzione dei benefici ambientali legati al riciclo di prossimità

  • impatto negativo su occupazione e filiera grafica

Dal 2025 hanno cessato l’attività sei cartiere su circa 150 impianti, mentre il sistema produttivo opera sotto la soglia ottimale del 90–95% di utilizzo della capacità.

Industria e transizione verde: un equilibrio da ricostruire

«La Dichiarazione di Anversa indica una direzione chiara», conclude Poli. «Servono energia competitiva, un ETS sostenibile e politiche industriali europee coerenti per mantenere la produzione in Europa. Senza industria, non c’è transizione verde né vera economia circolare».

Per la filiera grafica e cartaria italiana il tema è strategico: costi energetici, sostenibilità ambientale e competitività internazionale rappresentano oggi le tre leve decisive per il futuro del comparto.

Rinnovo CCNL cartai e cartotecnici 2026–2028: aumento salariale e focus su giovani e sicurezza

È stato sottoscritto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i cartai e cartotecnici, scaduto il 31 dicembre 2024. Il nuovo CCNL cartai e cartotecnici avrà durata quadriennale, con validità dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2028, e interessa migliaia di lavoratori dell’industria cartaria, cartotecnica e grafica italiana.

L’accordo è stato firmato da Assocarta e Assografici insieme alle Organizzazioni Sindacali di settore e definisce gli aggiornamenti sia della parte economica sia di quella normativa, confermando il ruolo centrale delle relazioni industriali nel governo delle trasformazioni del comparto.

Aumenti salariali e recupero dell’inflazione

Uno degli elementi chiave del rinnovo riguarda il recupero dell’inflazione e la tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni. È prevista una rata iniziale di 125 euro a partire da aprile 2026, fortemente sostenuta dalle associazioni datoriali.

«Il rinnovo del CCNL rappresenta un passaggio rilevante per la nostra filiera industriale – ha dichiarato Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta – ed è il risultato di un confronto responsabile e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali. Abbiamo raggiunto un accordo equilibrato ed economicamente sostenibile, capace di rispondere concretamente alle esigenze dei lavoratori anche in una fase complessa per il settore».

Stabilità contrattuale per imprese e lavoratori

Per Carlo Montedoro, Presidente di Assografici, il nuovo contratto «fornisce un quadro contrattuale aggiornato e stabile, in grado di accompagnare imprese e lavoratori nelle prossime sfide industriali e organizzative, nel solco di un sistema di relazioni industriali solido e partecipato».

Il rinnovo del CCNL cartai cartotecnici e grafici si inserisce infatti in un contesto di forte evoluzione tecnologica, organizzativa e di mercato, che richiede strumenti contrattuali in grado di garantire competitività e qualità del lavoro.

Giovani, competenze e sicurezza al centro del nuovo CCNL

Particolare attenzione è stata dedicata all’attrattività del settore per le nuove generazioni. «L’accordo – ha sottolineato Amelio Cecchini, capo delegazione Assografici – è fortemente orientato a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso percorsi qualificati, opportunità di crescita professionale e strumenti contrattuali capaci di valorizzarne competenze e prospettive».

Le linee guida della trattativa hanno inoltre puntato su un ulteriore rafforzamento della sicurezza nei luoghi di lavoro, considerata elemento centrale per la tutela delle maestranze e per la qualità dell’occupazione nell’industria grafica, cartaria e cartotecnica.

Unicar Ravenna: hub strategico per Romagna, San Marino e Marche

La filiale di Ravenna di Unicar, dealer ufficiale Yale e Hyster per l’Italia, rafforza il proprio ruolo come hub logistico strategico per la Romagna, San Marino e l’area nord delle Marche. Il presidio, attivo dal 1993, si consolida grazie all’ampliamento della sede con una nuova struttura di 5.000 m², competenze trasversali e continuità di servizio, confermando l’impegno di Unicar nella movimentazione industriale e portuale.

