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Valeria Teruzzi

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Prima indagine conoscitiva sulle misure di prevenzione

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Da Ispra la prima indagine conoscitiva sulle misure di prevenzione della produzione di rifiuti urbani adottate dalle amministrazioni locali a cui è stato somministrato uno specifico questionario. Tale questionario, articolato in 36 domande elaborate alla luce dell’impostazione del Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti (PNPR), ha preso in considerazione sia le misure di carattere generale/orizzontale sia le misure specifiche di prevenzione dei rifiuti, in base a un approccio focalizzato su particolari flussi di rifiuti/prodotti ritenuti prioritari.

L’obiettivo dell’indagine è rappresentato non solo dalla necessità di monitorare l’attuazione del PNPR, ma anche quello di definire nuovi indicatori sulla base delle informazioni acquisite sulle misure di prevenzione attuate a livello locale. Il lavoro rientra nell’ambito della Convenzione con il Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare relativa ad attività di ricerca tecnico – scientifica e giuridico – amministrativa volte a garantire l’attuazione dell’articolo 206 bis del D.lgs 152/2006 relativo alla Vigilanza e Controllo in materia di rifiuti.

Ingegneri della carta

Arriva a Lucca il corso di laurea magistrale in “Tecnologia e produzione della carta e del cartone”. Il corso è rivolto al settore cartario e cartotecnico ed è promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa.

Ha preso il via a ottobre 2020 a Lucca il primo corso di laurea d’ingegneria rivolto al settore cartario e cartotecnico promosso dal “Dipartimento di Ingegneria Civile ed Industriale” dell’Università di Pisa.

Unica in Italia, la laurea magistrale in “Tecnologia e produzione della carta e del cartone” si propone al servizio del distretto economico più importante della provincia di Lucca, ma con aspirazioni internazionali e collaborazioni con diverse Università in tutta Europa.

È intenzione dell’Università creare, per le prossime edizioni, infatti, un corso di laurea congiunto con alcuni atenei europei.

Tenuto completamente in lingua inglese, il corso presenta un piano di studi che amplia e sviluppa la positiva esperienza del precedente Master Universitario.

Sempre a Lucca si è tenuto, infatti, per diciassette anni consecutivi, il master di primo livello rivolto all’ambito cartario e cartotecnico. Punto di forza del corso era la compresenza di docenti universitari, con docenti provenienti direttamente dal mondo aziendale. Una formula vincente che è stata ripresa dal corso di laurea che vede come insegnanti molti dirigenti delle imprese del settore.

A causa della pandemia in corso, le lezioni si tengono on line. Non appena sarà possibile ritornare in presenza, le aule saranno quelle della sede della Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca in via S. Micheletto 3, ma sarà mantenuta una forma integrata di didattica in modo che anche i lavoratori possano seguire il percorso. La stessa Fondazione ha seguito e approvato gli sviluppi e l’esito del progetto della laurea.

Un articolato piano di studi

Il piano di studi prevede, per il primo anno, lo studio delle seguenti materie: Chimica e tecnologia della carta, Disegno assistito al calcolatore, Progettazione meccanica e costruzione di macchine, Impianti per la produzione della carta e del cartone, Automazione e azionamenti, Informatica per l’industria.

Al secondo anno, gli studenti si incentreranno invece su: Impianti per la trasformazione della carta e del cartone, Sistemi energetici ed efficienza energetica, Gestione della manutenzione industriale, Sostenibilità ed economia circolare. Sono previsti, inoltre, due esami a scelta e il tirocinio aziendale che precede il sostenimento della tesi.

Possono iscriversi al corso – fino al 31 dicembre di ogni anno – i laureati di primo livello in ingegneria industriale che potranno avere l’opportunità di effettuare tirocini in Italia e all’estero in aziende del comparto di grande prestigio.

In partnership con il settore

Molte le aziende del territorio, locali ma anche multinazionali, che collaborano alla laurea: Sofidel, Lucart, DS Smith, Toscotec, Fosber, Oradoc, Cartografica Galeotti, Mondialcarta, A.Celli, Pcmc, Lucense, Ecoverde, Ecol Studio, Cartiere Modesto Cardella. Ma anche le associazioni nazionali di categoria come Assocarta e Aticelca, insieme a Confindustria Toscana Nord, hanno lavorato alla definizione del piano di studi.

«Con questo corso di laurea si crea una figura professionale altamente specializzata» dice Marco Frosolini, professore dell’Università di Pisa e presidente del corso «dotata di una formazione interdisciplinare sui processi, sugli impianti e sui prodotti caratteristici dell’industria cartaria. Grande attenzione sarà rivolta allo studio e alla ricerca sui processi, sui materiali e sulle tecnologie abilitanti per i nuovi modelli di Industria 4.0 e di economia circolare, cui anche l’industria cartaria sta indirizzando la propria attenzione. È importante ricordare, infine, che il corso nasce con vocazione decisamente internazionale: corsi in lingua inglese, contatti con Università e istituzioni europee, nell’ottica di arrivare, in un futuro non troppo lontano, a un corso congiunto con importanti atenei europei».

Il nuovo corso si pone come elemento conclusivo di un lungo percorso formativo già ben consolidato sul territorio, che vede percorsi professionali specializzati nelle scuole superiori, lo svolgimento di corsi ITS dedicati alla carta e al cartone, per arrivare alle lauree triennali di ingegneria industriale e di chimica con moduli caratterizzanti appositamente creati per questo importante settore economico.

Diventare un polo di ricerca

Fra gli obiettivi di più largo respiro della laurea c’è senza dubbio l’istituzione di un polo di ricerca specializzato e dedicato a disposizione del distretto cartario.

«Questo consentirà alle imprese» continua il prof. Frosolini «senza alcun costo addizionale, di studiare tematiche innovative come l’Industria 4.0 e le tecnologie per la digitalizzazione, i nanomateriali, i biopolimeri o gli inchiostri conduttivi. Tutto questo per attuare concretamente il trasferimento tecnologico di cui necessita il comparto».

Al vaglio anche la possibilità di avviare pubblicazioni tecniche regolari su riviste internazionali o coordinare i risultati delle ricerche da tutto il mondo, attraverso la partecipazione di accademici nazionali e internazionali e degli esperti del mondo della carta.

A corollario del percorso di studi, la laurea si propone anche di organizzare seminari ed eventi specifici aperti a tutti gli stakeholder, così come winter e/o summer schools in cui affrontare tematiche attuali o approfondire ricerche e studi.

Per le informazioni di dettaglio è possibile collegarsi al sito dell’Università di Pisa dedicato alla laurea.