Una storia di crescita e presenza territoriale

Fondata pochi mesi dopo la nascita di Unicar, la filiale di Ravenna ha rappresentato l’avvio del modello di presenza diretta sul territorio, consolidando il ruolo di dealer esclusivo Yale in Italia. Le prime forniture a clienti storici come Orogel e il Gruppo Ciclat hanno segnato l’inizio di un percorso di fiducia duraturo, oggi esteso a una clientela diversificata tra GDO, logistica, industria manifatturiera e attività portuali.

Dal 2004, sotto la guida di Luca Baldini, la filiale ha ampliato il perimetro operativo, evolvendo da una sede iniziale di dimensioni ridotte fino all’attuale spazio di Villanova di Bagnacavallo, che ospita 22 collaboratori e un hub completo di vendita, noleggio e assistenza.

Hub operativo e flotta completa per ogni esigenza

Oggi la filiale di Ravenna gestisce oltre 650 macchine sotto contratto di manutenzione e una flotta a noleggio di circa 500 mezzi, confermandosi punto di riferimento per il porto di Ravenna e per importanti operatori industriali e logistici, tra cui Compo Italia, Rosetti Marino, Gruppo Setramar, Nadep e Italterminal.

La filiale continua a sviluppare progetti ad alto valore applicativo, rinnovando collaborazioni storiche e fornendo carrelli elevatori Yale, Hyster e Carer, inclusi i modelli heavy-duty fino a 25 tonnellate, per garantire soluzioni affidabili anche in contesti produttivi complessi.

Unicar: partner strategico per imprese e logistica industriale

Con sede centrale a Nibionno (Lecco), Unicar SpA opera in tutta Italia con 8 filiali, 40 concessionari e oltre 220 addetti, offrendo servizi integrati di vendita, noleggio, consulenza e assistenza post-vendita. Il gruppo, guidato dal Vicepresidente Luca Spreafico, si distingue per una gamma di prodotti unica in Europa, dai transpallet compatti Yale ai carrelli portuali diesel Hyster, fino ai carrelli elettrici Carer heavy-duty, fiore all’occhiello del gruppo dal 2013.

La filiale di Ravenna rappresenta oggi un modello di eccellenza operativa, capace di garantire continuità, competenza tecnica e supporto concreto alle imprese del territorio, rafforzando quotidianamente il valore della rete Unicar in Italia.

Federazione Carta e Grafica: il “solo digitale” non garantisce un’informazione inclusiva e sostenibile

Nel dibattito europeo su digitale e consumatori, la Federazione Carta e Grafica difende il ruolo della carta per farmaci e scontrini: il rischio è un’informazione meno accessibile, meno equa e non davvero sostenibile.

Nel confronto in corso in Italia e in Europa sull’uso responsabile del digitale nella legislazione sui prodotti di consumo, la Federazione Carta e Grafica ribadisce una posizione netta: un approccio “solo digitale” non garantisce un’informazione pluralista, trasparente e realmente accessibile per tutti i consumatori.

Il tema riguarda ambiti particolarmente sensibili, come i foglietti illustrativi dei farmaci e la progressiva digitalizzazione degli scontrini di acquisto, oggi al centro di proposte normative europee come l’Omnibus IV e il Farma Package.

Digital divide e accesso all’informazione

Secondo i dati Eurostat, solo il 56% dei cittadini dell’Unione Europea tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, mentre restano completamente esclusi gli over 74. Limitare istruzioni, documentazione e informazioni di sicurezza esclusivamente al formato online presuppone quindi accesso a internet, dispositivi adeguati e competenze digitali non uniformemente distribuite.

In questo scenario, la carta continua a rappresentare uno strumento essenziale di inclusione, in grado di garantire immediatezza, comprensibilità e continuità dell’informazione, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Scontrini cartacei: tutela del consumatore e sostenibilità

Anche la progressiva eliminazione degli scontrini cartacei solleva criticità rilevanti. Oltre al tema del digital divide, emergono questioni legate a privacy, operatività e diritti del consumatore, senza che vi siano evidenze di reali benefici ambientali.

La Federazione ricorda infatti che le nuove carte termiche sono riciclabili e che la carta vanta in Europa tassi di riciclo tra i più alti in assoluto, inserendosi pienamente in un modello di economia circolare.