 

Veicoli connessi e IoT, il nuovo business è a quattro ruote

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Quando si parla di IoT e automotive spesso ci si limita alla narrazione dei veicoli a guida autonoma, ma lo scenario che si sta aprendo è decisamente più ampio e concreto, con vantaggi per utenti e fornitori.

Si può affermare senza dubbio alcuno che il mondo automotive sia uno fra i più avanzati nell’adozione dell’IoT, e i motivi sono facilmente comprensibili. Questa tecnologia abilitante, infatti, consente di realizzare una vasta gamma di funzioni e servizi che sarebbero altrimenti impossibili.

Un primo e quasi automatico esempio potrebbe essere quello dei sistemi di sicurezza contro il furto dei veicoli.

Facile comprendere l’enorme valore aggiunto offerto dall’IoT in questo ambito: un dispositivo connesso rende rintracciabile il veicolo rubato in ogni momento, può indicarne la posizione con elevata precisione e perfino impedirne l’accensione o inviare alle forze dell’ordine informazioni preziose e utili al recupero dell’automezzo.

Altrettanto chiaro è il potenziale commerciale per questo tipo di servizi basati su sensori IoT, sia come offerta autonoma, sia nel quadro di un più ampio portfolio, proposto da società di fleet management, operatori telco o direttamente dalle stesse case automobilistiche.

Rimanendo sul solco della sicurezza, non meno importante è la possibilità offerta dall’IoT in ambito automotive per quanto attiene agli interventi in caso di incidente.

In questo caso, un dispositivo a bordo del veicolo è in grado rilevare in modo automatico e in tempo reale una collisione, valutando in tempo reale la gravità dell’evento e comunicando alla centrale operativa, dove gli operatori saranno in grado di intervenire tempestivamente.

Si tratta di un caso d’uso rilevante sia dal punto di vista delle possibilità di mercato, sia per il potenziale abilitante nella salvaguardia della salute fisica. Giova infatti ricordare che nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, dei quasi quasi 3.200 con esito fatale.

Sebbene sia oggettivamente impossibile quantificare gli effetti benefici di una diffusione capillare di questo tipo di implementazione dell’IoT nel settore automotive, è evidente a priori il beneficio sociale ottenibile.

Anche il sistema di assistenza stradale e le società operanti nel settore possono godere di ampi benefici dalle tecnologie IoT. Infatti la comunicazione bidirezionale con veicolo e conducente rendono molto più interattiva e tempestiva l’attività di soccorso all’automobilista rimasto in panne.

In queste situazioni l’utilizzo di sensoristica e sistemi di gestione IoT minimizza disagi e tempo perso: niente più affannose ricerche di carri attrezzi, magari in pieno inverno o sotto il caldissimo sole agostano. Facile immaginare un gran numero di potenziali clienti per un servizio di questo tipo, così come numerosi canali di vendita.

La manutenzione dei veicoli, peraltro, è da sempre un tasto dolente per ogni fleet manager di organizzazioni con centinaia o anche migliaia di automezzi.

In questo caso tecnologie IoT sono un vero supporto, dato che in modo proattivo comunicano quando è tempo di effettuare interventi di manutenzione programmata, sulla base di parametri preimpostati: ad esempio, i chilometri percorsi o gli anni di servizio.

Questi dispositivi, inoltre, possono contribuire in modo decisivo a una concreta applicazione del concetto di manutenzione predittiva: grazie alla capacità di calcolo erogata da sistemi di edge computing, analizzano i parametri del veicolo e avvisano gli operatori di eventuali criticità.

Questo permette di avvisare tempestivamente il conducente ed evitare l’insorgere di danni gravi, oltre a preservare l’incolumità stessa di chi si trova a bordo.

Ci troviamo, quindi, oltre che di fronte a un eclatante esempio dell’efficacia della tecnologia IoT, in una classica situazione cosiddetta win-win: benefici per tutti, utenti e fornitori del servizio.

Anche le ormai famose scatole nere che sempre più compagnie assicurative propongono (o anche impongono) ai propri clienti altro non sono che dispositivi IoT.

Poter contare su dati oggettivi in caso di incidente (ad esempio, la velocità cui viaggiava un veicolo, oppure se era fermo) mitiga i rischi di frode assicurativa e al tempo stesso tutela i conducenti che agiscono correttamente, agevolando rimborsi puntuali e precisi, facilitando l’attribuzione delle responsabilità coerenti con le dinamiche.

A tutte queste applicazioni della tecnologia IoT al settore automotive se ne possono aggiungere altre, ipotizzando nuovi business model.

Sono tutti quelli basati sul modello a consumo, connotati da un utilizzo saltuario dell’autovettura.

Un esempio per tutti: l’IoT è applicabile per la gestione assicurativa delle auto presenti nelle seconde case di non pochi italiani, che sarebbero sicuramente felici di poter pagare solamente in funzione del reale utilizzo del veicolo.

In tutti gli utilizzi che abbiamo descritto emerge un comune denominatore: il beneficio per tutte le componenti di questo mercato.

Infatti, in ambito automotive l’IoT è un vero abilitatore di vantaggi: per il conducente, che può avere maggiore sicurezza e assistenza, per il proprietario del veicolo, più garantito da ogni punto di vista, si tratti di sicurezza, assistenza o furto, per fleet manager, compagnie assicurative, case automobilistiche e telco, che hanno di fronte un vasto mercato per cui creare servizi.

Vodafone Business, con la cybersecurity le aziende difendono il proprio investimento

L’innovazione digitale non è completa se non si intende la cybersecurity come uno strumento di business: una guida alla scelta delle soluzioni di valore per l’aziendaSono numerose le tecnologie e le azioni su cui si basa la trasformazione digitale delle Pmi, dall’ecommerce alla banda larga, dagli audit alla duplicazione in digitale dell’azienda, ma affinché gli strumenti informatici diano il risultato che un imprenditore si attende, manca ancora un tassello fondamentale: la cybersecurity.
Nei fatti la cybersecurity dovrebbe essere la prima cosa a cui prestare attenzione nei processi di rinnovamento aziendale. Infatti, sarebbe superfluo scegliere soluzioni e software best in class senza aver pensato a come proteggerle da hacker e cybercriminali che agiscono a livello globale.
Ad affiancare i piccoli imprenditori italiani, in una lotta altrimenti impari, è Vodafone Business. La società, forte di un punto di osservazione a 360 gradi su tutto quanto avviene nel settore informatico, dimostra ancora una volta due doti essenziali: la capacità di comprendere le esigenze delle aziende e la competenza nel selezionare le migliori risposte presenti sul mercato, liberando il potenziale degli imprenditori e sgravandoli da compiti per loro meno tradizionali, come appunto la gestione della cybersecurity.
Sono diversi i campi d’azione di cui è necessario tenere conto, e per cui Vodafone Business ha approntato risposte concrete: la sicurezza degli smartphone, che come ogni altro device possono essere oggetto di attacchi informatici; la gestione dei dispositivi mobili, fondamentale in caso di furto o smarrimento, per mettere in sicurezza i dati conservati e per bloccare il device perso o rubato; la protezione degli endpoint tradizionali, come laptop o desktop; prodotti appositamente pensati per la protezione degli ecosistemi cloud o del mondo Microsoft; la threat intelligence, vero alleato digitale per identificare e risolvere le vulnerabilità di una infrastruttura.

La protezione dei device mobili
Oggi particolare attenzione deve essere rivolta a un endpoint ormai centrale, lo smartphone, che spesso (a torto) non viene considerato come oggetto delle iniziative di cybersecurity. I dispositivi portatili, infatti, infondono non di rado un (falso) senso di sicurezza negli utenti aziendali.
Sarebbe facile immaginare che il passaggio obbligato attraverso gli app store sia un filtro sufficiente a evitare qualsiasi tipo di attacco informatico. Questo purtroppo non è vero: non di rado capita che app malevole siano in grado di sfuggire ai controlli preventivi e in ogni caso proprio sugli smartphone viene utilizzato uno dei principali vettori di infezione: le email. Per non dire della stessa navigazione web, che espone a rischio di furto di dati. Come se non bastasse, esiste la concreta possibilità di smarrire o subire il furto del device, con dati privati o sensibili all’interno.
Per prevenire e affrontare queste tipologie di rischi Vodafone Device Manager è una soluzione completa, in grado di proteggere al meglio gli smartphone aziendali con il loro prezioso contenuto informativo.
È possibile impostare da remoto le password aziendali, localizzare i device e cancellare i dati sensibili contenuti nei dispositivi. Oltre a ciò, Vodafone Device Manager consente di controllare le app installate sui device e abilitare l’utilizzo dei soli servizi utili all’azienda. Tramite una semplice e intuitiva console è possibile configurare i servizi email e le connessioni. Per evitare sorprese in fattura, Vodafone Device Manager integra la gestione dei costi del traffico estero, e permette di controllare la conformità dei device alle policy aziendali.

Endpoint protection per smartphone
A completamento della sicurezza dei device mobili, la soluzione di endpoint protection Lookout Mobile è un’applicazione intuitiva pensata per le piccole attività, che offre protezione completa e avanzata dalle minacce su dispositivi Android e iOS.
È ideale per le piccole aziende in quanto non serve avere un sistema cosiddetto Mdm (Mobile device management) già integrato o risorse per gestire una console centrale. Per rendere efficiente la soluzione di protezione, Lookout ha raccolto uno dei più grandi dataset sulla sicurezza mobile grazie alle sue dimensioni mondiali e al focus sul mondo mobile.
Lookout ha collezionato dati di sicurezza da oltre 170 milioni di dispositivi al mondo e più di 70 milioni di app, aggiungendone fino a 90.000 ogni giorno. Questa rete globale di sensori permette alla piattaforma Lookout di essere predittiva, utilizzando la machine intelligence per individuare pattern complessi indicativi del rischio, che altrimenti si sottrarrebbero all’analisi umana.

La protezione degli endpoint e del cloud
Per difendere laptop, personal computer, servizi cloud ed email, Vodafone Business ha scelto le soluzioni di Trend Micro. Leader di settore nella cybersecurity, Trend Micro ha una lineup in grado di supportare al meglio le piccole e medie imprese (ma non solo). Trend Micro Worry-Free Services utilizza una combinazione di tecniche avanzate di protezione dalle minacce per eliminare le lacune di sicurezza in qualsiasi attività utente o endpoint. Il software apprende, si adatta e condivide automaticamente le informazioni sulle minacce all’interno dell’ambiente in uso; esegue rilevamento e risposta automatici contro una varietà sempre crescente di minacce, come il ransomware; ha capacità investigative approfondite e offre visibilità centralizzata su tutta la rete, utilizzando un set di strumenti EDR avanzati e un agent leggero all-in-one.
Trend Micro Cloud App Security permette di sfruttare l’efficienza dei servizi cloud, senza sacrificare la sicurezza. Protegge le email di Office 365 in entrata e quelle che circolano internamente da malware avanzati e da altre minacce, oltre a implementare i criteri di conformità nei servizi di condivisione dei file e di collaborazione nel cloud, tra cui Box, Dropbox, Google Drive, Microsoft SharePoint online, Microsoft OneDrive for Business e Microsoft Teams. Infine, Trend Micro Email Security blocca più attacchi di phishing, ransomware e Business email compromise. Questa soluzione utilizza tecnologie avanzate come machine learning, analisi sandbox, prevenzione della perdita di dati (Dlp, Data Loss Prevention) e altri metodi per bloccare tutti i tipi di minacce email. Trend Micro Email Security protegge Microsoft Exchange, Microsoft Office 365, Gmail e altre soluzioni email in hosting e in locale.