Critiche all’Omnibus IV

Particolare preoccupazione suscita l’impostazione dell’Omnibus IV, che consentirebbe ai consumatori di richiedere le istruzioni cartacee solo dopo l’acquisto, con tempi di attesa che possono arrivare fino a un mese. Una soluzione che, secondo la Federazione Carta e Grafica, compromette l’uso sicuro e immediato dei prodotti, soprattutto in settori come quello farmaceutico.

La disponibilità continua delle istruzioni su carta favorisce invece:

  • l’uso corretto dei prodotti

  • la riparabilità

  • il riutilizzo e la circolazione nel mercato dell’usato

  • una reale applicazione dei principi di sostenibilità e circolarità

Carta e digitale: una falsa contrapposizione

Nel documento di lavoro della Commissione Europea si afferma che “i progressi tecnologici nei dispositivi digitali riducono continuamente il consumo energetico, a differenza dei costi legati al ciclo di vita della carta”. Una posizione che la Federazione definisce fuorviante, perché ignora:

  • l’impatto ambientale dei rifiuti elettronici

  • il consumo energetico dei data center

  • l’elevata riciclabilità della carta in Europa

Un’informazione davvero inclusiva

Per la Federazione Carta e Grafica, garantire la presenza delle istruzioni cartacee all’interno dell’Omnibus IV e del Farma Package resta una condizione imprescindibile per assicurare un’informazione:

  • inclusiva

  • sostenibile

  • accessibile

  • coerente con i principi dell’economia circolare

Una transizione digitale responsabile, sottolinea la Federazione, non può prescindere da un approccio multicanale, in cui carta e digitale convivono a tutela dei cittadini e dell’ambiente.

Il libro d’arte come eccellenza del Made in Italy: progetto “Two Sides Love Paper” al MUSE di Trento

Il libro d’arte diventa protagonista della nuova mostra nella Galleria della Sostenibilità del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, realizzata da Assocarta, Cartiere del Garda e Printer Trento. L’iniziativa valorizza il libro non solo come eccellenza del Made in Italy, apprezzata da musei e editori internazionali, ma anche come esempio concreto di sostenibilità ambientale nella filiera della carta.

Two Sides Love Paper: la carta come elemento culturale e sostenibile

Il progetto si inserisce nella campagna internazionale Two Sides Love Paper, che promuove i benefici culturali e cognitivi della carta e ne valorizza il ruolo nella filiera produttiva italiana. La carta non è solo un supporto: diventa un elemento culturale attivo, capace di trasmettere conoscenza e sostenere la qualità della lettura.

Love Paper Week 2026: sostenibilità e filiera carta

Dal 2 al 6 febbraio 2026, la Love Paper Week coinvolgerà consumatori e operatori del settore carta, stampa e trasformazione – stampatori, distributori, produttori di imballaggi e professionisti. La manifestazione promuove i numerosi vantaggi ambientali, funzionali e creativi della carta, confermandone il ruolo anche nell’era digitale.

La filiera della carta italiana si distingue per sostenibilità e circolarità: il tasso di riciclo degli imballaggi in carta e cartone supera l’85%, tra i più alti in Europa. L’uso crescente di carta riciclata, l’efficienza nei consumi di energia e acqua e la gestione dei rifiuti rendono il settore un attore concreto della transizione verde. Nonostante i risultati, il 35% dei consumatori europei crede ancora che carta e imballaggi siano dannosi per l’ambiente e solo il 25% sa che il tasso di riciclo supera il 60%, mentre in realtà raggiunge il 75% (Two Sides Trend Tracker 2025; Rapporto di monitoraggio EPRC 2024).

Incontro “I cantieri della transizione ecologica”

Il 4 febbraio 2026, presso la Libreria Spazio Sette a Roma , si terrà l’incontro “I cantieri della transizione ecologica”, dedicato alle esperienze virtuose legate alla sostenibilità nella filiera della carta. L’evento favorirà il dialogo tra cultura, produzione e luoghi della conoscenza, mostrando come la transizione ecologica sia un percorso concreto e condiviso.