Cybersecurity per l’ecosistema Microsoft
La diffusione delle soluzioni Microsoft nelle Pmi italiane è a livelli molto elevati; naturale quindi che la società abbia pensato a soluzioni di sicurezza per le piattaforme e Vodafone Business abbia scelto di proporle ai propri clienti. Microsoft, nominata leader nel Magic Quadrant di Gartner per gli strumenti di gestione unificata degli endpoint, propone Enterprise Mobility + Security (EMS): una piattaforma intelligente per la gestione della mobilità e della sicurezza, che aiuta a proteggere l’azienda, offrendo allo stesso tempo ai dipendenti modi nuovi e flessibili di lavorare.
La suite è rivolta alle organizzazioni che vogliono dotarsi di una soluzione cloud completa, che consente di gestire in maniera sicura e intuitiva applicazioni, dispositivi e dati, assicurando elevata produttività su tutti i tipi di device. Ems dunque permette la gestione di identity, applicazioni, dispositivi e dati. EMS e i relativi prodotti aumentano le funzionalità di sicurezza di Windows 10 e Microsoft 365 e le estendono all’intero ambiente, inclusi gli investimenti non forniti da Microsoft. EMS viene proposta in due pacchetti, denominati E3 ed E5.
Alle funzioni di gestione di identità e accesso, protezione delle informazioni, protezione dalle minacce e sicurezza del cloud presenti nella proposta E3, Enterprise Mobility + Security E5 aggiunge funzionalità di protezione avanzate, che compongono l’approccio olistico e innovativo alla sicurezza in fatto di mobilità aziendale.
Alcune funzionalità della versione E5 erano precedentemente disponibili solo come prodotti autonomi, ad esempio Microsoft Cloud App Security, o come prodotti in anteprima, ad esempio Microsoft Azure Active Directory Identity Protection, Azure Active Directory Privileged Identity Management e Azure Information Protection.
Microsoft Advanced Threat Analytics consente di capire cosa sta accadendo all’interno della rete, identificando attività sospette di utenti e dispositivi con intelligenza integrata e fornendo informazioni chiare e pertinenti sulle minacce in una semplice timeline di attacco. La soluzione Microsoft sfrutta la tecnologia Deep Packet Inspection, oltre a informazioni provenienti da fonti di dati aggiuntive (Security Information ed Event Management e Active Directory) per costruire un grafico di sicurezza organizzativa e rilevare attacchi avanzati quasi in tempo reale.
Azure Advanced Threat Protection (Atp) è un servizio che consente di proteggere gli ambienti ibridi aziendali da più tipi di attacchi informatici mirati avanzati e minacce interne. Il servizio monitora i comportamenti di utenti, dispositivi e risorse, rileva immediatamente le anomalie e consegna informazioni dettagliate sulle minacce avanzate in locale e sul cloud.
Microsoft Cloud App Security è un broker di sicurezza di accesso al cloud (Casb, Cloud Access Security Broker) che supporta varie modalità di distribuzione, inclusa la raccolta di log, i connettori API e il proxy inverso. Offre visibilità, controllo sui dati durante il trasferimento e strumenti di analisi avanzati per identificare e contrastare minacce informatiche per tutti i servizi cloud Microsoft e di terze parti. Si integra in modo nativo con le principali soluzioni Microsoft ed è progettato per le esigenze dei professionisti della sicurezza.

Threat intelligence e analisi GDPR
Per rendere l’offerta di cybersecurity ancora più organica, Vodafone Business ha stretto un accordo con Swascan, per mettere a disposizione dei suoi clienti una soluzione complementare alle proposte in tema di sicurezza informatica. Infatti, Swascan è in grado di identificare, analizzare e risolvere le criticità, problematiche e vulnerabilità di cybersecurity degli asset aziendali a livello di siti web, applicazioni web, mobile app e network.
Oltre a queste importanti funzionalità di threat intelligence, con la soluzione di Swascan i clienti di Vodafone Business potranno affrontare lo spinoso tema del GDPR la normativa europea in materia di protezione dei dati. Il nuovo regolamento generale europeo riguarda persone, società e organizzazioni che raccolgono e gestiscono qualsiasi tipo di dato personale in Europa, e le organizzazioni devono considerare la piena adozione del Gdpr non come un costo, ma come un investimento sul futuro della trasformazione digitale. Senza scordare che, in caso di violazione, il meccanismo sanzionatorio è fra i più onerosi della storia, arrivando a svariati milioni di euro.
Swascan mette a disposizione degli utenti GDPR Self Assessment, un servizio in grado di effettuare analisi e fornire il livello di compliance GDPR. Non solo: Swascan può identificare le criticità e proporre priorità di intervento e generare automaticamente un report in formato Pdf. A breve Vodafone proporrà anche il servizio Swascan Domain Threat Intelligence, che permette di identificare in maniera preventiva l’esposizione al rischio di data breach ed email compromesse delle aziende. Si tratta di un fattore molto importante, che permette alle aziende di implementare fin da subito una strategia di cybersecurity e diminuire le probabilità di essere attaccate.




Perché oggi le aziende sono liquide e vanno protette ovunque

La trasformazione digitale non è più una teoria: molte Pmi italiane negli ultimi mesi hanno di fatto compiuto il salto qualitativo che mancava da tempo, adottando soluzioni di smart working e digitali.

Sarebbe fin troppo facile, tuttavia, pensare di aver superato tutti gli ostacoli e che la strada sia in discesa. Infatti, la rarefazione degli ambienti di lavoro ha portato alla creazione di nuove aziende liquide.

Parliamo di aziende per cui le sedi geografiche fisiche sono superate dalla realtà attuale: di fatto quasi tutte le organizzazioni italiane (e non solo) hanno dipendenti attivi nei luoghi più diversi, spesso nelle abitazioni private.

è facile, immediato, quasi istintivo, comprendere i grandi vantaggi di poter svolgere le proprie mansioni da smartphone, tablet e laptop. Quello che tuttavia spesso si sottovaluta è l’aspetto legato alla cybersecurity.

Se l’azienda oggi è ovunque, liquida, va protetta ovunque essa sia.

Perché una azienda può e spesso deve essere diffusa, ma non per questo fuori controllo.

Soprattutto perché se una azienda è ovunque, lo sono anche i cybercriminali.
Una fonte autorevole come il Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) nel proprio rapporto 2020 ha lanciato un serio campanello di allarme: nel triennio 2017-2019 gli attacchi informatici gravi sono infatti aumentati del 48%, e la crescita ha avuto un ulteriore accelerazione nell’ultimo semestre del 2019.

Azienda liquida e consapevole 

L’elemento chiave della sicurezza informatica è senza dubbio la consapevolezza. Solo con un adeguato livello di comprensione di quali siano i rischi potenziali sarà possibile rispondere con decisione ed efficacia, preservando la propria azienda e la sua integrità.

La gestione dei device è uno dei tasselli base della cybersecurity. Oggi il fenomeno BYOD (bring your own device) è assurto a norma in moltissime aziende, e questo comporta il rischio concreto di un altro fenomeno, che va di pari passo: lo shadow IT, in altre parole l’utilizzo in ambiente aziendale di hardware o software non autorizzati e all’insaputa del dipartimento IT.

Per di più, entrare a far parte di una rete aziendale con dispositivi non protetti espone alla potenziale perdita di controllo anche su informazioni personali: dati di identificazione, combinate con altri dati personali, possono provocare un furto d’identità.

Quanti endpoint da proteggere

Proteggere gli endpoint diventa è quindi essenziale. Quello che deve essere chiaro è che il concetto di endpoint nel tempo si è nel tempo molto ampliato.

Un tempo avremmo parlato di computer e server. Oggi gli elementi da considerare sono anche altri. Laptop, smartphone, tablet, ma anche un POS: tutti questi sono esempi di endpoint, e per difenderli è necessario dotarsi di una valida soluzione di endpoint protection.

La gestione delle email è un ulteriore, e noto, punto debole della sicurezza informatica. È indispensabile prestare sempre attenzione alle email anche se sembrano provenire da una persona conosciuta o da un’azienda affidabile.

Al pari del BYOD, è impensabile lasciare che sia la sola attenzione di ogni singolo utente a fare da baluardo contro i criminali informatici: la tecnologia va sfruttata appieno ed esistono soluzioni molto efficaci. 

Un’altra tecnologia molto diffusa nelle aziende di ogni dimensione è il cloud.

Proteggere le email cloud-based, insieme ad altri servizi condivisione di file e di collaborazione nel cloud è indispensabile per garantire la cybersecurity. Altrettanto importante mettere in sicurezza le applicazioni cloud, dato che sono numerose le soluzioni SaaS presenti in azienda, come ad esempio Microsoft Office 365.

Controllare tutto, mettere in sicurezza tutti

Il controllo a tutto campo delle potenziali vulnerabilità è l’elemento chiave che governa tutto quanto finora esposto: una soluzione software in grado di verificare anche potenziali lacune nell’infrastruttura di rete e, fattore fondamentale, la compliance alle normative vigenti, GDPR in primis: il meccanismo sanzionatorio per chi ne violasse le severe regole è fra i più onerosi in assoluto, e nessuna organizzazione può pensare di ignorarne i dettami.

Sono quindi molti i tasselli di cui si compone il puzzle della sicurezza informatica, e nessuno pensi di potersi considerare una specie di porto franco nei confronti dei criminali informatici.

Non esistono settori meno a rischio e neppure ha alcuna rilevanza la dimensione della propria realtà aziendale. L’unica scelta sensata è muoversi subito, mettere in sicurezza la propria impresa scegliendo un partner solido e di comprovata affidabilità: è in gioco il proprio futuro aziendale.

Tutti gli strumenti Vodafone per la digital life delle Pmi

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Rete, creazione di sito web, e-commerce, pagamenti in mobilità, digital marketing, gestione delle recensioni, fino alla smart mobility dei dipendenti: tutte le soluzioni di Vodafone per la trasformazione in digitale delle Pmi

Affrontare la digitalizzazione e al tempo stesso modificare, talvolta radicalmente, il proprio modello di business: sono sfide impegnative, per molti professionisti e imprenditori italiani in questa lunga fase 3 che si sta configurando a una nuova normalità.

Indebolite finanziariamente da mesi di fatturato prossimo allo zero, molte Pmi hanno dovuto impostare una ripartenzache in alcuni settori verticali si è dimostrata essere complessa, basti pensare al settore horeca.

In questi frangenti è fondamentale fare uno scatto culturale e avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma non solo: mai come ora è valido il motto “nessuno si salva da solo”.

Affrontare un percorso di trasformazione digitale in autonomia non è per nulla consigliabile, e siamo certi che molti colleghi o competitor di chi si appresta a dotarsi di strumenti digitali saranno d’accordo con noi.

Partendo dalla base, qualsiasi attività digitale non può prescindere da una connettività a banda larga performante fissa e mobile: Vodafone lo garantisce grazie alla GigaNetwork, che è foriera di connessioni 5G, le cui sperimentazioni sono partire da tempo e con brillanti risultati.

La rete è quindi un fattore abilitante, anche se da sola non sufficiente a garantire la trasformazione digitale di una Pmi.

La creazione di una doppia presenza, fisica e digitale (un digital twin lo abbiamo chiamato) è auspicabile e permette agli imprenditori italiani di avere una identità digitale che garantisce presenza, immagine e supporto a clienti e fornitori.

Il pensiero va sicuramente agli e-commerce: una realtà consolidata nel mondo dei large enterprise, molto meno per le piccole e piccolissime imprese, spesso legate a un tradizionale commercio all’ingrosso o al dettaglio solo in presenza.

Vodafone Digital Retail

Vodafone aiuta queste aziende a superare le complessità e le diffidenze iniziali assistendo i propri clienti nella creazione del proprio store online, ma non solo: ad esempio, Vodafone Digital Retail si occupa di “trasportare” un business tradizionale nella nuova normalità, grazie ad una soluzione completa per digitalizzare il negozio con strumenti semplici, che permettono di comunicare con i clienti in modo efficace e generare più vendite.

Per raggiungere questi risultati la piattaforma abilitante e la connettività fisso/mobile di Vodafone Business fa squadra con Movylo.

Infatti, grazie a Movylo le organizzazioni ottengono una soluzione per promuovere la propria attività e comunicare offerte ai clienti, in modo semplice e automatizzato.

Fondamentale anche la raggiungibilità da parte dei clienti (ricordate il digital twin?) attraverso un sito web professionale. Un consulente dedicato si occuperà della creazione del sito secondo le indicazioni dell’imprenditore.

E per i pagamenti in mobilità? La soluzione si chiama SumUp, il mobile POS leggero, pratico e tascabile, perfetto per lavorare in mobilita e non perdere un’opportunità’ di farsi pagare.

Movylo é come un ufficio marketing a disposizione delle piccole e medie imprese: questo permette di misurare l’andamento delle promozioni, per poter migliorare costantemente contribuendo a fidelizzare i clienti e a incrementare i guadagni.

Anche in questo caso, dunque, Vodafone Business aiuta le piccole realtà a superare digital divide, sia esso tecnico (con la connettività a banda ultralarga) o determinato da skill shortage (grazie a strumenti potenti e semplici da usare, oltre al prezioso supporto del consulente dedicato).

Smart insight a portata di mano

Vodafone Business non trascura il settore horeca: una peculiarità che caratterizza questo segmento è la gestione delle recensioni dei clienti, oltre al monitoraggio dei competitor. E degli insight.

A questo mondo, così nevralgico in Italia, Vodafone Business propone Travel Appeal Hospitality, declinato secondo le specifiche esigenze di piccole e grandi realtà sia della ristorazione (con Travel Appeal F&B e Travel Appeal F&B PREMIUM) che della hospitality, valide per piccoli B6B così come per resort e piccole catene alberghiere (in questo caso, Travel Appeal Hospitality PRO e Travel Appeal Hospitality PREMIUM).