Confindustria Toscana Nord: il 2026 fra motivi di speranza e giustificate preoccupazioni

Il 2026 si apre “fra motivi di speranza e giustificate preoccupazioni”. È questo il quadro delineato da Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, nel comunicato diffuso all’inizio di gennaio, che traccia un’analisi articolata dello scenario internazionale, europeo e nazionale, con un’attenzione particolare alle condizioni di competitività del sistema industriale.

Secondo Romagnoli, la priorità assoluta resta la pace, “dal punto di vista umano in primo luogo, ma anche in ottica economica”. La presidente di Confindustria Toscana Nord sottolinea come una soluzione per il conflitto in Ucraina e un assetto più stabile in Medio Oriente siano obiettivi ancora lontani, ma non irrealistici, auspicando che il 2026 possa segnare una svolta. Sul piano economico globale, Romagnoli evidenzia gli effetti negativi dei dazi americani sul principio del libero scambio e sullo sviluppo del commercio internazionale.

Guardando all’Europa, Romagnoli richiama il peso del fattore valutario, che penalizza l’export delle imprese, in particolare verso gli Stati Uniti. Tra i segnali positivi cita il superamento del divieto totale di vendita dei motori endotermici dal 2035 e l’apertura al principio della neutralità tecnologica per il raggiungimento degli obiettivi ambientali, pur giudicando il cambio di rotta “parziale” e frutto di un coraggio limitato da parte di Bruxelles. La sostenibilità, ribadisce, resta un tema strategico, ma va affrontata con pragmatismo, coniugando ambiente ed economia. Romagnoli ricorda inoltre il ruolo fondamentale delle risorse del PNRR nel sostenere il PIL italiano, un supporto destinato a venir meno.

Ampio spazio viene dedicato alla manovra di bilancio 2026. Romagnoli sottolinea come l’azione di Confindustria sia stata determinante per correggere un’impostazione iniziale poco convincente. Tra le misure più rilevanti per il sistema industriale cita l’estensione dell’iperammortamento fino a settembre 2028, giudicata un incentivo importante agli investimenti, e il ripristino della possibilità di compensare i crediti d’imposta agevolativi con contributi previdenziali, assistenziali e premi INAIL, a tutela della liquidità delle imprese. Critiche, invece, le valutazioni sulle risorse destinate a Transizione 5.0, oggetto di continui ripensamenti che hanno lasciato molte imprese insoddisfatte.

Sul fronte energetico, Romagnoli segnala l’avvio operativo dell’Energy Release 2.0, il meccanismo che prevede energia elettrica a prezzo calmierato per le imprese energivore impegnate nelle rinnovabili. Resta però aperto il nodo del differenziale di prezzo del gas tra il mercato europeo TTF e quello italiano PSV, oltre alla necessità di disaccoppiare i prezzi di gas ed energia elettrica.

A livello territoriale, la presidente di Confindustria Toscana Nord evidenzia la fase di transizione legata al recente insediamento del nuovo governo regionale, con primi contatti improntati alla collaborazione. Il 2026 sarà inoltre un anno elettorale significativo per Pistoia e Prato, entrambe interessate da elezioni amministrative anticipate, in un contesto di dialogo costante con le amministrazioni locali.

Il filo conduttore dell’analisi, conclude Romagnoli, è la centralità dell’industria come motore di sviluppo e occupazione. Il rischio di deindustrializzazione è reale per il Paese, anche se meno percepibile nelle province di Confindustria Toscana Nord. Il manifatturiero, ricorda, rappresenta una quota decisiva di produzione, investimenti, ricerca e sviluppo ed export, ma soffre problemi di competitività legati a scelte politiche e amministrative. In questo contesto, la speranza per il 2026 deve essere “attiva, costruttiva e orientata a un futuro che può essere davvero migliore”.

Cepi: UE – Mercosur, l’industria europea della carta chiede una rapida ratifica dell’accordo

L’industria europea della cellulosa e della carta accoglie con favore la firma dell’Accordo di partenariato UE-Mercosur e sollecita il Parlamento europeo a procedere rapidamente con la ratifica. È quanto emerge dalla posizione espressa da Cepi, la Confederazione delle Industrie Cartarie Europee, che evidenzia le opportunità industriali e commerciali legate all’intesa.