Vodafone Business dimostra di sapersi calare a fondo nei panni delle realtà cui si rivolge, e infatti le proprie soluzioni comprendono funzioni importantissime come la gestione delle recensioni su oltre 100 canali e risposta diretta a tutte le recensioni dalla piattaforma, oppure il monitoraggio fino a 10 competitor, fino a caratteristiche molto sofisticate (e in grado di dare vantaggi competitivi) come gli Smart Insight personalizzati basati su intelligenza artificiale.

L’approccio attivo al mondo delle recensioni è un vero game changer nel mondo horeca: Il 79% dei viaggiatori legge da 6 a 12 recensioni prima di scegliere un alloggio, e l’80% dei viaggiatori apprezza un hotel ancora di più se il personale risponde con attenzione alle recensioni. Sono numeri che si commentano da soli e aumentano ulteriormente il valore intrinseco di Travel Appeal Hospitality.

Che Vodafone Business sia pienamente consapevole delle esigenze in continuo mutamento del settore, lo testimonia la soluzione Food Delivery, pensata per digitalizzare il locale con strumenti semplici, che permettono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano l’esperienza dei clienti.

Grazie a SmartTouch Menu Vodafone Business permette agli esercenti di gestire gli ordini dei clienti sia dal tavolo, che d’asporto e a domicilio, anche con pagamento anticipato.

SmartTouch permette di valorizzare il menù con immagini e descrizioni dei piatti; inoltre aiuta l’imprenditore della ristorazione a imparare le abitudini dei clienti e a fidelizzarli con attività promozionali.

Tutti al lavoro con una app

Oltre a gestire il rapporto con il cliente, le imprese italiane (in particolare quelle più strutturate) si sono confrontate con le difficoltà di gestire una forza lavoro quanto mai rarefatta e distribuita in luoghi sempre diversi.

A queste realtà si rivolge Vodafone Business con l’app Smart Mobility Special Edition.

La proposta di Vodafone risolve numerose problematiche, come il registro presenza attraverso timbratura da remotoevitando assembramenti: un supporto concreto al distanziamento sociale, che riduce inutili perdite di tempo (e di produttività).

L’app si occupa anche della gestione dei turni di lavoro, di ferie e malattia e, fondamentale, dello smart working.

Smart Mobility Special Edition abilita inoltre la comunicazione azienda-dipendenti, resa molto complessa da lockdown e conseguenti attività lavorative da remoto: permette l’invio di informazioni tempestive a tutti i dipendenti, con un click. Insomma, un unico canale diretto dal dipendente all’azienda.

Se l’app offre ai collaboratori un valido e semplice strumento, al tempo stesso l’azienda potrà contare su una dashboard di gestione semplice ed intuitiva per pubblicare le news, leggere le richieste dei dipendenti e gestire tutte le funzionalità.

Con Smart Mobility un’impresa potrà quindi organizzare le attività dei collaboratori in mobilità e ottimizzare la gestione delle note spese e della timbratura.

Il tutto avendo a disposizione una reportistica sempre aggiornata per monitorare al meglio le attività, liberando il potenziale dello smart working. Vodafone Business è quindi il partner ideale a 360 gradi per le Pmi e non solo: ripartire è possibile, con gli strumenti giusti e un partner di questo livello.

La nuova normalità è digitale: le soluzioni Vodafone Business per la ripartenza delle aziende italiane

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Il software per collaborare, i dispositivi per lo smart working, le piattaforme per digitalizzare i negozi, vendere, incassare e consegnare prodotti, i sistemi per la misurazione della salute e il controllo degli accessi, il tutto su una rete ad alte prestazioni, quella di Vodafone.

Dopo duri mesi di lockdown a causa della emergenza coronavirus e una fase 2 piena di incertezze, l’Italia è decisamente avviata nella fase 3, con una ripartenza in pieno svolgimento, non più una chimera all’orizzonte.
Tuttavia, le incognite e le difficolta cui fare fronte sono molte, come stanno sperimentando le piccole e medie imprese italiane. Infatti, se è vero che molti dei limiti imposti dal Covid-19 sono venuti meno, altri vincoli rimarranno in essere per molto tempo, primo fra tutti il distanziamento sociale.
Per le nostre Pmi è anche vitale non disperdere quanto appreso in questo complesso inizio di 2020, soprattutto da un punto di vista delle tecnologie abilitanti. Anche nella nuova normalità ci sarà grande bisogno di sfruttare le piattaforme di collaboration al fine di massimizzare lo smart working, rivelatosi fondamentale in molte situazioni.
In supporto delle organizzazioni italiane, Vodafone Business si è mossa con tempismo ed efficacia: forte della Giga Network e di un know-how invidiabile, la società ha intuito con anticipo che ci sarebbe stato grande bisogno di leader in grado di guidare la ripartenza: l’Italia è un paese di eccellenze invidiabili, ma anche composto da un grande numero di Pmi che – senza un supporto adeguato – rischiano di non farcela a superare una crisi senza precedenti a memoria d’uomo.

Collaborare è smart
Per abilitare efficacemente la collaboration, sono necessarie importanti sinergie. Per questo Vodafone ha scelto Microsoft come partner: le due società condividono solida esperienza e capacità visionaria, oltre ad avere competenze e tecnologie perfettamente complementari. Il mix di connettività Vodafone, Microsoft Teams e 365 offre strumenti best in class alle aziende italiane, in particolare la modalità as-a-service ben si presta alle necessità delle PMI, la cui capacità di spesa è stata duramente messa alla prova da un prolungato periodo a fatturato zero.
Sarebbe infatti impossibile parlare di cloud computing e di servizi, senza una connettività di livello superiore. E che in questo Vodafone abbia poco da imparare lo testimoniano il successo sul mercato, e anche test indipendenti come quello di Altroconsumo sulla rete mobile: inutile dire che è proprio quella di Vodafone la più performante.
La proposta di Vodafone è molto puntuale nel rispondere alle esigenze del mondo PMI italiano: Smart Working Start, ad esempio, offre Microsoft 365, Red Data Pass Unlimited con 60 Gb di traffico (ma con giga illimitati per email, mappe, social, chat e musica) e in aggiunta un tablet Samsung Tab A. Una soluzione tailor-made per i professionisti in mobilità, e che nella versione Pro aggiunge anche OneNet l’offerta di rete fissa con Fibra con 1 Tb di archiviazione su cloud e backup su rete mobile 4G: un vero esempio di business continuity.
Vodafone Business è ben consapevole delle peculiarità di tutti i mercati verticali italiani, e sceglie di abilitarli con tecnologie tanto best in class quanto semplici da usare, due parametri essenziali per le nostre PMI e perfettamente in linea con il loro modo di operare e rapportarsi con i clienti.

Digitalizzare il negozio
Ad esempio, la soluzione Digital Delivery di Vodafone Business consente ai clienti che si occupano di commercio al dettaglio di beni alimentari, bar, ristoranti di ricevere ordinazioni online. Sia che si tratti di consegna take-away o di delivery, il pagamento avviene in totale sicurezza grazie alla connettività a banda larga e al backup su rete 4G, e può essere effettuato anche tramite SumUp permettendo incassi elettronici in mobilità.
Inoltre, con SmartTouch Menu Vodafone Business offre un Innovativo servizio di self-ordering di prossimità: Il cliente ordina con il proprio smartphone e la comanda è emessa dalla stampante termica, visualizzata sul tablet o su pc dell’esercente. Al cameriere non resta che portare al tavolo quanto richiesto, o di predisporre un delivery. Nuovamente alta tecnologia, gestione della nuova normalità (esigenze sanitarie e distanziamento sociale) e trasformazione digitale permettono al cliente Vodafone Business di migliorare le proprie performance con semplicità e piena aderenza alle normative.
Per il Digital Retail Vodafone mette in campo una soluzione completa per digitalizzare il negozio con strumenti semplici che consentono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano la customer experience. Il team digitale di Vodafone Business disegnerà e metterà online il sito, già ottimizzato per i motori di ricerca. Grazie a Movylo Start (fino a 1.000 clienti) le Pmi possono comunicare in modo efficace con i clienti e aumentare le vendite del negozio. Fidelizzazione della customer base, invio di coupon e messaggi promozionali e analisi delle vendite sono strumenti preziosi per qualsiasi piccolo imprenditore. Per le realtà più strutturate, Movylo Premium prevede anche la creazione di un ecommerce, la chiamata mensile di un consulente e allarga la customer base a 10.000 clienti.

Reti digitali per controllo accessi e temperatura

Le reti digitali sono le infrastrutture alla base della trasformazione digitale e della industria 4.0; sulle tecnologie come il 5G si basano tutti i progetti evoluti di edge computing e IoT.
Anche sul 5G Vodafone si è dimostrata efficace e lungimirante: le offerte sono da tempo sul mercato, e lo sviluppo della infrastruttura è stato solo parzialmente rallentato dalla emergenza coronavirus.
Abbiamo assistito ad una dimostrazione davvero efficace della implementazione 5G di Vodafone in campo che ci ha convinto appieno. La banda ultralarga e la bassa latenza offerti dal 5G di Vodafone in grado di gestire un impianto manifatturiero in industria 4.0. Sappiamo infatti che la tecnologia Industrial Internet of Things richiede latenza molto bassa, e il 5G è perfetto per questo scopo. Inoltre, questa tecnologia è resiliente ad un numero molto elevato di dispositivi collegati in contemporanea: lo scenario ideale per una PMI manifatturiera (e non solo)
Se a questo sommiamo il problema del distanziamento sociale (per non parlare di una malaugurata seconda ondata di Covid-19), è certo che anche le Pmi italiane si stanno attrezzando per non dover subire ulteriori contraccolpi determinati da lockdown improvvisi.
Il ruolo centrale delle telco durante il periodo di lockdown è stato centrale e determinante per evitare il collasso del sistema paese; grande aiuto è venuto dalla forte complementarietà di reti fissa e mobile di Vodafone: il mobile ha supplito a eventuali carenze nella connettività fissa o situazioni in cui era più conveniente usare la rete mobile. Infatti Vodafone ha registrato un incremento anche nel traffico di tethering (cellulari usati come hotspot). Non avere anelli deboli sembra essere una abitudine per la società.
È tuttavia doveroso ricordare come l’unlock passi inevitabilmente per movimenti e presenza fisica in molti luoghi: uffici, aziende ma anche ospedali, stazioni ed aeroporti. Gestire il distanziamento sociale e il rilevamento delle temperature potrebbe rivelarsi un compito improbo, soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte. Per rispondere a questa esigenza concreta, Vodafone ha risposto con tecnologie abilitanti e soprattutto chiavi in mano. Non è infatti questo il momento di gravare di ulteriori responsabilità le Pmi italiane.
Le piattaforme di Vodafone dedicate all’IoT hanno consentito la creazione di dispositivi con intelligenza interna per controllo accessi, rilevazione temperatura e presenza mascherina. Non solo, la Soluzione Body Temperature Screeningè anche in grado di dare consenso di apertura automatica ad un tornello se integrato con sistema di controllo accessi.
Per ambienti più frequentati, con varchi di ingresso più ampi, la Soluzione Multi Temperature Screening PRO consiste in una telecamera in grado di misurare la temperatura fino a 30 persone contemporaneamente, incluso di rilevatore black body per calibrazione della misurazione. La connettività può essere sia via LAN che mobile e permette la gestione e il controllo di ampi spazi e varchi, con invio alert locali ai referenti dell’azienda. In questo modo si riduce la necessità di presenza di personale di controllo, riducendo rischi sanitari e costi a carico delle organizzazioni. La classica situazione in cui tutti vincono: gli utenti che vedono tutelata la propria sicurezza e le aziende che possono avere una tecnologia best in class sicura, semplice da gestire e chiavi in mano.

Riprende la campagna TWOSIDES “Love Paper”

Da metà settembre ha ripreso il via la campagna TWOSIDES “Love Paper” con un nuovo brand (Love Paper) e un sito dedicato https://it.lovepaper.org/ agli approfondimenti sul mondo della carta in termini di creatività, formazione e sostenibilità. Oltre ai contenuti della pagine pubblicitarie, sul sito di “Love Paper” è possibile trovare numerosi spunti per “creare” con la carta. Non solo origami, puzzles, disegni per bambini e adulti ma anche “saper scrivere” una lettera su carta. Tutti i lavori che saranno inviati a Two Sides “Love Paper” attraverso il sito avranno una vetrina (#LovePaperCreations) sui canali social del progetto, per raccontare come i consumatori italiani amano la “carta” e la sua sostenibilità.

La campagna “Love Paper” ha l’obiettivo di smentire, presso il pubblico dei consumatori e in particolare dei più giovani, i luoghi comuni che tendono ancora ad associare l’uso della carta a problemi ambientali quali il fenomeno della deforestazione, la generazione di rifiuti o il consumo di energia. Luoghi comuni che la filiera della carta e dell’informazione intende contrastare con #notizievere supportate da dati sulle reali prestazioni ambientali della filiera della carta e della stampa, sulla forestazione (FAO 2005-2015) e sul riciclo della carta (ERPC European European Paper Recycling Council 2018).