L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi su oltre il 90% degli scambi tra Unione europea e Paesi Mercosur. In particolare, verrebbero azzerati i dazi sull’85% della cellulosa e sul 90% delle esportazioni europee di carta e cartone verso il Sud America. Per il settore europeo si tratta di un passaggio strategico, destinato a riequilibrare una relazione commerciale finora asimmetrica: dal 2004 l’UE applica infatti dazi zero alle importazioni di cellulosa e prodotti cartari, mentre i Paesi Mercosur hanno continuato a imporre tariffe elevate sui prodotti europei.

Secondo Cepi, proprio questo elemento riduce il rischio di un aumento significativo delle importazioni di carta e cellulosa dal Mercosur, dal momento che il mercato europeo è già completamente aperto da oltre vent’anni. Al contrario, l’accordo potrebbe rafforzare le esportazioni europee di prodotti a maggior valore aggiunto.

In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni commerciali, in particolare tra UE e Stati Uniti, i rapporti tra Europa e Mercosur nel comparto cartario restano fortemente interdipendenti. L’Europa è un esportatore netto di carta e cartone di alta qualità, ma al tempo stesso importa dal Mercosur importanti volumi di cellulosa di mercato, materia prima essenziale per la produzione.

Un punto centrale dell’accordo riguarda la sostenibilità. Il capitolo su Commercio e Sviluppo Sostenibile è stato rafforzato da un allegato giuridicamente vincolante che introduce impegni specifici contro la deforestazione e prevede meccanismi di risoluzione delle controversie. Per Cepi, l’efficacia dell’accordo dipenderà dall’attuazione rigorosa di questi impegni, in linea con gli standard ambientali e sociali già adottati dall’industria europea e da parte del settore forestale brasiliano.

A sottolineare la posizione del settore è il direttore generale di Cepi, Jori Ringman: «L’industria europea della cellulosa e della carta crede nei principi del libero scambio e della concorrenza leale, senza però scendere a compromessi sulla sostenibilità. Preferiamo commerciare e competere con operatori che rispettino le stesse regole climatiche, ambientali e sociali che applichiamo in Europa».

Ringman evidenzia inoltre il ruolo internazionale del comparto: «Il settore europeo della cellulosa e della carta resta un forte esportatore. Per questo sosteniamo un commercio basato su regole chiare e partnership affidabili, che devono rimanere lo standard in un panorama commerciale globale sempre più dinamico».

L’accordo UE-Mercosur rappresenta il più ampio trattato commerciale mai concluso dall’Unione europea e arriva in una fase in cui entrambe le aree cercano di diversificare i propri partner commerciali. Per l’industria europea della carta, la ratifica rapida è considerata un passaggio chiave per rafforzare la competitività del settore e consolidare relazioni commerciali basate su regole condivise e sostenibilità.

Prezzi del gas alle stelle: Assocarta chiede interventi immediati

Le imprese industriali italiane, in particolare quelle del settore cartario, affrontano un aumento insostenibile dei prezzi del gas. Il differenziale tra il PSV italiano e il TTF europeo ha raggiunto oggi i 7,5 €/MWh, un livello che, secondo Assocarta, “non è più sostenibile né accettabile”.

L’associazione evidenzia come questo divario non sia giustificato dai fattori climatici: “I primi freddi non possono spiegare un aumento dei prezzi simile – spiegano da Assocarta – e in tutta Europa i prezzi stanno addirittura scendendo”. Lo stoccaggio nazionale, al 70%, risulta superiore alla media europea del 60%, rendendo ancora più incomprensibile il rincaro dei prezzi in Italia.

Le ripercussioni economiche sono significative: un aumento di 8 €/MWh nel gas si traduce in circa 16 €/MWh in più sul prezzo dell’energia elettrica, con effetti diretti su imprese e famiglie italiane.

Assocarta sollecita quindi un intervento immediato del Governo per riportare i prezzi a livelli più vicini al resto d’Europa e garantire la competitività del settore cartario italiano. “Il Governo intervenga senza indugi – conclude l’associazione – per porre fine a questa situazione”.