Questi gli obiettivi della campagna stampa, messa a punto da TWOSIDES Europe e adattata per l’Italia da TWOSIDES – Il lato verde della carta con il supporto di Marinoni Copy, e realizzata attraverso inserzioni sulla stampa quotidiana e periodica grazie alla collaborazione con le associazioni degli editori FIEG e ANES.

La campagna è declinata su tre soggetti con differenti head focalizzate sulla crescita forestale europea, LA CARTA AMA GLI ALBERI, sulla performance del riciclo della carta, DA CARTA RINASCE CARTA, e sui temi della quota di energia sostenibile e rinnovabile utilizzata in Europa per produrre carta e dei vantaggi di memorabilità della lettura su carta, CARTA, ENERGIA PER LA MENTE.

In Italia resta forte la convinzione – addirittura per l’80% degli intervistati – che la superficie delle foreste europee si vada riducendo in ragione del consumo della carta, una convinzione più radicata che nel resto d’Europa (58% degli intervistati – Fonte indagine Toluna per TwoSides 2018). Mentre, invece, la #notiziavera è l’esatto contrario: in Europa sono più gli alberi piantati di quelli tagliati e in dieci anni le foreste europee sono cresciute di un’area pari a 1.500 campi da calcio al giorno (41.285 Km2 – dato FAO 2005-2015). Di fatto, come recentemente dimostrato da quanto sta accadendo in Amazzonia, la deforestazione viene principalmente praticata per convertire le foreste in terreni agricoli. L’Europa è inoltre al top della performance di riciclo, con più del 72% della carta e del cartone che viene riciclato sul proprio territorio: quasi 2.000 chili ogni secondo (Dato ERPC 2018).

La Federazione Carta e Grafica presenta il Progetto Sostenibilità

La Federazione Carta e Grafica ha presentato online “Sostenibilità e circolarità nella nuova value chain: come promuoverle e comunicarle?”. Il tema della comunicazione ambientale si inserisce in una più ampia iniziativa della Federazione: il Progetto Sostenibilità coordinato dalla project leader Elisabetta Bottazzoli, che ha l’obiettivo di guidare le aziende della filiera nell’attuazione del nuovo paradigma ambientale, fondamentale per il futuro del comparto manifatturiero. Un obiettivo che l’industria si è data sulla base dei target dall’Agenda 2030 dell’Onu e che Confindustria ha ribadito come fondamentale realizzando il primo Report di sostenibilità diffuso la scorsa primavera.

“Siamo molto soddisfatti come organizzatori della sensibilità dimostrata dai tre segmenti della nostra filiera alla presentazione di questo progetto, che è sicuramente di medio termine: parte dal presupposto che le aziende oggi non siano solo parte della catena del valore, ma rivestano il ruolo di attori ambientali, sociali ed economici. Ciò rientra anche nella tassonomia della UE: il legislatore europeo sta orientandosi sempre di più verso un postulato di azienda aperta all’ambiente, agli stakeholder interni ed esterni, non limitata alla catena del valore” ha affermato Andrea Briganti, direttore generale della Federazione Carta Grafica all’apertura del webinar.

L’approccio sostenibile è una tendenza ormai irreversibile che abbina vantaggi per l’impresa, per l’ambiente e per l’intera catena di creazione del valore. Si fonda sulla circolarità, su un ciclo produttivo virtuoso e senza materiali destinati a smaltimento, da reimpiegare a fine linea come materie prime. Ma è già presente a valle della produzione, fra i valori fondanti delle strategie aziendali, declinato nei tre filoni ambientalesociale ed economico/finanziario. “Un approccio peraltro premiante in un’ottica di Recovery Fund – attraverso il quale la Commissione UE ha previsto complessivamente circa 750 miliardi di euro di investimenti per il rilancio economico europeo – del quale parte consistente è vincolato all’economia circolare, alla transizione energetica, alla digitalizzazione e quindi a Industry 4.0, temi sui quali la Federazione sta lavorando.

Nel corso del webinar Valeria Fazio, senior manager di BDO Italia – Divisione Sustainable Innovation ha presentato “La sostenibilità come chiave evolutiva per le aziende”, con i relativi vantaggi che apporta al modello di business aziendale. Francesco Bicciato e Arianna Lovera, Segretario generale e Senior programme officer del Forum Finanza Sostenibile, hanno invece affrontato “L’importanza della sostenibilità nelle scelte di investimento”.

L’attenzione alle dinamiche aziendali di sostenibilità oggi è imprescindibile, non solo per creare valore finanziario e per l’accesso al credito, ma per dare vita a filiere virtuose: le uniche oggi proiettate alla compatibilità e ad essere competitive in un futuro che presenterà vincoli sempre più stringenti, anche a livello legislativo.

Un esempio di buona pratica: bilancio consolidato e report ambiente e sicurezza è stato presentato da Paolo Azzolini, QEH&S del Gruppo Fedrigoni azienda da anni proiettata alla valorizzazione ambientale del proprio business in termini di supply chain virtuosa e sostenibile.

 

Valmet acquisisce PMP Group

L’11 settembre 2020 Valmet ha stipulato un accordo per l’acquisizione del Gruppo PMP in Polonia. Il valore aziendale dell’acquisizione è di circa 64 milioni di euro, più una componente di earn-out condizionato e limitato. Si stima che l’acquisizione sarà completata al più presto il 1° ottobre 2020.

PMP Group fornisce tecnologie di processo e servizi per macchine tissue, cartone e macchine per la produzione di carta a livello globale, concentrandosi sulle macchine tissue di piccole e medie dimensioni e sulla costruzione di macchine per la produzione di carta e cartone. Il fatturato netto della società è stato di circa 70 milioni di euro nell’anno fiscale 2019. L’azienda impiega circa 650 dipendenti, la maggior parte dei quali si trova in Polonia e il resto in Cina, USA e Italia.

Jari Vähäpesola, presidente Business Line Paper Valmet: «L’acquisizione riunirà due aziende con offerte e segmenti di clientela diversi. Il portafoglio di tecnologie e servizi di PMP per le macchine tissue, cartone e carta di piccole e medie dimensioni sarà un ottimo complemento all’attuale tecnologia e servizi di Valmet. Insieme al portafoglio prodotti di PMP, alla loro competenza e alla loro presenza in mercati strategici, creeremo nuove opportunità di business e rafforzeremo ulteriormente le nostre capacità di servire i produttori di carta, cartone e tissue a livello globale. PMP ha un team molto competente e sono felice di dar loro un caloroso benvenuto in Valmet».